Il dipartimento di Prevenzione di Reggio Emilia costituito dal Servizio di Igiene Pubblica, dal Servizio di Medicina Preventiva Igiene del Lavoro e dal Presidio Multizonale di Prevenzione, in collaborazione con l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Reggio Emilia, hanno sviluppato un progetto finalizzato:
1) alla conoscenza e valutazione del rischio rumore nell'ambiente discoteca, sia per i lavoratori che per gli utenti;
2) alla valutazione dell'impatto ambientale delle discoteche (inquinamento acustico);
3) all'acquisizione degli elementi utili alla progettazione ed esecuzione degli interventi finalizzati alla tutela dei lavoratori (D. Lgs 277/91), degli utenti (direttiva regionale 21/1/92) e dell'ambiente esterno (DPCM 1.3.91);
4) allo sviluppo di modelli di comunicazione sanitaria.
L'indagine è stata preceduta da una
fase conoscitiva del comparto, che ha previsto sopralluoghi non
formalizzati in 21 locali, la cui tipologia si inscrive nell'ambito
dei locali frequentati in prevalenza da giovani: birrerie, circoli
ricreativi, disco-bar e discoteche.
I sopralluoghi hanno consentito di abbozzare il profilo di rischio
del comparto e sono stati utili per affinare la metodologia di
intervento.
Contemporaneamente sono stati incontrati i gestori delle discoteche
ed i loro rappresentanti di categoria: è stato così
possibile prendere atto di una serie di considerazioni legate
soprattutto alle ragioni del mercato e della concorrenza.
Metodologia di intervento
Si è deciso di effettuare
un'indagine globale in ognuna delle sette discoteche del comune
di Reggio Emilia, strutturando gli interventi come segue:
- monitoraggio
in continuo del livello sonoro all'esterno;
- monitoraggio in continuo del livello sonoro in centro-pista;
- monitoraggio del livello sonoro nelle altre posizioni
utente
- monitoraggio ad intervalli regolari del livello sonoro
nelle postazioni di lavoro.;
- esecuzione di 216 audiometrie su utenti, prima e dopo
l'esposizione in discoteca;
- valutazione dei tempi di risposta a stimoli luminosi
e sonori su 106 utenti, prima e dopo l'esposizione in discoteca:
212 prove
distribuzione e raccolta di 7466 questionari all'ingresso dei
giovani in discoteca.
ASPETTI TECNICI: RISULTATI DEI RILIEVI E
CONSIDERAZIONI SULLE NORME
Monitoraggio in continuo del livello sonoro all'esterno
In sei delle sette discoteche del
comune capoluogo sono state eseguite misure esterne, con l'ausilio
di un mezzo mobile attrezzato con un analizzatore statistico B&K
mod. 4426 collegato ad una stampante alfanumerica B&K mod.
2312 ed all'unità microfonica per esterni B&K mod.
4921. Il microfono era posto ad un'altezza di 4 m dal suolo, ed
in posizione utile alla valutazione sia del rispetto dei limiti
imposti dal D.P.C.M. 1/3/91, sia del possibile disturbo del vicinato,
causato dalla musica e/o dal traffico indotto.
Le misure, della durata di 5 o 10 minuti, sono state ripetute,
continuamente, dall'ora di apertura all'ora di chiusura.
Monitoraggio in continuo del livello sonoro
in centro pista
Lo stesso tipo di misure eseguite
all'esterno è stato contemporaneamente condotto all'interno
dei locali discoteca: il microfono è stato posizionato
in centro pista in modo tale da non essere visibile, al fine di
non influenzare il comportamento degli utenti.
Per queste misure si è impiegato un fonometro in classe
1, della ditta Larson Davis mod. 700, con microfono posto ad un'altezza
compresa tra 3 e 3.5 m.
Nell'elaborazione dei risultati si è tenuto conto della
differenza tra i livelli rilevabili all'altezza del microfono
con quelli rilevabili ad 1,5 metri di altezza.
Le misure del livello sonoro del centro pista - che è la
sorgente di rumore predominante - sono servite come riferimento
sia per il Livello di Esposizione a rumore dei lavoratori e degli
utenti, sia per il disturbo generato dalla musica all'esterno.
Monitoraggio del livello sonoro nelle altre
posizioni utente
Allo scopo di definire per quanto
possibile correttamente il profilo di rischio degli utenti, sono
state eseguite misure di Laeq, di breve durata (5-10 minuti),
in posizioni diverse dalla pista: zona bar, zona "conversazione",
ecc. Queste misure sono state ripetute nei diversi momenti della
serata e sono state correlate al monitoraggio continuo del centro
pista. Sono stati utilizzati fonometri in classe 1 della ditta
B&K mod. 2231.
Monitoraggio del livello sonoro nelle postazioni
di lavoro
Le misure nelle postazioni di lavoro
(bar, guardaroba, cassa) sono state eseguite impiegando fonometri
in classe 1, della ditta B&K, mod. 2221 e 2222. Le misurazioni
venivano ripetute ad intervalli regolari durante tutto il turno
di lavoro.
E' stato possibile eseguire in maniera corretta la valutazione
dei Livelli di Esposizione dei lavoratori, anche in assenza del
monitoraggio in continuo nelle postazioni di lavoro, in quanto
l'andamento del livello sonoro della sorgente predominante (centro
pista) era tenuto costantemente sotto controllo.
Impatto ambientale
La durata di ogni singola misura,
sia all'interno sia all'esterno, è stata di cinque minuti;
sono stati rilevati oltre al Leq anche alcuni livelli percentili.
L'uso di questi dati ha consentito l'elaborazione di grafici che
correlano il livello sonoro in centro pista con il livello esterno.
L'impatto ambientale delle discoteche è determinato da
due fattori fondamentali: il rumore generato dalla musica e l'affluenza
di un numero generalmente elevato di utenti. Individuati questi
due fattori come le incognite della ricerca si è provveduto
ad eseguire le misure.
Il progetto dell'indagine non ha compreso la valutazione del criterio
differenziale previsto dal DPCM 1/3/91; tuttavia, la correlazione
dei livelli esterni con i livelli rilevati in centro pista ha
consentito di giungere ad interessanti considerazioni.
Fig. 1 - Esempio dell'andamento dei livelli
sonori all'interno ed all'esterno di una discoteca
In figura 1 è rappresentato il
confronto tra l'andamento dei livelli sonori all'interno (in centro
pista) e all'esterno. I rilievi sono stati eseguiti in continuo
(ad intervalli di 5 minuti) dall'ora di apertura all'ora di chiusura.
Appare evidente come l'infuenza della musica, misurata in centro
pista, non influenzi la linea che rappresenta la misura dell'inquinamento
acustico esterno. Infatti quest'ultima linea resta relativamente
stabile nonostante il netto incremento dell'intensità della
musica.
La situazione descritta è stata rilevata in tutte le discoteche
osservate tranne in un locale i cui gestori mantenevano aperta
un'uscita di sicurezza.
I risultati ottenuti consentono di affermare, in linea generale,
che la musica non contribuisce, come livello energetico, all'innalzamento
del rumore esterno; tuttavia è opportuno sottolineare come
la netta differenza in termini di frequenze e di ritmi tra la
musica ed il rumore esterno, spesso consente la percezione della
stessa da parte dei cittadini residenti, i quali, quindi, ne continuano
a lamentare il disturbo, anche se, come si diceva, in termini
di energia sonora, l'impatto della musica è trascurabile.
Al contrario la musica determina un aumento del rumore di fondo
qualora l'isolamento acustico dei locali non sia sufficiente.
E' poi opportuno segnalare che in questa indagine non sono state
prese in considerazione le discoteche all'aperto, il cui impatto
ambientale, in termini di inquinamento acustico, qualora non correttamente
ubicate, è estremamente rilevante.
I cittadini residenti in prossimità delle discoteche sono
soprattutto disturbati dall'elevata concentrazione di giovani,
che determina un massivo traffico indotto e comportamenti sociali
disturbanti sia in termini di inquinamento acustico (vociare,
schiamazzi, autoradio mantenute al massimo volume possibile, continue
accelerazioni delle autovetture, ecc.) sia, in alcuni casi, in
termini di atteggiamenti irrispettosi verso le persone e la proprietà.
L'applicazione del DPCM 1/3/91 "Limiti massimi di esposizione
al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno"
nel territorio comunale di Reggio Emilia è attualmente
nel regime cosiddetto "trasitorio" dell'art. 6.
Due discoteche sono ubicate in zona Esclusivamente Industriale;
tre sono in Centro Storico: "zona A" (e inevitabilmente
si tratta di fabbricati strettamente connessi ad edifici ad uso
residenziale, in due casi addirittura sottostanti civili abitazioni).
Solo una discoteca - fra tutte - non ha zone residenziali ("zone
B") adiacenti. Tant'è che tutti i locali reggiani
- nel tempo e senza esclusione - sono stati oggetto di segnalazioni
di disturbo inviate alle autorità da cittadini residenti
nei pressi.
I rilievi eseguiti all'esterno dei locali, ma sempre nelle vicinanze
(a volte nei pressi di abitazioni di cittadini che avevano lamentato
disturbo) evidenziano in tutti i casi esaminati il superamento
dei limiti di legge.
Tali superamenti, come si diceva, sono determinati dall'inquinamento
acustico indotto dall'elevata concentrazione di giovani, ma spesso
anche dal traffico ordinario.
Paradossalmente i risultati della nostra ricerca rendono la soluzione
del problema estremamente impegnativa; infatti se è possibile
tecnicamente ridurre il rumore proveniente dalla discoteca, riducendo
il volume della musica o migliorando l'isolamento delle strutture,
non è possibile con altrettanta facilità intervenire
sul rumore del traffico indotto, sul comportamento dei giovani
all'esterno della discoteca e sul rumore determinato dalla viabilità
ordinaria.
Risulta pertanto importante che gli enti ed i servizi deputati
al rilascio di autorizzazioni e licenze per nuovi locali valutino
attentamente, oltre alla localizzazione della discoteca, la localizzazione
dei parcheggi, le vie di accesso dei veicoli ed i percorsi pedonali
dai parcheggi all'ingresso, il tutto in relazione alla posizione
delle abitazioni circostanti.
Il discorso può essere esteso, con le dovute proporzioni
legate alla capienza, alle altre tipologia di locali frequentati
da giovani quali disco-bar, birrerie, circoli, ecc.
Per gli insediamenti esistenti il problema deve essere affrontato
attraverso interventi che prevedano una specifica regolamentazione
del traffico, unitamente alla creazione di parcheggi di adeguata
capienza e l'eventuale ricollocazione, più funzionale,
degli accessi alle discoteche. Nel caso le soluzioni sopra ipotizzate
non siano attuabili potrà risultare necessario prendere
in considerazione l'ipotesi, in tempi più o meno lunghi,
del trasferimento dell'attività.
Valutazione dell'esposizione al rischio
rumore dei lavoratori
I livelli di esposizione dei lavoratori
sono stati valutati con buona approssimazione; tuttavia ne è
possibile una sottostima poiché in diverse discoteche è
risultato, da informazioni assunte dagli utenti durante l'indagine
e dal confronto con le misure eseguite durante i sopralluoghi
preliminari, che il gestore manteneva livelli sonori in centro
pista più bassi del consueto.
Tab. 1 Livelli di Esposizione Personale
giornaliera a rumore dei lavoratori nelle varie discoteche (valori
espressi in dBA)
| DISCOTECHE | A | B | C | D | E | F | G |
| Laeq pista | 104.2 | 106.8 | 100.3 | 103.2 | 100.5 | 103.0 | 96.8 |
| BAR 1-d<2 m pista | 89.9 | 93.1 | 84.2 | 84.9 | 88.8 | 93.3 | 80.0 |
| BAR 2-d<m pista | 89.9 | 93.1 | 84.2 | 84.9 | 88.8 | 93.3 | 80.0 |
| BAR3 - Piano rialzato | 89.8 | 83.8 | 86.0 | 79.9 | 86.5 | -- | -- |
| CASSA | 87.0 | 88.0 | 83.5 | 84.9 | 76.0 | 90.2 | 73.3 |
| GUARDAROBA | 85.8 | 81.9 | 75.0 | 76.0 | 76.0 | 88.9 | 73.3 |
Come si desume dalla tabella seguente, il 36%
dei lavoratori è esposto a Lepd compresi tra 85 e 90 dBA,
ed il 28% a Lepd superiori a 90 dBA.
Tab. 2 - Distribuzione percentuale dei lavoratori
nelle varie fasce di rischio previste dal D.Lgs. 277/91
| Lep,d<80 dBA | Lep,d<80÷85 dBA | Lep,d 85÷90 dBA | LEP, d>90 dBA |
| 10% | 26% | 36% | 28% |
Per la valutazione si è presa in considerazione
l'esposizione giornaliera, in ottemperanza alle previsioni dell'art.
41 comma 2, dell'art. 44 e dell'art. 46 comma 2 del Dlgs. 277/91.
Indubbiamente il livello di rischio da esposizione a rumore per
i lavoratori delle discoteche è elevato ed il Dlgs. 277/91
impone l'assunzione di provvedimenti di riduzione del rischio.
Diverse possono essere le misure per ridurre l'esposizione a rumore.
Innanzitutto è da privilegiare, come indicato dal citato
D.Lgs, la riduzione del rumore alla fonte. Questo intervento è
tuttaltro che difficile: è sufficiente infatti ridurre
il grado di amplificazione degli altoparlanti.
Le ragioni che contrastano la radicalità dell'intervento
sono da ricercarsi nelle esigenze del mercato e della concorrenza.
Nelle discoteche sono comunque possibili anche altri tipi d'intervento
di bonifica, che consentono di ridurre l'esposizione dei lavoratori
e che al tempo stesso permettono di mantenere un volume sufficiente
per ballare in centro pista; ci si riferisce ad esempio all'ottimizzazione
della posizione degli altoparlanti che, concentrando l'energia
acustica in centro pista, ne limita la diffusione nel resto del
locale.
Allo stesso fine è indicato rivestire con materiali fonoassorbenti
le pareti ed il soffitto, e creare barriere acustiche che delimitino
spazi.
Ulteriori miglioramenti possono essere raggiunti analizzando separatamente le singole mansioni.
| BAR | I bar devono essere posizionati lontano dalla pista e/o essere protetti da strutture schermanti. La parete alle spalle del personale deve essere in materiale fonoassorbente. E' utile installare una struttura fonoisolante e fonoassorbente che delimiti superiormente l'apertura verso il pubblico. |
| CASSE | Devono essere posizionate lontano dalla pista e poste all'interno di cabine; le pareti delle cabine dovranno essere fonoisolanti e, le superfici interne non vetrate, fonoassorbenti. L'apertura verso il pubblico deve essere ridotta al minimo. |
| GUARDA-ROBA | La soluzione migliore è la collocazione del guardaroba in un locale separato. Qualora ciò non sia possibile si dovranno prevedere strutture schermanti e trattamenti di fonoassorbimento. |
| DISC JOCKEY | Sono probabilmente i lavoratori più a rischio in quanto la loro postazione di lavoro è, in genere, adiacente alla pista. Questi inoltre devono ascoltare con spie il brano musicale trasmesso in pista, e contemporaneamente devono ascoltare in cuffia, a volume ancor più elevato, il brano da trasmettere successivamente. |
| Una soluzione vantaggiosa è rappresentata dalla possibilità di allestire una cabina vetrata, con la parte superiore delle pareti ed il soffitto rivestite di materiale fonoassorbente. Riducendo il livello di rumore che giunge dalla pista può esserer mantenuto a livelli accettabili anche il volume degli amplificatori collocati in cabina e delle cuffie utilizzate per il preascolto. La tutela di questi operatori deve essere attuata nonostante si tratti in genere di lavoratori autonomi. |
Valutazione dell'esposizione al rischio
rumore dei frequentatori di discoteche
La legislazione nazionale non prevede
limiti di riferimento per l'esposizione a rumore di chi frequenta
le discoteche.
La Regione Emilia Romagna, con la direttiva n. 56 del 21.1.92,
colma questa lacuna stabilendo che nelle discoteche debbano essere
rispettati i criteri fissati dal Dlgs 277/91.
Con la circolare n. 11/92 l'Assessorato alla Sanità fornisce
l'interpretazione del deliberato circa i livelli massimi di esposizione
a rumore nelle discoteche: "Tale indicazione si ritiene rispettata
se il livello di esposizione di qualsiasi persona che sia presente
continuativamente per l'intero periodo della manifestazione all'interno
non superi i 90 dBA espressi in livello continuo equivalente (Leq)".
Un'univoca interpretazione fornita da un gruppo di lavoro costituito
da operatori dei PMP di Ravenna, Rimini, Forlì e Ferrara,
propone, per l'applicazione della direttiva regionale, una metodica
di misura e valutazione dell'esposizione degli utenti che prevede
la misura del Laeq (livello equivalente ponderato A) per l'intera
durata della manifestazione (intero periodo di apertura del locale)
e nella posizione più rumorosa: tale valore, rapportato
alle 8 ore (Lep day secondo il Dlgs 277/91) non deve superare
il limite di 90 dBA.
Per le considerazioni successive vale la pena sottolineare che
il centro pista nel suo complesso non è il luogo più
rumoroso: i livelli sonori più elevati sono riscontrabili
nelle porzioni di pista sottostanti gli altoparlanti (2-3 decibel
superiori al centro pista).
Nella tabella 3 vengono riportati:
| - colonna 1: | i Livelli equivalenti di dBA misurati in centro-pista per le 3 ore circa durante le quali la musica è mantenuta a livelli elevati (coincidente con il momento clou della serata). |
| - colonna 2: | i Livelli equivalenti in dBA misurati, in centro-pista, per l'intero periodo di apertura |
| - colonna 3: | i corrispondenti Lep day calcolati secondo il metodo indicato dagli operatori dei PMP (sopra descritto). |
Tab. 3
| Locale | 1
Laeq 3 ore (a regime) | 2
Laeq intera serata | 3
LEP, day |
| A | 104.2 | 102.5 | 101.3 |
| B | 106.8 | 105.7 | 104.5 |
| C | 100.3 | 99.5 | 98.3 |
| D | 103.2 | 100.9 | 99.7 |
| E | 100.5 | 99.7 | 98.5 |
| F | 103.0 | 100.7 | 99.5 |
| G | 96.8 | 94.9 | 93.7 |
E' possibile che molti dei livelli sonori riportati
nella tabella siano sottostimati, in quanto, come si diceva in
altra parte, alcuni gestori delle discoteche, nelle serate in
cui sono state eseguite le misure, hanno probabilmente tenuto
il volume della musica più basso del solito. Misure estemporanee,
eseguite all'insaputa dei gestori, in serate precedenti l'indagine,
hanno consentito di accertare che, in molte discoteche, il livello
del volume della musica è, nel periodo a regime,
intorno ai 106 - 108 dBA, quindi mediamente più alto rispetto
a quello registrato nelle serate in cui ufficialmente è
stata condotta l'indagine.
In tutte le discoteche del Comune di Reggio Emilia i risultati
(riportati in tabella) sono ben lontani dal limite dai 90 dBA
indicato dalla Regione.
In pratica risulta difficilmente applicabile questo limite, almeno
secondo l'interpretazione sopra riportata, basti, a questo proposito
ricordare che i livelli equivalenti misurati in disco-bar affollati,
con la musica mantenuta ad un volume relativamente basso, sono
risultati pari a 91-93 dBA.
I livelli equivalenti misurati in locali in cui il tipo di intrattenimento
musicale non prevede generi particolarmente rumorosi (ballo liscio)
sono risultati pari a 97 dBA.
Probabilmente, il voler tutelare anche l'improbabile giovane che
va in discoteca cinque sere la settimana, restandoci dall'ora
di apertura a quella di chiusura, e che permane sempre nel punto
più rumoroso, porta ad una norma talmente severa da restare
inapplicata, nonostante gli elevati livelli di esposizione riscontrati.
La metodica di sorveglianza proposta dai PMP sopra indicati, in
applicazione alla norma emanata dalla Regione E.R., secondo il
nostro avviso rende praticamente irrealizzabile il controllo fiscale.
Prevedendo la metodica di sorveglianza misure in continuo per
tutta la durata della manifestazione, può essere facilmente
elusa, da parte del gestore; il quale può mantenere il
volume della musica al livello desiderato, senza che sia possibile
opporgli alcuna osservazione.
Ipotesi della reale esposizione degli utenti
La valutazione del rischio deve essere fondata su elementi per
quanto possibile concreti. A questo proposito, dall'esperienza
del lavoro svolto nel corso dell'indagine e dall'elaborazione
dei questionari ci si è resi conto che:
- la musica
viene mantenuta "a regime" per circa 3 ore, ed è
il periodo della serata in cui i giovani ballano;
- i livelli della musica nelle altre zone delle discoteche,
quali ad es. zone bar, ecc., sono inferiori rispetto al centro
pista di almeno 10 dBA;
- la maggioranza dei giovani frequenta le discoteche per
non più di 2 volte la settimana, rimane nel locale per
3 ore; di queste 2 le passa in pista a ballare ed 1 al bar o in
altre zone.
Utilizzando la metodica prevista dal Dlgs 277/91, e utilizzando i parametri di esposizione sopra riportati, è possibile effettuare i seguenti calcoli, che rapportano l'energia sonora assorbita dall'utente su base settimanale (Lep week).
Leq della serata (3 ore) = 106 dBA per 2 ore + 96 dBA per 1 ora = 104,5 dBA
Lep day (8 ore) = 104,5 dBA per 3 ore su 8 ore = 100 dBA
Lep week (40 ore) = 100 dBA per 16 ore (2 giorni) su 40 ore (5 giorni) = 96 dBA
Secondo il gruppo di lavoro questo calcolo esprime la più probabile esposizione degli utenti. Il risultato è comunque così elevato che impone l'esigenza di una regolamentazione del settore.
Proposta di valutazione e regolamentazione
del rischio del rumore nelle discoteche
La diminuzione dei livelli della
musica, tecnicamente, non presenta alcuna difficoltà, ma
si scontra con l'esigenza di ballare e con i bisogni di circa
la metà dei giovani che vorrebbero la musica a livelli
elevatissimi. Per poter ballare è necessario che la musica
sovrasti nettamente il rumore di un ambiente affollato, e secondo
i gestori delle discoteche non si può scendere al di sotto
dei 100 dBA in centro-pista.
Ipotizzando un limite di 100 dBA misurati come Laeq di breve durata (20 secondi) in centro-pista a regime - poiché la musica per definizione è a livelli variabili -, il Laeq per l'intero periodo a regime (3 ore circa) sarà di 98 dBA.
utilizzando gli stessi dati temporali del calcolo dell'esposizione reale si ha:
Leq della serata (3 ore) = 98 per 2 ore + 88 per 1 ora = 96,5 dBA
Lep day (8 ore) = 96,5 per 3 ore su 8 ore = 92 dBA
Lep week (40 ore) = 92 dBA per 16 ore su 40 (2 giorni su 5) = 88 dBA
Tenendo presente che la maggioranza dei giovani
frequenta le discoteche per non più di 4 o 5 anni complessivamente,
la tutela che si offre agli utenti, con un Lep week di 88 dBA,
è probabilmente paragonabile alla tutela offerta ai lavoratori
con un Lep di 85 dBA per 20-40 anni.
E' importante notare che l'adozione di un limite massimo di breve
durata rende possibile il controllo fiscale; è possibile
infatti eseguire alcune misure prima che il gestore abbia il tempo
di diminuire il volume della musica.
La proposta di fissare un limite massimo, valutato su un tempo
breve, permette al gestore di tutelarsi rispetto a comportamenti
anomali del D.J. E' infatti possibile installare appositi limitatori
di amplificazione.
E' evidente che diminuendo a 100 dBA il livello massimo in centro
pista, risulterà molto più semplice eliminare l'eventuale
disturbo causato dalla musica al vicinato e risulteranno notevolmente
ridotti i livelli di esposizione per i lavoratori delle discoteche.
Non è trascurabile anche la considerazione che un limite
massimo di 100 dBA in centro pista possa essere accettato dai
giovani: sarebbe così scongiurato il pericolo di migrazioni
in altre province o regioni, con aggravio del rischio stradale.
La nostra proposta non ha certo la presunzione di garantire la
tutela della totalità dei giovani, tuttavia la riduzione
dell'esposizione di circa 10 dBA, nelle situazioni peggiori, è
un risultato del tutto soddisfacente.
ASPETTI SANITARI: ANALISI E COMUNICAZIONE DEL RISCHIO
Stato di salute dei lavoratori espositi
a rischio rumore in discoteca
La valutazione del rischio rumore
cui sono esposti i lavoratori delle discoteche è fortemente
limitata da due ordini di fattori: la brevità dell'impiego
e l'occupazione di parte di questi lavoratori, durante la giornata,
in attività industriali.
Per questi motivi è difficile individuare un esatto profilo
di rischio della popolazione esaminata ed applicare a questa strumenti
statistici che consentano una valutazione poriettiva del danno.
Tuttavia la valutazione dell'esposizione deve essere condotta
con rigore e precisione. Alla stregua del lavoro stagionale il
Lep va determinato all'interno del periodo di effettiva occupazione
ed in riferimento alla situazione ricorrente a massimo rischio.
Si rimanda a questo proposito la tabella 1, già citata
in altra parte del testo.
I lavoratori esaminati si distribuiscono nelle
fasce di rischio riportare in figura 1.
Fig. 2 - Distribuzione percentuale dei lavoratori
nelle varie fasce di rischio previste dal D.Lgs. 277/91
L'esposizione a rumore dei lavoratori in discoteca
è rilevante (il 28% degli operatori è esposto a
Lep,d superiore a 90 dBA, il 36% a Lep, tra 85-90 dBA).
L'esposizione a rumore è naturalmente più elevata
per gli addetti a postazioni lavorative collocate in prossimità
del centro pista.
Al fine di esemplificare in maniera evidente l'andamento del Livello
di Esposizione Personale via via che ci si allontana dal centro
pista si è costruita la curca riportata in figura 3.
I livelli di Esposizione Personale sono stati
misurati in una discoteca in cui le diverse postazioni lavorative
erano collocate a distanze progressivamente maggiori dal centro
pista.
Fig. 3 - LEP, d misurati in diverse postazioni
lavorative nella stessa discoteca a distanze progressive dal centro
pista

Ripresi alcuni elementi utili a definire il
livello di esposizione a rumore dei lavoratori della discoteca
è necessario passare all'analisi del loro stato di salute.
Lo stato di salute dei lavoratori, per quanto riguarda il rischio
rumore, è stato indagato mediante visita medica ed esame
audiometrico (condotto in cabina silente, avente i requisiti indicati
dal D.Lgs 277/91).
I lavoratori sottoposti ad accertamenti sanitari sono stati 92,
di cui 34 femmine (età media 30 anni D.S. 9; anzianità
a rischio rumore 5.6 anni D.S. 5.8) e 58 maschi (età media
30.7 anni, D.S. 11.6; anzianità a rischio rumore 8.2 anni,
D.S. 8.5). L'anzianità a rumore tiene conto dell'esposizione
totale e non soltanto dell'esposizione a rumore in discoteca.
Nel campione esaminato 34 lavoratori (pari al 37% del totale) presentano alterazioni dell'organo dell'udito. In questi soggetti è stata registrata una soglia superiore a 25 dBA, anche per un solo orecchio, nelle frequenze più tipiche del danno da rumore.
Utilizzando il metodo della classificazione degli audiogrammi secondo la metodica Merluzzi, integrandola con il criterio dell'orecchio migliore e quindi considerando come normali tutti i casi che presentano un danno ad un solo orecchio, è possibile individuare rispettivamente 20 maschi e 3 femmine con tracciati audiometrici classificabili come ipoacusia da rumore (Fig. 4).
L'integrazione proposta determina una sottostima
del danno, tuttavia consente di apprezzare in maniera più
diretta il dato.
Fig. 4 - Classificazione degli audiogrammi
secondo la metodica proposta da F. Merluzzi

L'osservazione dell'audiogramma medio (Figura
5), comprendente entrambi i sessi, evidenzia l'andamento caratteristico
dell'ipoacusia da rumore: la soglia media più elevata è
quella rilevata ai 6 Khz.
Fig. 5 - Audiogramma medio: 100% del campione
Esaurita la fase dell'indagine diretta alla
valutazione dei tracciati audiometrici è opportuno passare
alla valutazione degli altri effetti del rumore.
Di particolare interesse è l'incidenza degli acufeni; questa
fastidiosa sensazione interessa circa il 20.5% degli esposti,
e persiste, nel 5% dei casi, anche oltre il riposo notturno.
Tra gli effetti extrauditivi del rumore particolare rilevanza
assumono l'ipertensione arteriosa che è stata riscontrata
nel 20% degli esposti (il dato è rilevante se rapportato
alla giovane età media degli esposti) e le modificazioni
delle performance compartamentali, riscontrate nel 31% degli esposti.
La correlazione tra i livelli di esposizione a rumore e gli effetti (uditivi ed extrauditivi) da questo determinati sui lavoratori, indica il comparto discoteche come un settore ad elevato rischio per quanto riguarda l'inquinamento acustico.
Diventa perciò imperativo il dettato dell'art. 41 comma 1 del Dlgs 277/91:
"Il datore di lavoro riduce al minimo, in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, i rischi derivanti dall'esposizione al rumore, mediante misure tecniche, organizzative e procedurali, concretamente attuabili, privilegiando gli interventi alla fonte".
Il datore di lavoro ha cioè l'obbligo di intervenire privilegiando gli interventi tecnici alla fonte e quindi riducendo prioritariamente il livello di amplificazione della musica.
Ciò premesso, risulta evidente la peculiarità del comparto in esame, non vi è alcun ostacolo di tipo tecnico alla riduzione del rumore, per cui, questo agente, deve essere ridotto fino a livelli di assoluta sicurezza.
Gli ostacoli alla riduzione della musica-rumore sono però naturalmente presenti e sono di origine economico-produttiva. Secondo alcuni commentatori, tali valori sono sottesi all'enunciato formulato nel citato comma 1 art. 41 Dlgs 277/91, in altre parole secondo questi la salute potrebbe essere subordinata a considerazioni meramente economiche o produttive.
Questa lettura non è condivisibile,
il responsabile legale di una discoteca, non potendo invocare
valutazioni economico-produttive, deve ridurre il rumore in quanto
l'inquinante è concretamente riducibile mediante misure
tecniche (riduzione dell'amplificazione dei suoni).
La letteratura scientifica non fissa in maniera univoca valori
di soglia per il rumore. L'edizione 1993-1994 dei valori limite
di soglia per sostanze chimiche ed agenti fisici dell'ACGIH (supplemento
al volume 19 n. 1 gennaio 1994 del giornale degli Igienisti Industriali)
fissa il TLV per il rumore in 85 dBA per un'esposizione giornaliera
pari a 8 ore.
Questo limite dovrebbe tutelare il 90% della popolazione esposta
al danno uditivo inteso come innalzamento medio della soglia uditiva
superiore a 25 dB calcolati come media aritmetica sulle frequenze
di 500-1000-2000 Hz (ANSI-S 3.6-1969).
Anche nell'avviso di proposta di modifica,
riportato nell'edizione citata, il TLV del rumore per 8 ore/die
resta fissato in 85 dBA.
A questo punto della discussione è necessario formulare
una proposta che tenga conto dell'assoluta necessità giuridica
di tutelare i lavoratori, e che consenta al contempo la prosecuzione
dell'attività.
E' nostro avviso che nelle discsoteche di Reggio Emilia, la cui attività si sviluppa al massimo in tre serate lavorative, possa essere accettato un livello di esposizione personale giornaliero dei lavoratori pari o inferiore a 85 dBA. Inoltre, al fine di cogliere per tempo l'aggravarsi di condizioni preesistenti o l'insorgere di alterazioni in individui particolarmente suscettibili (il 10% della popolazione non è protetta a livello del valore limite di soglia di 85 dBA per 8 ore per più giorni alla settimana), visto l'art. 44 punto 4 del Dlgs 277/91, si auspica che il medico competente, sollecitato dai lavoratori, estenda il controllo sanitario anche ai lavoratori la cui esposizione quotidiana personale sia compresa tra 80 dBA e 85 dBA.
Stato di salute dei frequentatori
La partecipazione dei frequentatori
delle discoteche alla ricerca è stata ampia e costruttiva.
I giovani oltre alla compilazione accurata dei questionari loro
somministrati hanno aderito massivamente alla fase strumentale
della ricerca.
Prima dell'ingresso in discoteca e successivamente all'uscita,
sono stati sottoposti ad esame audiometrico 108 soggetti (65 maschi
e 43 femmine, aventi un'età media di 21 anni, D.S. 3) al
fine di verificare il livello di fatica uditiva sviluppato in
seguito all'esposizione a musica ad alto volume.
Il confronto tra l'audiogramma medio per entrambi gli orecchi,
misurato prima dell'ingresso e quello misurato dopo l'uscita,
evidenzia un innalzamento simmetrico del livello di soglia uditiva,
la cui morfologia è caratteristica della fatica uditiva.
Tab. 4 - Audiogramma medio, confronto tra
i livelli medi misurati prima e dopo l'esposizione alla musica
rumore in discoteca
| Frequenze | 500 | 1000 | 2000 | 3000 | 4000 | 6000 | 8000 |
| Livelli media riposo | 6 | 2.9 | 1.5 | 2 | 2.8 | 2 | 2 |
| D.S. | 4 | 4 | 4.6 | 5.8 | 6.7 | 6.6 | |
| Livelli medi dopo espos. discoteca. | 12.5 | 9.5 | 10 | 15.7 | 20.4 | 15 | 10 |
| D.S. | 5 | 5.4 | 6.4 | 8.5 | 9.9 | 8.4 |
Il confronto è meglio evidenziato in
figura 6 in cui sono poste a confronto le curve ricavate
dai due audiogrammi medi.
Fig. 6 - Confronto tra l'audiogramma medio
registrato prima dell'ingresso in discoteca e dopo l'uscita
Come per i lavoratori il disturbo soggettivo
più frequentemente lamentato è rappresentato dagli
acufeni; questi in alcuni casi hanno una tale intensità
da disturbare il riposo notturno. Gli acufeni i definiscono sensazioni
di suono o rumore non determinati da stimoli acustici provenienti
dall'ambiente esterno. Il livello di esposizione al quale sono
sottoposti i giovani in discoteca giustifica l'innalzamento della
soglia uditiva e la comparsa degli acufeni.
In altra parte della relazione sono citati diversi metodi di calcolo
dell'esposizione a rumore, che correlando dati obiettivi riferiti
alla durata dell'esposizione a rumore in discoteca in termini
di ore e di accessi settimanali, ai Laeq misurati in centro pista
e in altre zone del locale dimostrano come l'esposizione dei giovani
al rumore sia pericolosamente elevata.
Il Lep,w calcolato nel modo meno tutelante: due ore di esposizione
pari al centro pista, un'ora pari al livello medio delle zone
bar e 37 in assenza di qualsiasi esposizione a rumore (situazione
di rischio che coincide, nel suo complesso, con un unico accesso
settimanale in discoteca) evidenzia, agli attuali livelli di centro
pista, un'esposizione a rumore estremamente elevata (tabella
3).
Tab. 5 - Livelli di Esposizione Personale
giornalieri e settimanali degli utenti a diversi Laeq misurati
in centro pista nelle 7 discoteche del Comune di Reggio Emilia
| Locale | Laeq centropista | LEP,w |
| A | 104.2 | 91.3 |
| B | 106.8 | 93.9 |
| C | 100.3 | 85.7 |
| D | 103.2 | 90.2 |
| E | 100.5 | 87.8 |
| F | 103 | 90.3 |
| G | 96.8 | 84.1 |
Il livello di esposizione personale settimanale
di un cittadino che accede alla discoteca una sola serata alla
settimana è nettamente superiore al livello equivalente
che assume un lavoratore in 40 ore settimanali in un'azienda fortemente
rumorosa!
Qualora l'abitudine a frequentare le discoteche si protragga per
qualche anno la quantità di energia sonora assorbita dall'utente
è impressionante.
Utilizzando una tabella che pone in relazione il livello equivalente
in dBA, gli anni di esposizione e la percentuale di sordità,
è possibile prevedere che gli utenti di una discoteca,
il cui livello medio in centro pista è pari a 106 dBA,
diverranno il 7% ipoacusici dopo 5 anni di esposizione ed il 17%
dopo 10 anni.
Non sono tuttavia allarmanti soltanto gli effetti diretti sull'organo
dell'udito (sopratttuto perchè l'abitudine a frequentare
le discoteche si esaurisce o comunque si attenua in qualche anno),
ma in particolar modo preoccupano gli effetti extrauditivi. Ci
si riferisce agli effetti sul sistema neurovegetativo (vasocostrizione
periferica, aumento della tensione muscolare e della pressione
del liquor), sull'apparato visivo (diminuzione della capacità
di apprezzare la profondità, riduzione del campo visivo
per il rosso, deterioramento della visione notturna) e sull'attività
cerebrale (aumento degli infortuni in ambienti rumorosi).
Secondo alcuni Autori gli effetti pericolosi del rumore sul sistema
vegetativo si sviluppano per esposizioni comprese fra 90 e 93
dBA.
Centosei soggetti sono stati sottoposti, prima dell'ingresso in
discoteca e successivamente all'uscita, alla valutazione dei tempi
di reazione medi agli stimoli luminosi ed acustici, utilizzando
un apposito strumento.
Il campione, come si diceva, era costituito da 106 soggetti di
cui 62 maschi e 44 femmine aventi un'età media di 21 anni
D.S. 3.93.
I risultati delle misure, espresse in centesimi di secondo, non
hanno consentito di verificare differenze significative tra i
tempi di reazione misurati prima e dopo la discoteca.
E' così possibile affermare che, nel campione esaminato,
la capacità di rispondere a stimoli esogeni non si modifica
in seguito alla frequentazione della discoteca. La reazione si
compie mediamente entro 19 centesimi di secondo per lo stimolo
luminoso e 16 centesimi di secondo per lo stimolo sonoro.
Contemporaneamente al calcolo dei tempi di reazione è stato
misurato il numero di errori commessi, in altre parole è
stato calcolato il numero di volte che il soggetto ha risposto
a stimoli inesistenti. Dopo la permanenza in discoteca vi è
stato un aumento delle risposte incoerenti rispetto agli stimoli.
La differenza è risultata statisticamente significativa
soltanto per il campione femminile e per lo stimolo sonoro (chi
al quadrato = 5.28 p 0.02).
Non è possibile trarre conclusioni su questo dato. E' possibile
al contrario formulare alcune considerazioni sul livello di inquinamento
acustico. Non esistono a questo proposito alternative rispetto
alle soluzioni da percorrere, bisogna ridurre il volume della
musica.
Spesso in opposizione a questa necessità, sono state richiamate
le ragioni del mercato, secondo alcuni una riduzione del volume
della musica svuoterebbe la discoteche.
Ad una lettura più attenta le ragioni del mercato non sembrano
poi così forti come si vuol credere: circa la metà
degli utenti giudica la musica troppo alta. Tra coloro che ritengono
che la musica non sia troppo alta sono individuabili in massima
parte i frequentatori più giovani. E' questo un problema
rilevante di comunicazione del rischio. A questo proposito è
importante individuare strategie comunicative che consentano di
modificare, migliorandolo, questo bisogno dei più giovani.