MIGLIORAMENTO E ADATTAMENTO ALLA SICCITA' DELLE SPECIE COLTIVATE

I successi del CERAAS dimostrano l'interesse della mobilitazione internazionale contro la siccità.
a cura di Hubert Delobette, Olivier Retout

Contesto
La mancanza d'acqua è un fenomeno cronico nelle regioni del Sahel e del Sudan dove, da oltre due decenni, si sono succedute annate di siccità con conseguenze drammatiche per le popolazioni locali. Un tempo autosufficiente sul piano alimentare, l'Africa importa ogni anno una crescente quantità di derrate alimentari, non soltanto cereali, ma anche numerosi prodotti agricoli. Tale situazione non fa che aumentare la necessità di individuare con urgenza strategie di adattamento per le piante locali. Oggi più che mai, è necessario creare varietà in grado di sopportare la mancanza di acqua. Nella lotta contro la siccità, i paesi di queste zone semiaride non dispongono di mezzi sufficienti per condurre efficaci programmi di ricerca. Di fronte a tale constatazione, le istituzioni regionali dell'Africa occidentale, riunite in seno alla CORAF (Conferenza dei responsabili africani della ricerca agronomica) hanno deciso di creare un'infrastruttura di ricerca correttamente attrezzata, a vantaggio dell'insieme dei paesi partner. E' per tale ragione che nel 1989 è stato creato il CERAAS, il Centro di Studi regionale per il Miglioramento e l'Adattamento alla siccità. Per evitare il finanziamento di una nuova e dispendiosa costruzione, il CERAAS è stato installato presso l'Istituto senegalese di Ricerca agronomica (ISRA), con sede a Bambey, la cui eccellenza scientifica era già nota e riconosciuta a livello regionale.
Dalla creazione del centro, i fondi stanziati al CERAAS per le attività di ricerca provengono principalmente dall'Unione europea, nel quadro dei programmi Scienze e Tecnologie al servizio dello sviluppo (il più recente dei quali, STD 3, prevede un finanziamento di 400.000 ECU per un periodo quadriennale). Così facendo, il programma STD, finalizzato a diffondere un vero e proprio approccio scientifico in materia di siccità mediante il finanziamento di progetti congiunti Nord-Sud, ha dimostrato il valore dell'approccio regionale. I successi ottenuti nell'ambito del programma hanno permesso al Fondo europeo di sviluppo (Convenzione di Lomé), destinato al potenziamento delle capacità di RST dei paesi in via di sviluppo, di stanziare al CERAAS 1,7 milioni di ECU per il finanziamento di infrastrutture, attrezzature scientifiche e spese per la formazione dei ricercatori africani.

Ricerca
Il CERAAS conduce ricerche e garantisce la formazione in materia di miglioramento e adattamento alla siccità delle specie coltivate (arachide, sorgo, miglio, granoturco, ecc.).
I lavori condotti tendono alla comprensione dei meccanismi fisiologici che regolano l'adattamento dei vegetali alla mancanza d'acqua. A tale fine, i ricercatori simulano condizioni di siccità nelle diverse fasi del ciclo della pianta. Una volta identificati questi meccanismi di risposta allo stress idrico, essi definiscono ed elaborano strategie per il miglioramento della varietà vegetale. Concretamente, per ciascuna specie alimentare studiata, i ricercatori hanno elaborato un modello di adattamento ideale alla siccità, convalidato da diversi test di screening, come la velocità di crescita delle radici, la traspirazione delle foglie, ecc. Le conoscenze acquisite permettono di varare un programma per il miglioramento genetico della pianta.

Risultati
Considerato inizialmente come un progetto pilota, il CERAAS è divenuto un esempio di cooperazione internazionale contro il flagello della siccità. Esso rappresenta il primo esempio in Africa di sistema di coordinamento della ricerca e dello scambio di informazioni e di tecniche tra ricercatori. In effetti, si trattava inizialmente di una collaborazione tra esperti africani ed europei riuniti in seno alla rete tematica "siccità" (R3S) attuata dalla CORAF (22 paesi). Dalla sua creazione, sono state condotte presso il centro oltre 100 missioni di ricercatori e tecnici. Gli scienziati africani ed europei si incontrano in tale sede e dispongono di un centro di accoglienza per realizzare i propri lavori contro la siccità, nel quadro di soggiorni che possono variare da alcuni giorni a sei mesi. Portando con sé il proprio materiale vegetale, i ricercatori possono utilizzare laboratori efficienti dotati di apparecchiature scientifiche competitive, serre e parcelle di sperimentazione irrigabili in cui è possibile ricreare le condizioni di siccità.
Sino ad oggi, 77 scienziati di 19 paesi hanno condotto ricerche presso il centro su 15 specie vegetali. Inoltre, negli ultimi anni sono state organizzate due sessioni di formazione a cui hanno partecipato oltre 50 persone. In futuro sono previste altre formazioni e ciò rende il CERAAS una tappa obbligata nel campo della ricerca agronomica africana.
Questi diversi scambi permettono di conseguire numerosi risultati e di trasferire le diverse tecnologie. Per quanto riguarda la comprensione dei meccanismi fondamentali che regolano la resistenza alla siccità, segnaliamo i lavori dell'Università Parigi VI, che hanno permesso risultati estremamente incoraggianti su un enzima della membrana (LAH). Questa lipasi svolge un ruolo essenziale nel meccanismo della siccità e i ricercatori europei stanno per clonarne il gene. Sul campo, nuove varietà di arachidi a ciclo ultracorto (meno di 3 mesi) hanno permesso di coltivare nuovamente alcune zone abbandonate dai contadini in seguito all'accorciamento della stagione delle piogge.
Anche nel campo della gestione delle risorse idriche sono stati ottenuti importanti progressi, in particolare mediante tecniche di irrigazione controllata da sistemi di teletermometria a livello delle parcelle. Infine, ai lavori sull'arachide è stato attribuito all'inizio del 1996, il Gran premio per le scienze del Presidente della Repubblica del Senegal. I due ricercatori premiati, il prof. Annerose (CIRAD, F) ed il prof. Diagne (CNRA, Senegal), hanno messo a punto uno strumento affidabile di previsione dei raccolti di arachidi denominato ARABHY (ARAchide Bilan HYdrique), le cui prestazioni sono state testate in ambito rurale. Molto prima della raccolta, questo sistema fornisce utili informazioni per la pianificazione della politica agricola, alimentare ed economica del Senegal. Le applicazioni realizzate in particolare nella regione di Kaolack hanno dimostrato che è possibile ottenere una previsione del rendimento e della produzione con una precisione superiore al 90% già un mese prima della fine della campagna. Pur rimanendo un fenomeno imprevedibile, la siccità può essere tuttavia controllata in modo sempre più preciso.

(Fonte: VIPS)