Inquinamento
Esperienze francesi
*
Inquinamento
fotochimico - qualità dell’aria
Una
migliore conoscenza dell’inquinamento fotochimico è indispensabile
per
far progredire la prevenzione
Allarme per l’inquinamento
fotochimico sulla Francia! In certi giorni la quantità d’ozono nell’aria
è divenuta tale, in particolare nella periferia delle grandi città,
che sono state allertate le popolazioni! Eventi di questo tipo che si verificano
da luglio, in Europa, non sono rari. Al contrario è ormai bene acquisito
che l’inquinamento fotochimico proviene dalle reazioni chimiche nell’aria
tra gli ossidi di azoto e gli idrocarburi inquinanti emessi principalmente
in detta stagione dal traffico automobilistico) e che questi processi sono
favoriti in estate dalla forte radiazione solare ricca in ultravioletti
e dalle situazioni meteorologiche di alta pressione.
L’ozono è
un gas che si forma e si accumula progressivamente al momento della dispersione
e del trasporto degli ossidi di azoto e degli idrocarburi, ad opera del
vento. L’inquinamento da ozono, frequente in estate, può dunque
toccare vaste zone e si osserva maggiormente nelle regioni periurbane o
rurali sotto l’effetto del vento nelle agglomerazioni: “L’ozono dei campi”
è spesso in quantità più elevate rispetto all’“ozono
delle città”. Ora si sa che l’ozono è tossico per l’uomo
e i vegetali quando supera una certa soglia. Per effetto della legge sull’aria
del 1996, in Francia i livelli di ozono vengono misurati dalle associazioni
incaricate della sorveglianza in circa 350 siti, sia in zone urbane che
rurali. Oltre la soglia critica, la popolazione viene informata o allertata
attraverso la stampa, e le autorità locali possono prendere delle
misure per fronteggiare il fenomeno, come la diminuzione della velocità
dei veicoli.
Tuttavia,
per progredire nella prevenzione e proteggere le popolazioni esposte,
è necessario comprendere meglio i processi e le condizioni di comparsa
dell’inquinamento fotochimico. I lavori di ricerca sostenuti dall’Ademe
e dal Ministero dell’Ambiente nel quadro del programma PRIMEQUAL/PREDIT
vertono su due binari di marcia:
* la messa a punto
di modelli di calcolo che permetteranno in particolare di conoscere le
riduzioni delle emissioni di ossidi di azoto e di idrocarburi da realizzare
per diminuire i picchi e i livelli di ozono nelle varie regioni,
* il miglioramento
dei modelli di previsione al fine di anticipare maggiormente le situazioni
di picco e prendere nei tempi voluti le misure di prevenzione. Una grande
campagna di misurazioni destinata a sistemare questi modelli e validarli,
è prevista entro il 2000 e il 2001 sulla regione di Fos l’Etang
de Berre.
Per maggiori informazioni:
Joëlle.Colosio (01 47 652052)
e-mail: joëlle.colosio@ademe.fr
L’ADEME e le CCI promuovono
in diciotto regioni la diagnosi dei rifiuti. In Alsazia, una missione pilota
con la CCI di Colmar ha permesso di realizzare 75 diagnosi in imprese.
“In primo luogo, le imprese sono
poco motivate sul problema dei rifiuti e sottovalutano la loro produzione
reale.” Attraverso 75 diagnosi - rifiuti per piccole e medie aziende alsaziane,
Jann Dervyn, incaricato del commercio e dell’industria di Colmar e del
Centro Alsace, ha potuto giudicare il grado d’interesse degli imprenditori
sulla base di risultati concreti. Sull’esempio dell’Alsazia, dal 1994 in
Francia sono stati creati diciotto siti di missione, con la collaborazione
delle Camere di Commercio. Obiettivo dell’operazione: far prendere coscienza
alle PMI dei risultati tangibili di una gestione attiva dei rifiuti industriali
banali (DIB).
Il 20 % di economie per Fotolabo Club
E’ grazie ad una diagnosi DIB che
Fotolab Club( uno sviluppatore fotografico per corrispondenza) ha potuto
realizzare il 20% di economie sul suo bilancio rifiuti. Esso ha razionalizzato
la sua selezione preliminare in laboratorio e ha nominato un responsabile
dei rifiuti. L’impresa ha così constatato grazie alla diagnosi che
un prestatore di servizi che gli fatturava la valorizzazione delle capsule
metalliche di pellicole, in realtà non ne faceva niente. Fotolabo
Club ha quindi ottenuto delle vere prestazioni e una fatturazione dettagliata
basata su dei pesi precisi dei suoi rifiuti metallici. In concreto, la
diagnosi DIB,, realizzata gratuitamente dall’incaricato di missione, propone
una valutazione tecnica e finanziaria della gestione dei rifiuti nell’impresa,
accompagnata da indicatori di controllo. L’incaricato di missione emette
delle proposte per una migliore gestione dei rifiuti e rimette un rapporto
diagnostico all’impresa. Per far ciò egli visita l’impresa e valuta
tutte le fasi di elaborazione (approvvigionamento, produzione...) al fine
di quantificare e analizzare la massa dei DIB prodotta. Il controllo di
una metodologia elaborata dall’Ademe, mirante a organizzare e a formalizzare
un sistema di gestione dei rifiuti, permette in seguito di finalizzare
delle soluzioni operative per l’impresa.
In Alsazia, al momento della
realizzazione della missione pilota, l’efficacia reale della diagnosi DIB
è stata validata da un’indagine ulteriore (vedi riquadro).
“Attualmente abbiamo degli argomenti
palpabili e numeri concreti per convincere le imprese dell’utilità
della diagnosi DIB. I rifiuti, se non sono una fonte di guadagno, possono
creare meno costi con una buona gestione. Siamo arrivati a persuadere le
imprese, tanto che alcune domandano esse stesse una diagnosi -rifiuti”,
constata Anne-Michèle Nisand, responasbile dell’operazione diagnosi
DIB per la delegazione Alsazia dell’Ademe.
Identificare i giacimenti DIB
Queste diagnosi permettono anche
di identificare dei veri giacimenti DIB su una zona geografica.
In Alsazia, il raggruppamento di
PMI della Val d’Argent inizia così la realizzazione di un’asportazione
collettiva (carta, cartone,...) che decollerà in autunno. I risultati
delle missioni pilota sono così convincenti che l’Ademe ha deciso
nel maggio scorso di sostenere finanziariamente la creazione di siti di
missione DIB in tutta la Francia (a scala di dipartimento) da qui al 2006.
Per maggiori informazioni: Anne
- Michèle Nisand
e-mail: ademe.alsace@ademe.it
|
Il 75% fra queste applicano le proposte della diagnosi. Nel 95% dei casi, è stato nominato un responsabile dei rifiuti. Queste imprese stimano per l’82% di avere migliorato la loro gestione, sia attraverso una migliore selezione dei rifiuti (80% dei casi) sia grazie ad una riduzione delle quantità prodotte (30%). Per più del 60% fra di loro, si è verificata una diminuzione del costo di eliminazione dei DIB. |