Il problema delle sorgenti di radioattività
indoor è stato preso in considerazione nella direttiva
Comunitaria 89/106/CEE relativa ai prodotti da costruzione e nel
Documento interpretativo del requisito essenziale n. 3. L'argomento
è stato trattato, nel contesto degli altri inquinanti convenzionali,
come un problema di sanità pubblica.
Con la Raccomandazione CEE n. 90/143, "Protezione del pubblico
contro l'esposizione al radon", sono stati stabiliti i valori
di riferimento per gli edifici esistenti e per quelli di nuova
costruzione.
A livello nazionale alcuni paesi europei, ad esempio la Svezia
ed il Regno Unito, hanno già attivato un sistema normativo
in questo campo.
Il problema della esposizione della popolazione alle radiazioni
naturali, in particolare al radon, è un problema ancora
aperto, in fase di definizione in ambito comunitario, in attesa
di una direttiva di indirizzo e di armonizzazione della normativa
di tutti i paesi dell'Unità Europea.
Nei prossimi mesi è prevista l'approvazione di una Direttiva
sulla radioprotezione negli ambienti di lavoro nella quale, come
preannunziato da Gloria Campos Venuti al convegno AIRP di Taormina,
verrà incluso un apposito Titolo per l'esposizione alle
sorgenti di origine naturale negli ambienti di lavoro. Il quadro
delineato dalla direttiva 89/106/CEE sui prodotti da costruzione
offre già una base normativa che consente di porre in prospettiva
la prevenzione dell'esposizione della popolazione alle sorgenti
di radioattività, nel contesto delle varie fonti di inquinamento
indoor. Nell'allegato I della Direttiva vengono riportati i Requisiti
essenziali che i prodotti da costruzione devono soddisfare affinché
possano essere ritenuti "idonei alla realizzazione di opere
pronte all'uso, nell'integralità e nelle relative parti,
tenendo conto dell'aspetto economico". Il Requisito 3, "Igiene,
salute e ambiente", ha dirette implicazioni sulla qualità
dell'aria interna, in quanto considera lo sviluppo di gas tossici,
la presenza nell'aria o gas pericolosi, l'emissione di radiazioni
pericolose, ecc., quali fattori che possono "compromettere
l'igiene o la salute degli occupanti o dei vicini". In merito
alla qualità dell'aria interna, il Documento interpretativo
del requisito essenziale n. 3, precisa che l'opera di costruzione
deve offrire un ambiente interno salubre per gli occupanti e utenti
dell'edificio tenendo conto di varie categorie di inquinanti tra
cui "radon e sostanze radioattive che emanano radiazioni
gamma". Anche nelle specificazioni tecniche del suddetto
documento vengono prese in considerazione, quali sostanze inquinanti
originate dai prodotti da costruzione, le emissioni radioattive.
Nel citato documento si precisa, tra l'altro, che "nell'elaborare
metodi di controllo della qualità dell'aria, ad esempio
i sistemi di ventilazione, occorre tenere conto anche degli inquinanti
generati da tutte le fonti". L'aria interna può essere
resa malsana da inquinanti generati "dai materiali da costruzione"
e "dal sottosuolo dell'edificio". Si fa rilevare che
il gas presente nel sottosuolo costituisce la più importante
sorgente di radon negli edifici, nei siti ad elevato fondo naturale.
Il sistema normativo posto in essere dalla Direttiva rende necessaria
la definizione di procedure e protocolli di misura per la certificazione
dell'edificio (categoria A. opere di costruzione) e dei materiali
e manufatti (categoria B. prodotti da costruzione).
Per quanto riguarda la radioattività in Italia la sperimentazione
si trova in fase molto avanzata, per quanto riguarda le tecniche
di misura e per la modellistica del "sistema sito-edificio".
L'Istituto Nazionale di Metrologia dell'ENEA dispone dei campioni
primari ed è in grado di svolgere un servizio tecnico per
la taratura della strumentazione di misura. Esso inoltre ha sviluppato
metodiche di misura del radon emesso da campioni di materiali,
da manufatti edilizi e sui materiali messi in opera, con l'impiego
di camere di prova sperimentali. Il Centro Radioisotopi dell'Università
Cattolica di Roma ha messo a punto tecniche di analisi di monitoraggio
per la caratterizzazione di manufatti edilizi e metodiche di analisi
del rischio radon negli edifici e nei siti. Il CISE ha messo a
punto camere di prova realizzate con particolari materiali edilizi,
per la caratterizzazione su modello in scala delle sorgenti e
dell'influenza della ventilazione.
In conclusione il sistema normativo, con il
DPR n. 246 del 21 aprile 1993, "Regolamento di attuazione
della Direttiva CEE 89/106 relativa ai prodotti da costruzione",
fornisce la strumentazione giuridica di base per dare corso alle
attività di prova dei materiali. Il quadro normativo è
ancora in evoluzione almeno per quanto riguarda le procedure di
certificazione, in attesa della definitiva approvazione del disegno
di legge "Norme sul sistema di certificazione" già
approvato dalla Commissione del Ministero dell'Industria il 10
Maggio 1995.
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