Contesto
La mancanza d'acqua è un
fenomeno cronico nelle regioni del Sahel e del Sudan dove, da
oltre due decenni, si sono succedute annate di siccità
con conseguenze drammatiche per le popolazioni locali. Un tempo
autosufficiente sul piano alimentare, l'Africa importa ogni anno
una crescente quantità di derrate alimentari, non soltanto
cereali, ma anche numerosi prodotti agricoli. Tale situazione
non fa che aumentare la necessità di individuare con urgenza
strategie di adattamento per le piante locali. Oggi più
che mai, è necessario creare varietà in grado di
sopportare la mancanza di acqua. Nella lotta contro la siccità,
i paesi di queste zone semiaride non dispongono di mezzi sufficienti
per condurre efficaci programmi di ricerca. Di fronte a tale constatazione,
le istituzioni regionali dell'Africa occidentale, riunite in seno
alla CORAF (Conferenza dei responsabili africani della ricerca
agronomica) hanno deciso di creare un'infrastruttura di ricerca
correttamente attrezzata, a vantaggio dell'insieme dei paesi partner.
E' per tale ragione che nel 1989 è stato creato il CERAAS,
il Centro di Studi regionale per il Miglioramento e l'Adattamento
alla siccità. Per evitare il finanziamento di una nuova
e dispendiosa costruzione, il CERAAS è stato installato
presso l'Istituto senegalese di Ricerca agronomica (ISRA), con
sede a Bambey, la cui eccellenza scientifica era già nota
e riconosciuta a livello regionale.
Dalla creazione del centro, i fondi stanziati al CERAAS per le
attività di ricerca provengono principalmente dall'Unione
europea, nel quadro dei programmi Scienze e Tecnologie al servizio
dello sviluppo (il più recente dei quali, STD 3, prevede
un finanziamento di 400.000 ECU per un periodo quadriennale).
Così facendo, il programma STD, finalizzato a diffondere
un vero e proprio approccio scientifico in materia di siccità
mediante il finanziamento di progetti congiunti Nord-Sud, ha dimostrato
il valore dell'approccio regionale. I successi ottenuti nell'ambito
del programma hanno permesso al Fondo europeo di sviluppo (Convenzione
di Lomé), destinato al potenziamento delle capacità
di RST dei paesi in via di sviluppo, di stanziare al CERAAS 1,7
milioni di ECU per il finanziamento di infrastrutture, attrezzature
scientifiche e spese per la formazione dei ricercatori africani.
Ricerca
Il CERAAS conduce ricerche e garantisce
la formazione in materia di miglioramento e adattamento alla siccità
delle specie coltivate (arachide, sorgo, miglio, granoturco, ecc.).
I lavori condotti tendono alla comprensione dei meccanismi fisiologici
che regolano l'adattamento dei vegetali alla mancanza d'acqua.
A tale fine, i ricercatori simulano condizioni di siccità
nelle diverse fasi del ciclo della pianta. Una volta identificati
questi meccanismi di risposta allo stress idrico, essi definiscono
ed elaborano strategie per il miglioramento della varietà
vegetale. Concretamente, per ciascuna specie alimentare studiata,
i ricercatori hanno elaborato un modello di adattamento ideale
alla siccità, convalidato da diversi test di screening,
come la velocità di crescita delle radici, la traspirazione
delle foglie, ecc. Le conoscenze acquisite permettono di varare
un programma per il miglioramento genetico della pianta.
Risultati
Considerato inizialmente come un
progetto pilota, il CERAAS è divenuto un esempio di cooperazione
internazionale contro il flagello della siccità. Esso rappresenta
il primo esempio in Africa di sistema di coordinamento della ricerca
e dello scambio di informazioni e di tecniche tra ricercatori.
In effetti, si trattava inizialmente di una collaborazione tra
esperti africani ed europei riuniti in seno alla rete tematica
"siccità" (R3S) attuata dalla CORAF (22 paesi).
Dalla sua creazione, sono state condotte presso il centro oltre
100 missioni di ricercatori e tecnici. Gli scienziati africani
ed europei si incontrano in tale sede e dispongono di un centro
di accoglienza per realizzare i propri lavori contro la siccità,
nel quadro di soggiorni che possono variare da alcuni giorni a
sei mesi. Portando con sé il proprio materiale vegetale,
i ricercatori possono utilizzare laboratori efficienti dotati
di apparecchiature scientifiche competitive, serre e parcelle
di sperimentazione irrigabili in cui è possibile ricreare
le condizioni di siccità.
Sino ad oggi, 77 scienziati di 19 paesi hanno condotto ricerche
presso il centro su 15 specie vegetali. Inoltre, negli ultimi
anni sono state organizzate due sessioni di formazione a cui hanno
partecipato oltre 50 persone. In futuro sono previste altre formazioni
e ciò rende il CERAAS una tappa obbligata nel campo della
ricerca agronomica africana.
Questi diversi scambi permettono di conseguire numerosi risultati
e di trasferire le diverse tecnologie. Per quanto riguarda la
comprensione dei meccanismi fondamentali che regolano la resistenza
alla siccità, segnaliamo i lavori dell'Università
Parigi VI, che hanno permesso risultati estremamente incoraggianti
su un enzima della membrana (LAH). Questa lipasi svolge un ruolo
essenziale nel meccanismo della siccità e i ricercatori
europei stanno per clonarne il gene. Sul campo, nuove varietà
di arachidi a ciclo ultracorto (meno di 3 mesi) hanno permesso
di coltivare nuovamente alcune zone abbandonate dai contadini
in seguito all'accorciamento della stagione delle piogge.
Anche nel campo della gestione delle risorse idriche sono stati
ottenuti importanti progressi, in particolare mediante tecniche
di irrigazione controllata da sistemi di teletermometria a livello
delle parcelle. Infine, ai lavori sull'arachide è stato
attribuito all'inizio del 1996, il Gran premio per le scienze
del Presidente della Repubblica del Senegal. I due ricercatori
premiati, il prof. Annerose (CIRAD, F) ed il prof. Diagne (CNRA,
Senegal), hanno messo a punto uno strumento affidabile di previsione
dei raccolti di arachidi denominato ARABHY (ARAchide Bilan HYdrique),
le cui prestazioni sono state testate in ambito rurale. Molto
prima della raccolta, questo sistema fornisce utili informazioni
per la pianificazione della politica agricola, alimentare ed economica
del Senegal. Le applicazioni realizzate in particolare nella regione
di Kaolack hanno dimostrato che è possibile ottenere una
previsione del rendimento e della produzione con una precisione
superiore al 90% già un mese prima della fine della campagna.
Pur rimanendo un fenomeno imprevedibile, la siccità può
essere tuttavia controllata in modo sempre più preciso.
(Fonte: VIPS)