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Benessere animale: novità legislative per ovaiole e polli da carne

Per l’organizzazione di International Poultry Forum, primo appuntamento internazionale, CremonaFiere ha collaborato con la World’s Poultry Science Association (WSPA), un’importante organizzazione di settore a livello internazionale.
Al mattino è stato discusso il tema “Approcci multifunzionali per ridurre l'uso di antimicrobici nelle aziende avicole” e sono stati presentati alcuni casi studio effettuati in Olanda.
Di grande interesse è stato l’incontro pomeridiano: affrontando temi collegati a “La nuova normativa sul benessere delle galline ovaiole: da problema a opportunità”, si è dibattuto sulle problematiche inerenti all’applicazione della nuova legislazione, alle implicazioni pratiche ed economiche per la conduzione dell’allevamento e alla gestione delle selezioni genetiche, welfare e nutrizione delle ovaiole.
Le regole per il benessere delle ovaiole sono entrate in vigore il 1° gennaio 2012 con il recepimento tramite Decreto Legislativo n. 267 del 29 luglio 2003 della Direttiva europea 1999/74/CE. Tuttavia la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione a carico dell’Italia per non aver attuato correttamente detta Direttiva. Questo avvenimento può comportare ripercussioni non irrilevanti, basti pensare che solo  nel  2012 l’Italia ha prodotto circa 12 miliardi di uova, pari a un fatturato di 5.750 milioni di euro. Risulta quindi necessario, come ha puntualizzato Franchini, presidente WPSA Italia, avviare un’analisi approfondita sulle implicazioni che detta Direttiva determina per gli allevatori, soprattutto in termini di costi di produzione, tenuto conto che rispetto all’allevamento in gabbia, il costo kg/uovo nella produzione di ovaiole a terra registra un incremento medio che varia dal 10 al 20%. A questo bisogna aggiungere che la necessità di cambiare l’allevamento per ottemperare alla Direttiva, impone l’ulteriore esigenza di selezionare ceppi con caratteristiche biologiche diverse da prima.
Bisogna evidenziare, inoltre, che le normative sopra ricordate non si applicano agli allevamenti con meno di 350 galline ovaiole e agli allevamenti con galline ovaiole riproduttrici.

L’adeguamento alle norme europee per il benessere animale ha toccato dapprima il settore delle ovaiole e successivamente quello dei polli da carne (Dir 2007/43/CE). La direttiva è stata recepita con il D. Lgs. n. 181 del 27 settembre 2010 e con le successive norme attuative contenute nel D. Lgs. del 4 febbraio 2013 dove risulta obbligatorio per gli allevatori di polli da carne possedere un patentino per poter continuare a mantenere l’allevamento.
La Lombardia è una delle regioni che si è maggiormente attivata per aiutare gli avicoltori a fronteggiare tale novità. Confagricoltura ha organizzato in ottobre un corso di formazione gratuito a Brescia, dove si sono affrontati temi relativi alla legislazione ma anche i risvolti applicativi. Al termine del corso c’è stata una prova finale alla presenza del medico veterinario inviato dall’ASL. Altri corsi sono in fieri, tra cui uno della Coldiretti di Brescia. La Lombardia rappresenta un punto strategico, in quanto una delle quattro regioni che da sole contano l’82% del prodotto avicolo.

Per saperne di più:
IPF International Poultry Forum
Confagricoltura
Coldiretti
Decreto Lgs. 181/2010
Decreto del 4 febbraio 2013
Decreto Lgs 267/203