MULTIMEDIA: L'ULTIMO STANDARD?
a cura di Philip Hunt

Di fronte allo sviluppo incontrollato di standard nel campo dei multimedia, dove sovente il "contenitore" evolve più rapidamente del contenuto, un nuovo ambiente potrebbe restituire l'iniziativa ai creatori di contenuto.

Contesto
L'incredibile rapidità con cui evolve il mercato dell'elettronica destinato al grande pubblico ha reso sempre più difficile lo sviluppo di nuovi prodotti conformi agli standard europei e internazionali. E' il caso del settore multimediale. Nel corso degli ultimi anni nuove architetture di lettori multimediali sono apparse sul mercato più rapidamente del numero minimo di nuovi titoli che avrebbe consentito di raggiungere la massa critica indispensabile per definire uno standard. La conseguente frammentazione del mercato dei lettori multimediali ha disorientato i consumatori, confrontati ad un numero insufficiente di titoli disponibili ad una quantità eccessiva di lettori incompatibili.
Il progetto OSMOSE è stato varato nel settembre 1992 nel quadro del programma ESPRIT per porre rimedio a tale problema. La messa a punto di un formato comune (Common Publishing Format - CPF), valido per diverse piattaforme, era stata percepita come essenziale per i futuri successi dell'industria multimediale europea. OSMOSE prevedeva la messa a punto di un ambiente multimediale trasferibile in diverse piattaforme, nonchè di strumenti di sviluppo (sistemi autori) in grado di accettare uno standard potenziale.

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Il CPF, elemento centrale del progetto OSMOSE, è destinato al mercato professionale e al grande pubblico (CD-ROM, CD-I e PC multimediali). Il concetto è quello di una macchina virtuale, che definisce la maniera in cui la memoria, il processore e le altre componenti vengono utilizzati quando si accede ad un compact disc CPF. Il CPF si fonda sui linguaggi di programmazione Forth e C ed un lettore multimediale accede al CD-CPF interpretando il codice CPF al momento dell'esecuzione.
La prima fase del progetto è stata la messa a punto di un ambiente di esecuzione e di un insieme di strumenti di sviluppo: il cosiddetto "CPF Construction Kit", che permette l'edizione dei titoli. L'ambiente si fonda sul linguaggio script chiamato CPF-Talk, elaborato per ridurre al minimo l'utilizzo del processore e della memoria.
Anche due strumenti di sviluppo esistenti, HyperPath (Bull) e Kioskit (Olivetti), sono stati adattati in modo da essere compatibili con il linguaggio CPF-Talk.
Dopo la messa a punto dell'ambiente di base e degli strumenti di sviluppo si è iniziato a lavorare su due titoli per dimostrare il potenziale della tecnologia. Nel primo, l'opera Così fan tutte di Mozart (The Multimedial Corporation, Londra), lo spettatore è invitato ad esplorare lo scenario, le caratteristiche della musica e altri aspetti dell'opera, utilizzando l'interattività della tecnologia. Il secondo titolo, Birds in our Neighbourhood (UNI-C, Danimarca), è una raccolta di esempi destinata al mercato professionale e al settore ducativo.
Due partner del progetto (Philips e l'Università di Atene) hanno contribuito allo sviluppo degli strumenti di ricerca del testo e ad un programma di utilità per la gestione dei dati, entrambi progettati per facilitare all'utente la ricerca sul contenuto di un brano.
Questi strumenti offrono possibilità combinate per la ricerca e l'accesso alle informazioni, agevolando così le applicazioni professionali e didattiche. Al momento della progettazione, lo strumento di ricerca testuale crea un indice analitico di tutti i termini contenuti nel brano, lo archivia nella memoria sul disco, e riordina i risultati di qualsiasi ricerca in funzione del grado di similitudine degli elementi ricercati.
Un altro partner (CAP SESA Télécom) ha sviluppato un collegamento telematico che accetta l'accesso e l'uso a distanza di titoli CPF. Si tratta di un programma di utilità che permette di usare una vasta gamma di applicazioni quali giochi, teleacquisto, formazione a distanza, ecc. L'architettura di esecuzione di questo strumento è aperta e modulare, una caratteristica che consente ad altre società di sviluppare nuovi moduli capaci di ampliare il campo dei possibili collegamenti telematici.

Risultati
Attualmente, ormai giunti al termine del progetto, CPF ha forti probabilità di divenire un ambiente multimediale fattibile sul piano commerciale. Per i responsabili dello sviluppo di titoli multimediali, il vantaggio dell'uso di CPF consiste nella possibilità di una diminuzione dei costi, che potrebbe essere sostanziale. Invece di scrivere diverse versioni di ogni titolo, compatibili con le diverse piattaforme multimediali presenti sul mercato, sarà sufficiente scrivere una versione CPF, che potrà poi essere letta in diverse piattaforme. La diminuzione dei costi per titolo permetterà di mettere a punto più titoli a parità di costi, aumentando il numero di titoli disponibile per una data piattaforma, e quindi il suo interesse per il grande pubblico.
ll coordinatore del progetto Philips ha inoltre creato un ambiente di progettazione grafica di più facile uso in alternativa al linguaggio CPF Talk. Noto come Cynergy, questo nuovo ambiente permette ai responsabili dello sviluppo di scrivere applicazioni CPF con un'interfaccia "punta e clicca" in ambiente Microsoft Windows. Grazie a Cynergy, è possibile concentrarsi sul contenuto del brano senza preoccuparsi dell'ambiente e sviluppare più facilmente nuovi prodotti.
Dopo i collaudi della versione pilota che precede la commercializzazione, effettuati all'inizio del 1995, Philips ha introdotto sul mercato nel mese di ottobre un ambiente di esecuzione per CD-I nonchè sistemi autori. Ora che Windows '95 è uscito, si può passare all'implementazione per l'ambiente PC, mentre la portabilità in UNIX è attualmente oggetto di uno studio di fattibilità realizzato in collaborazione con Bull.
Dall'inizio del progetto è inoltre aumentato il numero di titoli CPF. Oltre ai due summenzionati, Philips dispone attualmente di circa 20 titoli che vengono utilizzati dalla società essenzialmente per i propri bisogni di formazione, di informazione e di promozione dei prodotti. Una società svizzera lavora attualmente su un titolo CPF di formazione per i principali enti ferroviari europei.
Un miglioramento dell'ambiente CPF, che non era stato previsto all'inizio di OSMOSE, è rappresentato dalla compatibilità MPEG (standard di video digitale per PC o CD-Video). Il progetto ha permesso ai partner di sviluppare il supporto MPEG in ambiente CPF, nonostante fossero necessari materiali e interfacce supplementari per ogni piattaforma accettata.

(Fonte: VIPS)