L'impianto di trattamento delle acque di scarico di Nantes
E’ stato inaugurato nel Febbraio ‘99 a Nantes, il più grande impianto di trattamento delle acque di scarico in Francia dopo quello della regione di Parigi.
Questa installazione costruita nella località di TOUGAS, sarà in grado di smaltire un volume di acque usate equivalente al consumo di 600.000 abitanti. In futuro, sarà in grado di assorbire la crescita prevista degli scarichi urbani di quest’area.
L’impianto, la cui realizzazione è stata affidata
dall’Autorità per il Trattamento delle Acque della Regione di
Nantes ad un Consorzio che raggruppa le società STEREAU,
BOUYER-QUILLE-INTRAFOR e HB ARCHITECTES, ha rappresentato un investimento di 443
milioni di FF, poco meno di 150 miliardi di lire. Sarà gestito dalla
Loire 21, una sussidiaria della Compagnie Générale des
Eaux.
Basato su un processo di trattamento biologico, l’impianto
sostituisce una vecchia installazione e tratterà le acque di scarico
provenienti da tutti i comuni posti sulla riva destra della Loira. La sua
capacità massima di trattamento è di 6m3/secondo.
Le acque di scarico vengono filtrate, sgrassate e la sabbia viene rimossa.
Dopo un trattamento preliminare l’effluente viene ridistribuito su 7 linee
di trattamento parallele dove i batteri distruggono nitrati, fosfati e carbonati
inquinanti.
Infine, una fase di decantazione permette di isolare la biomassa
che viene raccolta in appositi bacini mentre l’acqua trattata torna nella
Loira.
Il nuovo impianto TOUGAS è anche in grado di trattare prodotti di
scarico esterni come grassi provenienti da mense, comunità, industrie,
ecc. e prodotti detergenti, su tre diverse linee indipendenti. I fanghi
recuperati (500 m3 per settimana) sono riutilizzati
nell’agricoltura.
L’impianto di trattamento delle acque consente
di eliminare il 90% degli agenti inquinanti presenti nelle acque di scarico,
rispetto al 40% del vecchio impianto, che non è stato tuttavia
completamente abbandonato: alcune delle sue attrezzature vengono utilizzate per
contenere eventuali fuoriuscite nei periodi di piogge intense.
Ovviamente,
è previsto il trattamento del rumore e degli odori per evitare i disagi
delle abitazioni limitrofe, infatti il sistema di ventilazione/disodorizzazione
consente di rinnovare 120.000 m3
d’aria/ora. Per favorire una
buona integrazione dell’impianto nel tessuto urbano e sociale della
Regione, i progettisti hanno previsto un percorso pedagogico destinato alle
visite.
Dati Tecnici
Il trattamento biologico si basa su un processo di fanghi attivati a debole carica che assicura la riduzione della materia azotata e fosforica. Successivamente la chiaritura avviene in bacini circolari di 53,3 m di diametro. I bacini di aerazione hanno una forma rettangolare di 165 m di lunghezza per 7,8 metri di profondità.
L’acqua depurata e analizzata è rigettata nel fiume Loira. I fanghi residui sono diretti verso un impianto di disidratazione e mescolati con calce viva prima di essere valorizzati in agricoltura (la calce elimina odori e germi).
Il trattamento degli odori è assicurato da 6 cilindri-contenitori di lavaggio di 8 m d’altezza con un rendimento dell’eliminazione dell’idrogeno sulfureo e ammoniaco superiore al 99%.
Le installazioni sono gestite da un sistema informatico centralizzato che conta 15 sistemi automatizzati, 2 reti informatiche ethway e fipway ed una rete ethernet di supervisione. Oltre 150 strumenti di misura assicurano il monitoraggio del processo
(Fonte Citef)