Allarme degli scienziati: in talune regioni le perdite di suolo sono dieci volte superiori alla percentuale massima accettabile.
Contesto
In una trentina d'anni l'agricoltura
europea è divenuta altamente produttiva. La meccanizzazione
e il crescente ricorso a fertilizzanti e pesticidi hanno prodotto
una serie di gravi squilibri ambientali, dei quali l'inquinamento
della falda freatica è certamente il più noto e
deprecato. La degradazione dei suoli è un'altra di queste
conseguenze negative, ma, forse perchè ci riguarda in modo
meno diretto, se ne parla poco. Eppure, in talune regioni agricole,
sia nel nord che nel sud dell'Europa, il dilavamento asporta ogni
anno circa 10 tonnellate di sedimenti per ettaro di terreno. A
medio termine, non sarà minacciato soltanto il valore di
queste terre, ma anche l'equilibrio degli ecosistemi interessati.
La ricerca in questo campo è iniziata negli Stati Uniti
nella metà degli anni '30. Nel 1965, gli scienziati americani
hanno sviluppato l'"Equazione universale di perdita del suolo",
(procedimento USLE, Universal Soil Loss Equation). L'equazione,
largamente utilizzata per studi prospettivi sul declino della
produttività dei terreni, è stata progressivamente
perfezionata, per essere poi sostituita da modelli più
efficienti. Importati in Europa, tali modelli hanno costituito
per anni la base di lavoro dei ricercatori, che si limitavano
ad applicarli al contesto europeo. I risultati sono stati poco
convincenti. Solo nel 1986, a seguito di un congresso organizzato
a Bruxelles sulla valutazione e la modellizzazione dell'erosione,
gli scienziati europei hanno deciso di unire i loro sforzi per
creare un modello specifico per l'Europa.
Ricerca
Il lavoro, condotto da un gruppo
di 24 scienziati di 8 paesi europei, è stato ripartito
su sei anni. L'obiettivo fondamental del progetto EUROSEM (European
Soil Erosion Model) era rappresentato dallo sviluppo e dalla convalida
di una procedura per misurare il tasso di erosione dei terreni
che permettesse di valutare l'efficacia delle misure di protezione
dei suoli. La peculiarità del progetto risiede nella volontà
di creare un prodotto europeo, ossia un prodotto adeguato e rispondere
alle condizioni (climatiche, pedologiche, oroidrografiche, ecc.)
ed ai metodi colturali specifici dell'Europa. In un primo tempo
i ricercatori hanno realizzato una descrizione matematica pertinente
dei differenti fenomeni fisici che intervengono nei processi d'erosione
(modellizzazione). In seguito, essi hanno paragonato le risposte
fornite dal modello a quelle rilevate nella letteratura scientifica
ed hanno accertato che i risultati fossero plausibili e razionali.
Un'altra fase fondamentale del progetto consisteva nella convalida
del modello, mediante la verifica della sua coerenza costante
con le osservazioni ottenute sul campo. Per l'osservazione sono
state scelte varie località particolarmente colpite dell'erosione
(in particolare in Spagna, in Italia e in Gran Bretagna) e i risultati
sono stati paragonati a quelli forniti dal modello. D'altro canto,
EUROSEM è stato appositamente concepito per valutare gli
effetti delle misure di protezione del suolo sul processo d'erosione.
I ricercatori hanno dimostrato, con applicazioni teoriche, l'importanza
della copertura vegetale come mezzo di lotta contro la degradazione
dei terreni agricoli.
Risultati
Attualmente EUROSEM è operativo
e di dominio pubblico. All'avanguardia della ricerca, questo modello
dinamico è previsto per simulare l'erosione di un suolo
nonchè il trasporto e il deposito dei sedimenti in superficie,
durante un rovescio locale e per brevi fasi successive (di un
minuto per esempio). Il modello può essere applicato sia
ad una parcella di terreno che ad un bacino idrografico di piccole
dimensioni. Per ciascun rovescio, EUROSEM determina il volume
totale di dilavamento e di terreno perduto, nonchè l'idrografia
e la sedigrafia dell'acquazzone (ripartizione nel tempo del deflusso
e della concentrazione dei sedimenti).
Paragonato ad altri modelli dello stesso tipo, EUROSEM presenta
caratteristiche esclusive. Può, tra l'altro, modellizzare
le interazioni tra i calanchi e le superfici comprese tra questi
e descrive più precisamente gli effetti moderatori della
vegetazione sui processi erosivi.
Nel corso del progetto è stata raccolta in Europa una grande
quantità di dati, in condizioni variabili. I test di convalida
condotti su questa base sono risultati ampiamente soddisfacenti,
sia per la predizione del dilavamento che della perdita di suolo.
Alcune applicazioni destinate a valutare le misure di protezione
dei terreni si sono rivelate particolarmente istruttive. In particolare,
il volume di dilavamento e di sedimenti generato su una pendenza
teorica di 90 metri è stato paragonato a quello generato
su una stessa pendenza, alla quale però era stata aggiunta
una striscia erbosa sugli ultimi dieci metri. Per una precipitazione
data, EUROSEM ha predetto per la pendenza non protetta una perdita
di terreno di 56 kg e un dilavamento di 1,2 m3.
Con la striscia erbosa, la perdita di terreno e il dilavamento
si riducono, rispettivamente, a 0,39 kg e 1,1 m3.
Questi risultati teorici, paragonati alle attuali conoscenze di
questo tipo di fenomeno, sembrano particolarmente credibili. Essi
mostrano che la produzione di particelle di suolo disgregato su
una pendenza non è controllata dalla riduzione del volume
di dilavamento (che è praticamente rimasto invariato nei
due casi), ma dalla sua velocità di spostamento. In effetti,
il passaggio sulla striscia d'erba provoca un rallentamento dello
scorrimento superficiale, e quindi della sua capacità di
asporto. La striscia erbosa funge pertanto da vero e proprio filtro.
E' interessante notare che l'incapacità della striscia
d'erba di ridurre il volume di dilavamento può avere delle
conseguenze per i suoli situati a valle. In effetti, dopo il suo
passaggio sulla striscia, l'acqua di dilavamento è priva
di sedimenti (rimasti nell'erba) ed ha dunque una maggiore capacità
erosiva. Ciò suggerisce che questo tipo di protezione del
suolo deve essere applicato anche a valle delle pendenze, e non
solo al centro.
Tenendo conto dei metodi di coltivazione regionali, EUROSEM ha
mostrato la sua pertinenza per la valutazione delle azioni che
debbono essere intraprese rapidamente per proteggere i suoli europei.
(Fonte: VIPS)