Environmental quality indicators and indices
are undoubtedly very effective tools for the analysis of ecosystems.
They may be considered as single or associated parameters used
to present a structural, simplified description of ecological
problems.
Among them, quite appreciated (and therefore developed and commonly
used) are water, air and soil quality indices (such as biologic,
chemical and physical ones), which are easy to check and also
directly associable to the different polluting forms.
However, there are also many biological, ecological and etological
indicators that can be placed at the side of them, or even that
can sometimes substitute indices, to describe environmental affection
in a more wide and systematic way.
The functioning of such indicators appears openly complex; consequently
it must be studied in the various applied cases to verify the
range of usefulness and also its through significance.
The connection of numerical indices with indicator parameters
provides the most complete description of the biogeoecological
territory.
Sometimes such knowledge is directly usable for direct evaluations
(es. E.I.S.), or else as a tool for ordinary landscape management;
in other cases it is a simple contribution to a more specific
analysis (feasibility plans, localizing plans,...).
Negli studi ecologici che hanno come scopo
la descrizione dell'ambiente naturale vengono spesso usati strumenti
mirati di analisi; essi consentono la formulazione di un giudizio
generale tramite l'osservazione di alcuni parametri considerati
significativi.
Con il termine di "indicatore ecologico" si può
intendere una categoria di elementi fisici (es. gli individui
di una determinata specie) o di azioni (una serie di comportamenti,
di adattamenti, ecc.) la cui natura consente una valutazione relativa
ad un sistema ecologico (più ampio di quello strettamente
pertinente all'elemento stesso).
E' questo ad esempio il caso della presenza in una determinata
stazione ecologica di una specie altrove assente (endemismo),
ovvero il caso delle trasformazioni nei comportamenti animali
causati dalla pressione selettiva (migrazioni).
Più specifico, ma sostanzialmente non dissimile, il termine
di indice, in genere associato ad una fattore ecologico (climatico,
radiativo, di diversità biologica, ecc.): esso si presenta
di norma sotto la forma di un'espressione matematica, come un
rapporto o una funzione di valori noti o quantificabili.
Complessivamente si potrebbe pertanto affermare che l'indicatore
ecologico è una rappresentazione strumentale di tipo qualitativo
mentre l'indice è una espressione di tipo quantitativo;
in tutti i casi i due termini vengono spesso utilizzati in forma
indifferenziata.1)
Le scienze biologiche ed ecologiche fanno un uso intenso
di indici ed indicatori a causa della intrinseca complessità
che caratterizza le analisi e la previsione delle possibili evoluzioni
ambientali.
Per questo motivo allo scopo di esprimere ad esempio il grado
di inquinamento di un corso d'acqua diventa strategico e necessario
stabilire quali siano i parametri che ne possono dare una descrizione
sintetica (indici chimico-fisici e biologici).
Man mano che aumenta il campo di indagine, che si passa cioè
dalla scala biologica elementare a quella dei sistemi ecologici,
aumentano ovviamente gli indicatori necessari alla descrizione
dell'ambiente nel suo complesso.
Inoltre accade che per effetto dell'interazione tra i diversi
fattori ecologici (radiazioni, atmosfera, biocenosi, ecc.) gli
indici assumano un valore sempre più indicativo e sempre
meno contestuale: è questo il caso esemplare della presenza
degli inquinanti chimici nell'aria, che diventa sempre meno significativa
tanto maggiore é il sistema ecologico d'indagine.
Si può pertanto concludere che "ciò che è
evidente nel piccolo non sempre è scontato in un ambito
macroscopico".
L'ecologia é una scienza che più delle altre richiede
un uso sistematico degli indici e degli indicatori ambientali.
Essi possono essere ordinati secondo la divisione dei fattori
che costituiscono l'ecologia: fattori biotici (cenosi animali
e vegetali), fattori merobiotici (suolo) e fattori abiotici (radiazioni,
atmosfera, idrosfera, clima).
All'interno di ognuna di queste categorie essi si specializzano
ed assumono significati specifici che rendono una sintesi generale
quanto mai complessa.
Un indicatore chimico, biologico, etologico diventa un indicatore
ecologico quando ad un determinato fenomeno ristretto se ne possono
associare degli altri di complessità più ampia (che
siano ad esso oggettivamente legati da una logica di causa-effetto).
Per ciò che attiene ad esempio l'inquinamento chimico dell'aria
i parametri modello (NOx, SOx, NHx, O3, COx, VOCs,...) rappresentano
degli indici biologici semplici (diretti) se si considera l'effetto
"inquinamento-sistema antropologico"; essi assumono
invece la valenza di indici ecologici quando possono essere correlati
a fenomeni più ampi ed articolati (smog fotochimico, piogge
acide, effetto serra).
Qualora essi siano considerati indici ecologici il loro valore
relativo è comunque evidente.
Una possibile classificazione degli indicatori
Figura 1 - Indicatori e indici
Fenomeni naturali
I fattori abiotici e merobiotici subiscono
continue modifiche legate alla natura dinamica della biosfera.
Lo studio delle scienze naturali consente di analizzare gli eventi
passati e di prevedere quelli futuri grazie all'analisi ed alla
modellizzazione dei meccanismi trasformativi.
I fattori abiotici che possono essere considerati indicatori ambientali
sono numerosi: uno tra i più noti è ad esempio la
pressione atmosferica, che diventa mezzo di previsione dei cambiamenti
climatici nelle stazioni di rilevamento meteorologico.
I parametri utilizzati come indicatori nell'analisi dei sistemi
abiotici sono quantità fisiche facilmente rilevabili tramite
letture strumentali.
La quantificazione ed associazione di più misurazioni consente
evidentemente deduzioni molto articolate sulla natura di una trasformazione
in corso; ciò è tanto più vero quanto più
frequenti e ciclici sono i fenomeni oggetto di analisi.
Si perviene pertanto alla conclusione che nelle valutazioni tramite
indicatori dei fattori abiotici esistono comunque delle percentuali
di errore: questo errore è estremamente contenuto se i
modelli di previsione sono semplici, se i processi sono frequenti
ed iterati e se i meccanismi considerati possono prescindere dall'influenza
di fattori biotici difficilmente rappresentabili (come ad esempio
l'influenza diretta ed indiretta del fattore ecologico "uomo"
nella biosfera).
Adattamenti
Indicatori di natura sostanzialmente diversa
sono gli adattamenti evolutivi 2), che legano
le biocenosi alla biosfera in archi temporali molto estesi.
Le modifiche del patrimonio genetico degli esseri viventi, secondo
le teorie evoluzioniste, sono frutto di continue selezioni originate
dai fattori abiotici sulle comunità del regno animale e
vegetale.
La natura degli esseri viventi descrive pertanto anche le trasformazioni
dell'ambiente naturale: ciò accade con adattamenti che
modificano la fisiologia dell'individuo e lo rendono nel tempo
più competitivo e forte all'interno della sua nicchia ecologica.
Nel caso degli adattamenti particolare interesse denotano le convergenze
evolutive, cioè il manifestarsi di "adattamenti paralleli"
tra specie diverse inserite in habitat simili (tra loro anche
estremamente distanti).
In questo caso l'evidenza che il bagaglio genetico esprima in
forma coerente la natura fisica del sito è massima, poiché
viene minimizzato il rischio della semplice coincidenza.
Per fare un esempio le specie vegetali ipsofile (che amano l'altitudine),
come ad esempio il larice (larix decidua) presentano la
stessa caratteristica ipsofilia in ecosistemi molto lontani tra
loro; inoltre tutte le specie ipsofile (larici, pini mughi, pini
cembri,...) presentano attributi simili che li rendono compatibili
con il freddo, la carenza d'acqua, la bassa pressione atmosferica,
ecc.
La loro capacità di essere prevalenti su altre specie in stazioni d'alta montagna deriva pertanto da un loro adattamento genetico; inoltre essa è un parametro che mantiene comunque un valore generale, tanto che si è soliti associare l'altitudine proprio alla presenza di precise essenze (fasce vegetazionali fitoclimatiche).
Gli esseri viventi rispondono durante la propria
vita agli stimoli fisico-chimici delle trasformazioni abiotiche,
nonché a quelli indotti dalle comunità viventi,
tramite evoluzioni e cambiamenti nei comportamenti.
Come indicatori comportamentali sono in genere utilizzati quelli
degli animali che presentano una mobilità territoriale
e la capacità di elaborare strategie complesse di sopravvivenza.
L'etologia, ovvero la scienza che studia il comportamento degli
animali, utilizza il campionamento delle abitudini di alcune specie
anche per ricavare indicazioni di carattere generale sugli habitat.
Al contrario degli adattamenti gli indicatori comportamentali
possono considerarsi reversibili, nel senso che al cessare dello
stimolo anche il comportamento manifestato regredisce.
Tipico esempio di questo fenomeno può essere l'addomesticamento
di un animale selvatico, nutrito e pertanto plagiato dall'uomo
tramite un'opera di lento avvicinamento.
La sua familiarità con l'uomo è destinata a recedere
lentamente con l'allontanamento del fattore di pressione esogena
(cibo offerto) e con il ritorno alle abitudini istintive (caccia).
Indipendentemente dal rapporto con l'essere umano le comunità
animali e vegetali denotano comunque comportamenti tali da dimostrare
una sensibilità diretta alle trasformazioni bioclimatiche:
il freddo, la siccità, la scarsità di cibo in un
determinato bioma spingono gli esseri viventi a continue migrazioni
ed a scelte strategiche spesso originali.
Nel caso del regno vegetale le cenosi si spostano da una stazione
all'altra in funzione della compatibilità dei propri semi
con l'ambiente esterno: non si tratta pertanto di adattamenti
ma di veri e propri trasferimenti che si manifestano su archi
temporali di tipo generazionale (vd. presenza e compatibilità).
La presenza o l'assenza di determinate specie
in un contesto che non è funzione di spostamenti strategici
(cioè di scelte) rimane comunque l'indicatore principe
utilizzato dagli ecologi per formulare ipotesi relative allo stato
di un ecosistema.
Esso è generalmente associato alle forme di vita biologica
la cui presenza potenziale è mediamente costante (con semi,
spore,...) ma che possono progredire solo con il manifestarsi
di determinate condizioni (come accade ad esempio per i licheni).
Sovente capita che l'ambiente naturale si presenti apparentemente
neutro: a prima vista esso non denota condizioni climatiche e
strutturali tali da risolversi in fattori limitanti per la vita
di un numero di esseri viventi praticamente infinito.
In questo caso il costituirsi di un determinato equilibrio ecologico
(omeostasi), con la conseguente presenza di determinate specie
biologiche (e non tutte le possibili) dipende dal fatto che molti
elementi di disturbo o di incompatibilità rispetto alle
specie non sono facilmente rilevabili.
Esempio frequente ed evidente di questo caso sono gli inquinanti
di origine antropologica, che rendono inospitali gli ecosistemi
a molte forme di vita e spingono verso un sistematico abbattimento
della biodiversità.
Se per rilevare direttamente le singole forme di inquinamento
esistono misuratori precisi ed attendibili, molto più complesso
diventa descrivere il loro danno ecologico di tipo cumulativo;
cioè quello complessivamente compiuto sulle forme di vita
organizzata dalla compresenza di tutti gli agenti impattanti.
E' possibile in questo caso procedere empiricamente, analizzando
gli habitat ormai privi di naturalità e rilevando quali
sono gli organismi compatibili con sistemi estremamente deteriorati.
Evidentemente i meccanismi della competizione interspecifica determinano
il prolificare di una singola specie poco sensibile ad un contesto
di disturbo esterno con il cessare della pressione competitiva
di quelle affini (che muoiono a causa della propria vulnerabilità).
In definitiva queste particolari forme biologiche finiscono per
diventare, con la loro comparsa, significativi campanelli di allarme
di un malessere crescente: cioè risulta evidente che la
loro presenza implica una scomparsa di molti altri organismi più
sensibili.
Nella tabella 1 si è tentato
di dare una descrizione organica di alcuni indicatori che possono
essere assunti per una descrizione qualitativa dello stato di
un ecosistema.
Per quanto attiene gli indici di tipo matematico essi devono essere
evidentemente contestualizzati, ed hanno un valore comunque relativo
(l'espressione di per sé non dice nulla ma necessita o
di un valore di riferimento - valori di Legge - o del confronto
tra più realtà).
Gli indicatori ecologici necessitano invece di uno specialista
che ne possa quantificare abbastanza oggettivamente la rilevanza
all'interno di un contesto articolato (significance); viceversa
essi possono dare luogo ad interpretazioni incongruenti se non
addirittura conflittuali.
Tabella 1 - Tabella generale degli indicatori
| qualità del suolo e naturalità | indice percentuale di cenosi vegetali, prati stabili,... |
| fratturazione | indicazioni su terrazzi, erosioni, fratturazioni,... |
| franosità | indice % di conoidi, depositi, perdita di suolo,.. |
| sismicità | indice sismico |
| vulcanicità | indice di rischio da azione vulcanica |
| acclività | indice % di acclività e pendenza media terreni |
| depositi naturali | indice di alluvioni potenziali e trasformab.tà geologica |
| erosioni | indice di stabilità del suolo e di Fournier |
| movimentazione terreni | indice di struttura, densità, cap. idrica e di scambio |
| fertilità | indice di potenza, rapp. C/N, pH,... |
| uso agricolo potenziale | indici biogeochimici sul grado di evoluzione |
| unità e parcellizzazione | indice di frammentazione delle pertinenze |
| risorse minerarie | indice % sulla presenza di cave, pozzi,... |
| depositi antropologici | indice % sulle superfici con depositi di inerti |
| captazioni con pozzi | indice numerico pozzi/superficie |
| regimazione e ruscellamento | indice % delle superfici regimate, arginate,... |
| permeabilità del suolo | indice di permeabilità media |
| inquinamento da pressione antropica | indici chimico-fisici e biologici (es. coliformi fecali) |
| inquinamento da pressione industriale | indici chimico-fisici e biologici (es. polveri da produzione) |
| odori | indice dei cattivi odori e zonizz. (es. zootecnia) |
| esposizione alle correnti aeree | indice di continuità delle cortine vegetaz. (es. filari) |
| acidità delle piogge | indici chim.-fis., biolog. (H2SO4 HNO3) e pluviom. (di Lang) |
| smog fotochimico | indici chim.-fis., biolog. (O3, NO, NO2) e radiativi (G) |
| venti periodici | indice di esposizione a venti (Scala di Beaufort) |
| umidità | indice di Emberger |
| aridità | indice di De Martonne |
| efficacia termica | indice di Thorntwaite |
| evapotraspirazione potenziale | indice di Turc - Blaney e Criddle |
| qualità convenzionale | indici chim.-fis. e biol. (indici saprobici, fosforo, piombo,...) |
| contaminazione diretta | indici chim.-fis. e biol (solidi disciolti in funz. dell'agente) |
| permeabilità del bacino drenante | indice % di permeabilità, dei ristagni, risorgive,... |
| cementificazione | indice % delle sup. cementificate |
| regime pluviometrico | indice di Lang |
| alluvioni e disastri | indice delle alluvioni potenziali (25, 50, 100 anni) |
| inquinanti chimici antropologici | indici chim.-fis. e biol (BOD5, tensioattivi, nitrati,...) |
| eutrofizzazione | indici chim.-fis. e biol (fosfati, azotati, carbonati,...) |
| raccolta | indice di dispersione del drenaggio idrico |
| dragaggio e rimestamento | indice % di aree soggette a dragaggio e rimest. |
| regime ipogeo | indice di oscillazione del battente di falda |
| cave e discariche | indice % sulla presenza di cave e discariche |
| vulnerabilità del corpo d'acqua | indice di vulnerabilità della falda (pozzi, cave,...) |
| vulnerabilità della zona umida | indici chim.-fis. e biol.; vincoli e controllo |
| coni di deposito e deiezione | indice % dei coni di deposito e deiezione |
| indicatori ittici | indicatori ittici della qualità delle acque superf. |
| rifiuti pro capite | indice di produzione dei rifiuti (kg/giorno-persona) |
| rifiuti speciali pro capite | indice di produzione dei rifiuti speciali (es. ospedali) |
| sostenibilità del sistema territoriale | indice di pressione industriale, antropica, urbana,.. |
| livello inquinamento sonoro | indice di pressione sonora in dB |
| sorgenti di inquinamento sonoro | indice % delle aree acustic. degr. (mappe isofoniche) |
| vibrazioni | indice di trasmissione delle vibrazioni |
| rifiuti tossico-nocivi e speciali | indice di produzione di rifiuti tossico-nocivi |
| trasporto pericoloso | indice % di movimentazione di carichi inquinanti |
| sensibilità di un habitat | bioindicatori floristici (es. crittogame) |
| rarità di una specie (specie poco rapp.) | indice di densità media in siti specif. (esemplari/superficie) |
| distribuzione | indice di omogeneità sul terr. (oscillazione nei campioni) |
| vulnerabilità di una specie | indice di pressione selettiva (rischio a livello locale) |
| riconversione naturale | formazioni pioniere o ruderali (veloc. di ripresa spont.) |
| stazionalità delle specie | fitoclimatismi e fitogeologia (livello di organizzaz.) |
| qualità complessiva | indicatori vegetazionali (es. alcune piante spermatofite) |
| alterazioni dei cingoli vegetazionali | piante infestanti (es. robinia pseudoacacia) |
| biodiversità vegetazionale**** | ind. di Williams -S=LOGE(1-N/) S=spec. N=indiv. =diver. |
| Naturalità | endemismi (alcune piante spermatofite in siti unici) |
| contrazioni numeriche degli individui | barriere riproduttive, perdita di superficie, malessere |
| perdita di suolo | indice di sfruttamento antropologico e regime agricolo |
| maturità ecosistemica | indici relativi ai meccanismi omeostatici |
| fattori limitanti per le cenosi animali | indice specifico di sensibilità |
| riproduzione animale | indice specifico di riproduttività (demografia) |
| stazionalità | indice spec. di presenza stag. (svernamenti, estivamenti) |
| legame ad una nicchia ecologica | indice specifico di stenoecia (ed euriecia) |
| numero degli individui presenti | indice specifico di rarità (esemplari/superficie) |
| distribuzione degli individui | indice di omogeneità sul terr. (oscillazione nei campioni) |
| vulnerabilità delle specie | indice di pressione selettiva (rischio a livello locale) |
| biodiversità animale | indice di biodiversità di Margalef, Jaccard,... |
| piramidi alimentari | indice di stabilità trofica (modelli \/\/-X-/\/\) |
| caccia | pressione venatoria |
| distruzione habitat | indice di produttività ed efficienza ecologica |
| pressione selettiva | indice di competizione interspecifica (L. di Gause) |
| pressione antropica | urbanizzazioni |
| produttività di un ecosistema | indice di efficienza ecologica (PLa/G) |
| velocità di accrescimento | indice di efficienza di crescita (PN/En) |
| attività ossidative | coefficiente respiratorio specifico e medio (Ra/PNa) |
| produttività economica | indice di ricchezza |
| naturalità | indice %. di naturalità (aree naturali/alee degradate) |
| nidificazioni, ripopolamenti, presenze | indice di inquinamento (recettività dell'ambiente) |
| parchi e vincoli | indice %. di aree vincolate |
| ricreazione | indice %. di verde pubblico (standard urbanistici) |
| usi potenziali | indice %. di aree libere |
| amenità | presenza di scenari |
| qualità paesistica | indice di qualità paesistica |
| continuità paesistica | indice di continuità delle strutture urbane |
| perdita di risorse fisiche | indice di contaminazione |
| perdita di controllo | indice di incidenti e violazioni della legge |
| involuzione culturale | indice di analfabetismo |
| qualità archeologica | indici archeologici |
| qualità paleontologica | indici paleontologici |
| qualità sanitaria | % dei presidi sanitari |
| qualità urbana e produttiva*** | modello complesso di Lowry (*** vd. bibl.) ed indicatori |
| rischi potenziali | indice delle attività a rischio |
| pianificazione industriale | indice di produttività e controllo |
| modelli culturali e benessere | indice di ricchezza |
| servizi socio-assistenziali | indice di aggregazione sociale (gruppi organizz./individui) |
| risorse energetiche | costi energetici |
| inquinamento elettromagnetico | indici di inquinamento da campi el. (alta tens., trasformaz) |
| radiazioni ionizzanti | indici radiativi (U.V.A., radiazioni ionizzanti,...) |
Da notare come molti degli indicatori proposti debbano essere definiti a seconda del contesto naturale e dei mezzi disponibili per le misurazioni ed i censimenti.
Facendo uso delle nozioni sopra riportate possiamo
ora tentare di esemplificare come si possa effettuare l'analisi
di un determinato ecosistema tramite l'uso di indici ed indicatori.
Come riferimento geografico facciamo l'ipotesi di un comune in
territorio collinare, interessato da complessi fenomeni di trasformazione
morfologica (geologica e pedologica) e da una pressione antropica
dinamica e disomogenea3).
1) Gli indici
di acclività, di franosità, l'analisi percentuale
dei siti interessati da deiezioni o depositi (in genere aree golenali),
l'indice sismico e le prove penetrometriche per l'identificazione
delle stratificazioni geologiche consentono di esprimere un giudizio
relativamente agli usi potenziali del suolo, alle trasformazioni
urbanistiche, alla destinazione ed all'edificabilità dei
fondi.
I valori relativi alla permeabilità del suolo, le rilevazioni
delle quote isofreatiche, gli indici di vulnerabilità della
falda, le valutazioni relative agli andamenti superficiali e sotterranei
dei corsi d'acqua consentono la previsione di fenomeni catastrofici
o dannosi quali le esondazioni, i prosciugamenti, le alterazioni
dei sistemi d'acqua, le captazioni indebite.
I rilevamenti meteorologici e l'applicazione di indici permettono
di tracciare un profilo storico del clima e dei suoi trend potenziali,
nonché di quantificare le problematiche relative ad inquinamento
e trasformazioni nel microclima.
| indicazioni su terrazzi, erosioni, fratturazioni | medio-alto |
| indice %. di conoidi, depositi, perdita di suolo | medio |
| indice sismico | S=9 |
| indice %. di acclività e pendenza media terreni | medio |
| indice di alluvioni potenz. e trasformab. geologica | medio |
| indice di stabilità del suolo e di Fournier | K=PL2/P = alto (PL=piov.mens.max P=annua) |
| indice di struttura, densità, cap. idrica e di scambio | medio-alto (limo-argilloso - organico) |
| indice di frammentazione delle pertinenze | alto |
| indici di qualità media dell'aria | medio-alto |
| indice del rilevamento di cattivi odori e zonizzaz | basso |
| indice di Emberger | Q=2000P/M2-m2=7,81 (M=20 m=4 P=1,6) cont. fresco |
| indice di De Martonne | Iar.=P/(T+10)=1600/22=75 foreste Aestlilignosae |
| indice di Thorntwaite | IT=sommat.(1:12) di 9Ti/20 =60 microtermica alta |
| indice di Turc - Blaney e Criddle | Etp=0,4x(t/(t+15))x(G+50) G=rad.glob.gior.med. |
2) Gli indicatori biologici che completano
questo tipo di analisi possono essere quelli di inquinamento dell'acqua,
dell'aria e del suolo.
Tramite censimenti dei sistemi urbani si possono stimare ed indicizzare
la cementificazione degli ambiti, le trasformazioni nelle destinazioni
d'uso, il degrado urbano e la pressione dell'inquinamento acustico.
| indice di qualità dell'acqua potabile | medio-alto |
| indici di qualità delle acque superficiali | medio-basso |
| indice di LANG (pluviofattore) | IL=P/T=1500/12=castanetum/quercetum |
| indice % di permeabilità, dei ristagni, risorgive,.. | medio-alto per substrati argillosi |
| indice dell'inquinamento da nitrati e fosfati | medio |
| indice di inquinamento da concimi chimici | medio-alto (es. circa 80 kg/ettaro ossido potassico) |
| indice di dispersione del drenaggio idrico | medio |
| indice di oscillazione del battente di falda | alto |
| indice % sulla presenza di cave e discariche | medio |
| indice di protezione delle risorgive | medio-alto (con modifiche ai P.d.F e P.R.G.) |
| indice % dei coni di deposito e deiezione | medio-alto |
| indicatori ittici della qualità delle acque superf.li | qualità medio (valori biologici) |
| indice di produzione dei rifiuti | medio pro-capite |
| indice di pressione industriale, antropica, urbana,.. | medio-basso |
| indice di inquinamento sonoro in dB | medio-basso |
3) La distribuzione
e le caratteristiche delle cenosi vegetali consentono di analizzare
la pedologia del territorio ed il suo grado di naturalità.
Inoltre sono i parametri fondamentali per definire la qualità
ecologica relativamente ai processi omeostatici, alla capacità
di assorbimento della pressione antropica e di rigenerazione.
| sensibilità media delle cenosi vegetali | medio-alto |
| rarità delle specie | medio (adattamenti a condizioni particolari) |
| densità fitocenosi | medio (oscillazioni nelle presenze e comportam.) |
| vulnerabilità fitocenosi | medio-basso (poco vulnerabile, ben adattata) |
| alterazioni dei cingoli vegetazionali | medio-basso (poco alterati con associazioni) |
| biodiversità vegetazionale | medio-alto (n. delle specie presenti censite) |
| naturalità ed endemismi | medio (alberi secolari, flora in zona risorgive) |
| perdita di suolo | medio-basso (disomogenea coltivazioni estensiva) |
| maturità ecosistemica | medio-alto (ecosistema semi-forestale e agricolo) |
4) Per quanto riguarda la presenza e la mobilità della fauna possiamo definire il grado di compatibilità tra uomo e cenosi animali, ed in particolare la dinamica dei corridoi di transito, l'arealità e la territorialità delle specie, la stabilità delle piramidi ecologiche, la vulnerabilità delle associazioni animali.
| fattori limitanti per le cenosi animali | medio |
| peculiarità nicchie ecologiche | medio |
| numero degli individui | medio |
| distribuzione degli individui | disomogenea tra basso ed alto comune |
| biodiversità animale | medio |
| piramidi alimentari | stabili (modello a W con diversi consumatori secondari) |
| caccia | intensità media (regime normale di caccia) |
| pressione antropica | medio-basso (frammentazione ed incoerenza usi) |
5) Infine possiamo considerare alcuni indici di tipo generale, relativi al sistema ecologico, a quello urbano, a quello economico e sociale.
| produttività dell'ecosistema | medio-alto |
| produttività del sistema economico | medio-basso (area depressa in Obiettivo 5B) |
| naturalità | medio |
| indice %. di aree vincolate | medio (vincoli Legge Galasso) |
| usi potenziali | medio-alto (tramite possibili ottimizzaz. fondiarie) |
| amenità complessiva dei luoghi | medio-alto (collina poco antropizzata) |
| qualità paesistica | medio-alto (sistemi a forti e castelli) |
| qualità archeologica | medio |
| qualità sanitaria | medio-alto (con presidi capillari e pronto interv.) |
| qualità urbana | media (parziale ricostruzione post-terremoto) |
| pianificazione industriale | basso |
| servizi socio-assistenziali | medio |
La presente schedatura consente di effettuare
delle analisi sintetiche di un certo interesse, con valutazioni
comparate che permettono di assegnare ad esempio degli indici
di qualità al territorio o a sue porzioni.
Gli stessi indici si presentano come una check-list organica
e funzionale al monitoraggio delle aree sulle quali sono previsti
o prevedibili progetti o interventi di natura diversa.
E' anche possibile misurare settori del territorio in forma analitica,
confrontandone i valori con quelli di sistemi ecologici campione
di natura nota, allo scopo di quantificare abbastanza oggettivamente
la distanza che separa uno stato di intervento da uno stato di
fatto ottimale (Tabella 2).
Tabella 2 - Qualità ambientale media
| rif. L.R.43/90 |
| fattori | parametri | ||||
| fisico-chimici | 30 | aria | 12,5 | 7 | 0,875 |
| acqua | 10 | 6 | 0,6 | ||
| minerali | 2,5 | 6 | 0,15 | ||
| clima | 5 | 7 | 0,35 | ||
| biologici | 22,5 | suolo | 5 | 6 | 0,3 |
| fitocenosi | 10 | 7 | 0,7 | ||
| zoocenosi | 7,5 | 6 | 0,45 | ||
| ecologici | 12,5 | ecosistemi | 12,5 | 7 | 0,875 |
| estetici | 17,5 | paesaggio | 10 | 8 | 0,8 |
| patrimonio storico-cult. | 7,5 | 7 | 0,525 | ||
| socio-econom. | 17,5 | sistemi urbani | 10 | 6 | 0,6 |
| sistemi produttivi | 7,5 | 4 | 0,3 | ||
| I.R.F. | importanza relativa fattori |
| I.R.P. | importanza relativa parametri |
| P.Q.A.M. | punteggio di qualità ambientale media |
| E.Q.I. | environmental quality index |
Giudizio sintetico globale:
qualità ambientale ecologica medio-alta4)
Gli indicatori di qualità ambientali
sono strumenti di indubbia efficacia per l'analisi degli ecosistemi
naturali.
Tra di essi molto graditi dagli analisti (e pertanto diffusi ed
utilizzati comunemente) sono quegli indici di qualità dell'acqua,
dell'aria e del suolo, siano essi biologici o chimico-fisici,
che si presentano come facilmente monitorabili e che sono altrettanto
facilmente associabili alle disparate forme di inquinamento.
Ad essi possono tuttavia essere affiancati, se non a volte sostituiti,
indicatori di origine biologica, ecologica o etologica che in
certi casi riescono a descrivere il malessere dell'ambiente in
forma più ampia e sistemica.
Il funzionamento di tali indicatori risulta evidentemente complesso;
esso deve pertanto essere studiato in forma applicativa e sistematica,
allo scopo di verificarne il campo di attendibilità e la
effettiva rispondenza ai problemi cui esso deve rispondere.
In tutti i casi l'incrocio dei dati ricavati tramite indici ed
indicatori consente la forma più ampia di descrizione strutturale
relativa alle funzioni ecologiche del territorio.
Tale conoscenza a volte risulta spendibile direttamente per valutazioni
di tipo applicativo (es. V.I.A.), ovvero come strumento di pianificazione
urbanistica ordinaria; in altri casi essa si risolve in uno stimolo
preliminare per analisi di tipo mirato (studi di fattibilità,
studi localizzativi,...).
Note
1) Una definizione
interessante viene proposta da PAUL TOMLINSON, Problemi concettuali
nell'uso di indicatori ambientali nella V.I.A., in "Gli
indicatori Ambientali...", ...vd. bibliografia:
"Un indicatore è sia un singolo parametro, sia una
conversione matematica di una serie di parametri associati tra
loro che servono a presentare una descrizione semplificata di
una variabile ambientale, per esempio, il numero di persone esposte
a livelli di inquinamento eccedenti una soglia limite; un indice,
invece, è il prodotto di una rappresentazione matematica
di un gruppo di valori indice in relazione ad uno standard o ad
un valore desiderato, che servono a produrre un singolo punteggio
ambientale, ad esempio, un indice di qualità idrica".
2) L'adattamento è una proprietà che incide
nel codice genetico dell'individuo e differisce sostanzialmente
dall'accomodamento (vd. comportamento), che viceversa risulta
puramente fenotipico, cioè una risposta diretta e reversibile
ad uno stimolo (es. abbronzatura della pelle).
3) Per indicazioni più precise - Comunità
Collinare del F.V.G. in Colloredo di Monte Albano.
4) Si arriva a questo risultato ad esempio attribuendo
una voto a tutti i fattori e facendone poi una media, ovvero moltiplicandone
il valore per un coefficiente di importanza e di nuovo ricavando
un valore medio di tutti i parametri (vd. tabella 2)
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