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Biometano: una risorsa da sfruttare al meglio

Per raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di gas effetto serra e aumentare la quota di carburanti alternativi e rinnovabili come richiesto dalla Dir. 2009/28/CE entro il 2020, i veicoli urbani ed extraurbani per il trasporto su strada dovranno essere molto più efficienti.

L’uso di un carburante più pulito diventa basilare. Il metano e ancora di più il biometano destano molto interesse in quanto risultano in grado di ridurre i livelli di inquinamento urbano (il gas naturale produce i più bassi livelli di emissioni nocive), minimizzare le emissioni che hanno maggiore impatto sulla qualità dell’aria, produrre il 23% in meno di emissioni di CO2rispetto al diesel e, nota molto importante, il biometano è una fonte rinnovabile.

Si tratta quindi di un’alternativa al petrolio immediatamente disponibile, che può contribuire a una mobilità più sostenibile.

In questo quadro si inserisce il progetto BIOMASTER cofinanziato dal programma IEE che include 17 partner distribuiti tra Austria, Italia, Polonia, Svezia e Regno Unito.

In Austria, Germania, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi il biometano rappresenta già un terzo del gas utilizzato per i trasporti. Con il progetto si cerca di estendere l’impiego del biometano attraverso la promozione di quattro Reti Regionali di Sito, una in ognuna delle quattro regioni target ossia: Malopolska(Polonia), Norfolk (Regno Unito), Scania(Svezia), Trentino(Italia). Attualmente in queste regioni la filiera è alquanto spezzettata, il progetto cerca quindi di dare omogeneità, di rimuovere barriere tecnologiche, legali, organizzative e finanziarie e, al tempo stesso, di creare alleanze tra produttori e utilizzatori.

Uno dei problemi affrontati è lo sviluppo e la proprietà delle stazioni di rifornimento. La costruzione di quest’ultime è molto costosa e contraddice l’idea di creare tante piccole pompe nel territorio, di proprietà del produttore stesso. Nello studio è stata quindi valutata l’idea di impiegare per la distribuzione la normale rete del metano.
Dall’analisi del territorio sul tipo di biogas prodotto e sulle diverse modalità di distribuzione, è emerso che la rete di distribuzione del gas nei paesi esaminati è in grado di gestire volumi anche maggiori di gas e per i diversi usi. Tuttavia nel territorio la presenza di distributori è alquanto disomogenea, basti pensare all’Italia dove il 55,2% dei distributori si trova al nord, 28,4% al centro e 16,4% al sud. Inoltre, la costruzione di nuove stazioni di rifornimento procede a rilento. Nel progetto si studiano pertanto i motivi e si effettuano studi tecnici e finanziari per trovare delle soluzioni convenienti. Per consultare lo studio completo, si veda l’allegato in inglese.

Il secondo studio pubblicato nei giorni scorsi riguarda la possibilità tecnica e normativa di usare il biometano nei trasporti. Tutti i tipi di trasporti su ruota vengono presi in considerazione, dalle autovetture alle macchine agricole. Le caratteristiche tecniche che un veicolo deve possedere per funzionare a biometano dipendono dalle normative specifiche per ciascun stato. Quindi il primo passo è cercare di uniformare i requisiti e poi incentivare l’utenza a impiegare veicoli a biometano. L’Italia si presenta un passo avanti rispetto agli altri tre paesi in esame in quanto sono presenti incentivi statali per l’acquisto di veicoli a metano, ma l’utenza non è sensibilizzata ai veicoli a biometano. Proprio per sensibilizzare i possibili utenti all’uso del biometano, si è organizzato un seminario a Legnaro (PD). La scelta del luogo non è casuale, in quanto il Veneto risulta essere all’avanguardia negli impianti agricoli e industriali di biogas. Per maggiori dettagli si veda l’allegato in inglese.

Per saperne di più:
Progetto Biomaster
Intelligent Energy Europe
Seminario a San Michele all’Adige del 18/9/13