Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

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Con VLHC minori costi energetici e minore impatto di fitopatie in serra

28 Maggio, 2014

La richiesta di tecnologie innovative per mantenere alte le rese e abbassare l’impatto energetico porta allo sviluppo di tecnologie nuove. Una tecnologia innovativa interessante è presentata da “AGAM-greenhouses” che sta esportando in tutto il mondo il suo VLHC (Ventilated Latent Heat Converter), ovvero uno strumento in grado di riscaldare la serra consumando meno energia e al tempo stesso diminuendo l’umidità relativa.

VLHC funziona prendendo l’acqua dall’umidità dell’aria all’interno della serra insieme con aria fresca. Innanzitutto converte il vapor d'acqua in acqua liquida e calore soffiando l’aria in una soluzione salina, quindi il flusso passa attraverso una matrice riempita di elementi de-essicanti all’interno di una torre di raffreddamento compatta. A questo punto, il vapore scalda naturalmente il de-essiccatore e il calore prodotto viene rilasciato dall’unità fornendo così aria calda e secca alla serra.
Di fatto, l’unità VLHC converte in modo efficace in calore utilizzabile il calore latente immagazzinato nel vapore acqueo, abbattendo così i costi energetici per il mantenimento delle serre alla giusta temperatura.
L’unità VLHC diminuisce anche l’umidità relativa, con conseguenze benefiche anche sulla propagazione di funghi. La minor facilità a proliferare dei funghi, comporta una minor necessità di ricorrere a pesticidi. La diminuzione nell’umidità relative dell’aria è tanto più marcata quanto maggiore è la tenuta della serra. In generale si riscontra un’umidità relativa media del 78% contro un’umidità relativa dell’82% nelle serre riscaldate con tubi ad acqua calda. In condizioni estreme, l’unità VLHC ha totalizzato un’umidità del 83% mentre quella tradizionale è arrivata a 88%.
Inoltre, l’abbattimento nei filtri di CO2 consente di minimizzare l’apporto esterno di aria fredda con un conseguente ulteriore risparmio energetico.
In totale si stima un risparmio del 40-60% di spese energetiche.

VLHC funziona utilizzando una potenza elettrica pari a 2 kW. In ingresso impiega una potenza totale di 25kW mentre la potenza totale in uscita è di 95kW.
Il tempo di ammortamento o di ritorno dell’investimento dipende da diversi fattori, tra cui il clima, il costo dell’energia e il tipo di coltura. In generale si ha il rientro dell’investimento nel tempo minimo di un anno e mezzo fino ad un massimo di quattro anni.

Sperimentazioni sono state effettuate in diversi paesi, tra cui Israele, luogo di origine della tecnologia VLHC, in paesi del nord Europa (Scandinavia, Benelux, Germania, Finlandia) e in Stati Uniti, Cina e Giappone.
Una sperimentazione svedese ha dimostrato come l’impiego di questo dispositivo riduca significativamente la diffusione della botrite (Botrytis) e, in generale, di muffe, batteri e funghi che proliferano in presenza di umidità. La diminuzione della diffusione di malattie, che comporta un minor ricorso ai fitofarmaci, rende l’unità VLHC un mezzo consigliato anche per l’agricoltura biologica.

I risultati di alcune sperimentazioni sono visibili negli allegati.

Per saperne di più: Agam-greenhouses

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