LA QUALITÀ AMBIENTALE ECOLOGICA E I SUOI INDICATORI
Piero Blanchini, architetto
Abstract

Environmental quality indicators and indices are undoubtedly very effective tools for the analysis of ecosystems.
They may be considered as single or associated parameters used to present a structural, simplified description of ecological problems.
Among them, quite appreciated (and therefore developed and commonly used) are water, air and soil quality indices (such as biologic, chemical and physical ones), which are easy to check and also directly associable to the different polluting forms.
However, there are also many biological, ecological and etological indicators that can be placed at the side of them, or even that can sometimes substitute indices, to describe environmental affection in a more wide and systematic way.
The functioning of such indicators appears openly complex; consequently it must be studied in the various applied cases to verify the range of usefulness and also its through significance.
The connection of numerical indices with indicator parameters provides the most complete description of the biogeoecological territory.
Sometimes such knowledge is directly usable for direct evaluations (es. E.I.S.), or else as a tool for ordinary landscape management; in other cases it is a simple contribution to a more specific analysis (feasibility plans, localizing plans,...).

Introduzione

Negli studi ecologici che hanno come scopo la descrizione dell'ambiente naturale vengono spesso usati strumenti mirati di analisi; essi consentono la formulazione di un giudizio generale tramite l'osservazione di alcuni parametri considerati significativi.
Con il termine di "indicatore ecologico" si può intendere una categoria di elementi fisici (es. gli individui di una determinata specie) o di azioni (una serie di comportamenti, di adattamenti, ecc.) la cui natura consente una valutazione relativa ad un sistema ecologico (più ampio di quello strettamente pertinente all'elemento stesso).
E' questo ad esempio il caso della presenza in una determinata stazione ecologica di una specie altrove assente (endemismo), ovvero il caso delle trasformazioni nei comportamenti animali causati dalla pressione selettiva (migrazioni).
Più specifico, ma sostanzialmente non dissimile, il termine di indice, in genere associato ad una fattore ecologico (climatico, radiativo, di diversità biologica, ecc.): esso si presenta di norma sotto la forma di un'espressione matematica, come un rapporto o una funzione di valori noti o quantificabili.
Complessivamente si potrebbe pertanto affermare che l'indicatore ecologico è una rappresentazione strumentale di tipo qualitativo mentre l'indice è una espressione di tipo quantitativo; in tutti i casi i due termini vengono spesso utilizzati in forma indifferenziata.1)
Le scienze biologiche ed ecologiche fanno un uso intenso di indici ed indicatori a causa della intrinseca complessità che caratterizza le analisi e la previsione delle possibili evoluzioni ambientali.
Per questo motivo allo scopo di esprimere ad esempio il grado di inquinamento di un corso d'acqua diventa strategico e necessario stabilire quali siano i parametri che ne possono dare una descrizione sintetica (indici chimico-fisici e biologici).
Man mano che aumenta il campo di indagine, che si passa cioè dalla scala biologica elementare a quella dei sistemi ecologici, aumentano ovviamente gli indicatori necessari alla descrizione dell'ambiente nel suo complesso.
Inoltre accade che per effetto dell'interazione tra i diversi fattori ecologici (radiazioni, atmosfera, biocenosi, ecc.) gli indici assumano un valore sempre più indicativo e sempre meno contestuale: è questo il caso esemplare della presenza degli inquinanti chimici nell'aria, che diventa sempre meno significativa tanto maggiore é il sistema ecologico d'indagine.
Si può pertanto concludere che "ciò che è evidente nel piccolo non sempre è scontato in un ambito macroscopico".
L'ecologia é una scienza che più delle altre richiede un uso sistematico degli indici e degli indicatori ambientali.
Essi possono essere ordinati secondo la divisione dei fattori che costituiscono l'ecologia: fattori biotici (cenosi animali e vegetali), fattori merobiotici (suolo) e fattori abiotici (radiazioni, atmosfera, idrosfera, clima).
All'interno di ognuna di queste categorie essi si specializzano ed assumono significati specifici che rendono una sintesi generale quanto mai complessa.
Un indicatore chimico, biologico, etologico diventa un indicatore ecologico quando ad un determinato fenomeno ristretto se ne possono associare degli altri di complessità più ampia (che siano ad esso oggettivamente legati da una logica di causa-effetto).
Per ciò che attiene ad esempio l'inquinamento chimico dell'aria i parametri modello (NOx, SOx, NHx, O3, COx, VOCs,...) rappresentano degli indici biologici semplici (diretti) se si considera l'effetto "inquinamento-sistema antropologico"; essi assumono invece la valenza di indici ecologici quando possono essere correlati a fenomeni più ampi ed articolati (smog fotochimico, piogge acide, effetto serra).
Qualora essi siano considerati indici ecologici il loro valore relativo è comunque evidente.
Una possibile classificazione degli indicatori

Figura 1 - Indicatori e indici

Fenomeni naturali

I fattori abiotici e merobiotici subiscono continue modifiche legate alla natura dinamica della biosfera.
Lo studio delle scienze naturali consente di analizzare gli eventi passati e di prevedere quelli futuri grazie all'analisi ed alla modellizzazione dei meccanismi trasformativi.
I fattori abiotici che possono essere considerati indicatori ambientali sono numerosi: uno tra i più noti è ad esempio la pressione atmosferica, che diventa mezzo di previsione dei cambiamenti climatici nelle stazioni di rilevamento meteorologico.
I parametri utilizzati come indicatori nell'analisi dei sistemi abiotici sono quantità fisiche facilmente rilevabili tramite letture strumentali.
La quantificazione ed associazione di più misurazioni consente evidentemente deduzioni molto articolate sulla natura di una trasformazione in corso; ciò è tanto più vero quanto più frequenti e ciclici sono i fenomeni oggetto di analisi.
Si perviene pertanto alla conclusione che nelle valutazioni tramite indicatori dei fattori abiotici esistono comunque delle percentuali di errore: questo errore è estremamente contenuto se i modelli di previsione sono semplici, se i processi sono frequenti ed iterati e se i meccanismi considerati possono prescindere dall'influenza di fattori biotici difficilmente rappresentabili (come ad esempio l'influenza diretta ed indiretta del fattore ecologico "uomo" nella biosfera).

Adattamenti

Indicatori di natura sostanzialmente diversa sono gli adattamenti evolutivi 2), che legano le biocenosi alla biosfera in archi temporali molto estesi.
Le modifiche del patrimonio genetico degli esseri viventi, secondo le teorie evoluzioniste, sono frutto di continue selezioni originate dai fattori abiotici sulle comunità del regno animale e vegetale.
La natura degli esseri viventi descrive pertanto anche le trasformazioni dell'ambiente naturale: ciò accade con adattamenti che modificano la fisiologia dell'individuo e lo rendono nel tempo più competitivo e forte all'interno della sua nicchia ecologica.
Nel caso degli adattamenti particolare interesse denotano le convergenze evolutive, cioè il manifestarsi di "adattamenti paralleli" tra specie diverse inserite in habitat simili (tra loro anche estremamente distanti).
In questo caso l'evidenza che il bagaglio genetico esprima in forma coerente la natura fisica del sito è massima, poiché viene minimizzato il rischio della semplice coincidenza.
Per fare un esempio le specie vegetali ipsofile (che amano l'altitudine), come ad esempio il larice (larix decidua) presentano la stessa caratteristica ipsofilia in ecosistemi molto lontani tra loro; inoltre tutte le specie ipsofile (larici, pini mughi, pini cembri,...) presentano attributi simili che li rendono compatibili con il freddo, la carenza d'acqua, la bassa pressione atmosferica, ecc.

La loro capacità di essere prevalenti su altre specie in stazioni d'alta montagna deriva pertanto da un loro adattamento genetico; inoltre essa è un parametro che mantiene comunque un valore generale, tanto che si è soliti associare l'altitudine proprio alla presenza di precise essenze (fasce vegetazionali fitoclimatiche).

Comportamenti

Gli esseri viventi rispondono durante la propria vita agli stimoli fisico-chimici delle trasformazioni abiotiche, nonché a quelli indotti dalle comunità viventi, tramite evoluzioni e cambiamenti nei comportamenti.
Come indicatori comportamentali sono in genere utilizzati quelli degli animali che presentano una mobilità territoriale e la capacità di elaborare strategie complesse di sopravvivenza.
L'etologia, ovvero la scienza che studia il comportamento degli animali, utilizza il campionamento delle abitudini di alcune specie anche per ricavare indicazioni di carattere generale sugli habitat.
Al contrario degli adattamenti gli indicatori comportamentali possono considerarsi reversibili, nel senso che al cessare dello stimolo anche il comportamento manifestato regredisce.
Tipico esempio di questo fenomeno può essere l'addomesticamento di un animale selvatico, nutrito e pertanto plagiato dall'uomo tramite un'opera di lento avvicinamento.
La sua familiarità con l'uomo è destinata a recedere lentamente con l'allontanamento del fattore di pressione esogena (cibo offerto) e con il ritorno alle abitudini istintive (caccia).
Indipendentemente dal rapporto con l'essere umano le comunità animali e vegetali denotano comunque comportamenti tali da dimostrare una sensibilità diretta alle trasformazioni bioclimatiche: il freddo, la siccità, la scarsità di cibo in un determinato bioma spingono gli esseri viventi a continue migrazioni ed a scelte strategiche spesso originali.
Nel caso del regno vegetale le cenosi si spostano da una stazione all'altra in funzione della compatibilità dei propri semi con l'ambiente esterno: non si tratta pertanto di adattamenti ma di veri e propri trasferimenti che si manifestano su archi temporali di tipo generazionale (vd. presenza e compatibilità).

Presenza e compatibilità

La presenza o l'assenza di determinate specie in un contesto che non è funzione di spostamenti strategici (cioè di scelte) rimane comunque l'indicatore principe utilizzato dagli ecologi per formulare ipotesi relative allo stato di un ecosistema.
Esso è generalmente associato alle forme di vita biologica la cui presenza potenziale è mediamente costante (con semi, spore,...) ma che possono progredire solo con il manifestarsi di determinate condizioni (come accade ad esempio per i licheni).
Sovente capita che l'ambiente naturale si presenti apparentemente neutro: a prima vista esso non denota condizioni climatiche e strutturali tali da risolversi in fattori limitanti per la vita di un numero di esseri viventi praticamente infinito.
In questo caso il costituirsi di un determinato equilibrio ecologico (omeostasi), con la conseguente presenza di determinate specie biologiche (e non tutte le possibili) dipende dal fatto che molti elementi di disturbo o di incompatibilità rispetto alle specie non sono facilmente rilevabili.
Esempio frequente ed evidente di questo caso sono gli inquinanti di origine antropologica, che rendono inospitali gli ecosistemi a molte forme di vita e spingono verso un sistematico abbattimento della biodiversità.
Se per rilevare direttamente le singole forme di inquinamento esistono misuratori precisi ed attendibili, molto più complesso diventa descrivere il loro danno ecologico di tipo cumulativo; cioè quello complessivamente compiuto sulle forme di vita organizzata dalla compresenza di tutti gli agenti impattanti.
E' possibile in questo caso procedere empiricamente, analizzando gli habitat ormai privi di naturalità e rilevando quali sono gli organismi compatibili con sistemi estremamente deteriorati.
Evidentemente i meccanismi della competizione interspecifica determinano il prolificare di una singola specie poco sensibile ad un contesto di disturbo esterno con il cessare della pressione competitiva di quelle affini (che muoiono a causa della propria vulnerabilità).
In definitiva queste particolari forme biologiche finiscono per diventare, con la loro comparsa, significativi campanelli di allarme di un malessere crescente: cioè risulta evidente che la loro presenza implica una scomparsa di molti altri organismi più sensibili.

Indicatori ed indici ecologici

Nella tabella 1 si è tentato di dare una descrizione organica di alcuni indicatori che possono essere assunti per una descrizione qualitativa dello stato di un ecosistema.
Per quanto attiene gli indici di tipo matematico essi devono essere evidentemente contestualizzati, ed hanno un valore comunque relativo (l'espressione di per sé non dice nulla ma necessita o di un valore di riferimento - valori di Legge - o del confronto tra più realtà).
Gli indicatori ecologici necessitano invece di uno specialista che ne possa quantificare abbastanza oggettivamente la rilevanza all'interno di un contesto articolato (significance); viceversa essi possono dare luogo ad interpretazioni incongruenti se non addirittura conflittuali.

Tabella 1 - Tabella generale degli indicatori

GEOLOGICA E PEDOLOGIA
qualità del suolo e naturalità indice percentuale di cenosi vegetali, prati stabili,...
fratturazione indicazioni su terrazzi, erosioni, fratturazioni,...
franosità indice % di conoidi, depositi, perdita di suolo,..
sismicità indice sismico
vulcanicità indice di rischio da azione vulcanica
acclività indice % di acclività e pendenza media terreni
depositi naturali indice di alluvioni potenziali e trasformab.tà geologica
erosioniindice di stabilità del suolo e di Fournier
movimentazione terreni indice di struttura, densità, cap. idrica e di scambio
fertilità indice di potenza, rapp. C/N, pH,...
uso agricolo potenziale indici biogeochimici sul grado di evoluzione
unità e parcellizzazione indice di frammentazione delle pertinenze
risorse minerarie indice % sulla presenza di cave, pozzi,...
depositi antropologici indice % sulle superfici con depositi di inerti
captazioni con pozzi indice numerico pozzi/superficie
regimazione e ruscellamento indice % delle superfici regimate, arginate,...
permeabilità del suolo indice di permeabilità media

ARIA E CLIMA
inquinamento da pressione antropica indici chimico-fisici e biologici (es. coliformi fecali)
inquinamento da pressione industriale indici chimico-fisici e biologici (es. polveri da produzione)
odoriindice dei cattivi odori e zonizz. (es. zootecnia)
esposizione alle correnti aeree indice di continuità delle cortine vegetaz. (es. filari)
acidità delle piogge indici chim.-fis., biolog. (H2SO4 HNO3) e pluviom. (di Lang)
smog fotochimico indici chim.-fis., biolog. (O3, NO, NO2) e radiativi (G)
venti periodici indice di esposizione a venti (Scala di Beaufort)
umidità indice di Emberger
aridità indice di De Martonne
efficacia termica indice di Thorntwaite
evapotraspirazione potenziale indice di Turc - Blaney e Criddle

ACQUA
qualità convenzionale indici chim.-fis. e biol. (indici saprobici, fosforo, piombo,...)
contaminazione diretta indici chim.-fis. e biol (solidi disciolti in funz. dell'agente)
permeabilità del bacino drenante indice % di permeabilità, dei ristagni, risorgive,...
cementificazione indice % delle sup. cementificate
regime pluviometrico indice di Lang
alluvioni e disastri indice delle alluvioni potenziali (25, 50, 100 anni)
inquinanti chimici antropologici indici chim.-fis. e biol (BOD5, tensioattivi, nitrati,...)
eutrofizzazione indici chim.-fis. e biol (fosfati, azotati, carbonati,...)
raccoltaindice di dispersione del drenaggio idrico
dragaggio e rimestamento indice % di aree soggette a dragaggio e rimest.
regime ipogeo indice di oscillazione del battente di falda
cave e discariche indice % sulla presenza di cave e discariche
vulnerabilità del corpo d'acqua indice di vulnerabilità della falda (pozzi, cave,...)
vulnerabilità della zona umida indici chim.-fis. e biol.; vincoli e controllo
coni di deposito e deiezione indice % dei coni di deposito e deiezione
indicatori ittici indicatori ittici della qualità delle acque superf.

INQUINAMENTO
rifiuti pro capite indice di produzione dei rifiuti (kg/giorno-persona)
rifiuti speciali pro capite indice di produzione dei rifiuti speciali (es. ospedali)
sostenibilità del sistema territoriale indice di pressione industriale, antropica, urbana,..
livello inquinamento sonoro indice di pressione sonora in dB
sorgenti di inquinamento sonoro indice % delle aree acustic. degr. (mappe isofoniche)
vibrazioniindice di trasmissione delle vibrazioni
rifiuti tossico-nocivi e speciali indice di produzione di rifiuti tossico-nocivi
trasporto pericoloso indice % di movimentazione di carichi inquinanti

CENOSI VEGETALI
sensibilità di un habitat bioindicatori floristici (es. crittogame)
rarità di una specie (specie poco rapp.) indice di densità media in siti specif. (esemplari/superficie)
distribuzione indice di omogeneità sul terr. (oscillazione nei campioni)
vulnerabilità di una specie indice di pressione selettiva (rischio a livello locale)
riconversione naturale formazioni pioniere o ruderali (veloc. di ripresa spont.)
stazionalità delle specie fitoclimatismi e fitogeologia (livello di organizzaz.)
qualità complessiva indicatori vegetazionali (es. alcune piante spermatofite)
alterazioni dei cingoli vegetazionali piante infestanti (es. robinia pseudoacacia)
biodiversità vegetazionale**** ind. di Williams -S=LOGE(1-N/) S=spec. N=indiv. =diver.
Naturalità endemismi (alcune piante spermatofite in siti unici)
contrazioni numeriche degli individui barriere riproduttive, perdita di superficie, malessere
perdita di suolo indice di sfruttamento antropologico e regime agricolo
maturità ecosistemica indici relativi ai meccanismi omeostatici

CENOSI ANIMALI
fattori limitanti per le cenosi animali indice specifico di sensibilità
riproduzione animale indice specifico di riproduttività (demografia)
stazionalità indice spec. di presenza stag. (svernamenti, estivamenti)
legame ad una nicchia ecologica indice specifico di stenoecia (ed euriecia)
numero degli individui presenti indice specifico di rarità (esemplari/superficie)
distribuzione degli individui indice di omogeneità sul terr. (oscillazione nei campioni)
vulnerabilità delle specie indice di pressione selettiva (rischio a livello locale)
biodiversità animale indice di biodiversità di Margalef, Jaccard,...
piramidi alimentari indice di stabilità trofica (modelli \/\/-X-/\/\)
cacciapressione venatoria
distruzione habitat indice di produttività ed efficienza ecologica
pressione selettiva indice di competizione interspecifica (L. di Gause)
pressione antropica urbanizzazioni

SINECOLOGIA
produttività di un ecosistema indice di efficienza ecologica (PLa/G)
velocità di accrescimento indice di efficienza di crescita (PN/En)
attività ossidative coefficiente respiratorio specifico e medio (Ra/PNa)

RISORSE PAESISTICHE
produttività economica indice di ricchezza
naturalità indice %. di naturalità (aree naturali/alee degradate)
nidificazioni, ripopolamenti, presenze indice di inquinamento (recettività dell'ambiente)
parchi e vincoli indice %. di aree vincolate
ricreazioneindice %. di verde pubblico (standard urbanistici)
usi potenziali indice %. di aree libere
amenità presenza di scenari
qualità paesistica indice di qualità paesistica
continuità paesistica indice di continuità delle strutture urbane
perdita di risorse fisiche indice di contaminazione
perdita di controllo indice di incidenti e violazioni della legge
involuzione culturale indice di analfabetismo
qualità archeologica indici archeologici
qualità paleontologica indici paleontologici

SANITÀ
qualità sanitaria % dei presidi sanitari
qualità urbana e produttiva*** modello complesso di Lowry (*** vd. bibl.) ed indicatori
rischi potenziali indice delle attività a rischio
pianificazione industriale indice di produttività e controllo
modelli culturali e benessere indice di ricchezza
servizi socio-assistenziali indice di aggregazione sociale (gruppi organizz./individui)
risorse energetiche costi energetici
inquinamento elettromagnetico indici di inquinamento da campi el. (alta tens., trasformaz)
radiazioni ionizzanti indici radiativi (U.V.A., radiazioni ionizzanti,...)

Da notare come molti degli indicatori proposti debbano essere definiti a seconda del contesto naturale e dei mezzi disponibili per le misurazioni ed i censimenti.

Una possibile applicazione: qualità ambientale di un ecosistema collinare

Facendo uso delle nozioni sopra riportate possiamo ora tentare di esemplificare come si possa effettuare l'analisi di un determinato ecosistema tramite l'uso di indici ed indicatori.
Come riferimento geografico facciamo l'ipotesi di un comune in territorio collinare, interessato da complessi fenomeni di trasformazione morfologica (geologica e pedologica) e da una pressione antropica dinamica e disomogenea3).

1) Gli indici di acclività, di franosità, l'analisi percentuale dei siti interessati da deiezioni o depositi (in genere aree golenali), l'indice sismico e le prove penetrometriche per l'identificazione delle stratificazioni geologiche consentono di esprimere un giudizio relativamente agli usi potenziali del suolo, alle trasformazioni urbanistiche, alla destinazione ed all'edificabilità dei fondi.
I valori relativi alla permeabilità del suolo, le rilevazioni delle quote isofreatiche, gli indici di vulnerabilità della falda, le valutazioni relative agli andamenti superficiali e sotterranei dei corsi d'acqua consentono la previsione di fenomeni catastrofici o dannosi quali le esondazioni, i prosciugamenti, le alterazioni dei sistemi d'acqua, le captazioni indebite.
I rilevamenti meteorologici e l'applicazione di indici permettono di tracciare un profilo storico del clima e dei suoi trend potenziali, nonché di quantificare le problematiche relative ad inquinamento e trasformazioni nel microclima.

indicazioni su terrazzi, erosioni, fratturazioni medio-alto
indice %. di conoidi, depositi, perdita di suolo medio
indice sismico S=9
indice %. di acclività e pendenza media terreni medio
indice di alluvioni potenz. e trasformab. geologica medio
indice di stabilità del suolo e di Fournier K=PL2/P = alto (PL=piov.mens.max P=annua)
indice di struttura, densità, cap. idrica e di scambio medio-alto (limo-argilloso - organico)
indice di frammentazione delle pertinenze alto
indici di qualità media dell'aria medio-alto
indice del rilevamento di cattivi odori e zonizzaz basso
indice di Emberger Q=2000P/M2-m2=7,81 (M=20 m=4 P=1,6) cont. fresco
indice di De Martonne Iar.=P/(T+10)=1600/22=75 foreste Aestlilignosae
indice di Thorntwaite IT=sommat.(1:12) di 9Ti/20 =60 microtermica alta
indice di Turc - Blaney e Criddle Etp=0,4x(t/(t+15))x(G+50) G=rad.glob.gior.med.

2) Gli indicatori biologici che completano questo tipo di analisi possono essere quelli di inquinamento dell'acqua, dell'aria e del suolo.
Tramite censimenti dei sistemi urbani si possono stimare ed indicizzare la cementificazione degli ambiti, le trasformazioni nelle destinazioni d'uso, il degrado urbano e la pressione dell'inquinamento acustico.

indice di qualità dell'acqua potabile medio-alto
indici di qualità delle acque superficiali medio-basso
indice di LANG (pluviofattore) IL=P/T=1500/12=castanetum/quercetum
indice % di permeabilità, dei ristagni, risorgive,.. medio-alto per substrati argillosi
indice dell'inquinamento da nitrati e fosfati medio
indice di inquinamento da concimi chimici medio-alto (es. circa 80 kg/ettaro ossido potassico)
indice di dispersione del drenaggio idrico medio
indice di oscillazione del battente di falda alto
indice % sulla presenza di cave e discariche medio
indice di protezione delle risorgive medio-alto (con modifiche ai P.d.F e P.R.G.)
indice % dei coni di deposito e deiezione medio-alto
indicatori ittici della qualità delle acque superf.li qualità medio (valori biologici)
indice di produzione dei rifiuti medio pro-capite
indice di pressione industriale, antropica, urbana,.. medio-basso
indice di inquinamento sonoro in dB medio-basso

3) La distribuzione e le caratteristiche delle cenosi vegetali consentono di analizzare la pedologia del territorio ed il suo grado di naturalità.
Inoltre sono i parametri fondamentali per definire la qualità ecologica relativamente ai processi omeostatici, alla capacità di assorbimento della pressione antropica e di rigenerazione.

sensibilità media delle cenosi vegetali medio-alto
rarità delle specie medio (adattamenti a condizioni particolari)
densità fitocenosi medio (oscillazioni nelle presenze e comportam.)
vulnerabilità fitocenosi medio-basso (poco vulnerabile, ben adattata)
alterazioni dei cingoli vegetazionali medio-basso (poco alterati con associazioni)
biodiversità vegetazionale medio-alto (n. delle specie presenti censite)
naturalità ed endemismi medio (alberi secolari, flora in zona risorgive)
perdita di suolo medio-basso (disomogenea coltivazioni estensiva)
maturità ecosistemica medio-alto (ecosistema semi-forestale e agricolo)

4) Per quanto riguarda la presenza e la mobilità della fauna possiamo definire il grado di compatibilità tra uomo e cenosi animali, ed in particolare la dinamica dei corridoi di transito, l'arealità e la territorialità delle specie, la stabilità delle piramidi ecologiche, la vulnerabilità delle associazioni animali.

fattori limitanti per le cenosi animali medio
peculiarità nicchie ecologiche medio
numero degli individui medio
distribuzione degli individui disomogenea tra basso ed alto comune
biodiversità animale medio
piramidi alimentari stabili (modello a W con diversi consumatori secondari)
cacciaintensità media (regime normale di caccia)
pressione antropica medio-basso (frammentazione ed incoerenza usi)

5) Infine possiamo considerare alcuni indici di tipo generale, relativi al sistema ecologico, a quello urbano, a quello economico e sociale.

produttività dell'ecosistema medio-alto
produttività del sistema economico medio-basso (area depressa in Obiettivo 5B)
naturalità medio
indice %. di aree vincolate medio (vincoli Legge Galasso)
usi potenziali medio-alto (tramite possibili ottimizzaz. fondiarie)
amenità complessiva dei luoghi medio-alto (collina poco antropizzata)
qualità paesistica medio-alto (sistemi a forti e castelli)
qualità archeologica medio
qualità sanitaria medio-alto (con presidi capillari e pronto interv.)
qualità urbana media (parziale ricostruzione post-terremoto)
pianificazione industriale basso
servizi socio-assistenziali medio

La presente schedatura consente di effettuare delle analisi sintetiche di un certo interesse, con valutazioni comparate che permettono di assegnare ad esempio degli indici di qualità al territorio o a sue porzioni.
Gli stessi indici si presentano come una check-list organica e funzionale al monitoraggio delle aree sulle quali sono previsti o prevedibili progetti o interventi di natura diversa.
E' anche possibile misurare settori del territorio in forma analitica, confrontandone i valori con quelli di sistemi ecologici campione di natura nota, allo scopo di quantificare abbastanza oggettivamente la distanza che separa uno stato di intervento da uno stato di fatto ottimale (Tabella 2).

Tabella 2 - Qualità ambientale media

QUALITA' AMBIENTALE MEDIA

rif. L.R.43/90
ZONA COLLINARE F.V.G.

fattori
I.R.F.
parametri
I.R.P.
P.Q.A.M.
E.Q.I.
fisico-chimici 30 aria 12,5 70,875
acqua 10 60,6
minerali 2,5 6 0,15
clima 5 70,35
biologici 22,5 suolo 5 60,3
fitocenosi 10 70,7
zoocenosi 7,5 6 0,45
ecologici 12,5 ecosistemi 12,5 7 0,875
estetici 17,5 paesaggio 10 80,8
patrimonio storico-cult. 7,5 7 0,525
socio-econom. 17,5 sistemi urbani 10 60,6
sistemi produttivi 7,5 4 0,3
PERC.
PERC.
totale
totale
100
100
6,416667
6,525

I.R.F. importanza relativa fattori
I.R.P. importanza relativa parametri
P.Q.A.M. punteggio di qualità ambientale media
E.Q.I. environmental quality index

Giudizio sintetico globale: qualità ambientale ecologica medio-alta4)

Conclusioni

Gli indicatori di qualità ambientali sono strumenti di indubbia efficacia per l'analisi degli ecosistemi naturali.
Tra di essi molto graditi dagli analisti (e pertanto diffusi ed utilizzati comunemente) sono quegli indici di qualità dell'acqua, dell'aria e del suolo, siano essi biologici o chimico-fisici, che si presentano come facilmente monitorabili e che sono altrettanto facilmente associabili alle disparate forme di inquinamento.
Ad essi possono tuttavia essere affiancati, se non a volte sostituiti, indicatori di origine biologica, ecologica o etologica che in certi casi riescono a descrivere il malessere dell'ambiente in forma più ampia e sistemica.
Il funzionamento di tali indicatori risulta evidentemente complesso; esso deve pertanto essere studiato in forma applicativa e sistematica, allo scopo di verificarne il campo di attendibilità e la effettiva rispondenza ai problemi cui esso deve rispondere.
In tutti i casi l'incrocio dei dati ricavati tramite indici ed indicatori consente la forma più ampia di descrizione strutturale relativa alle funzioni ecologiche del territorio.
Tale conoscenza a volte risulta spendibile direttamente per valutazioni di tipo applicativo (es. V.I.A.), ovvero come strumento di pianificazione urbanistica ordinaria; in altri casi essa si risolve in uno stimolo preliminare per analisi di tipo mirato (studi di fattibilità, studi localizzativi,...).

Note

1) Una definizione interessante viene proposta da PAUL TOMLINSON, Problemi concettuali nell'uso di indicatori ambientali nella V.I.A., in "Gli indicatori Ambientali...", ...vd. bibliografia:
"Un indicatore è sia un singolo parametro, sia una conversione matematica di una serie di parametri associati tra loro che servono a presentare una descrizione semplificata di una variabile ambientale, per esempio, il numero di persone esposte a livelli di inquinamento eccedenti una soglia limite; un indice, invece, è il prodotto di una rappresentazione matematica di un gruppo di valori indice in relazione ad uno standard o ad un valore desiderato, che servono a produrre un singolo punteggio ambientale, ad esempio, un indice di qualità idrica".
2) L'adattamento è una proprietà che incide nel codice genetico dell'individuo e differisce sostanzialmente dall'accomodamento (vd. comportamento), che viceversa risulta puramente fenotipico, cioè una risposta diretta e reversibile ad uno stimolo (es. abbronzatura della pelle).
3) Per indicazioni più precise - Comunità Collinare del F.V.G. in Colloredo di Monte Albano.
4) Si arriva a questo risultato ad esempio attribuendo una voto a tutti i fattori e facendone poi una media, ovvero moltiplicandone il valore per un coefficiente di importanza e di nuovo ricavando un valore medio di tutti i parametri (vd. tabella 2)

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