Nuova tecnica per lo sviluppo dell’acquacoltura
Le riserve naturali
di pesce sono già pressoché esaurite in numerose regioni e si
prevede un aumento del 25% della domanda di frutti di mare nel corso dei
prossimi dieci anni.
Una tecnica semplice ed efficace che permette di
programmare la riproduzione dei pesci di allevamento, dovrebbe tuttavia dare una
prospettiva ulteriore all’industria dell’acquacoltura
europea
"Numerose specie di pesci di allevamento,
come la trota, depongono le uova per un lungo periodo di due mesi durante il
quale ogni pesce deve essere esaminato visivamente almeno una volta alla
settimana", spiega Olivier Lescroart, del Laboratorio di ecologia acquatica
dell’Università cattolica di Louvain. (KUL) "La
possibilità di provocare la deposizione delle uova permette di utilizzare
gli apparecchi per la schiusa in molto più efficace riducendo così
fortemente i costi della manodopera".
La deposizione delle uova può essere indotta mediante la somministrazione di un piccolo peptide, l’ormone stimolatore della gonadotrofina (GnRH). Ma, attualmente, si è obbligati a catturare ogni pesce per fargli un’iniezione. Questo procedimento è sia costoso in manodopera che stressante per il pesce, e richiede l’utilizzazione di un anestetico. Di conseguenza, benché il suo uso si diffonda nell’industria del salmone, gli allevatori di trote non l’impiegano abitualmente che per certi programmi di riproduzione specifici, o quando il prezzo delle uova sia particolarmente elevato.
Assorbimento attraverso il nutrimento
La KUL e i suoi partner sono riusciti recentemente a mettere a punto un sistema innovativo che permette di somministrare per via orale l’ormone GnRH per mezzo di pillole di speciale composizione.
Il progetto Innovation nel quadro del quale la KUL è in stretta collaborazione con la società olandese di sanità animale, Intervet International, si basa su lavori di ricerca anteriori dell’Unione europea, realizzati nell’ambito del vecchio programma FAR (ricerche sulla pesca e l’acquacoltura). Questi lavori sono sfociati nella messa a punto di una tecnica di base di somministrazione orale, per la quale la KUL e i suoi partner hanno depositato una domanda di brevetto. La sfida di questo progetto, ripreso da KUL, Intervet e dai loro due partner francesi (la cooperativa di allevamento di pesce e di volatili SYSAAF, e il laboratorio di fisiologia dei pesci dell’INRA a Rennes), è di sviluppare un prodotto commerciale.
"Il sistema utilizza delle microcapsule di circa 500 micron, che sono prodotte per granulazione", spiega M. Lescroart. Queste contengono il peptide (fornito da Intervet) e un agente di assorbimento. Quest’ultimo è composto di un agente tensioattivo e di una sostanza oleosa, ed è stato progettato per favorire l’assorbimento del peptide nell’intestino del pesce aumentandone la permeabilità della sua parete. Per essere consumate dai pesci, le microcapsule devono essere incorporate in pillole che somiglino al mangime e aventi un diametro di circa mezzo centimetro. Ma la loro stabilità varia molto in funzione del calore e dell’umidità, e questi due parametri influenzano generalmente i processi di produzione degli alimenti".
I due ostacoli iniziali sono stati rapidamente superati. Per mezzo di un legante appropriato, la KUL ha ideato un metodo che permette d’incorporare le microcapsule nelle pillole che i pesci consumerebbero spontaneamente, senza che ciò comporti alcun snaturamento del peptide né dell’agente dell’assorbimento.
Ma a questo punto ci si è scontrati con uno scoglio inatteso. " Come i mammiferi, la maggior parte dei pesci secerne acido gastrico", spiega M. Lescroart. "Abbiamo così dovuto progettare le microcapsule in modo da evitare che il peptide si liberasse nello stomaco. Succede però che nei pesci il mangime attraversa lo stomaco molto lentamente. Il problema temuto era che il peptide si liberasse tanto lentamente nell’intestino che la quantità presente nel sangue non raggiungesse mai la soglia necessaria per scatenare la deposizione delle uova".
Per risolvere questo problema, era necessaria una riformulazione completa. "Fu una prova terribile" ammette M.Lescroart. " Ma siamo ora riusciti a produrre delle pillole che funzionano perfettamente nei pesci-gatto. Li si ingozza di queste pillole ed essi depongono le uova l’indomani".
Test a grande scala
In sé questo risultato presenta scarso interesse sul piano commerciale, perché il pesce gatto è di per sé molto fertile; pochi pesci sono sufficienti per costituire un allevamento intero. Ma la nuova formula ha anche funzionato efficacemente sulla trota durante le esperienze di laboratorio condotte dall’Inra, mentre SYSAAF ha recentemente iniziato un programma a grande scala in uno dei suoi allevamenti di trote.
"All’inizio la trota costituirà il nostro mercato principale", stima M.Lescroart. " Ma occorre attendere ancora un po' prima che un prodotto commerciale sia disponibile per l’industria. Intervet ha già un’opzione per cedere la tecnologia sotto licenza, ma occorrerà ancora perseguire lo sviluppo del prodotto".
A più lungo termine, M. Lescroart si attende che i peptidi orali siano adottati nell’industria del salmone, più impotante. Il peso economico di questo settore è particolarmente grande in Norvegia e nel Cile, ed è anche considerevole nel Regno Unito e in Irlanda. Tuttavia l’utilizzazione dei peptidi obbligherà i piscicoltori a trasformare i loro metodi attuali di gestione degli allevamenti. E’ dunque probabile che l’adozione di questi nuovi prodotti avverrà gradualmente.
Per gli allevatori di trote europee tutto ciò non dovrebbe essere tuttavia molto complicato. Basterà dare le pillole speciali al posto dell’alimentazione abituale, circa una settimana prima del momento auspicato per la deposizione delle uova. Gli allevatori possono contare su un miglioramento delle loro produzioni nel momento in cui la domanda sarà crescente per il loro prodotto, e ciò dovrebbe permettere di fornire alle famiglie europee abbondanza di pesce fresco a prezzi convenienti.
Per ulteriori informazioni: O. Lescroart, KUL
fax: + 32 16 32 45 75; e - mail:olivier.lescroart@bio.kuleuven.ac.be