Sistema informatico per contrastare gli incidenti causati dalla fauna selvatica

La Provincia di Belluno utilizza la georeferenziazione per conoscere dove e quando avvengono i sinistri e predisporre gli interventi sulle strade

 

 

Belluno, 8 marzo 2008 _ «In un’Italia ancora molto indietro rispetto ai paesi centro europei sul tema degli incidenti causati dalla fauna selvatica, il lavoro della Provincia di Belluno in questo campo non è comune. Il monitoraggio continuo e i sistemi informatici di supporto a tale opera potranno rendere più efficaci le scelte in questo campo». Roberto Cocchi dell’INFS, l’istituto nazionale per la fauna selvatica, ha partecipato giovedì a Belluno alla riunione convocata dall’amministrazione con i gestori delle strade per proseguire l’opera di messa in sicurezza dei tratti considerati più a rischio. Cocchi ha preso conoscenza delle attività svolte dall’amministrazione per contrastare il fenomeno degli incidenti causati dalla fauna selvatica, in particolare da ungulati: «ho osservato che la Provincia ha avviato un’azione di monitoraggio con relativa creazione di una banca dati informatizzata e georeferenziazione degli incidenti con ungulati selvatici. Sono informazioni assolutamente fondamentali, utili a chiarire l’ubicazione e la ricorrenza degli incidenti, oltre che propedeutiche all’individuazione della tipologia degli interventi preventivi che verranno successivamente adottati. Visto che le risorse sono esigue e non si può intervenire ovunque, la banca dati, permettendo d’individuare i tratti a maggior ricorrenza di incidenti, è uno strumento utile per localizzare i punti critici. Il metodo con cui l’amministrazione ha inteso affrontare il problema è corretto. La raccolta dei dati sugli incidenti, prolungata negli anni e non quindi episodica, ci riporta la ripetitività e la concentrazione degli eventi».

In definitiva, afferma Cocchi, «si tratta di un supporto alla strategia e alle scelte delle pubbliche amministrazioni e devo dire che pochi enti in Italia si sono dotati di strumenti simili che tra l’altro permettono di verificare l’efficacia delle azioni dissuasive che verranno attuate».

Ogni qual volta si verifica un incidente il sistema viene aggiornato con i dati riportati nelle schede compilate dagli agenti del Corpo di polizia provinciale. Il continuo aggiornamento offre la possibilità di fare delle previsioni, di valutare l’incidenza del fenomeno rispetto alle ore e ai mesi e, soprattutto di avere accumulare dati su base storica.

Nelle prossime settimane, d’accordo con Anas e Veneto Strade, la Provincia di Belluno farà i sopralluoghi nei tratti considerati più a rischio per decidere le iniziative da prendere che potranno essere particolari e specifiche per ciascuna strada.

Il problema degli incidenti con ungulati selvatici, sottolinea ancora Cocchi «è in costante crescita su buona parte del territorio nazionale ed è destinato ad aumentare. L’Italia è infatti il paese europeo con il maggior numero di auto per abitante, ha una rete stradale tra le più estese del vecchio continente e, infine, alcune specie di ungulati selvatici (capriolo, cervo, cinghiale) stanno conoscendo un incremento numerico e dell’areale distributivo. A fronte di ciò, occorre mettere in campo un approccio preventivo basato su efficaci strumenti operativi».

 

 

SCHEDA

Gli incidenti, dove e quando

 

 

 

Numero incidenti all’anno sulle strade bellunesi: 300 circa.

 

 

Tratti più a rischio:

- ss 51 tra Cortina d’Ampezzo e San Vito di Cadore

- sp 1 tra Belluno e Trichiana

- sp 1 tra Ponte nelle Alpi e Belluno

- sr 203 Agordina

- sr 346 del Passo San Pellegrino in località Vallada Agordina

 

Incidenti:

- Il 75% dei casi avviene nel raggio di 200 metri dall’intersezione di una strada con un corso d’acqua.

- I picchi annuali di incidenti si verificano storicamente in aprile e nel periodo tra settembre e ottobre.

- Gli incidenti si verificano prevalentemente al crepuscolo o all’alba.

 

Misure di intervento programmate dalla Provincia di Belluno:

 

-                     Installazione di semafori per attraversamento ungulati che si attivano grazie a sensori che rilevano il calore emesso dagli animali.

-                     Installazione di reti e vegetazione per convogliare gli animali verso punti di attraversamento prestabiliti (sottopassi o zone con ampia visibilità)

-                     Modifica della cartellonistica stradale, più evidente e accompagnata da segnali luminosi.

-                     Installazione di catarifrangenti speciali che al passaggio di veicoli abbagliano gli animali eventualmente presenti sul ciglio della strada.

-                     Realizzazione di sottopassi
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Stefano Campolo, portavoce del presidente della Provincia di Belluno
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