Ambiente Risorse
Salute
Settembre '99
· permettere ai fabbricanti di garantire che le macchine prodotte rispettano specifici requisiti igienici (pulibilità, sanificabilità, uso di materiali che non rilasciano sostanze negli alimenti o che non ne alterano le caratteristiche organolettiche, ecc.);
· facilitare le aziende alimentari nella applicazione dell'autocontrollo igienico ai sensi del D. Lvo n. 155 del 27 maggio 1997 che ha sancito in Italia il recepimento delle direttive 93/43CEE e 96/3CEE, ma può essere estesa anche alle apparecchiature di normale utilizzo domestico.
Si tratta in sostanza di una certificazione di prodotto, dove il prodotto in questo caso risulta essere la macchina \ attrezzatura \ apparecchiatura destinata ad essere utilizzata per preparazione, condizionamento e conservazione dei prodotti alimentari.
Per quanto riguarda l'industria alimentare, chi ha un po' di dimestichezza con le problematiche dell'autocontrollo igienico, sa che la pulizia e la sanificazione delle macchine utilizzate nei processi produttivi risultano essere spesso dei punti di controllo critico (CCP). La gestione di detti CCP risulta tanto più efficace e tanto meno impegnativa e costosa per le aziende alimentari (in termini di prodotti sanificanti e detergenti e h\uomo), quanto più le macchine e gli impianti utilizzati nel processo produttivo sono stati progettati e costruiti tenendo conto dei requisiti di sicurezza igienica. Tali requisiti possono essere distinti in:
· Requisiti obbligatori che sono richiesti dalla legislazione comunitaria a fronte dei quali si può apporre il marchio CE.
· Requisiti volontari che possono essere contenuti in norme di vari enti normatori o in un documento tecnico (disciplinare tecnico) redatto ad hoc.
Il fabbricante può individuare quei requisiti che in relazione alla tipologia di macchina\attrezzatura\apparecchiatura e afle esigenze del cliente, ritiene più importanti e qualificanti e inserirli in un documento tecnico, a fronte del quale richiedere la certificazione. Questo ~i consente di poter dimostrare attraverso un ente terzo la conformità ai requisiti dichiarati e di poter quindi comunicare tale conformità tramite un certificato.
Il valore aggiunto che questo tipo di certificazione può dare riguarda diversi aspetti e si ripartisce sui diversi soggetti della filiera. Esso può essere sintetizzato in:
· Maggiore attenzione alle esigenze del cliente (industria alimentare) che dovrà per diversi anni gestire la macchina\attrezzatura\apparecchiatura e che è quotidianamente impegnata nel mantenimento e miglioramento della qualità igienica degli alimenti;
· Dimostrazione, attraverso il controllo di un ente terzo, che determinati requisiti specificati sono effettivamente presenti nella macchina/attrezzatura/apparecchiatura.
· Miglioramento del prodotto (macchina) come risultato di una acquisizione di capacità progettuale non più rivolta solo agli aspetti tradizionali (meccanico, di sicurezza, o di manutenzione) ma anche a quello igienico.
· Maggiore efficienza ed efficacia delle industrie alimentari nella gestione e controllo dei processi produttivi.
· Maggiore chiarezza per le aziende alimentari sulle caratteristiche di sicurezza igienica all'atto dell'acquisto di nuove macchine e nuovi impianti.
· Ulteriore riduzione dei rischi di natura igienica per il consumatore finale.
Per informazioni: http://www.csqa.it