Analisi dei casi di possibile convenienza economica
Il ricorso all'energia fotovoltaica, prescindendo
dalla convenienza economica, si può avere obbligatoriamente
in tutti quei casi nei quali l'utenza da alimentare sia ubicata
in luoghi sottoposti a vincoli paesaggistici o ambientali, tali
da precludere la possibilità di realizzare (tramite una
linea aerea o in cavo sotterraneo) l'interconnessione alla rete
di distribuzione dell'energia elettrica.
Essendo ormai riconosciuta da tutti la convenienza dell'utilizzo
dell'energia elettrica proveniente da sorgente fotovoltaica, laddove
viene consumata una modesta quantità di energia (sistemi
di segnalazione terrestri e marittimi, impianti di telecomunicazione,
gadgets, ecc.), qui si intende analizzare quali siano gli elementi
che rendano interessante tale sistema, in un'ottica globale di
convenienza. In particolare, si vuole valutare quale possa essere
la tipologia di allacciamento più idonea per le utenze
definite isolate, lontane cioè dalla rete di distribuzione
di energia elettrica.
Per prima cosa è da premettere che la società distributrice
ha sempre il dovere di fornire l'energia elettrica anche quando
ciò non comporta un possibile profitto, ma, anzi, rappresenta
una causa di probabile perdita. E' naturale però che sia
necessario individuare il sistema meno gravoso di erogazione del
servizio.
Il raffronto tra i costi di allacciamento per le due tipologie,
fotovoltaica e tradizionale, ha senso nell'ipotesi di costanza
di mantenimento delle condizioni contrattuali di fornitura in
quanto, nel caso del fotovoltaico, ha una notevole incidenza il
costo di impianto immediatamente proporzionale alla potenza installata
che, di contro, appare in forma indiretta nell'altra tipologia.
Si parla di opportunità del ricorso alla fonte energetica
fotovoltaica in tutti i casi nei quali l'utenza da alimentare
sia ubicata lontano dalla rete di distribuzione di energia elettrica
ed è necessario quantificare quanto sotteso a tale affermazione
fornendo alcuni parametri, da assumere quali riferimenti di massima
per la stima del calcolo economico. Per definire la tipologia
dei casi nei quali risulti interessante installare un sistema
fotovoltaico, in luogo di un allacciamento tradizionale (mediante
la realizzazione di una connessione alla rete di distribuzione
dell'ENEL), senza soffermarsi su dati di dettaglio, è opportuno
evidenziare alcuni elementi di raffronto.
A valle dell'esperienza dei circa 150 impianti realizzati nell'ambito
del progetto comunitario Valoren, si può affermare che
i costi medi che si sono avuti per la realizzazione di un impianto
fotovoltaico, nelle sue diverse taglie, sono quantificabili in
media in 25 M£/kW di picco installato, con valori lievemente
superiori per gli impianti di minore potenza. In tale cifra vengono
computati i costi dei componenti trasportati in sito, delle opere
civili di preparazione del terreno, di tutti i montaggi ed i cablaggi
elettromeccanici.
Il costo di un allacciamento del tipo tradizionale è funzione
della distanza dell'utenza dalla rete di distribuzione e deve
considerare spesso l'incidenza della realizzazione di un tronco
in media tensione, di un posto di trasformazione su palo (PTP),
oltre la parte finale in bassa tensione.
Complessivamente, secondo quanto indicato dai criteri economici
di valutazione, dell'unificazione ENEL, da utilizzare per le analisi
di pianificazione, si può stimare un costo di 40 M£/km.
Il raffronto descritto è stato sintetizzato nella Tabella
1.
Tabella 1 - Rapporto costo/interventi
(*) Costo linea elettrica mista MT/bt:
linea bt aerea = 30 M£/km, in cavo = 60 M£/km;
linea MT aerea = 30 M£/km
posto traformazione su palo, compreso 1 sezion. = 6 M£
(**) Valore preso come soglia, come si vede dai risultati successivi
Dal punto di vista prettamente economico, l'analisi
di redditività evidenzia che l'alimentazione di utenze
lontane dalla rete elettrica di distribuzione presenta un elevato
onere di allacciamento da parte della Società distributrice,
soprattutto in relazione della bassa potenza richiesta.
Pertanto si può affermare che, già fin d'ora, ferme
restanti le condizioni contrattuali, il ricorso alla fonte energetica
fotovoltaica può essere conveniente, in tutti i casi nei
quali si dovrebbe realizzare un montante dedicato per una lunghezza
della linea superiore a 700 metri per ogni kW richiesto dall'utente.
Tale valore può considerarsi riducibile in presenza di
particolari sovvenzioni, regionali, nazionali o europee che possono
fare abbassare questa soglia.
A tale proposito è opportuno evidenziare che il mancato
utilizzo di sovvenzioni europee rappresenta una perdita secca
per il nostro Paese, a vantaggio di altri.
Tale perdita va intesa in termini di know how, per le nostre
industrie nazionali produttrici di componenti, ed economici, per
le ditte locali impegnate nella realizzazione della carpenteria
e dell'assemblaggio globale.
E' naturale, comunque, che occorra rendere tale fonte energetica
in assoluto competitiva indipendentemente dalle agevolazioni fornite
da sovvenzioni di vario genere.
La stesura del progetto unificato realizzato dalla Direzione della
Distribuzione e dalla Direzione Studi e Ricerche, oltre a sensibili
miglioramenti tecnici, viene a comportare una riduzione dei costi
di almeno il 15%. In particolare le modifiche interessano i criteri
di realizzazione dell'inverter che risulta diverso nella
sostanza e realizzato per esterno, evitando così l'acquisizione
del box di contenimento.
In breve, se le aspettative del progetto unificato non verranno
deluse, c'è da attendersi un ulteriore abbassamento della
soglia di convenienza nell'utilizzo del sistema fotovoltaico rispetto
ad un allacciamento realizzato mediante il sistema tradizionale
di collegamento alla rete di distribuzione di energia elettrica.
Nella Tabella 2 si riporta una ipotesi di costi dei componenti
di un impianto da 3 kWp, ragionevolmente prevedibili, per un numero
significativo di acquisti.
Tabella 2 - Stima dei costi per acquisti di lotti significativi di componenti per un impianto fotovoltaico a 3 kVAp realizzato secondo il progetto unificato DDI-DSR
| Moduli | ||
| Inverter | ||
| Batterie, cass. | ||
| Carp., Circ. elettr. quadr. el. in c., ecc | ||
| Opere civili | ||
| Costo |
Analisi commerciale
Gli utenti degli impianti fotovoltaici sono
stati considerati, ai fini commerciali, equivalenti a quelli collegati
alla rete di distribuzione in bassa tensione, fino a tutto dicembre
1993. A partire da tale data, con l'emanazione del Provvedimento
CIP 15/93 è stato differenziato il contributo di allacciamento
dovuto dall'utenza, lasciando uguali per le diverse forme di allacciamento
i corrispettivi per la quota di potenza e di energia elettrica.
C'è da supporre l'avvio di un indirizzo che è tutto
da percorrere. Infatti già nei contratti stipulati nell'ambito
del Progetto Valoren è stata introdotta una clausola al
punto 9 delle Condizioni Generali. In tale punto viene evidenziata
la tipologia dell'impianto di generazione di energia elettrica
lasciando ipotizzare, ai fini della continuità del servizio,
eventuali limitazioni rispetto ad una tipologia di alimentazione
del tipo tradizionale. In ogni contratto viene aggiunta la clausola
formulata in questo modo: "L'utenza viene alimentata da
un impianto di generazione di energia elettrica di tipo fotovoltaico,
non collegato alla rete di distribuzione dell'ENEL.
Tale circostanza è da tener presente anche agli effetti
dell'art. 9 delle Condizioni generali".
Per i prossimi contratti, in analogia a quanto sopra, al momento
della stipula, verrà anche consegnato all'utente il Regolamento
d'esercizio che disciplina i reciproci rapporti e le competenze
durante l'esercizio, nonché una Guida per meglio specificare
la gestione dell'impianto.
L'obiettivo della Società Distributrice dovrebbe essere
quello di vendere energia elettrica in quanto a maggiori consumi
corrispondono maggiori profitti. Nel caso del fotovoltaico i costi
sostenuti dalla Società sono quelli di realizzazione e
di manutenzione dell'impianto e sono indipendenti dalla quantità
di energia prelevata. Allora il compito del Distributore è
fare in modo che l'utente sia in grado di essere il gestore dell'impianto,
inteso in tutte le componenti di generazione e di utilizzazione.
Pertanto il maggior utile ricavabile viene raggiunto se l'utente
assorbe durante ogni giornata, tutta e sola, la quantità
di energia che l'impianto è in grado di produrre nello
stesso arco temporale. Tale consumo non ha nessun onere aggiunto
per la Società Distributrice né per la collettività,
in quanto la fonte di generazione elettrica non consuma alcuna
materia prima che comunque abbia un costo, ma solo la radiazione
solare, che comunque andrebbe dispersa.
Occorre, invece, portare in conto le spese di realizzazione e
di manutenzione che sono una costante.
Quanto detto sopra, per tale tipologia di utenza, quando decadrà
il regime di monopolio, potrebbe indurre ad ipotizzare l'eventualità
di una modifica della politica tariffaria vigente tenendo conto
delle caratteristiche di altre forme. In effetti, si potrebbe
venire a configurare un tipo di contratto molto particolare, al
limite, indipendente dalla quantità di energia prelevata
dall'utente. Nella sostanza l'utilizzo effettivo dell'uso di energia
elettrica, che può essere fatto dall'Utente fotovoltaico,
è diverso da quello tradizionale e, di fatto, il costo
dell'impianto fotovoltaico è indipendente dal prelievo
di energia elettrica e, quindi, si potrebbe fatturare l'utente
per una quota fissa, indipendente dal consumo effettivo.
Attualmente la differenza di trattamento nelle due diverse tipologie
(tradizionale e/o fotovoltaico) consiste solo negli oneri di allacciamento
a carico dell'utente e non nei corrispettivi dovuti per la potenza
e per l'energia consumata.
Secondo i dettami del Provvedimento CIP 15/93 per utenze particolari
che sono dettagliatamente esemplificate nel Titolo V del provvedimento
CIP 42/1986 (si tratta in pratica di utenze isolate e di difficile
collegamento alla rete di distribuzione), laddove esista la convenienza
economica, l'impresa fornitrice può eseguire l'allacciamento
dell'utenza tramite un impianto di generazione locale, quindi
anche fotovoltaica.
Il contributo di allacciamento da richiedere all'utente in questo
caso è costituito da una quota fissa pari a £. 800.000
ed una quota di potenza pari a 110.000 £/kW di potenza massima
a disposizione. Per quanto attinente le tariffe, i sovrapprezzi
e le condizioni di fornitura, al momento attuale, rimane tutto
inalterato rispetto ad un utente in bassa tensione collegato alla
rete bassa tensione dell'ENEL.
Nel raffronto dei contributi di allacciamento dovuti dall'utente
in funzione della tipologia di allacciamento c'è da evidenziare
che la discrezionalità della scelta è affidata dal
Legislatore all'ENEL. Nell'esempio di Tabella 1, riportato prima,
anche se i valori di puro costo sono quelli indicati, il contributo
dovuto dall'Utente può essere calcolato secondo due diversi
algoritmi, a seconda della tipologia della fornitura: uno, quello
indicato, funzione della distanza, l'altro pari al 70% delle spese
sostenute dalla Società distributrice.
Limiti e possibilità di utilizzo dell'energia elettrica prodotta in un impianto fotovoltaico stand alone
Passiamo ad analizzare l'uso dell'energia da
parte dell'utente e, a questo proposito, dobbiamo dire che gli
impianti fotovoltaici, destinati all'alimentazione di utenze isolate
dalla rete elettrica, devono essere dotati di batterie per l'accumulo
di energia sia per sopperire alle esigenze del carico quando c'è
carenza di sole, sia quando l'energia prodotta contestualmente
non è sufficiente. In realtà l'energia producibile
dall'impianto fotovoltaico è funzione della superficie
dei pannelli (in termini di potenza 100 Wp/m2), mentre
quella accumulabile è funzione delle batterie.
Riguardando il problema dal punto di vista di continuità
del servizio, nell'analisi comparativa tra le due alternative
si può affermare che un impianto fotovoltaico può
non essere in grado, a causa proprio della naturale aleatorietà
della fonte, di assicurare una continuità di alimentazione
del carico elettrico, comparabile a quella di una linea tradizionale
dalla quale è consentito assorbire la potenza contrattuale
per le 24 ore giornaliere. Un opportuno dimensionamento dell'impianto
(relativo ai pannelli ed alle batterie), mirato al soddisfacimento
delle esigenze, può consentire di disporre dell'energia
sufficiente. In realtà detto dimensionamento va commisurato
non tanto alla potenza che deve essere erogata, quanto al consumo
medio giornaliero di energia.
L'utente fotovoltaico ha il vincolo (più che altro economico
da parte del distributore di energia nel proporzionamento dei
diversi componenti) di non poter prelevare in modo continuativo,
per tutte le 24 ore della giornata, la potenza dichiarata nella
fornitura, in quanto il sistema fotovoltaico, comprensivo delle
batterie di accumulo di energia e non di potenza, consente, da
una parte, una certa producibilità di energia (dipendente
oltre che dalla superficie dei pannelli, anche dall'insolazione,
dalla latitudine, dall'esposizione e dalla stagione) e, dall'altra,
un certo accumulo dipendente dalle batterie. L'impianto normalmente
viene progettato in modo da garantire una riserva di funzionamento,
secondo i consumi medi, pari ad un utilizzo di 4 giorni senza
ricarica delle batterie.
Quando, nel sistema fotovoltaico si parla di indisponibilità
dell'alimentazione, non si considerano gli eventuali disservizi,
ma l'interrelazione esistente tra il dimensionamento tecnico-economico
ottimale di un impianto di generazione fotovoltaica e l'aleatorietà
della radiazione solare (indisponibilità meteorologica),
prescindendo da quella dei componenti (indisponibilità
tecnica).
In tale ottica, a parte le considerazioni relative alla convenienza
economica circa l'ubicazione degli impianti e la distanza dalla
rete di distribuzione dell'ENEL, occorre valutare la tipologia
dell'utenza che deve avere prelievi giornalieri, non necessariamente
limitati in assoluto, ma in funzione della producibilità
dell'energia elettrica.
Per illustrare il miglior uso del sistema fotovoltaico occorre
ricordare che il suo utilizzo è in linea con gli obiettivi
prefissati dall'Unione Europea per gli anni '90. Tali obiettivi
sono incentrati sul principio dello "Sviluppo sostenibile",
come è stato formulato fin dal 1987 dalla Commissione mondiale
per l'ambiente e lo sviluppo in relazione al rapporto Brundtland.
In particolare per "Sviluppo sostenibile" si
intende lo sviluppo economico, legato ad un consumo energetico,
che soddisfa le esigenze del presente senza compromettere la possibilità,
per le generazioni future, di utilizzare le risorse per il soddisfacimento
delle proprie necessità.
Pertanto, l'utilizzo della fonte energetica fotovoltaica deve
essere guidato dalla chiara consapevolezza delle riserve e della
possibilità di ricarica delle batterie.
Come noto, nel campo dell'economia è stato dimostrato che
esiste una stretta relazione tra lo sviluppo economico di un Paese
in un determinato periodo ed il suo corrispondente consumo energetico
(intendendo per energia, nella sua accezione più ampia,
non solo quella elettrica). Il confronto di quella che potremmo
chiamare la macro-economia di un Paese con la micro-economia
dell'utente fotovoltaico sembra particolarmente appropriato. Il
principio che è alla base dell'utilizzo razionale dell'intero
sistema energetico rappresenta un punto cardine nell'uso della
risorsa fotovoltaica ed il compito di educare l'utenza naturalmente
spetta alla struttura dell'ENEL, illustrandone al tempo stesso
tutte le possibilità ed i limiti. A questo si ispira la
Guida per l'Utente che viene consegnata contestualmente alla stipula
del Contratto di fornitura. Obiettivo ultimo può essere
considerato il passaggio da un utilizzo "consumistico"
a quello "razionale" delle risorse.
L'utente non risulta vincolato nell'uso dei carichi elettrici,
ma diventa il gestore dell'energia che l'impianto quotidiano gli
garantisce.
Di basilare importanza in tale contesto è la capacità
dell'impianto che viene a condizionare per il futuro la disponibilità
di energia. Attualmente gli impianti vengono allestiti nelle tre
diverse taglie (1,5-3,6 kW) che comportano un consumo potenziale
massimo nell'anno rispettivamente di 1800-3600-7200 kWh ampiamente
al di sopra delle medie delle utenze della stessa taglia allacciate
alla rete a bassa tensione (nel '94, rispettivamente 600, 1200-1700,
3500 kWh) (Tabella 3).
Tabella 3 - Carichi utilizzabili e tempo di utilizzo ammesso nel periodo invernale per un impianto da 3 kWp
| Utilizzatore | |||
| 6 lampade a basso consumo | |||
| Frigorifero (200 l) | |||
| Congelatore (150 l) | |||
| Lavatrice | |||
| Piccoli elettrodomestici | |||
| Televisore | |||
| Totale consumo giornaliero |
I criteri di base che devono essere adottati
dagli utenti fotovoltaici possono essere sintetizzati come segue:
- essere consapevole dell'entità dei carichi che
vengono utilizzati, rilevando i valori dalle targhe o, quantomeno,
effettuando una stima di massima;
- concentrare nelle ore di maggiore soleggiamento o, meglio,
ridurre al massimo l'impiego di carichi con forte assorbimento
energetico, quali termosifoni, scaldabagni, ecc.;
- a parità di resa, dare la preferenza ad apparecchi
utilizzatori a minor consumo (uso di lampade del tipo a risparmio
di energia contro quelle ad incandescenza);
- tenere presente che la quantità giornaliera di
energia che l'impianto può erogare (in funzione della qualità
e quantità dell'insolazione), in linea di massima è
pari ad un numero di kWh variabile dalle 3 alle 5 volte il valore
della potenza installata. Globalmente, secondo gli attuali criteri
di dimensionamento medi, la producibilità annua di un impianto
stand alone ammonta a 1200 P, dove P è la potenza
di picco dell'impianto;
- analizzare l'entità e le durate dei carichi giornalieri
rapportandola alla disponibilità di energia, limitando
i consumi durante i lunghi periodi di maltempo.
Per quanto attiene i vincoli effettivi relativi al tipo di fonte
energetica, possiamo evidenziare che le uniche limitazioni derivano
dal non poter mettere in parallelo alla fotovoltaica altre fonti
energetiche (gruppo elettrogeno) e non poter utilizzare la saldatrice
ad arco, che viene vista dall'inverter come un cortocircuito.
Nei Compartimenti di Cagliari, Napoli e Roma si sta conducendo
un'esperienza sui sistemi fotovoltaici per oltre centocinquanta
impianti con diverse tipologie di utenze ed è emerso che
coloro che hanno compreso le potenzialità di questa fonte
energetica sono riusciti ad avere risultati ottimali. In effetti
i consumi annuali degli utenti oscillano, nell'ambito delle diverse
tipologie di fornitura, da qualche centinaio fino a 5 o 6 mila
kWh.
Nell'uso del sistema fotovoltaico occorre creare una cultura anche
nel nostro ambiente di Distributori. Come forse è noto,
la DSR-CRE ha realizzato una serie di Corsi di addestramento presso
il CESI al fine di illustrare al personale tecnico di Zona le
operazioni più semplici che risultano necessarie per un
corretto funzionamento del sistema fotovoltaico.
Praticamente in ogni zona dove è stato installato un impianto
fotovoltaico esiste almeno una persona addestrata alla sua manutenzione.
Occorre naturalmente allargare questa conoscenza ad una platea
più vasta.
A parte i problemi relativi alle carenze di una tipologia di inverter,
peraltro prevedibilmente superabili con il nuovo progetto unificato
DDI-DSR, tutto il sistema fotovoltaico non presenta difficoltà
particolari specialmente con l'avvento di un sistema unificato
a livello centrale che ha introdotto dei componenti con rendimenti
lievemente inferiori, ma di maggiore affidabilità e robustezza.
Vanno evidenziati, tra gli interventi di manutenzione necessari
per il corretto funzionamento degli impianti, quelli relativi
alla garanzia del soleggiamento dei pannelli, con opportuna potatura
di arbusti ed il rabbocco del liquido delle batterie.
In conclusione si può dire che l'esperienza fotovoltaica,
iniziata ai primi del 1960 con il lancio nello spazio dei satelliti,
sta vedendo uno sviluppo tale da portare rapidamente a ridurre
i costi per tutte le applicazioni. Al momento attuale, come già
evidenziato all'inizio, risultano competitive tutte quelle applicazioni
a basso contenuto di potenza quali impianti di teletrasmissione,
di telecomunicazioni o dispositivi di segnalazione, di illuminazione
pubblica in posti isolati, ecc.
In particolare, con questa nota si tende ad evidenziare anche
la convenienza delle utenze isolate e, in tale ambito, si potrebbero
anche considerare le centrali fotovoltaiche, tipo quella di 800
kW nell'isola di Vulcano, che ha caratteristiche particolari.
Al contrario vanno riguardate come attività di ricerca,
e quindi non ancora competitive, tutte le altre sperimentazioni
collegate alla rete MT e bt, tipo le centrali da qualche MW, i
tetti fotovoltaici e l'utilizzo in generale dei moduli fotovoltaici
sulla superficie esterna degli edifici (come quello per uffici
del Centro Sociale di Friburgo, realizzato nel 1993, dove i moduli,
senza intelaiatura, sono completamente integrati nella facciata
e nella copertura per un'estensione totale di 151 m2).
Stiamo andando sempre più avanti nel campo dello sviluppo
tecnologico e del progresso e tutte le esperienze che stiamo conducendo
in Italia, (complessivamente 12 MW di installato, 3,6 dei quali
sono dell'ENEL), con un incremento qualitativo e quantitativo
degli impianti, valgono sia dal punto di vista tecnico, che commerciale,
per cui non è da escludere, in un futuro, anche l'utilizzo
di politiche tariffarie differenziate rispetto a quelle dell'utenza
del tipo tradizionale. L'importante, in questo campo, è
non fermarsi mai, ma cercare soluzioni diverse per una sempre
maggiore ottimizzazione dell'uso delle risorse energetiche. Si
devono esplorare tutti i campi che possono portare a nuove prospettive
nell'ambito della produzione energetica, con conseguenze dirette
ed indirette, a medio e lungo termine.