IL SUOLO EUROPEO E' DESTINATO A SPARIRE?
a cura di Christian Yerlès

Allarme degli scienziati: in talune regioni le perdite di suolo sono dieci volte superiori alla percentuale massima accettabile.

Contesto
In una trentina d'anni l'agricoltura europea è divenuta altamente produttiva. La meccanizzazione e il crescente ricorso a fertilizzanti e pesticidi hanno prodotto una serie di gravi squilibri ambientali, dei quali l'inquinamento della falda freatica è certamente il più noto e deprecato. La degradazione dei suoli è un'altra di queste conseguenze negative, ma, forse perchè ci riguarda in modo meno diretto, se ne parla poco. Eppure, in talune regioni agricole, sia nel nord che nel sud dell'Europa, il dilavamento asporta ogni anno circa 10 tonnellate di sedimenti per ettaro di terreno. A medio termine, non sarà minacciato soltanto il valore di queste terre, ma anche l'equilibrio degli ecosistemi interessati.
La ricerca in questo campo è iniziata negli Stati Uniti nella metà degli anni '30. Nel 1965, gli scienziati americani hanno sviluppato l'"Equazione universale di perdita del suolo", (procedimento USLE, Universal Soil Loss Equation). L'equazione, largamente utilizzata per studi prospettivi sul declino della produttività dei terreni, è stata progressivamente perfezionata, per essere poi sostituita da modelli più efficienti. Importati in Europa, tali modelli hanno costituito per anni la base di lavoro dei ricercatori, che si limitavano ad applicarli al contesto europeo. I risultati sono stati poco convincenti. Solo nel 1986, a seguito di un congresso organizzato a Bruxelles sulla valutazione e la modellizzazione dell'erosione, gli scienziati europei hanno deciso di unire i loro sforzi per creare un modello specifico per l'Europa.

Ricerca
Il lavoro, condotto da un gruppo di 24 scienziati di 8 paesi europei, è stato ripartito su sei anni. L'obiettivo fondamental del progetto EUROSEM (European Soil Erosion Model) era rappresentato dallo sviluppo e dalla convalida di una procedura per misurare il tasso di erosione dei terreni che permettesse di valutare l'efficacia delle misure di protezione dei suoli. La peculiarità del progetto risiede nella volontà di creare un prodotto europeo, ossia un prodotto adeguato e rispondere alle condizioni (climatiche, pedologiche, oroidrografiche, ecc.) ed ai metodi colturali specifici dell'Europa. In un primo tempo i ricercatori hanno realizzato una descrizione matematica pertinente dei differenti fenomeni fisici che intervengono nei processi d'erosione (modellizzazione). In seguito, essi hanno paragonato le risposte fornite dal modello a quelle rilevate nella letteratura scientifica ed hanno accertato che i risultati fossero plausibili e razionali.
Un'altra fase fondamentale del progetto consisteva nella convalida del modello, mediante la verifica della sua coerenza costante con le osservazioni ottenute sul campo. Per l'osservazione sono state scelte varie località particolarmente colpite dell'erosione (in particolare in Spagna, in Italia e in Gran Bretagna) e i risultati sono stati paragonati a quelli forniti dal modello. D'altro canto, EUROSEM è stato appositamente concepito per valutare gli effetti delle misure di protezione del suolo sul processo d'erosione. I ricercatori hanno dimostrato, con applicazioni teoriche, l'importanza della copertura vegetale come mezzo di lotta contro la degradazione dei terreni agricoli.

Risultati
Attualmente EUROSEM è operativo e di dominio pubblico. All'avanguardia della ricerca, questo modello dinamico è previsto per simulare l'erosione di un suolo nonchè il trasporto e il deposito dei sedimenti in superficie, durante un rovescio locale e per brevi fasi successive (di un minuto per esempio). Il modello può essere applicato sia ad una parcella di terreno che ad un bacino idrografico di piccole dimensioni. Per ciascun rovescio, EUROSEM determina il volume totale di dilavamento e di terreno perduto, nonchè l'idrografia e la sedigrafia dell'acquazzone (ripartizione nel tempo del deflusso e della concentrazione dei sedimenti).
Paragonato ad altri modelli dello stesso tipo, EUROSEM presenta caratteristiche esclusive. Può, tra l'altro, modellizzare le interazioni tra i calanchi e le superfici comprese tra questi e descrive più precisamente gli effetti moderatori della vegetazione sui processi erosivi.
Nel corso del progetto è stata raccolta in Europa una grande quantità di dati, in condizioni variabili. I test di convalida condotti su questa base sono risultati ampiamente soddisfacenti, sia per la predizione del dilavamento che della perdita di suolo.
Alcune applicazioni destinate a valutare le misure di protezione dei terreni si sono rivelate particolarmente istruttive. In particolare, il volume di dilavamento e di sedimenti generato su una pendenza teorica di 90 metri è stato paragonato a quello generato su una stessa pendenza, alla quale però era stata aggiunta una striscia erbosa sugli ultimi dieci metri. Per una precipitazione data, EUROSEM ha predetto per la pendenza non protetta una perdita di terreno di 56 kg e un dilavamento di 1,2 m
3. Con la striscia erbosa, la perdita di terreno e il dilavamento si riducono, rispettivamente, a 0,39 kg e 1,1 m3. Questi risultati teorici, paragonati alle attuali conoscenze di questo tipo di fenomeno, sembrano particolarmente credibili. Essi mostrano che la produzione di particelle di suolo disgregato su una pendenza non è controllata dalla riduzione del volume di dilavamento (che è praticamente rimasto invariato nei due casi), ma dalla sua velocità di spostamento. In effetti, il passaggio sulla striscia d'erba provoca un rallentamento dello scorrimento superficiale, e quindi della sua capacità di asporto. La striscia erbosa funge pertanto da vero e proprio filtro.
E' interessante notare che l'incapacità della striscia d'erba di ridurre il volume di dilavamento può avere delle conseguenze per i suoli situati a valle. In effetti, dopo il suo passaggio sulla striscia, l'acqua di dilavamento è priva di sedimenti (rimasti nell'erba) ed ha dunque una maggiore capacità erosiva. Ciò suggerisce che questo tipo di protezione del suolo deve essere applicato anche a valle delle pendenze, e non solo al centro.
Tenendo conto dei metodi di coltivazione regionali, EUROSEM ha mostrato la sua pertinenza per la valutazione delle azioni che debbono essere intraprese rapidamente per proteggere i suoli europei.

(Fonte: VIPS)