BIOSORVEGLIANZA DELLE ACQUE
Il Centro Internazionale dell'Acqua di Nancy (NAN.C.I.E.) Francia, ha messo a punto un sistema di monitoraggio dell'inquinamento dell'acqua che utilizza come sensore una specie di pesci tropicali che emettono scariche elettriche

La continua crescita demografica ed economica contribuisce, in modo spesso drammatico, all'aumento dei rischi d'inquinamento delle acque di superficie. Si rende quindi indispensabile approntare validi strumenti di sorveglianza della qualità dell'acqua.
Questo è il compito delle stazioni di controllo situate lungo i corsi d'acqua a valle degli scarichi degli stabilimenti industriali, o a monte delle prese d'acqua potabile. Le stazioni possono essere equipaggiate con sensori chimico-fisici oppure con sistemi biologici, due tecniche complementari per raccogliere le informazioni sulla composizione dell'acqua ed aiutare ad attuare eventuali interventi.
Se la funzione dei sensori chimico-fisici è quella di una sorveglianza mirata ad un determinato parametro, l'interesse nell'utilizzo degli organismi biologici, in poche parole esseri viventi vegetali o animali, risiede nel fatto che costituiscono dei perfetti rilevatori di qualsiasi variazione dell'ambiente e possono fornire una risposta rapida, sensibile e facilmente misurabile.
In questo senso, nel quadro di un vasto programma di ricerche finanziato dal District de l'Agglomeration de Nancy (D.A.N.) nel Nord Est della Francia e dell'Agence de l'Eau Rhin-Meuse (A.E.R.M.), il Centro Internazionale dell'Acqua di Nancy, coordinatore delle ricerche, ha commissionato al laboratorio di Biologia Applicata dell'Acquario Tropicale (Università Henri Poincarè) della stessa città, uno studio per la messa a punto di un nuovo procedimento di controllo che utilizza un pesce elettrico tropicale come sensore dell'inquinamento nelle stazioni di sorveglianza delle acque di superficie destinate all'uso alimentare.

Il sistema Gymnotox

Questo programma chiamato Gymnotox elabora i segnali elettrici di tipo ondulatorio emessi da un tipo di pesci tropicali appartenente all'ordine dei Gymnotiformi, famiglia degli Apteronotidi, ed identificato con il nome di Apteronotus albifrons.
Questo pesce tropicale vive nelle acque dolci dell'America meridionale ed è un predatore notturno solitario. L'Apteronotus albifrons emette in continuazione scariche elettriche che non hanno uno scopo offensivo o difensivo, ma servono all'animale per analizzare l'ambiente e per comunicare.
Questa specie è stata scelta dai ricercatori francesi per due ragioni essenziali. La prima è di natura comportamentale: questo pesce, infatti, può essere facilmente accudito e si acclimata molto rapidamente alle condizioni imposte dal sistema in cui è inserito. Si tratta, inoltre, di un animale nturalmente stanziale e che non soffre perciò per l'isolamento in cui è tenuto.
La seconda ragione che ha condotto alla scelta di questa specie è la natura delle scariche elettriche emesse che sono di tipo ondulatorio e, soprattutto, possiedono caratteristiche (frequenza e forma) molto stabili quando le condizioni ambientali non variano, mentre anche piccole alterazioni di una o dell'altra caratteristica elettrica (spesso di entrambe) sono sintomo di una situazione anomala, quale la presenza di una sostanza tossica.
Il segnale bioelettrico raggiunge l'ampiezza di qualche volt a contatto con il pesce (qualche millivolt sugli elettrodi di rilevamento), e la sua frequenza è vicina ai 1.000 Hz. Questo valore di frequenza, straordinariamente elevato per un oscillatore biologico, costituisce un ulteriore vantaggio perché si allontana dai 50 Hz caratteristici delle correnti parassite.
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