La Commissione europea propone dei limiti per le radiazioni
elettromagnetiche La Commissione europea ha delineato un quadro per le
restrizioni relative alle radiazioni non ionizzanti, destinato a proteggere le
persone dall'eccessiva esposizione ai campi
elettromagnetici Scarse le misure attualmente esistenti negli Stati membri dell'UE Sebbene esista una convincente evidenza scientifica
che Basandosi sul parere scientifico dell'ICNIRP (International Commission on Non
Ionising Radiation Protection, la Commissione internazionale per la protezione
dalle radiazioni non ionizzanti), il comitato direttivo scientifico della
Commissione europea ha proposto un quadro generale a livello dell'UE di livelli
di riferimento per limitare l'esposizione del pubblico, ma non dei lavoratori,
ai campi elettromagnetici. La mossa successiva spetta al Consiglio dei ministri
dell'UE, composto dai governi degli Stati membri, che dovrà considerare
le raccomandazioni della Commissione e decidere se adottarle o meno nella
pratica in ciascun paese, un processo che potrebbe durare vari anni. Qualora la
raccomandazione fosse adottata, gli Stati membri sarebbero inoltre obbligati a
sorvegliare più strettamente le fonti di tali radiazioni, per scoprire se
superano i livelli massimi, e prendere le misure per ridurli. Evidenza scientifica Le principali fonti di campi a bassa frequenza (0-100 Hz) sono i cavi
dell'alta tensione. I dati epidemiologici sul rischio di tumori tra le
popolazioni che vivono accanto ad essi "sembrano indicare un rischio
lievemente più elevato di leucemia tra i bambini", afferma la
Commissione. "Sono stati prodotti rapporti di un rischio aumentato di
certi tipi di cancro, come la leucemia, i tumori del tessuto nervoso e, in
numero limitato, il cancro al seno tra le dipendenti delle società
elettriche". Ma viene fatto notare che tali dati epidemiologici sono
insufficienti perché si stabiliscano limiti d'esposizione specifici per i
cavi d'alta tensione, sebbene vi sia un certo orientamento di base sulle
densità di corrente da usare per i campi a bassa frequenza. Quanto ai telefoni mobili, il sistema digitale europeo che funziona a 900
MHz, la Commissione non consente che si fissino limiti d'esposizione per il loro
uso. L'argomento di maggiore preoccupazione della Commissione sembrano essere
gli "ambienti a forte stress termico" (come le discoteche in
cui si fa uso di laser), dove sono consumati alcol e droghe. "Quella
maggiormente suscettibile di causare danni agli occhi è la radiazione
laser così come viene utilizzata per gli effetti decorativi e lo
svago", dichiara la Commissione. L'effetto negativo sugli atteggiamenti dei consumatori L'idea della Commissione è fornire livelli di riferimento armonizzati
in tutta l'Unione, basati su un gruppo di limitazioni e specifiche essenziali
che comprendono misure per garantire che non siano prodotte le temperature e gli
archi di radiazione suscettibili di causare pericolo. I livelli di riferimento
sono indicati nell'allegato 3 del documento per 0 Hz-300 GHz e variano per
uomini, donne e bambini. Per le frequenze fino a 110 MHz, i livelli sono stati
fissati tenendo conto del presupposto che le correnti elettriche di contatto
provocano risposte biologiche nelle donne adulte e nei bambini che sono,
rispettivamente, i due terzi e la metà di quelle negli uomini adulti. Tra
i 100 kHz e i 10 GHz, la media assorbita dall'intero corpo non dovrebbe superare
gli 0,08 watt per chilogrammo, mentre per l'assorbimento localizzato, testa e
tronco, non dovrebbe superare i 2 W/kg.
di
l'esposizione alle
radiazioni ottiche, come gli ultravioletti o gli infrarossi, è un
importante fattore di rischio nel cancro della pelle e possa avere un ruolo
nell'insorgere della cataratta, pochi Stati membri dell'Unione europea hanno
intrapreso un'azione legislativa per limitarne l'esposizione delle persone.
Un'altra preoccupazione è rappresentata dagli effetti dei campi
elettromagnetici statici e variabili nel tempo, indotti per esempio dai cavi
elettrici o dai telefoni mobili, ma ancora una volta sono poche le misure a
livello nazionale per limitare l'esposizione delle popolazioni locali a tali
campi.
Le radiazioni ottiche e quelle dei campi elettromagnetici sono
conosciute come radiazioni non ionizzanti, in opposizione a quelle ionizzanti
più dirette, come quelle dei reattori nucleari, già disciplinate
dal trattato dell'EURATOM.
La Commissione sottolinea che l'evidenza
scientifica relativa agli eventuali effetti nocivi causati alla salute umana dai
campi elettromagnetici esistenti nell'ambiente non è concludente.
Quantunque l'esposizione a campi intensi, superiore a 4 watt per chilogrammo
assorbiti dal corpo, possa "annientare la capacità di
termoregolazione dell'uomo e produrre pericolosi livelli di riscaldamento dei
tessuti", gli studi
epidemiologici non hanno finora dimostrato rischi importanti associati con i
tipici ambienti d'esposizione, dichiara la Commissione europea.
Il Commissario
europeo per l'occupazione e gli affari sociali, sig. Padraig Flynn, da cui
dipende la direzione responsabile della stesura delle proposte in forma di
raccomandazione da presentare al Consiglio, ha dichiarato: "la proposta
è destinata a risolvere l'urgente necessità di combattere gli
effetti nocivi delle radiazioni non ionizzanti. L'assenza di specifiche o di
orientamenti al livello dell'UE in questo settore sta avendo un effetto negativo
sugli atteggiamenti dei consumatori nei confronti delle apparecchiature che
emettono radiazioni non ionizzanti. Inoltre esiste una forte preoccupazione
quanto ai modi in cui i singoli Stati membri adottano o applicano restrizioni
alle esposizioni, modi che producono una notevole confusione e condizioni
estremamente variabili nella protezione del pubblico nell'UE".
Fonte VIPS