Il dott. Bengt-Olov Wikström della divisione
di fisiologia del lavoro e ambientale presso il NIOH a Solna ha
sviluppato nuovi metodi di analisi della molestia provocata dalle
vibrazioni che interessano l'intero corpo nelle macchine operatrici.
In Svezia, circa 400.000 operatori conducono camion o altre macchine
operatrici che producono vibrazioni. La concezione strutturale
di tali veicoli è disciplinata da standard. La ricerca
del dott. Wikström rivela carenze nello standard ISO 2631
in materia di vibrazioni.
I suoi studi, cui ha partecipato anche il prof. Anders Kjellberg
della divisione di psicofisiologia, influiranno sulla grande opera
di revisione dello standard ISO 2631 attualmente in corso. L'organismo
di normalizzazione dell'UE, il CEN, sta lavorando anch'esso su
nuovi standard in materia di vibrazioni.
Il livello di molestia causato dalla vibrazioni varia a seconda
del tipo di veicolo ed è funzionale alla frequenza delle
vibrazioni, alla loro intensità, alla direzione in cui
esse si propagano attraverso il corpo e alla durata dell'esposizione.
Conformemente allo standard ISO 2631 vi sono diversi metodi per
misurare e analizzare le vibrazioni. Secondo Wikström il
metodo migliore consiste nel misurare il valore ponderato in funzione
della frequenza in quanto ciò tiene conto del fatto che
diverse frequenze possono provocare diversi livelli di molestia.
L'analisi deve tener conto dell'energia di vibrazione lungo due
o tre diversi assi: verticale lungo la spina dorsale, laterale
e dorsoventrale.
Il problema principale per quanto concerne le macchine operatrici
piccole o di media grandezza è dato da vibrazioni aventi
frequenze tra i 4 e gli 8 Hz che si propagano lungo la spina dorsale.
In una macchina operatrice o in un camion usati nell'edilizia
la molestia deriva dalle vibrazioni laterali a frequenze tra 1
e 2 Hz. I sobbalzi sono dovuti alle pietre e agli altri ostacoli
incontrati dal veicolo.
(Fonte JANUS)