ENERGIA E AMBIENTE:
BISTICCIO O BINOMIO?
L'esperienza della Basilicata
Gianni Pittella membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati

In una cornice di incomprensibile silenzio e di colpevole disinformazione si consuma in Basilicata una vicenda che è destinata ad incidere in modo determinante sugli scenari economici, sociali ed ambientali della regione e sulle politiche energetiche italiane.
Pochi infatti sanno, e pochissimi ne conoscono l'esatta dimensione, che un'area della Basilicata, la Val d'Agri - Alto Sauro - Camastra e parte del Lagonegrese, è, da alcuni anni, oggetto di ricerca e di coltivazione di idrocarburi, da parte di importanti società petrolifere, a cominciare dall'AGIP.
Solo l'AGIP conta, a regime, di attivare circa 200 pozzi di petrolio ed estrarne da 80 mila a 100 mila barili al giorno, per un fatturato complessivo che si aggirerebbe sui 1.100 miliardi annui.
Si stima che la coltivazione petrolifera lucana concorrerebbe al fabbisogno energetico nazionale per una percentuale del 56%.
Le ricerche svoltesi, con regolari autorizzazioni dei competenti Ministeri, tra il gennaio '93 e l'aprile '96, hanno evidenziato che in Basilicata ed in particolare nell'ambito del territorio di Monte Alpi, c'è una riserva di olio combustibile pari a 39,7 milioni di metri cubi.
L'olio recuperabile, secondo quanto si rileva dal progetto dell'AGIP, è pari a 13,5 milioni di metri cubi, mentre le riserve di gas sono pari a 3,1 miliardi di metri cubi.
Fino ad oggi nel giacimento, che si estende per 25 chilometri quadrati, sono stati perforati complessivamente otto pozzi, mentre già si annuncia un nuovo progetto che comprende l'allacciamento a produzione dei pozzi Monte Alpi W1 e Monte Alpi 5, la perforazione di quattro nuovi pozzi (Monte Alpi 6, 7, 8, 9) di cui i primi tre da perforare a partire da un'unica postazione superficiale al fine di limitare l'impatto ambientale, l'allacciamento a produzione dei quattro nuovi pozzi di sviluppo.
Il progetto per il completo sviluppo del giacimento, ha un piano di produzione di 87 milioni di barili di olio in un arco di tempo superiore ai 20 anni; è inoltre prevista una produzione di gas associato pari ad oltre 2.600 di metri cubi.

I nodi politici: petrolio - ambiente - occupazione
Ruolo delle autonomie locali e valorizzazione dell'impresa endogena

Tralasciando la questione politica ed istituzionale dell'incogruenza di un corpus legislativo che bypassa completamente il sistema dei poteri locali nella competenza relativa al rilascio dei permessi di ricerca e di coltivazione (e ciò in stridente contrasto con la conclamata volontà di riforma federalista), i nodi politici che possono sfociare in straordinarie opportunità come in terribili delusioni, sembrano essere: il rapporto tra l'utilizzo della RISORSA PETROLIO e la valorizzazione del PATRIMONIO AMBIENTALE e, prima ancora, la compatibilità stessa dell'imponente attività estrattiva e le significative emergenze ambientali possedute dall'area interessata.
La contraddizione appare vieppiù stringente se si considera che, mentre procedeva la ricerca e iniziava la coltivazione, il Parlamento prevedeva, nella medesima area, l'istituzione di un Parco Nazionale (Parco della Val d'Agri - Lagonegrese), cioè di un'area protetta.
Ogni impostazione di tipo ideologico ci porterebbe a tirare, su questo punto, conclusioni perentorie e così con un'ottica "ambientalistica" si escluderebbe la coesistenza reclamando la sospensione di ogni attività e di ulteriore ricerca, e con una cultura "non ambientalistica" si negherebbe la necessità di utilizzare lo strumento "Parco" per valorizzare le risorse ambientali.
Con metodo riformista è possibile, invece, individuare un cunicolo stretto che affida alla verifica sul campo, la possibilità di coesistenza: il petrolio è ricchezza straordinaria che alcuno può pensare di sottovalutare, il Parco può essere modellato per modo che, intervenendo sulle alte quote, non incida sui giacimenti minerari.
Ma altri nodi politici, chiedono di essere risolti.
Ne elenco due:
1) Petrolio e monitoraggio ambientale: sembra necessario ed urgente che il Ministero dell'ambiente e la Regione provvedano a:
- acquisizione, elaborazione dei dati, campionamento analitico ed analisi laboratoristiche;
- promozione della ricerca su inquinanti, fenomeni di inquinamento, condizioni di rischio correlate, forme di tutela degli ecosistemi;
- controllo dei fenomeni di inquinamento e dei fattori di rischio;
- collaborazione e consulenza tecnico scientifica agli Enti pubblici ed alle Aziende sanitarie.

2) Petrolio e occupazione e valorizzazione dell'imprenditoria locale.
E' in piedi presso il Ministero del Bilancio una task force per predisporre un accordo di programma che, coinvolgendo Regioni, Province, Enti locali, Sindacati, Imprese petrolifere e imprese locali, sia finalizzato ai richiamati obiettivi, attraverso l'utilizzo delle royalties (alla Regione spetta un terzo delle royalties nazionali pari a circa 10 miliardi l'anno) che, sommate ad un intervento finanziario dello Stato e ai fondi europei, possono garantire una posta finanziaria complessiva 30-40 miliardi l'anno.

Tre domande:
A) Cosa fare?
Sostegno innanzitutto alle attività produttive, in particolare di quelle che individuano nuove tecnologie nel campo ambientale, e realizzazione di alcune infrastrutture al servizio dell'intera area.
Sarà l'accordo di programma a definire nel dettaglio le singole iniziative, qui vengono indicate quelle giudicate prioritarie:
a) Realizzazione di un impianto di cogenerazione che possa utilizzare parte del gas estratto e trasformarlo in energia elettrica, anche esportabile, e termica a basso costo tale da favorire un processo di sviluppo agro-industriale e industriale.
b) Centro di formazione permanente nel settore della MANUTENZIONE, per garantire il coinvolgimento delle imprese lucane nelle attività manutentive che interesseranno gli impianti estrattivi nel corso del tempo.
c) Rete di servizi innovativi a sostegno delle P.M.I. (sul versante dell'assistenza, della consulenza e della commercializzazione, e della certificazione di qualità del prodotto).
d) Valorizzazione delle emergenze archeologiche e ambientali (es. Museo di Grumento - Rocca di Brienza).
e) Realizzazione dell'Avio superficie di Grumento.
f) Ottimizzazione risorse idriche.
g) Completamento assi viari (Tito-Brienza, Saurina, Moliterno-Montesano).

B) Chi deve gestire?
L'idea di affidare ad una costituenda Società consortile di sviluppo, a capitale misto pubblico-privato con dentro l'Assomineraria, il governo di tutte le operazioni, mi pare confliggente con le competenze e i poteri affidati all'Ente Regione e agli Enti Locali. Spetta dunque ad essi programmare e gestire, mentre è degna di considerazione la volontà di creare una Società Regionale di Promozione Industriale, nella quale coinvolgere il sistema dell'impresa locale e l'Assomineraria.

C) Chi fa le anticipazioni delle royalties?
L'impegno proposto dall'Assomineraria di anticipare in un'unica rata il pagamento del totale delle royalties e l'impegno che potrebbero assumere le Regioni e lo Stato di devolvere tali risorse agli obiettivi elencati nell'accordo di programma, assicurerebbero l'immediato finanziamento per il decollo dell'accordo di programma.

Ruolo delle autonomie locali
Se la stagione di un autentico e non solo declamato federalismo sarà inaugurata nel nostro Paese, la questione del petrolio sarà una delle prime cartine tornasole della vera volontà di autogoverno.
La modifica della legislazione vigente con l'affidamento ai poteri locali, di ogni competenza sul rilascio delle concessioni alla ricerca e alla coltivazione e sulle relative responsabilità in merito ai controlli, e la devoluzione di tutte le royalties alla Regione ove avviene l'attività estrattiva, costituiscono passi obbligati e non mediabili.
Ad ogni pretesa, per quanto legittima, deve corrispondere l'adeguata capacità di governare davvero, in termini di politica industriale e di gestione del territorio.
Il sistema delle autonomie locali della Basilicata ha saputo dimostrare sul campo, tali capacità.
E' dunque pronto a raccogliere la sfida, perché un'occasione straordinaria come è quella del petrolio, non lasci soltanto il ricordo triste di una grande "gruviera" e l'amaro in bocca dell'ennesima chance mancata.