LA GESTIONE NATURALISTICA DELLE AREE SILVESTRI
Convegno di Pisa del 12 aprile 1996

Il dibattito sui criteri da applicare alla gestione del bosco appassiona indubbiamente sia i fruitori che gli operatori privati e pubblici.
Tra le priorità, la funzione sociale del bene forestale, intesa come preservazione e conservazione dell'ambiente che capacità di soddisfare i bisogni sociali, amplia notevolmente il campo dei fattori da tenere in considerazione nell'orientare le modalità applicative delle pratiche in bosco.
In effetti, qualora si confrontino sul tema etnie culturali empiriche e teoretiche, si evidenzia una piattaforma di prospettive gestionali che tendono "naturalmente" a eludersi poichè la percezione di differenti livelli di utilizzo concerta le difficoltà a intraprendere una linea comune di azione, al punto da proporre "posizioni" oltranziste qualora si dettino esigenze pratiche di gestione senza un linguaggio universale o perlomeno riconducibile a bisogni specifici.
Il bosco, bene dotato di animo pubblico/privato a interesse collettivo, in un'area come quella italiana evoluta secondo una crescita urbana della "città senza confini", risente altresì, delle frizioni di un "territorio aperto" soggetto allo spostamento dei limiti della città.
Quale estrema periferia sottoposta a perdite d'identità sia strutturale che di paesaggio, il bosco evidenzia le conseguenze di un urbanesimo monocentrista che non ha trovato l'interlocutore equiparato nella pianificazione ecologica del territorio, e che oggi propone l'interrogativo di come far uscire dalla precarietà di non luogo le aree rurali, in modo da superare la semplice demarcazione politica fra due stati d'uso del territorio, cioè urbano e rurale, mediante il recupero del tessuto colturale e l'efficienza tecnica nelle pratiche.
I temi della biodiversità, e dell'applicabilità di sistemi integrati di produzione alla filiera bosco, sono quindi elementi di dialogo basilari alla definizione del ruolo del bosco nella società contemporanea, giustappunto come elemento in grado di mediare l'umanità dei luoghi al naturalismo ambientale, e quale interfaccia rurale (assieme al comparto agricolo) da connettere alla città.
L'esigenza di favorire la nascita di un dialogo "aperto" senza preconcetti o posizione dommatiche, tra "chi sul territorio opera e da questo trova sostentamento" e le categorie professionali e scientifiche, ha portato alla costituzione della Associazione Italiana Foresta Mediterranea, patrocinata dalla francese Fôret Méditerranéenne, e al progetto di realizzare in ottobre una Associazione Internazionale per la cooperazione e lo sviluppo di una cultura ambientale europea rinnovata, con il fine precipuo della valorizzazione degli spazi naturali e forestali mediterranei.
A delineare il carattere della neo associazione, è stato organizzato in Pisa il 19 aprile 1996, con il patrocinio dell'Ente Parco Migliarino S. Rossore, un convegno sulla "Gestione Naturalistica delle Aree Silvestri" moderato dal Prof. Ervedo Giordano.
Sul tema, scelto appositamente per il disagio e la difficoltà nel definire una linea di condotta oggettiva, si sono confrontati relatori provenienti da esperienze di gestione in Parchi e Riserve naturali, docenti universitari, dirigenti di amministrazioni pubbliche e imprenditori privati, in modo da concertare e stimolare, attraverso contributi scientifici ed esempi di gestione, un dibattito propositivo quale fine auspicato.

Per informazioni:
Dr.i Lisa Barsi Stefano Mengoli c/o - Studio Progettazione Ambiente
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