L'ENI, nel triennio 1993-95, ha sensibilmente
ridotto le principali emissioni in atmosfera delle sue attività
produttive: ossido di carbonio -53%; anidride solforosa -17%;
composti organici volatili -19%; particolato -22%; anidride carbonica
-3%.
Nello stesso periodo l'ENI ha ridotto il carico inquinante degli
scarichi idrici (il COD, Chemical Oxygen Demand, che è
un indicatore del livello di inquinamento dell'acqua, è
sceso del 15%) e la quantità di rifiuti prodotta (i tossico-nocivi,
che vengono trattati per più del 90% in strutture di proprietà
dell'ENI che offrono le più ampie garanzie ambientali,
sono calati del 24%, gli speciali del 32%.
Anche i dati riguardanti la sicurezza sul lavoro mostrano miglioramenti
sia nell'indice di frequenza degli incidenti (sceso del 31% nel
triennio) che in quello di gravità (sceso del 29%). Entrambi
gli indici sono pari a circa la metà dei corrispondenti
indici medi dell'industria italiana.
La formazione dei dipendenti dedicata alla prevenzione per la
sicurezza e l'ambiente ha visto un incremento del 23% per le ore
e del 43% per le partecipazioni. A questo impegno va aggiunto
il programma di formazione concordato con le Organizzazioni Sindacali
in attuazione del Decreto Legislativo 626 del 1994 sulla sicurezza
sul lavoro che ha comportato nel 1996 più di 33.000 ore
di formazione per 420 rappresentanti dei lavoratori.
Le spese ambientali del 1995 ammontano complessivamente a 575
miliardi di lire (205 miliardi di investimenti e 370 di costi
di gestione). Sono sempre in crescita gli investimenti riguardanti
i ripristini ambientali dopo la posa dei gasdotti.
Per informazioni: ENI - Ufficio Stampa 06
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