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Ambiente Risorse Salute
Settembre '99

 
 
 
 
 

Inquinamento

Esperienze francesi

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Inquinamento fotochimico - qualità dell’aria
Una migliore conoscenza dell’inquinamento fotochimico è indispensabile
per far progredire la prevenzione


 



Allarme per l’inquinamento fotochimico sulla Francia! In certi giorni la quantità d’ozono nell’aria è divenuta tale, in particolare nella periferia delle grandi città, che sono state allertate le popolazioni! Eventi di questo tipo che si verificano da luglio, in Europa, non sono rari. Al contrario è ormai bene acquisito che l’inquinamento fotochimico proviene dalle reazioni chimiche nell’aria tra gli ossidi di azoto e gli idrocarburi inquinanti emessi principalmente in detta stagione dal traffico automobilistico) e che questi processi sono favoriti in estate dalla forte radiazione solare ricca in ultravioletti e dalle situazioni meteorologiche di alta pressione.
L’ozono è un gas che si forma e si accumula progressivamente al momento della dispersione e del trasporto degli ossidi di azoto e degli idrocarburi, ad opera del vento. L’inquinamento da ozono, frequente in estate, può dunque toccare vaste zone e si osserva maggiormente nelle regioni periurbane o rurali sotto l’effetto del vento nelle agglomerazioni: “L’ozono dei campi” è spesso in quantità più elevate rispetto all’“ozono delle città”. Ora si sa che l’ozono è tossico per l’uomo e i vegetali quando supera una certa soglia. Per effetto della legge sull’aria del 1996, in Francia i livelli di ozono vengono misurati dalle associazioni incaricate della sorveglianza in circa 350 siti, sia in zone urbane che rurali. Oltre la soglia critica, la popolazione viene informata o allertata attraverso la stampa, e le autorità locali possono prendere delle misure per fronteggiare il fenomeno, come la diminuzione della velocità dei veicoli.
  Tuttavia, per progredire  nella prevenzione e proteggere le popolazioni esposte, è necessario comprendere meglio i processi e le condizioni di comparsa dell’inquinamento fotochimico. I lavori di ricerca sostenuti dall’Ademe e dal Ministero dell’Ambiente nel quadro del programma PRIMEQUAL/PREDIT vertono su due binari di marcia:
* la messa a punto di modelli di calcolo che permetteranno in particolare di conoscere le riduzioni delle emissioni di ossidi di azoto e di idrocarburi da realizzare per diminuire i picchi e i livelli di ozono nelle varie regioni,
* il miglioramento dei modelli di previsione al fine di anticipare maggiormente le situazioni di picco e prendere nei tempi voluti le misure di prevenzione. Una grande campagna di misurazioni destinata a sistemare questi modelli e validarli, è prevista entro il 2000 e il 2001 sulla regione di Fos l’Etang de Berre.
Per maggiori informazioni: Joëlle.Colosio (01 47 652052)
e-mail: joëlle.colosio@ademe.fr
 
 

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Diagnosi dei rifiuti industriali banali (DIB)
Uno strumento efficace per le imprese


L’ADEME e le CCI promuovono in diciotto regioni la diagnosi dei rifiuti. In Alsazia, una missione pilota con la CCI di Colmar ha permesso di realizzare 75 diagnosi in imprese.
“In primo luogo, le imprese sono poco motivate sul problema dei rifiuti e sottovalutano la loro produzione reale.” Attraverso 75 diagnosi - rifiuti per piccole e medie aziende alsaziane, Jann Dervyn, incaricato del commercio e dell’industria di Colmar e del Centro Alsace, ha potuto giudicare il grado d’interesse degli imprenditori sulla base di risultati concreti. Sull’esempio dell’Alsazia, dal 1994 in Francia sono stati creati diciotto siti di missione, con la collaborazione delle Camere di Commercio. Obiettivo dell’operazione: far prendere coscienza alle PMI dei risultati tangibili di una gestione attiva dei rifiuti industriali banali (DIB).

Il 20 % di economie per  Fotolabo Club

E’ grazie ad una diagnosi DIB che Fotolab Club( uno sviluppatore fotografico per corrispondenza) ha potuto realizzare il 20% di economie sul suo bilancio rifiuti. Esso ha razionalizzato la sua selezione preliminare in laboratorio e ha nominato un responsabile dei rifiuti. L’impresa ha così constatato grazie alla diagnosi che un prestatore di servizi che gli fatturava la valorizzazione delle capsule metalliche di pellicole, in realtà non ne faceva niente. Fotolabo Club ha quindi ottenuto delle vere prestazioni e una fatturazione dettagliata basata su dei pesi precisi dei suoi rifiuti metallici. In concreto, la diagnosi DIB,, realizzata gratuitamente dall’incaricato di missione, propone una valutazione tecnica e finanziaria della gestione dei rifiuti nell’impresa, accompagnata da indicatori di controllo. L’incaricato di missione emette delle proposte per una migliore gestione dei rifiuti e rimette un rapporto diagnostico all’impresa. Per far ciò egli visita l’impresa e valuta tutte le fasi di elaborazione (approvvigionamento, produzione...) al fine di quantificare e analizzare la massa dei DIB prodotta. Il controllo di una metodologia elaborata dall’Ademe, mirante a organizzare e a formalizzare un sistema di gestione dei rifiuti, permette in seguito di finalizzare delle soluzioni operative per l’impresa.
 In Alsazia, al momento della realizzazione della missione pilota, l’efficacia reale della diagnosi DIB è stata validata da un’indagine ulteriore (vedi riquadro).
“Attualmente abbiamo degli argomenti palpabili e numeri concreti per convincere le imprese dell’utilità della diagnosi DIB. I rifiuti, se non sono una fonte di guadagno, possono creare meno costi con una buona gestione. Siamo arrivati a persuadere le imprese, tanto che alcune domandano esse stesse una diagnosi -rifiuti”, constata Anne-Michèle Nisand, responasbile dell’operazione diagnosi DIB per la delegazione Alsazia dell’Ademe.
Identificare i giacimenti DIB
Queste diagnosi permettono anche di identificare dei veri giacimenti DIB su una zona geografica.
In Alsazia, il raggruppamento di PMI della Val d’Argent inizia così la realizzazione di un’asportazione collettiva (carta, cartone,...) che decollerà in autunno. I risultati delle missioni pilota sono così convincenti che l’Ademe ha deciso nel maggio scorso di sostenere finanziariamente la creazione di siti di missione DIB in tutta la Francia (a scala di dipartimento) da qui al 2006.

Per maggiori informazioni: Anne - Michèle Nisand
e-mail: ademe.alsace@ademe.it
 
 
 
 
Valutazione
Risultati concreti in Alsazia
Cinquanta imprese hanno risposto ad un questionario un anno dopo la diagnosi DIB. 
Il 75% fra queste applicano le proposte della diagnosi. 
Nel 95% dei casi, è stato nominato un responsabile dei rifiuti. 
Queste imprese stimano per l’82% di avere migliorato la loro gestione, sia attraverso una migliore selezione dei rifiuti (80% dei casi) sia grazie ad una riduzione delle quantità prodotte (30%). 
Per più del 60% fra di loro, si è verificata una diminuzione del costo di eliminazione dei DIB.