Summary
ECOLOGIC STUDY TO ESTABLISH THE CORRELATION BETWEEN INDOOR RADON
EXPOSURE AND LUNG CANCER INCIDENCE IN VENETO
by A. Tanferi, F. Trotti, M.
Lanciai, F. Predicatori, P. Mozzo and A. Tacconi
Radon (222Rn) is a noble radioactive gas formed
in rocks and in some building materials; it decays to radionuclides
that are inhaled, during respiration, and cause an internal irradiation.
In this work it's described the ecologic analysis carried out
to assess the lung cancer risk of indoor radon to the general
population in Veneto.
Lung cancer mortality data were analysed according to radon levels
and smoking status in nine ULSS in Veneto. The results of statistical
comparison studies, simple linear regressions (mortality rates
versus radon levels and mortality rates versus status smoking)
and multiple regression don't reveal any association between the
lung cancer mortality rates and the two effects (radon levels
and smoking status).
These results and some considerations about various limitations
of ecologic studies allow to conclude that the most suitable and
powerful study to establish the correlation between indoor radon
exposure and lung cancer incidence is the case-control analysis.
INTRODUZIONE
Rischio di cancro polmonare connesso all'esposizione al radon
Il radon (222Rn) è un gas
nobile radioattivo prodotto dal 226Ra nella catena di decadimento
dell'uranio (con tempo di dimezzamento pari a 3.82 giorni); si
trova prevalentemente nelle rocce e in alcuni tipi di materiali
da costruzione. Il radon, che emana dal suolo o dai materiali,
si diluisce velocemente nell'atmosfera dell'ambiente esterno,
mentre quando raggiunge l'interno delle abitazioni si accumula
con estrema facilità.
Il radon decade, con emissione di radiazione , in una sequenza
di "figli" radioattivi che, essendo contenuti nell'aria,
possono essere inalati penetrando nei bronchi e nei polmoni e
provocando un irraggiamento dell'individuo dall'interno. Questo
irraggiamento del tessuto polmonare sembra costituire un agente
cancerogeno.
Numerosi studi epidemiologici sono stati condotti
per determinare se e in che modo il cancro polmonare sia connesso
con l'esposizione al radon: studi di coorte sono stati compiuti
su categorie di soggetti a rischio (esposti professionalmente
al radon e ai suoi figli) come i minatori delle miniere di uranio
in alcune località degli Stati Uniti, del Canada e della
Francia (1), rivelando che l'esposizione al radon e ai suoi prodotti
di decadimento è connessa con lo sviluppo del cancro polmonare.
Studi caso-controllo sono stati svolti sulla popolazione principalmente
in Svezia, in Norvegia e negli Stati Uniti (2)(3)(4)(5), con esiti
controversi rispetto a quelli sui minatori.
Una stima del rischio per la popolazione è stata derivata
dall'ICRP (pubblicazione n. 65) (1) dagli studi sui minatori e
corrisponde ad un tasso annuo di decesso per tumore polmonare
di circa sei su centomila, per esposizioni a concentrazioni medie
di radon.
Caratteristiche dei vari tipi di studio
epidemiologico
Come noto esistono vari tipi di
analisi epidemiologiche, tra cui i principali sono:
i) Studio
ecologico-geografico, ii) Studio di coorte, iii)
Studio caso-controllo
i)
Gli studi ecologici (6) si basano sull'associazione tra
l'incidenza di una patologia in gruppi di individui (per esempio
i residenti all'interno di determinate aree geografiche) e l'esposizione
valutata di tali gruppi al fattore considerato.
Il fatto che lo studio ecologico sia uno studio
di gruppo e non individuale facilita e velocizza la raccolta dei
dati; possono inoltre essere utilizzate informazioni già
esistenti sia sull'esposizione che sulla patologia.
Una volta ottenute le informazioni su un certo numero di gruppi,
possono essere confrontati statisticamente i tassi di incidenza
della patologia o l'andamento del tasso di sviluppo della malattia
in funzione del grado di esposizione.
ii) In uno studio di coorte (7) si seleziona, in
base al grado di esposizione, un campione di individui, che viene
seguito e analizzato per un certo periodo di tempo per controllare
se si verifica lo svilupparsi della patologia. Il tasso di incidenza
della patologia relativo al gruppo di coorte, viene poi confrontato
con quello di un gruppo di riferimento. Questo tipo di studio
viene generalmente utilizzato per l'analisi epidemiologica di
una categoria di persone particolarmente esposte; considerando
che in media la popolazione è esposta a livelli di radon
non elevati, uno studio di coorte è di fatto inapplicabile
nel nostro caso perché richiederebbe una base di campionamento
eccessivamente vasta.
iii) Negli studi caso-controllo (7) (8) l'insorgenza della malattia si è già verificata nel momento in cui si indaga. Questo tipo di indagine, indicata per l'analisi di una patologia con bassa incidenza e lungo periodo di latenza, presuppone l'individuazione di un gruppo di soggetti che presentino la patologia ("casi") e di un gruppo di individui sani ("controlli"). Per gli appartenenti ad entrambi i gruppi è necessario conoscere i valori di esposizione; il rischio di contrarre la patologia per effetto dell'agente considerato viene calcolato confrontando statisticamente il numero di individui esposti e non esposti dei due gruppi. Per le sue caratteristiche questo studio appare come il più adatto per la verifica della correlazione tra tumore polmonare ed esposizione al radon nella popolazione.
CRITERI DELL'INDAGINE
Come approccio al problema si è
realizzato uno studio epidemiologico di tipo ecologico, volto
a determinare la relazione tra il tumore polmonare e l'esposizione
al radon nelle abitazioni nel Veneto, basandosi sui tassi di incidenza
della patologia per la popolazione residente entro i confini amministrativi
di nove ULSS e l'esposizione media al gas di ciascuna di esse.
Sono stati confrontati statisticamente i tassi di incidenza di
mortalità annui per tumore al polmone accorpati in due
gruppi sulla base della concentrazione di radon e, utilizzando
metodi di regressione, si è rappresentato l'andamento del
tasso di mortalità al variare della concentrazione di radon.
In un secondo momento si è tenuto conto nell'analisi dell'effetto
confondente costituito dal fumo di tabacco.
Le informazioni riguardanti l'esposizione al radon sono state
ottenute analizzando e rielaborando i risultati della campagna
di misure nelle abitazioni svolta nel biennio 1989-90 nel Veneto
da parte del CRR per conto dell' Assessorato alla Sanità
(9).
Selezionando in modo casuale 372 abitazioni in 15 Comuni (più
alcune abitazioni, di altri 4 Comuni, monitorate a margine dell'indagine),
è stato costruito un campione statisticamente significativo
e rappresentativo dell' intera regione.
Studiando i fattori che possono contribuire all'ingresso del radon
nelle abitazioni, è emersa, dai test statistici di significatività
effettuati, ovvero analisi della varianza e corrispondente test
non parametrico (Kruskal-Wallis), una correlazione tra i livelli
di radon e le caratteristiche geologiche del suolo; l'esalazione
del radon in atmosfera dipende infatti dalla concentrazione di
questo nel sottosuolo e dalla penetrazione attraverso il terreno
(10) (11).
E' stata quindi costruita una mappa semplificata delle diverse
aree geologiche del Veneto, a partire dalla cartina geologica
regionale, raggruppando zone diverse che potessero essere considerate
simili dal punto di vista del contenuto di radon ed è stato
attribuito a ciascuna area un valore medio di concentrazione di
tale gas nelle abitazioni. In tabella 1 sono riportati
questi dati.
Tab. 1 - Identificazione aree geologiche
| Tipologia aree geologiche | Comuni di appartenenza | Concentrazioni medie di radon (Bq/m3) 1) |
| Depositi alluvionali fini a bassa permeabilità | Rovigo, Teglio Veneto, Portogruaro, Venezia, Codevigo, Vigodarzere, Grisignano, Padova, Vicenza | 50.4 |
| Depositi alluvionali a media permeabilità | Resana, Verona, Treviso | 57.7 |
| Depositi alluvionali ad alta permeabilità | Mezzane, Montorso, Mel, Belluno | 74.8 |
| Depositi morenici | Affi, Castelnuovo | 45.5 |
| Rocce calcaree | Conco, Boscochiesanuova | 137.5 |
| Rocce vulcaniche | Carrara S.Giorgio | 74 |
Le informazioni sulla frequenza di sviluppo
del cancro polmonare sono state ricavate dal Registro Tumori del
Veneto fornito dal Centro Oncologico Regionale (12).
Il registro fornisce i tassi di mortalità per cinquanta
tipi di neoplasie del triennio 1987-1989 riguardanti nove ULSS
venete (numerate secondo la ripartizione amministrativa in vigore
nel 1991), la popolazione di ciascuna ULSS è stata suddivisa
per fasce di età e nelle due categorie maschi e femmine.
I tassi di incidenza del cancro polmonare forniti dal registro
ed utilizzati per il nostro studio sono:
i =indice di categoria di età
con wi = numero di abitanti della i-esima categoria
di età nella popolazione standard (si è considerata
la popolazione mondiale del 1991 come standard).
Sono stati reperiti, infine, i dati sul consumo di tabacco relativi
ad otto delle nove ULSS in studio, potendo usufruire di elenchi
contenenti le quantità (in Kg) di tabacco vendute annualmente
nei Comuni appartenenti alle ULSS suddette, si tratta dei dati
relativi al 1989. Un confronto tra le quantità di tabacco
vendute su uno stesso territorio in anni diversi (1988 e 1987)
ha evidenziato variazioni minime, nella maggior parte dei casi
inferiori al 2%.
ANALISI DATI
Noti i dati riguardanti l'esposizione
(suddivisi per area geologica) e i tassi di mortalità della
patologia (suddivisi per ULSS) si è trattato di sovrapporre
e confrontare le informazioni.
Sono state considerate per ciascuna ULSS le tipologie geologiche
di appartenenza: se un'intera ULSS si trovava all'interno di un'unica
area geologica ad essa veniva attribuito il valore di concentrazione
di radon di tale zona; se, invece, più tipi di terreno
caratterizzavano la medesima ULSS a questa veniva attribuita una
media pesata dei valori di radon propri delle diverse aree geologiche,
in cui i pesi erano costituiti dal numero di abitanti complessivo
dei Comuni in esse presenti. In tabella 2 sono riportati i dati
ottenuti.
Tab. 2 - Tassi di mortalità standardizzati (S), livelli di radon e consumo di tabacco nelle ULSS dell'indagine
| ULSS2) | Concentrazione radon (Bq/m3) | S-maschi | S-femmine | S
complessivo | Q3)
(Kg/abit.) |
| 16 | 50.4 | 91.6 | 17.2 | 48.3 | 2.622 |
| 18 | 50.4 | 101.1 | 16.7 | 54.3 | 1.382 |
| 36 | 50.4 | 89.3 | 15.8 | 48.2 | 1.609 |
| 25 | 60.2 | 73.2 | 10.2 | 34.5 | 1.744 |
| 8 | 60.3 | 68.1 | 11.9 | 36.6 | 1.341 |
| 10 | 60.3 | 80.4 | 12.3 | 42.6 | |
| 5 | 73.9 | 73.7 | 15.5 | 40.9 | 1.346 |
| 4 | 92.5 | 112.1 | 13.5 | 55.7 | 1.542 |
| 35 | 111.9 | 83.7 | 7.5 | 40.0 | 2.077 |
Incidenza di cancro polmonare in funzione
della concentrazione di radon indoor
Sono stati suddivisi i valori di
radon in due gruppi, il primo corrispondente a livelli più
bassi (50.4, 60.2, 60.3, 73.9) ed il secondo comprendente i valori
più elevati (92.5, 111.9) e successivamente sono stati
confrontati i tassi di mortalità nei due gruppi utilizzando
il test statistico dell'analisi della varianza. In tabella 3 sono
presentati i risultati di tale test.
Tab. 3 - Risultati dell'analisi della varianza
| Maschi | Femmine | Complessivo | |
| F | 2.063 | 2.426 | 0.458 |
| Liv. di significat. | 0.194 | 0.1633 | 0.5273 |
Si può capire come i due gruppi non
presentino differenze statisticamente significative, essendo il
valore di F (che rappresenta il rapporto tra la varianza tra i
due gruppi e la varianza entro i gruppi) non sufficientemente
elevato e non significativo al livello P=0.05 (essendo i gradi
di libertà 1 e 7) in tutti e tre i casi considerati.
E' stato studiato inoltre l'andamento dei tassi di mortalità
standardizzati in funzione delle concentrazioni di radon, come
riportato nel grafico di figura 1. Ipotizzando un andamento
lineare analogo a quello trovato in altri tipi di studio radon-cancro
polmonare, sono stati determinati i valori del coefficiente angolare
e dell'intercetta della miglior retta rappresentativa dei dati
utilizzando il metodo dei minimi quadrati.
Osservando i valori del quadrato del coefficiente di correlazione
si capisce che nel caso dei dati maschili e complessivi la variabilità
dei valori del tasso di mortalità standardizzato è
da attribuire solo per l'1% (o meno) al livello di radon.
I valori femminili sono meglio correlati (più precisamente
anticorrelati), ma il valore del coefficiente angolare è
comunque nullo entro gli errori, come negli altri due casi.
A conferma di tutto ciò il test di Student ha dimostrato
come sia da ritenersi casuale l'allontanamento da zero dei coefficienti
angolari ovvero dalla condizione di non correlazione tra ordinata
(tassi tumore polmonare) e ascissa (livelli di radon).
Incidenza di cancerosi polmonare in funzione
della concentrazione di radon indoor e del consumo di tabacco
In figura 2 è rappresentato
il grafico della dipendenza del tasso di mortalità per
cancro polmonare in funzione del consumo di tabacco (precisamente
delle vendite di tabacco per le 8 ULSS considerate).
Il valore del coefficiente angolare si può considerare
nullo entro gli errori e si osserva una probabilità minore
dell'1 che la variazione dell'ordinata (tasso di mortalità)
sia dovuta a quella della variabile indipendente (consumo tabacco).
Non emerge, quindi, alcuna correlazione statisticamente significativa
tra l'incidenza della patologia e l'effetto considerato, contrariamente
a quanto atteso. E' necessario, però, osservare che i dati
sul tabacco non sono completi (mancano le informazioni riguardanti
una delle 9 ULSS). Ciò nonostante è stato effettuata
una regressione multipla per analizzare la dipendenza della mortalità
per cancro polmonare in funzione sia delle concentrazioni di radon
che del consumo di tabacco, ma i risultati ottenuti non evidenziano
alcuna correlazione significativa.
CONCLUSIONI
I risultati ottenuti non permettono
di stabilire una relazione statisticamente significativa tra la
mortalità per cancro polmonare nelle 9 ULSS considerate
ed i livelli di radon nelle abitazioni di queste aree geografiche,
nemmeno se si tiene conto del fumo di tabacco, inoltre dai dati
in nostro possesso l'incidenza di tumore polmonare risulta non
correlata al consumo di tabacco.
Lo studio condotto presenta effettivamente delle limitazioni,
alcune delle quali sono insite negli studi di tipo ecologico:
- L'analisi
è svolta su gruppi di individui di cui si conoscono valori
medi di esposizione e di incidenza della patologia e non ha una
base individuale come gli studi di coorte o caso-controllo.
- Il range di valori di concentrazione di radon preso in
considerazione è piuttosto ristretto e questo è
dovuto al fatto che si tratta di medie.
Altri fattori hanno contribuito a limitare
la potenza statistica dell'indagine:
- E' necessario assumere una scarsa variabilità
nel tempo delle caratteristiche delle abitazioni e delle abitudini
di vita degli occupanti ovvero dei livelli di radon a cui i medesimi
sono esposti nel corso degli anni, perchè le misure di
radon sono state effettuate dal 1989 al 1990 mentre i tassi di
mortalità si riferiscono al periodo 1987-1989; non si tiene,
perciò, conto del periodo di latenza del cancro polmonare,
che è di qualche anno. Analogamente non disponendo dei
dati relativi al consumo di tabacco antecedenti al 1989 si assumono
questi ultimi rappresentativi degli anni precedenti.
- Le misure di radon effettuate nelle abitazioni di alcuni
Comuni sono state utilizzate per ottenere i valori da attribuire
a vaste aree.
- I dati sulla patologia (forniti dal Registro Tumori)
si riferiscono al cancro ai polmoni, ai bronchi e alla trachea
e non solo alla specifica patologia in studio (tumore polmonare).
- I dati sul consumo di tabacco si riferiscono alle vendite
complessive di tabacco in una certa zona, ma non corrispondono
necessariamente al reale consumo della popolazione residente.
Lo studio ecologico affrontato è stato quindi utile come approccio al problema, permettendo di focalizzare i punti fondamentali di un'analisi epidemiologica per la determinazione di una relazione tra lo sviluppo del cancro polmonare e l'esposizione al radon in ambienti confinati (in modo particolare nelle abitazioni), pur presentando, come è stato osservato, varie limitazioni. Perplessità riguardo a questa metodologia sono d' altra parte evidenziate anche in letteratura da vari autori (6). Un'indagine più significativa e completa potrebbe realizzarsi tramite uno studio caso-controllo, che necessita però di informazioni più specifiche circa la patologia, la storia dell'esposizione al radon e le abitudini di vita degli individui selezionati.
NOTE
1) Questi valori di concentrazione sono stati ottenuti effettuando la media aritmetica dei valori rilevati in ciascun comune appartenente all'area geologica
2) Le ULSS sono ordinate in base alle concentrazioni di radon.
3) Q rappresenta
il rapporto tra la quantità di tabacco consumata in ciascuna
ULSS ed il corrispondente numero di abitanti.
BIBLIOGRAFIA
(1) ICRP 65
Protection against radon-222 at home and at work
23 (2), 1993
(2) Knut Magnus, Anders Engeland et al.
Residential radon exposure and lung cancer. An epidemiological
study of Norwegian municipalities
Int. J.Cancer: 58, 1-7 (1994)
(3) E.G. Létourneau, D. Krewsky et
al.
Case control study of residential radon and lung cancer
in Winnipeg, Manitoba, Canada
Am.J. of Epidemiology. 140, 310-322 (1994)
(4) Goran Pershagen, Zhang-Hua Liang et
al.
Residential radon exposure and lung cancer in Swedish women
Health Phys.: 63 (2), 179-186 (1992)
(5) Goran Pershagen et al.
Residential radon exposure and lung cancer in Sweden
N. Engl. J.Med.: 330 (3), 159-164
(6) Christine A. Stidley and Jonathan M. Samet
A review of ecologic studies of lung cancer and indoor radon
Health Phis.: 65(3), 234-251(1993)
(7) Charles H. Hennekens
Epidemiology in medicine
(8) Kenneth J. Rothman
Modern epidemiology
(9) F. Trotti, R. Biancotto et al.
Indoor exposure to natural radioactivity in Veneto
Radiation Protection Dosimetry: 56 (1-4), 309-313 (1994)
(10) Unscear 1982 report
Ionizing radiation: sources and biological effects
148-151
(11) William W. Nazaroff, Anthony V. Nero
Radon and its decay products in indoor air
(12) Centro Oncologico Regionale di Padova
e Centro Oncologico Regionale di Verona
Incidenza dei tumori nella regione Veneto 1987-1989
Registro tumori del Veneto
Ringraziamenti
Si ringraziano per la collaborazione
offerta per il reperimento dei dati sul consumo di tabacco: il
Dr. Wonnesit e il Dr. Fontana ed in referimento alle informazioni
di incidenza tumorale i Centri Oncologici di Padova e Verona.