Come nella maggior parte dei paesi europei, numerosi organismi sono incaricati in Francia della sorveglianza della qualità delle acque. L’informazione completa utile all’assunzione di decisioni razionali ed efficaci è spesso frazionata, dispersa e talvolta insufficiente, malgrado la qualità delle reti di acquisizione dei dati esistenti.
La Rete
Litorale Mediterranea (RLM) è stata concepita per potere unificare una politica d’intervento nella lotta contro l’inquinamento, mirata alla protezione dell’ambiente e alla preservazione degli usi, per mezzo di un dispositivo integrato di conoscenza e di valutazione della qualità delle acque litorali. Per giudicare dell’efficacia degli investimenti in questo campo, la RLM deve permettere di sviluppare dei sistemi di valutazione e di classificazione della qualità propri dell’ambiente marino e lagunare. Questi sistemi dovrebbero permettere di definire degli obiettivi di qualità, quindi in rapporto allo stato osservato, elaborare delle carte di priorità per azioni coordinate al fine di restaurare gli ambienti.
Quest’azione concertata dovrebbe avere come fine di potersi
esercitare tra paesi rivieraschi in ragione delle specificità del
Mediterraneo, mare chiuso, senza maree, debolmente produttivo all’origine,
dove i movimenti di masse d’acqua sono controllati da colpi di vento poco
prevedibili e dove la pressione delle attività umane è
particolarmente elevata.
Campo d’applicazione e obiettivi del RLM
Lo Schema Direttivo di Sistemazione e Gestione delle Acque (SDAGE) del bacino Rhone Mediterranée Corse identifica il litorale come un territorio allo stesso titolo dei 28 altri che compongono il bacino idrografico. Il litorale è delimitato da una doppia banda terrestre e marina, divisa in 50 zone omogenee o unità coerenti, adattate a scala di una gestione locale. E’ attraverso questi quadri territoriali, che sono stati oggetto di uno studio di qualificazione sistematica dell’ambiente e degli usi, che sono declinati i dieci orientamenti fondamentali e le misure operative dello SDAGE sui quali si fonda la concezione della RLM.
L’obiettivo di questa rete integrata è duplice:
* federare, coordinare, armonizzare e mettere in comune nei limiti del possibile i dati prodotti attualmente dai gestori delle reti di misurazione della qualità delle acque per meglio valorizzarle,
* completare, per quanto è necessario,
l’informazione disponibile mediante la produzione di dati sufficienti sul
piano spaziale, temporale e tematico.
Gli attori e i loro bisogni
Numerosi sono gli attori interessati alla qualità delle acque litorali: gestori dell’ambiente (amministrazioni decentralizzate, operatori di rete, responsabili di spazi protette), pianificatori e finanziatori ( enti locali, Stato, Agenzie delle acque), utilizzatori dell’ambiente (professionisti della pesca, delle colture marine, del turismo), scienziati (Ifremer, CNRS, università, uffici studi), operatori (Prefettura marittima, Cedre, Sicurezza civile, DDE), amministratori di dati (OIE,IFEN), associazioni e grande pubblico.
Per progettare la RLM, è stato condotto uno studio di prospettiva sui bisogni d’informazione in materia di qualità delle acque, presso un largo campione di utilizzatori potenziali.
I risultati hanno permesso di censire
"il giusto bisogno" e di delineare l’immagine di rete ideale,
attraverso un capitolato funzionale rispondente ai seguenti
obiettivi:
* Pianificare la gestione dell’ambiente litorale, globalmente e localmente
* Aiutare le decisioni d’investimenti nei piani di ristrutturazione,
*
Proteggere nell’immediato gli usi e gli ambienti attraverso degli obiettivi di qualità,
* Seguire e valutare le azioni intraprese
* Migliorare le conoscenze sull’ambiente e sul suo funzionamento,
* Sensibilizzare e comunicare.
Le proposte
della rete litorale mediterranea
Una strategia di approccio spaziale
Le caratteristiche dell’ambiente marino mediterraneo permettono di distinguere tre livelli possibili di perturbazioni. Il campo prossimo corrisponde allo spazio che avvolge tutte le posizioni del pennacchio di diluizione di un scarico qualunque.
ll campo medio comincia dal limite del campo prossimo e corrisponde al luogo geografico dove le concentrazioni dei contaminanti ancora rimarchevoli non sono più imputabili ad uno scarico identificato, ma risultano dall’effetto medio dell’insieme degli apporti che investono la zona. Infine il campo lontano si riferisce al bruit de fond "naturale" generalmente osservato al largo o nei settori molto preservati.
La spartizione del
litorale in 50 "zone omogenee" e la loro caratterizzazione mediante un
approccio multi-criteriale soddisfano questa preoccupazione ambientale. Per
ciascuna di queste zone, la gestione del litorale non deve limitarsi al campo
prossimo, ma al contrario prendere in considerazione il campo medio per il quale
la conoscenza della qualità dell’ambiente particolare appare
attualmente insufficiente e richiede un sforzo specifico di sorveglianza.
Una "rete delle reti"
La creazione di un
segretariato comune della RLM strutturata come un servizio dei dati dovrebbe
permettere di armonizzare e di valorizzare l’insieme
dell’informazione disponibile sulla qualità delle acque litoranee.
Completeranno il suo compito delle funzioni tecniche di coordinamento operativo
e di valutazione.
La creazione di reti complementari
I bisogni espressi nel corso di questi studi preliminari e la situazione delle reti già posizionate hanno spinto a proporre l’attuazione di una rete di sorveglianza complementare, principalmente a finalità ambientali. Correlati all’insieme dei dati prodotti dalle reti permanenti esistenti, i nuovi dati costituiranno uno strumento esaustivo di controllo e contribuiranno alla definizione di obiettivi di qualità per attuare e valutare la politica di riconquista della qualità degli ambienti litoranei. Sono state definite parecchie proposte.
Proposte di
fattibilità tecnica immediata o a relativamente a breve termine, sulla
base di metodi validati:
* conoscenza uniforme del
livello medio di contaminazione chimica mediante la misurazione dei
microinquinanti sui molluschi, lungo tutto il litorale, per mezzo di stazioni
artificiali,
* misurazione e stima dei
flussi di apporto al mare per la definizione di bilanci, per zona omogenea, che
prendano in conto gli scarichi circoscritti, gli apporti dei corsi d’acqua
permanenti (sul modello del RNB), i principali canali di scolo
pluviali
* microbiologia delle acque litoranee, rinforzando i controlli attuali sul piano spaziale e temporale, per meglio
* comprendere l’origine delle contaminazioni osservate e il contributo rispettivo dei vari vettori dell’inquinamento, potenziale della mitilicoltura e acquicolo, sviluppando la sorveglianza fitoplanctonica e il controllo dell’efficienza di crescita dei mitili,
* sviluppo della Rete di Sorveglianza
Posidonie dovunque questo popolamento caratteristico esista, dispiegando le
procedure validate nella regione PACA.
Delle proposte ambiziose, operative a medio termine, richiedono degli sviluppi metodologici e tecnici per la presa in conto di effetti biologici ed ecologici:
* conoscenza della qualità globale del sito mediante un inventario della fauna invertebrata che colonizza il fondo sedimentario, per calcolare un Indice Biologico Bentico,
* impatti sui popolamenti piscicoli mediante un inventario delle specie di pesci stanziali per ottenere un indice "pesci",
* controllo degli stagni del litorale, più particolarmente dei rischi di alterazioni fisiche e di eutrofizzazione, mediante la definizione di un indice trofico che combina parametri fisici, chimici e biologici,
* sorveglianza
dei macro-rifiuti arenati, galleggianti o deposti sul fondo.
Parallelamente, sembra
indispensabile favorire lo sviluppo della modellizzazione idrodinamica costiera
( e dell’idrologia dei bacini versanti) a scala delle zone omogene, per
ottimizzare, in definitiva, gli sforzi di sorveglianza e facilitare
l’interpretazione spaziale dei risultati delle reti di
sorveglianza.
Realizzazione
Lo svolgimento delle proposte di sorveglianza è presentato in cinquanta fiche, una per zona "omogenea". Esse rappresentano la tipologia di qualificazione del litorale, gli orientamenti del SDAGE, i rischi propri della zona, i dati disponibili, ed espongono le proposte della RLM per ciascuna delle tematiche descritte.
Queste proposte operative, validate dall’insieme degli utenti di reti, sono state approvate dal comitato di bacino Rhone Mediterranée Corse. Una carta
definirà i principi generali di collaborazione tra le parti firmatarie
per la realizzazione della RLM, al fine di potere:
* incoraggiare e animare le operazioni concertate di raccolta, di validazione, d’interpretazione e di restituzione dei dati,
* sviluppare dei metodi e dei sistemi di sorveglianza,
* coordinare
l’acquisizione di dati nel quadro delle reti complementari.
La messa a disposizione dei
dati sarà oggetto di convenzioni particolari fra i firmatari della carta.
Queste convenzioni definiranno le condizioni specifiche della messa a
disposizione e sfruttamento dei dati validati, la loro confidenzialità e
il loro regime di proprietà nel rispetto di certe regole
deontologiche.
Prodotti finali del sistema d’informazione
La risposta ai bisogni d’informazione sulla qualità dell’ambiente del litorale mediterraneo si organizzerà attraverso una banca di dati e di prodotti di uscita sintetici che dovranno soddisfare la maggioranza dei fabbisogni. Lo sviluppo della griglia di lettura dei risultati e la rappresentazione sistematica dei dati nella loro evoluzione temporale e geografica dovrà prevenire ogni rischio di cattiva interpretazione.
Questi prodotti elaborati in concertazione con l’insieme dei fornitori di dati saranno compatibili con i prodotti della Rete Nazionale dei Dati sull’Acqua (RNDE) e della Rete dei dati sull’acqua del bacino Rhone Méditerranéee Corse.
La messa in comune delle informazioni si farà
attraverso i formati di scambio di Quadrage e di Sandre che garantiranno la loro
disponibilità a scala nazionale e internazionale. E’ con questa
valorizzazione comune dei risultati della sorveglianza che si esprimerà
meglio il multi-partenariato proposto dal progetto RLM.
Finanziamento
Le prime stime dei costi a termine delle reti complementari assommano a circa 7 milioni di franchi per anno con un elevamento progressivo sui 5 anni. E’ per questo che questo aumento significativo dello sforzo di sorveglianza (circa 12 MF/ anno attualmente) deve trovare delle fonti di finanziamento molteplici ma permanenti.
In termini di posta in gioco, è bene ricordare che, malgrado questo
complemento sostanziale, il totale della sorveglianza dell’ambiente del
litorale rappresenterà meno del 2% delle spese annuali di lotta contro
l’inquinamento per i comuni litoranei del Mediterraneo.
Conclusioni
Lo studio di fattibilità della Rete Litorale Mediterranea è stata l’occasione di una larga consultazione fra i rappresentanti degli operatori del litorale sui loro bisogni attuali e di prospettiva , in informazione sulla qualità delle acque marine. Parallelamente, è stata condotta a riguardo dei bisogni espressi un’analisi dettagliata delle reti di misurazione permanente esistenti . Le proposte per la RLM riguardano la messa in comune dell’insieme dei dati prodotti per meglio valorizzarli, la realizzazione di reti complementari a partire da metodi già validati per una migliore copertura spaziale e temporale, lo sviluppo di strumenti nuovi di misurazione degli effetti biologici globali per rafforzare la conoscenza dell’evoluzione dell’ambiente del litorale.
La RLM dovrebbe così costituire uno strumento di controllo permanente dell’efficacia dei mezzi consacrati alla preservazione e alla restaurazione dello spazio naturale rimarchevole che rappresenta il Mediterraneo e facilitare la realizzazione degli assi prioritari dello SDAGE del bacino Rhone Méditerranée
Corse.
| Quadro dei carichi operativi
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Un quadro dei carichi operativi riunisce gli elementi (usi, risorse o ambienti naturali) ai quali gli utenti del litorale e i decisori riconoscono importanza e attribuiscono un "valore" nel contesto di un approccio integrato:
* acque balneari, acque per mitilicoltura,
* risorse alieutiche,
* fondali di posidonia, stagni litorali
* e le zone umide, l’avifauna acquatica,
* la fascia sabbiosa, le baie molto riparate,
* i siti acquicoli, ecc.
A questi elementi di base si connettono delle problematiche specifiche che richiedono una sorveglianza più uniforme a scala del litorale:
* la contaminazione chimica e tossica:
nella lotta permanente contro l’inquinamento
* gli effetti biologici globali: associati al rischio
di deriva ecologica irreversibile,
* i flussi di apporti all’ambiente litorale: per permettere
un "pilotaggio a valle",
* i macro-rifiuti: verso il controllo dell’alterazione
dei
paesaggi marini.
Questa impostazione globale é essenziale per una gestione dell’ambiente ad una scala geografica che copra la totalità del litorale mediterraneo francese. |
| Le reti permanenti di misurazione della qualità delle acque del litorale sono state inventariate esaminando le condizioni storiche della loro creazione, i loro obiettivi, la loro area di copertura geografica e valutando il loro contributo alla conoscenza globale della qualità dell’ambiente e il grado di soddisfazione degli utenti
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La Rete Nazionale di Bacino (RNB) in corso di rafforzamento: essa misura la qualità dei principali corsi d’acqua del bacino RMC e particolarmente dei quattordici principali fiumi costieri su un ritmo annuale, secondo una frequenza mensile (dal 1997 per la maggior parte dei punti e al più tardi a partire dal 1999 per tutti). La posizione dei punti , così come la frequenza e la ripartizione nel tempo delle misurazioni, non permettono tuttavia che una stima approssimativa dei flussi di apporto annuali al Mediterraneo.
La Rete della Acque di Balneazione : misura essenzialmente la qualità microbiologica delle acque litoranee. Limitata nello spazio alla zona strettamente litorale, è la rete più densa, soprattutto nei settori molto frequentati, e la più uniforme. Essa si limita nel tempo al periodo balneare su un ritmo generalmente bimestrale.
La Rete microbiologica (REMI) e la Rete Fitoplanctonica (REPHY): seguono la qualità microbiologica e lo sviluppo di alghe tossiche nelle zone della produzione miticola destinata al consumo, generalmente secondo un ritmo mensile.
La Rete Nazionale di Osservazione (RNO): misura da più di 20 anni la qualità generale dell’acqua su certi siti e i livelli dei contaminanti chimici nei sedimenti e soprattutto nella materia vivente (mitili), secondo un ritmo trimestrale. La copertura geografica è più densa, ma la lunghezza delle serie permette lo stabilimento di tendenze a lungo termine.
La Rete di Sorveglianza Posidonie (RSP), specifica del Mediterraneo, misura la qualità globale dell’ambiente su un ritmo triennale, utilizzando la vitalità di questi popolamenti vegetali come un indicatore biologico. Essa è limitata per ora alla regione PACA.
Le Reti delle Cellule Qualità delle Acque Litorali (CQEL): sorvegliano gli scarichi e i loro impatti diretti sulla qualità dell’ambiente nel quadro della missione di Polizia delle Acque. |
Fonte: per cortese concessione di "Recherches
marines " dell'Ifremer, N.199