Come se la caveranno i combustibili fossili
nel periodo del prospettato sviluppo di una economia del settore
energetico basata sull'idrogeno?
Si pone questa domanda J. Rothestein, dell'Università di
Stato dell'Ohio, Autore di una nota pubblicata su J. Hydrogen
Energy (1995), n. 4, p. 283-286.
Se veramente è inevitabile l'ascesa dell'idrogeno, essa
sarà accompagnata dal declino dei combustibili fossili,
che dovrebbero però rimanere in campo soprattutto per la
più nobile funzione di materie prime per la sintesi di
prodotti chimici. Non bisogna peraltro dimenticare che, ad esempio,
nel caso del metano sintetico, rimangono valide le prospettive
di impiego come combustibile anche dopo il possibile esaurimento
delle riserve di petrolio e gas naturale.
Viene comunque giudicato probabile che l'industria dei combustibili
fossili sopravviverà e potrà anche prosperare diventando
una parte determinante, sia pure in una economia energetica basata
sull'idrogeno.
Entrando in un esame più specifico dell'idrogeno, si rileva
che esso non è purtroppo disponibile in forma non combinata
(ovvero non combusta), in misura tale da affrontare adeguatamente
il compito che lo attende.
Produrlo chimicamente, ad esempio con la reazione carbone-vapor
d'acqua, incrementerebbe le emissioni di anidride carbonica, cancellando
le speranze di ridurre il global warming.
(dalla Rivista dei Combustibili, Vol. 49, fasc. 11-12, novembre-dicembre 1995)