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Luglio '99


La Commissione europea propone dei limiti per le radiazioni elettromagnetiche

La Commissione europea ha delineato un quadro per le restrizioni relative alle radiazioni non ionizzanti, destinato a proteggere le persone dall'eccessiva esposizione ai campi elettromagnetici


Scarse le misure attualmente esistenti negli Stati membri dell'UE

Sebbene esista una convincente evidenza scientifica che
l'esposizione alle radiazioni ottiche, come gli ultravioletti o gli infrarossi, è un importante fattore di rischio nel cancro della pelle e possa avere un ruolo nell'insorgere della cataratta, pochi Stati membri dell'Unione europea hanno intrapreso un'azione legislativa per limitarne l'esposizione delle persone. Un'altra preoccupazione è rappresentata dagli effetti dei campi elettromagnetici statici e variabili nel tempo, indotti per esempio dai cavi elettrici o dai telefoni mobili, ma ancora una volta sono poche le misure a livello nazionale per limitare l'esposizione delle popolazioni locali a tali campi.
Le radiazioni ottiche e quelle dei campi elettromagnetici sono conosciute come radiazioni non ionizzanti, in opposizione a quelle ionizzanti più dirette, come quelle dei reattori nucleari, già disciplinate dal trattato dell'EURATOM.

Basandosi sul parere scientifico dell'ICNIRP (International Commission on Non Ionising Radiation Protection, la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti), il comitato direttivo scientifico della Commissione europea ha proposto un quadro generale a livello dell'UE di livelli di riferimento per limitare l'esposizione del pubblico, ma non dei lavoratori, ai campi elettromagnetici. La mossa successiva spetta al Consiglio dei ministri dell'UE, composto dai governi degli Stati membri, che dovrà considerare le raccomandazioni della Commissione e decidere se adottarle o meno nella pratica in ciascun paese, un processo che potrebbe durare vari anni. Qualora la raccomandazione fosse adottata, gli Stati membri sarebbero inoltre obbligati a sorvegliare più strettamente le fonti di tali radiazioni, per scoprire se superano i livelli massimi, e prendere le misure per ridurli.

Evidenza scientifica
La Commissione sottolinea che l'evidenza scientifica relativa agli eventuali effetti nocivi causati alla salute umana dai campi elettromagnetici esistenti nell'ambiente non è concludente. Quantunque l'esposizione a campi intensi, superiore a 4 watt per chilogrammo assorbiti dal corpo, possa "annientare la capacità di termoregolazione dell'uomo e produrre pericolosi livelli di riscaldamento dei tessuti", gli studi epidemiologici non hanno finora dimostrato rischi importanti associati con i tipici ambienti d'esposizione, dichiara la Commissione europea.

Le principali fonti di campi a bassa frequenza (0-100 Hz) sono i cavi dell'alta tensione. I dati epidemiologici sul rischio di tumori tra le popolazioni che vivono accanto ad essi "sembrano indicare un rischio lievemente più elevato di leucemia tra i bambini", afferma la Commissione. "Sono stati prodotti rapporti di un rischio aumentato di certi tipi di cancro, come la leucemia, i tumori del tessuto nervoso e, in numero limitato, il cancro al seno tra le dipendenti delle società elettriche". Ma viene fatto notare che tali dati epidemiologici sono insufficienti perché si stabiliscano limiti d'esposizione specifici per i cavi d'alta tensione, sebbene vi sia un certo orientamento di base sulle densità di corrente da usare per i campi a bassa frequenza.

Quanto ai telefoni mobili, il sistema digitale europeo che funziona a 900 MHz, la Commissione non consente che si fissino limiti d'esposizione per il loro uso. L'argomento di maggiore preoccupazione della Commissione sembrano essere gli "ambienti a forte stress termico" (come le discoteche in cui si fa uso di laser), dove sono consumati alcol e droghe. "Quella maggiormente suscettibile di causare danni agli occhi è la radiazione laser così come viene utilizzata per gli effetti decorativi e lo svago", dichiara la Commissione.

L'effetto negativo sugli atteggiamenti dei consumatori
Il Commissario europeo per l'occupazione e gli affari sociali, sig. Padraig Flynn, da cui dipende la direzione responsabile della stesura delle proposte in forma di raccomandazione da presentare al Consiglio, ha dichiarato: "la proposta è destinata a risolvere l'urgente necessità di combattere gli effetti nocivi delle radiazioni non ionizzanti. L'assenza di specifiche o di orientamenti al livello dell'UE in questo settore sta avendo un effetto negativo sugli atteggiamenti dei consumatori nei confronti delle apparecchiature che emettono radiazioni non ionizzanti. Inoltre esiste una forte preoccupazione quanto ai modi in cui i singoli Stati membri adottano o applicano restrizioni alle esposizioni, modi che producono una notevole confusione e condizioni estremamente variabili nella protezione del pubblico nell'UE".

L'idea della Commissione è fornire livelli di riferimento armonizzati in tutta l'Unione, basati su un gruppo di limitazioni e specifiche essenziali che comprendono misure per garantire che non siano prodotte le temperature e gli archi di radiazione suscettibili di causare pericolo. I livelli di riferimento sono indicati nell'allegato 3 del documento per 0 Hz-300 GHz e variano per uomini, donne e bambini. Per le frequenze fino a 110 MHz, i livelli sono stati fissati tenendo conto del presupposto che le correnti elettriche di contatto provocano risposte biologiche nelle donne adulte e nei bambini che sono, rispettivamente, i due terzi e la metà di quelle negli uomini adulti. Tra i 100 kHz e i 10 GHz, la media assorbita dall'intero corpo non dovrebbe superare gli 0,08 watt per chilogrammo, mentre per l'assorbimento localizzato, testa e tronco, non dovrebbe superare i 2 W/kg.
Fonte VIPS