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Classificazione dei terreni: Tessitura

La tessitura di un terreno è determinata dalla percentuale in peso delle particelle elementari che lo compongono, classificate per categorie convenzionali di diverso diametro in: sabbia, limo e argilla.
Queste tre frazioni minerali rappresentano la cosiddetta terra fine, il cui diametro é inferiore ai 2 mm. Le classificazioni granulometriche proposte per la terra fine sono diverse, ma la più usata è quella di Attemberg (1913), adottata dalla IASS (International Association of Soil Science).

Le particelle con un diametro superiore ai 2 mm (ghiaino, ghiaia e pietre) vengono indicate come scheletro e sono escluse dalla determinazione della tessitura, in quanto non contribuiscono alla capacità di ritenzione dell’acqua e degli elementi nutritivi del terreno. L’abbondante presenza di pietre ha comunque effetti sulla gestione del terreno, principalmente perché determina una maggiore difficoltà nelle lavorazioni; spesso quindi alla denominazione della tessitura viene aggiunto un aggettivo che ne segnala la presenza.
In base alla percentuale in peso, il contenuto di scheletro può essere definito:

inconsistente < del 5%
sensibile 5-20%
abbondante 20-40%
prevalente > 40%

La tessitura del terreno può essere definita attraverso gli aggettivi sabbioso, limoso o argilloso, in relazione al prevalere delle proprietà tipiche di una delle classi granulometriche della terra fine. Quando un terreno viene definito franco o di medio impasto, invece, si vuole indicare una miscela delle tre classi granulometriche tale per cui il terreno esibisce in modo pressoché equivalente le proprietà di ciascuna classe. Questo non significa che le tre classi siano presenti in proporzioni identiche, ma che l’argilla é meno abbondante di sabbia e limo, dal momento che essa é in grado di esprimere le sue proprietà a percentuali minori rispetto alle altre due classi.

La maggiore o minore percentuale di particelle elementari di ciascuna classe granulometrica, presente in un terreno, dà origine a diversi tipi di tessitura, che possono essere ricavati utilizzando il cosiddetto triangolo di tessitura.

L’analisi del terreno per la determinazione della tessitura viene realizzata con appositi setacci per separare lo scheletro dalla terra fine, e mediante tecniche che ricorrono ai principi della sedimentazione per separare le particelle più fini.