Non si hanno le basi scientifiche per fissare
un limite di esposizione ai campi elettromagnetici nell'ambiente
di lavoro.
Si sospetta però una connessione tra i campi magnetici
e il cancro. E' d'uopo quindi seguire una strategia alquanto cauta.
Un gruppo orientativo svedese preposto allo
studio dei fattori di rischio fisico nell'ambiente di lavoro ha
esaminato l'attuale stato delle conoscenze sugli effetti dei campi
elettromagnetici sulla salute onde compilare un documento orientativo
che costituirebbe la base per fissare i limiti di esposizione.
Il gruppo orientativo è giunto alla conclusione che lep
rove ricavate dalle indagini scientifiche non sono sufficientemente
certe per giustificare la fissazione di un limite di esposizione
per i campi magnetici a bassa frequenza.
Il gruppo, diretto dal prof. Bengt Knave della divisione di neuromedicina
presso il NIOH di Stoccolma, comprende esperti dell'Istituto nazionale
svedese per la protezione dalle radiazioni (SSI) e del Consiglio
nazionale per la sanità e sicurezza del lavoro (ASS) nonchè
rappresentanti delle parti sociali e del Fondo per l'ambiente
di lavoro.
Gli effetti più studiati riguardano la possibile predisposizione
delle persone esposte a campi magnetici a bassa frequenza a soffrire
di leucemia o di tumori al cervello.
Meccanismi ignoti
Diversi studi epidemiologici, in
cui ad esempio la salute di un particolare gruppo di lavoratori
è comparata con quella della popolazione in generale, hanno
rivelato un rischio elevato in alcune occupazioni e per le persone
che vivono vicino a linee di alta tensione. Alcuni studi hanno
anche indicato una correlazione tra la dose di esposizione e il
rischio di sviluppare un cancro.
Rimane ancora da scoprire però il meccanismo per cui i
campi m agnetici influenzerebbero l'insorgenza e lo sviluppo del
cancro. Allorchè da uno studio epidemiologico risulta un'elevata
frequenza di una patologia, gli scienziati sono spesso in grado
di identificare e di spiegare i fattori causali soggiacenti. La
correlazione epidemiologica accertata è perciò sottoposta
a test nell'ambito di esperimenti su animali basati su diversi
modelli.
Un'ipotesi è che i campi magnetici non scatenino il cancro
ma ne possano accelerare lo sviluppo. Un modello avente un campo
magnetico quale effetto scatenante è stato sperimentato,
ma i risultati non hanno avuto nessun valore esplicativo.
Nell'ambito di altri esperimenti gli animali sono stati esposti
a campi magnetici permanentemente o a determinati intervalli.
Alcune indicazioni positive sono emerse in alcuni esperimenti,
ma non erano abbastanza chiare da confermare nessuna delle ipotesi.
Gli esperimenti non aiutano in nessun modo
a spiegare perchè alcuni studi epidemiologici rivelino
un aumento statisticamente significativo del rischio oncogeno.
Alcuni studi epidemiologici tuttavia sembrano convalidare il sussistere
di un legame tra i campi magnetici e l'insorgenza della leucemia
linfatica cronica. Alcune forme di cancro sono più comuni
in categorie di lavoratori esposti a campi magnetici. Vi può
essere un rapporto, ma le prove sono lungi dall'essere certe.
Gli esperti infatti segnalano che potrebbero essere in causa anche
altri fattori ambientali. Per quanto concerne i tumori del cervello
in generale, il gruppo orientativo è giunto alla conclusione
che una correlazione è plausibile, ma limitata.
Un possibile fattore
Nella sua valutazione conclusiva
il gruppo orientativo segue la classificazione dello IARC (International
Agency for Research on Cancer - Centro internazionale per le ricerche
sul cancro) che si suddivide in "possibile", "probabile"
o "accertato".
Gli esperti ritengono che i campi magnetici nell'ambiente di lavoro
possano avere un qualche effetto nello sviluppo della leucemia,
della leucemia linfatica cronica e dei tumori maligni del cervello,
ma non sono in grado di fare affermazioni sulla possibile connessione
con altri tipi di cancro.
Con la classificazione di "possibile" il gruppo orientativo
conclude che non è necessario introdurre ampie misure generali
per ridurre o eliminare i campi magnetici. Tuttavia può
essere opportuno prendere delle precauzioni per le categorie di
lavoratori esposte a dosaggi elevati.
(E' possibile contattare Dott. Ulf Bergqvist, Division of Neuromedicine, NIOH, Solna, tel. (+46) 8-730 9773) JANUS