PRODUZIONE AGRICOLA A SCOPI NON ALIMENTARI

1. La politica della Commissione per quanto attiene alla produzione agricola a scopi non alimentari comprende diversi approcci.
In primo luogo, nel quadro del regime di ritiro dei seminativi dalla produzione (regolamento (CEE) n. 1765/92 del Consiglio), le terre messe a riposo possono essere utilizzate per la produzione di materie prime destinate a scopi non alimentari. Tale approccio viene attuato dal regolamento (CE) n. 334/93 (1) della Commissione. In questo caso l'agricoltore continua a ricevere l'aiuto "superfici" che avrebbe ricevuto se avesse messo a riposo la terra. Di norma viene assicurata la stessa quantità di aiuto "superfici" in rapporto alla terra messa a riposo, sia che la terra venga ritirata dalla produzione, sia che venga utilizzata per l'approvvigionamento di materie prime che per prodotti non alimentari.

In secondo luogo, la produzione agricola a scopi non alimentari fruisce del regime di restituzione alla produzione di amido (regolamento (CEE) n. 1722/93 (2) della Commissione). L'amido ottenuto dal frumento, dal mais, dalla segala, dall'avena, dalle patate e dal riso è ammesso alla restituzione alla produzione per quanto concerne un'ampia gamma di prodotti finiti a base di amido (comprese le materie plastiche biodegradabili).

La ricerca e lo sviluppo è un terzo metodo per incentivare l'agricoltura a scopi non alimentari. Il programma di lavoro di ricerca e sviluppo della Commissione per il 1994-1995 ha lo scopo di promuovere ed armonizzare la ricerca nel settore agricolo europeo per quanto riguarda il settore alimentare e non alimentare. Nell'ambito di tale programma, particolare rilievo viene dato all'agricoltura non alimentare, ovvero allo sviluppo e all'ottimizzazione delle colture non alimentari alle relative condizioni socio-culturali e alla protezione ambientale (capitolo 4, paragrafo 3, edizione 1994).

2, 3 e 4. La linea di bilancio B1-1060 copre esclusivamente la compensazione (aiuto "superfici") per l'esigenza di ritiro dei seminativi di cui agli articoli 1 e 7 del regolamento (CEE) n. 1765/92. Pertanto i pagamenti per il ritiro dei seminativi a scopi non alimentari vengono coperti da tale stanziamento.

Secondo le più recenti informazioni a disposizione, la superficie totale di terre ritirate dalla produzione nella stagione 1994/1995 era di circa 6 milioni di ettari, di cui 680.000 destinati al settore non alimentare. La maggior parte di tale superficie non alimentare è stata coltivata a semi oleosi per la produzione di biocarburanti ed oli industriali.

Le altre colture non alimentari comprendono i semi di lino, destinati alla fabbricazione di linoleum o di vernici, i cereali per la produzione di etanolo e alcune colture secondarie destinate principalmente ad applicazioni mediche.

Pertanto la coltivazione di colture non alimentari nell'ambito del regime di ritiro dei seminativi viene praticata principalmente in Germania, Francia, Italia e nel Regno Unito.

5. Attraverso le misure di cui sopra, la Commissione intende incentivare lo sviluppo dell'agricoltura a scopi non alimentari, soprattutto se rivolta a nuove utilizzazioni e a nuovi mercati. Non vi è una politica specifica tendente ad incentivare l'agricoltura non alimentare e i prodotti biodegradabili in rapporto alla tutela dell'ambiente o delle zone ecologicamente vulnerabili. Tuttavia il regolamento (CEE) n. 2078/92 (3) consente agli Stati membri di elaborare programmi nazionali in materia di integrazione fra l'agricoltura non alimentare e la protezione ambientale. Sulla base dell'esperienza acquisita con l'attuale normativa, la Commissione valuterà la necessità di varare ulteriori disposizioni, per mezzo di direttive o di altri strumenti.
(1) GU n. L 38 del 16.2.1993
(2) GU n. L 159 dell'1.7.1993
(3) GU n. L 215 del 30.7.1992
(Fonte: Gazzetta Ufficiale CE)