Nuovi prodotti naturali affini alle cere potrebbero
presto sostituire gli attuali prodotti sintetici, assai costosi,
grazie alle ricerche svolte dal BioComposites Centre dell'Università
del Galles a Bangor: il centro intende produrre una serie di materiali
basati su sostanze naturali, che non solo offrano prestazioni
superiori a quelle degli equivalenti sintetici, ma che consentano
anche sensibili risparmi. I materiali in questione sono simili
alle cere e potrebbero essere impiegati al posto delle cere di
sintesi o derivate dal petrolio in molteplici applicazioni, ad
esempio nell'industria dell'imballaggio per rendere impermeabili
le confezioni per alimenti, oppure in cosmetica e farmaceutica,
in campo alimentare come addensanti, e in quello delle attrezzature
da sci come scioline. Si tratta infatti di sostanze molto versatili,
e per questa caratteristica il mercato delle cere è in
continua espansione; le cere minerali e derivate dal petrolio
costituiscono circa la metà del mercato, ma anche la richiesta
di cere polimeriche è in costante rialzo (+7,5% all'anno).
A tali mercati sono indirizzati i risultati delle ricerche svolte
in Galles dal BioComposites Centre. Il processo per la produzione
dei nuovi materiali cerosi si basa su una semplice modifica a
livello chimico dei polisaccaridi, presenti in natura sotto forma
di amidi o cellulosa. Essi presentano molti vantaggi rispetto
alle cere oggi in uso. Innanzitutto, data la vasta disponibilità
a costo relativamente basso degli ingredienti di base, ossia dei
polisaccaridi, i costi di produzione sono inferiori. Nei casi
in cui il prezzo sia un elemento irrinunciabile, come materia
prima si possono usare miscele di polisaccaridi estratti dagli
scarti vegetali. I pesi molecolari delle nuove cere sono superiori
a quelle dei prodotti derivati dal petrolio con punti di fusione
simili. Ciò li rende ideali ad esempio per rivestire le
confezioni per uso alimentare, in quanto essi riducono al minimo
la scissione delle molecole, come avviene nei prodotti contenenti
materia grassa quali il latte. La qualità e la consistenza
sono assimilabili a quelle delle cere di sintesi o di derivazione
petrolchimica. La formulazione può anche tenere conto delle
esigenze dei diversi tipi di utilizzatori. Ora sono in corso degli
studi per determinare la biodegradabilità di tali cere
dopo l'uso.
Per informazioni:
The BioComposites Centre, University of Wales Bangor, Gwynedd
LL57 2UW, United Kingdom, contattare: Dr. Bolton, tel. 0044 1248
370588, fax 0044 1248 370594