PUNTE DI OZONO: CHE COSA FA L'EUROPA?

Lo "smog estivo" e la pubblicazione di nuovi dati sui rischi che questo comporta spingono l'Unione europea ad accelerare la messa in opera della legislazione
a cura di Olivia Bruyas

Contesto
Ogni anno le forti calure estive sono caratterizzate da sensibili rialzi della concentrazione d'ozono nell'aria. Questo aumento negli strati inferiori dell'atmosfera è sinonimo d'inquinamento per gli ecosistemi terrestri e di rischi per la salute umana. In effetti, è la concomitanza di condizioni meteorologiche specifiche (alte temperature, tempo soleggiato, venti deboli) e di gas precursori dell'ozono (ossidi d'azoto - Nox - e composti organici volatili - COV), emessi dal trasporto su strada e da taluni impianti industriali, che concorrono alla formazione d'ozono per reazione fotochimica. Il fenomeno non è nuovo: lo si osserva infatti da molti anni in Europa, in particolare per il continuo aumento di emissioni inquinanti.
Su scala comunitaria è stata progressivamente introdotta una strategia integrata intesa a preservare la qualità dell'aria, articolata attorno ad una direttiva "quadro" relativa alla valutazione ed al controllo della qualità dell'aria ambientale (giugno 1995) e di successive direttive che fissano valori specifici per ciascuna sostanza inquinante. La direttiva 92/72/CEE sull'inquinamento dell'aria provocato dall'ozono prevede:
- una soglia d'allarme fissata a 180 microgrammi per metro cubo, a partire dalla quale il pubblico deve essere informato;
- un valore limite di 360 microgrammi per metro cubo, che giustifica delle misure di protezione particolari.

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Per determinare queste norme, la Commissione europea si è basata sui valori guida stabiliti dall'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) che identificano degli intervalli di valori in materia di prevenzione e di protezione. Nella fattispecie è stato scelto ogni volta il valore medio dell'intervallo. La direttiva "ozono" impone l'obbligo di produrre rapporti regolari, in modo da misurare la gravità del fenomeno e, qualora fosse necessario, rivedere le soglie attuali. Il prossimo rapporto è previsto per il 1998. Ogni anno, inoltre, rapporti congiunturali relativi al periodo maggio-luglio permettono di valutare quante volte tali valori vengono superati. Nel 1994, la soglia d'informazione stabilita dalle norme è stata superata 3.500 volte. Per il 1995 sono già stati registrati 600 superamenti nel solo mese di maggio. Per consentire di paragonare correttamente i dati, sono stati omologati una decina di metodi di misurazione. Questo esercizio di calibrazione nazionale e internazionale è affidato all'Istituto dell'ambiente del CCR (Centro comune di ricerca) di Ispra.
Altre legislazioni, attualmente in fase d'elaborazione, mirano ad una riduzione del 70% degli ossidi di azoto e del 50% dei composti organici volatili entrto il 2010: in effetti, oltre alla direttiva "ozono", esiste una serie di testi che riguardano la promozione di tecnologie pulite, la qualità dei carburanti, le emissioni dei veicoli o il rendimento energetico delle macchine mobili. Conscia della gravità dell'inquinamento atmosferico, la Commissione ha già fatto capire che le soglie delle direttive dovranno essere riviste, ma subordina i suoi sforzi all'introduzione di provvedimenti concreti da parte dei poteri pubblici degli Stati membri, in nome del famoso principio di sussidiarietà.
Parallelamente, la pubblicazione di nuovi dati sui rischi permette di comprendere meglio gli effetti dell'abbinamento calura/inquinamento. I risultati ottenuti nel quadro di numerosi studi epidemiologici, in particolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, evidenziano un aumento di affezioni specifiche in concomitanza con gli episodi di inquinamento fotochimico (soprattuto asma e nuove patologie respiratorie). Secondo tali lavori, la presenza dell'ozono è determinante per gli effetti sulla salute. Recentemente, uno studio realizzato congiuntamente dall'Istituto d'Igiene e di Epidemiologia e dall'Unità interregionale dell'ambiente Céline (Belgio) sulle ripercussioni sanitarie delle punte di smog estivo, ha tentato di quantificare le conseguenze dirette in termini di mortalità: sono stati recensiti 1.236 decessi supplementari rispetto alla media prevedibile per il periodo, sebbene non sia stato possibile determinare a tutt'oggi la parte di responsabilità imputabile ai fattori calura e inquinamento.

Risultati
Secondo le prime stime, l'estate 1995, analogamente a quella del 1994 e, in precedenza, quella del 1990 ha avuto delle punte preoccupanti. Per limitare questo inquinamento, i soli fattori controllabili nell'apparizione del fenomeno sono le emissioni di gas precursori, dovuti in gran parte al traffico stradale. Solo una combinazione di misure strutturali di prevenzione e provvedimenti d'urgenza vincolanti potranno efficacemente ridurre tali emissioni. Il lavoro di organismi indipendenti come Céline permette di disporre di banche dati a partire da reti di raccolta, di seguire in tempo reale gli episodi d'inquinamento e di diffondere un'informazione al pubblico non appena viene superata la soglia d'allarme europea. L'accumularsi di nuovi dati scientifici e le campagne di sensibilizzazione dirette ad una migliore valutazione dei rischi connessi con un'esposizione ripetuta all'ozono hanno contribuito a scuotere il mondo politico ed hanno riacceso il dibattito su una revisione dell'attuale direttiva europea. Mentre si moltiplicano gli appelli delle autorità locali ai potenziali inquinatori, nel giugno del 1995 il governo tedesco ha adottato una legge che vieta la circolazione dei veicoli non equipaggiati di marmitta catalitica quando la percentuale d'ozono nell'atmosfera supera i 270 microgrammi per metro cubo; e il Parlamento europeo, su proposta dei Verdi, ha adottato una risoluzione intesa a rendere vincolante la normativa comunitaria, sulla base di soglie più severe. La Commissione europea non esclude l'eventualità di un abbassamento progressivo, da 180 a 150 e, successivamente, a 129 microgrammi per metro cubo, per quanto riguarda la soglia di informazione stabilita dalle norme. Quanto meno, nessuno ignorerà ciò che respira.

(Fonte: VIPS)