Non c'è alcun motivo per eliminare o
anche restringere l'uso del pvc. E' quanto affermano le analisi
dell'Agenzia per la protezione ambientale e dell'Ispettorato delle
Industrie Chimiche che giudicano invece accettabile la trasformazione
e il riciclaggio del Pvc sottolineando che lo smaltimento in discarica
del cloruro di polivinile rapprensenterebbe uno spreco di risorse.
Queste le principali conclusioni degli studi condotti dagli esperti
scandinavi commissionati un anno fa dal Ministero dell'Ambiente
svedese e pubblicati venerdì scorso dalla stampa svedese.
Gli studi realizzati dai due Istituti, predisposti con l'obiettivo
di effettuare un'analisi dettagliata e complessiva dell'impatto
ambientale del ciclo di vita del pvc fino al suo smaltimento finale,
contribuiscono in particolare a far luce su alcune questioni al
centro del dibattito intorno al pvc, quali ad esempio la formazione
di diossina e l'uso degli additivi. Anche l'Agenzia per la Protezione
Ambientale Svedese ha confermato infatti i risultati di altre
recenti ricerche in materia formazione di diossina durante il
processo di combustione dei rifiuti (1) affermando che - si legge
nel rapporto - "diminuire i quantitativi di pvc da incenerire
non riduce la formazione di diossina", in quanto questa è
legata alla diffusa presenza di cloro in altre tipologie di rifiuto.
Per quanto concerne gli ftalati, additivi usati per produrre manufatti
in pvc flessibile, il rapporto dell'Ispettorato delle Industrie
chimiche è favorevole ad una riduzione della presenza degli
ftalati nell'ambiente, ma ribadisce con fermezza che "una
decisione definitiva in questo senso non deve essere presa fino
a quando non saranno state completate le analisi previste dal
programma dell'Unione Europea", al momento in corso in Svezia
e Francia. Per quanto concerne l'uso degli stabilizzanti al piombo
e allo stagno, nel rapporto dell'Agenzia di Protezione Ambientale
Svedese si legge "che è accettabile il riciclaggio
dei prodotti in pvc che prevedono l'utilizzo di questi additivi".
Dello stesso avviso si è detto anche l'Ispettorato delle
Industrie chimiche secondo il quale un piano per la riduzione
dell'uso di questi stabilizzanti dovrebbe riguardare la sola plastica
vergine. Per l'Ispettorato, la riduzione dell'uso di stabilizzanti
al piombo nel nuovo pvc dovrebbe in ogni caso avvenire entro il
2005 sostituendoli, ad esempio nel caso della produzione di tubature
e cavi, con sistemi calcio/zinco". A questo proposito, l'Associazione
europea dei produttori di pvc (ECVM), che ha notevolmente apprezzato
l'obiettività e la correttezza scientifica degli studi
svedesi, ha tenuto però a sottolineare che l'Agenzia per
la Protezione Ambientale americana (Epa) ha già ampiamente
dimostrato come gli additivi usati nel pvc siano fortemente inglobati
nella matrice polimerica e come non possano, quindi, essere rilasciati
nell'ambiente.
Ecvm ribadisce che l'uso degli attuali additivi avviene oggi nel
rispetto dei regolamenti e delle normative vigenti in materia,
tuttavia l'industria europea del pvc ha da tempo avviato programmi
e ricerche per individuare delle alternative, che il mercato valuterà
ai fini prestazionali.
(1) "The relationship between chlorine in waste streams and
dioxin emissions from waste combustor stacks"; by Gregor
Rigo, A. John Chandler and W. Steven Lanier, for the American
Society of Mechanical Engineers, 1995
From the report published in september 1994 by the United States
Environmental Protection Agency (EPA) about a three years study
on dioxins.
From the analysis of the municipal incinerator in Wuerzburg
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