Nuove realtà nell’informazione ambientale delle imprese chimiche
Nell’ambito della 13a Rassegna Internazionale Rich e Mac 1999, il 20 ottobre 1999 a Milano, si è tenuta la 12a Conferenza sulla Chimica in Italia. Sono intervenuti, oltre a numerosi esponenti dell’industria e della ricerca chimica, il sottosegretario all’ambiente Calzolaio, il presidente dell’ANPA Ganapini e il segretario generale della FLERICA CISL Scalfaro.
Gli interventi, nel corso della Conferenza, del presidente di Federchimica e
della presidente della Commissione direttiva di Responsible Care destano
particolare interesse.
Il programma Responsible Care di Federchimica,
modello d riferimento dell’industria chimica per la prevenzione
ambientale, si caratterizza per la volontà di agire insieme.
Insieme
all'interno dell’azienda, ma anche all’esterno: con fornitori,
clienti, comunità locali, insieme, anche con il Governo e con i movimenti
ambientalisti.
Il presidente di Federchimica, Giorgio Squinzi, nel suo
intervento alla 12a Conferenza sulla Chimica ha affermato "Questo modello,
basato sul fare insieme, implica un impegno particolare nella comunicazione.
L'idea di base è che gli strumenti tecnici e gli investimenti in
prevenzione e sicurezza non possano garantire da soli i risultati
migliori.
Anzi si può dimostrare che 1000 lire investite in
informazione e formazione cioè in coinvolgimento, possano rendere molto
di più di 1000 lire per un impianto.
Federchimica autonomamente e a
sostegno delle imprese ha di conseguenza lanciato una serie di iniziative
centrate su comunicazione e trasparenza. Innanzitutto all'interno delle nostre
imprese."
Il presidente ha anche affermato:"I chimici che lavorano
dentro le nostre fabbriche sono i nostri migliori ambasciatori a condizione che
siano messi nella condizione di conoscere, capire, partecipare. Perché le
nostre ricerche ci dicono che chi meglio ci conosce, meglio ci giudica
perché sa che cosa facciamo nel concreto per la sicurezza e per
l'ambiente.
L'impegno di Federchimica è proprio quello di essere sempre più a fianco delle imprese, grandi e piccole, in questo sforzo di coinvolgimento e di comunicazione. Per l’anno prossimo è prevista una Guida pratica di gestione ambientale costruita sulle esigenze delle PMI."
Nel quadro di Responsible Care due sono gli strumenti operativi che Federchimica incentiva presso gli associati: Fabbriche Aperte e i Rapporti Ambientali di settore. Sono strumenti che consentono al pubblico di conoscere direttamente, senza filtri, la realtà delle imprese chimiche.
Recenti indagini svolte per conto della Commissione Europea rilevano la preoccupazione ambientale degli europei ma anche la loro scarsa informazione e l’altrettanto scarsa propensione ad informarsi. Gli europei e gli italiani in particolare, avverte Squinzi, rischiano di opporsi ai fatti senza conoscerli e senza adottare i giusti comportamenti ambientali.
"... lo sforzo delle imprese per una comunicazione ambientale avanzata deve essere considerato uno strumento pubblico di politica ambientale, perché va nella direzione di una cultura ambientale seria e diffusa."
In aiuto alle imprese nello sforzo di prevenzione ambientale e in aiuto a consumatori ed utenti per comprendere il "peso" ambientale di processi e prodotti può venire dal benchmarking per la prevenzione ambientale.
Responsible Care già gestisce la prevenzione ambientale con la
metodologia del benchmarking, infatti mette a confronto le diverse
pratiche lasciando alle imprese la possibilità di scelta, sviluppa guide
pratiche consentendo alle imprese minori di conoscere e applicare le best
practice, confronta i risultati raggiunti, attraverso gli indicatori di
prestazione e i bilanci ambientali.
Squinzi comunica che in un documento
europeo in preparazione viene indicato anche un altro modo per fare
benchmarking ambientale efficacemente. Quello che riguarda le normative e
i comportamenti della pubblica amministrazione. Il confronto non deve limitarsi
agli operatori ma anche a chi detta le regole.
Regole che garantissero
vantaggi in termini di tempo e di snellimento delle procedure potrebbero
promuovere, ad esempio, le certificazioni ambientali e l'EMAS, pratiche
che hanno successo in alcuni paesi europei e non tanto in Italia.
Gli sforzi
di trasparenza, di certificazione, di miglioramento che le imprese attuano
devono poter concretizzarsi in vantaggi sotto l'aspetto della
competitività e dello sviluppo. Per questo Federchimica ha avviato una
discussione con il Ministero dell'Ambiente su un'ipotesi di Accordo volontario
basato sul programma Responsible Care. Sarebbe la prima volta che Aziende
e Ministero concordano un programma che aiuti la prevenzione ambientale e la
competitività delle imprese chimiche.
Nel corso della Conferenza la presidente della Commissione direttiva
Responsible Care, Diana Bracco, ha fatto il punto sulle nuove
realtà dell'informazione ambientale della chimica, la Seveso bis, il
Rapporto Ambientale e la Dichiarazione EMAS.
Diana Bracco sostiene che
"Il rapporto tra aziende, ambiente e società è cambiato e la
gestione ambientale, così come la sua comunicazione, possono essere
considerate tra i fattori di competitività. Ridurre l'impatto ambientale,
garantire sicurezza e tutelare la salute dei propri collaboratori è per
l'industria chimica un impegno."
Questo impegno si esprime attraverso
Responsible Care, e attraverso le azioni promosse nel suo quadro.
I
fatti sono testimoniati dai 1.500 miliardi di investimento per interventi e
miglioramenti attuati dall'industria Chimica, nel '98.
Diana Bracco
testimonia quanto sia cruciale comunicare i fatti e i risultati
conseguiti.
Ricorda che proprio uno dei principi di Responsible Care
enuncia la necessità di "... una trasparente informazione verso il
mondo esterno per quanto riguarda sicurezza, salute e tutela
dell'ambiente". Riafferma l’impegno di portare a conoscenza delle
istituzioni, dei cittadini, degli opinion leaders il lavoro di Responsible
Care come atto di coerenza, espressione di comportamenti rigorosi e della
volontà di dialogare con i diversi interlocutori. Iniziative come
Fabbriche Aperte - che hanno permesso alla collettività di conoscere
circa 70 stabilimenti chimici - lo confermano.
Il 5° Rapporto Responsible Care, pubblicato ora, è
un’importante forma di comunicazione. Contiene i dati di 345 siti
produttivi relativi a 132 imprese e coinvolge aziende che rappresentano circa il
60% del fatturato e dei dipendenti dell'Industria Chimica.
Al Rapporto si
aggiungono, in numero crescente, i Rapporti Ambientali delle singole
realtà dell'industria Chimica. Oggi sono circa 50 e dimostrano come si
sia evoluta, grazie anche ad una convergenza di sforzi, la cultura
imprenditoriale del settore.
Il Rapporto Ambientale, attraverso una
presentazione di dati quantitativi e qualitativi, si affianca a quello
economico-finanziario e a quello sociale e presenta l’azienda nel
territorio, il suo contributo al benessere dei cittadini.
Il Rapporto
Ambientale deve diventare il fulcro attorno al quale costruire un approccio di
condivisione della responsabilità tra i diversi attori sociali che
interagiscono con l'ambiente.
La comunicazione, oltre al valore sociale,
assume sempre più un valore economico. Chi deve interpretare la
realtà socio-economica si serve delle comunicazioni ambientali delle
aziende e quindi delle iniziative come Responsible Care, ma anche delle
dichiarazioni EMAS e della comunicazione integrativa delle prescrizioni della
Seveso bis.
Anche gli istituti finanziari internazionali, testimonia Diana
Bracco, valutano maggiormente i parametri ambientali delle imprese. Dow Jones
pubblica, anche per l'Europa, il "Sustainability Group lndex", nel
quale ha inserito le imprese che perseguono le loro strategie di sviluppo
integrando la crescita economica con quelle ambientale e sociale.
Da tempo
Federchimica lavora per aumentare le adesioni a Responsible Care, coinvolgendo
un numero sempre maggiore di piccole e medie imprese che costituiscono il
tessuto connettivo dell'industria italiana.
Nei mesi scorsi l’Associazione ha distribuito un "Questionario di
Autovalutazione dell'Applicazione del Programma Responsible Care da parte delle
Imprese Aderenti".
I risultati dell’indagine hanno evidenziato che
le aziende chimiche utilizzano il Programma come abituale strumento di gestione
per il controllo delle norme o per l'applicazione degli indicatori di
performance. Molto meno come strumento di comunicazione, interna ed esterna, dei
risultati. Per sostenere Io sforzo delle aziende in questo senso, Federchimica
organizza, tra l'altro, un seminario specificatamente dedicato alle
"tecniche di comunicazione ambientale".
A confortare tanto lavoro
ci sono i risultati della ricerca realizzata nel 1998, in proprio, da
Federchimica "Gli italiani e la Chimica", secondo la quale il 61% dei
cittadini guarda con favore alla Chimica, apprezzandone il contributo per la
qualità della vita quotidiana.
Guardando al futuro un passo successivo
sarà la validazione, da parte di Certiquality, del prossimo Rapporto
Responsible Care.
Concludendo la presidente della Commissione
direttiva ha affermato che il Programma Responsible Care costituisce una
grande opportunità di miglioramento, progressivo e costante, dei
comportamenti delle imprese chimiche e, contemporaneamente, di crescita della
società civile intorno a esse. Non mancano all’industria chimica
esperienza e metodologie, come non manca l’entusiasmo nel perseguire
azioni che favoriscano lo sviluppo sostenibile. Non mancheranno, si augura
Bracco, neanche i risultati.
Già oggi il settore chimico può
essere considerato di punta sui temi ambientali: 10.000 imprese in 52 Paesi
nel mondo condividono i principi di Responsible
Care.