RADIAZIONE LUMINOSA DA UNA MATERIA PLASTICA

La chimica organica mette a disposizione delle tecnologie che associano l'ottica e l'elettronica una nuova gamma di materiali promettenti. Un congresso internazionale organizzato a Parigi dal Centro nazionale per la ricerca scientifica (CNRS) dà l'opportunità di fare il punto su questo tema.

Contesto
I polimeri otticoelettronici possiedono importanti proprietà potenziali che giustificano la recente intensificazione della ricerca in questo campo. Inoltre, sebbene per il momento si cerchi di sviluppare nuovi materiali piuttosto che indagare sulle eventuali utilizzazioni, sono già state individuate possibili applicazioni industriali.
Rispetto ai semiconduttori classici, una prima serie di vantaggi associa il basso costo delle materie prime e procedimenti di fabbricazione semplici e a temperatura moderate alla facilità della loro messa in opera (strati deposti per immersione), cui va aggiunta la possibilità di utilizzare un supporto flessibile. Tali caratteristiche permettono di prevedere elementi fotoelettrici di grandi dimensioni e di costo contenuto, per applicazioni di elettroluminescenza come la visualizzazione su schermi o terminali o per celle solari fotovoltaiche.
Un'altra serie di proprietà riguarda l'ottica non lineare, con l'effetto elettroottico (variazione dell'indice di rifrazione in presenza di un campo elettrico) o il raddoppio della frequenza (trasformazione di due fotoni incidenti in un solo fotone con lunghezza donda dimezzata). In confronto ai cristalli minerali, la disponibilità di una grande varietà di composti organici di base e l'estesa varietà di molecole che possono essere scelte permettono di ottimizzare le caratteristiche dei materiali.
D'altro canto la compatibilità con i tessuti viventi permette le applicazioni mediche, per esempio nel campo dei sensori, e potrebbe anche dar vita alla bioelettronica.

Infine, e ciò costituisce il progresso più importante per il futuro, il controllo del trasferimento elettronico a livello molecolare apre la strada ad una miniaturizzazione avanzata.

Ricerca
Per quanto concerne i componenti elettronici, gli sforzi dello sviluppo vertono sul miglioramento del rendimento e della durata e l'estensione delle proprietà spettrali, grazie alla ricerca sulle diverse strutture molecolari e al perfezionamento dei metodi di fabbricazione. Viene prestata un'attenzione particolare all'emissione nello spettro del blu, in cui la messa a punto di un diodo a laser avrebbe un impatto notevole.
L'ottica non lineare è il settore nel quale i composti organici si sono imposti più rapidamente. Dopo il successo dell'NPP (nitrofenil-prolinol) immesso sul mercato come cristallo capace di raddoppiare la frequenza dei laser, le ricerche si concentrano sulla fabbricazione di guide d'onda per le comunicazioni ottiche.
Un terzo settore di ricerca riguarda i sistemi molecolari fotocommutabili. Fatta eccezione per le loro applicazioni in campo medico o per l'archiviazione ottica delle informazioni, si tratta di ricerche di base dai confini non ben definiti, come per esempio le ricerche sui fullereni tubolari, per i quali si spera in un ricco potenziale di risultati.

Risultati
Numerose famiglie di molecole elettroluminescenti coprono tutto lo spettro visibile, come ad esempio le idrossichinoline o i composti naftalenici legati a sostanze coloranti.
Sono state inoltre realizzate delle superfici elettroluminescenti flessibili in PPV (polifenileni vinileni), ed è stata osservata una debole emissione stimolata nel blu con PPP (poli -para-fenileni) molto puri, che hanno molecole ordinate della brillanza da 2000 a 3000 candele per mq. e rendimenti dall'1 al 4%. Invece, benché la durata di vita aumenti grazie all'incapsulamento (1000-2000 ore), il problema dell'indirizzamento dei pixel (necessario per gli schermi piatti) non è stato ancora risolto.
Sono state sviluppate celle fotovoltaiche con la coppia perilene-ottotiofene che funziona in giunzione pn, nonché con metalloporfirine che presentano un'analogia strutturale con la clorofilla. Ma anche in questo caso le rese sono ancora basse, dell'ordine dell'1%.
Per quanto concerne le guide d'onda, presso il CNET è stata realizzata mediante microlitografia l'integrazione di un modulatore costituito da un polimero (poliuretano con comofori) e di un diodo a laser per telecomunicazioni. I vantaggi di una bassa tensione di comando (9 volt), di una banda passante molto elevata (parecchie decine di gigahertz) e del basso costo di produzione permettono un'utilizzazione generalizzata di modulatori e commutatori elettroottici nei collegamenti su fibre ottiche.
Lo studio dei composti basati sul trasferimento di elettroni nelle molecole si sviluppa sotto la direzione del Professor J.M. Lehn (premio Nobel 1987). I materiali che possiedono la proprietà di trasferire un elettrone mediante fotoinduzione o induzione chimica da un'estremità all'altra della molecola costituiscono un filo molecolare che permette la funzione di commutazione a scatto luminoso o chimico. Esempi di tali materiali sono le catene poliolefiniche che possiedono un'attività redox, o le fosfoporfirine che possono collegarsi nelle tre dimensioni. La coniugazione di piridine con uno ione europio forma un sistema fluorescente chimicamente controllabile, che emette una radiazione rossa se eccitato con raggi UV. Tale complesso è solubile nell'acqua ed ha recentemente dato luogo ad un'applicazione clinica per la rilevazione endogena di malattie mediante fluorescenza in presenza di determinate proteine.
Il controllo ottico della fluorescenza si può realizzare legando due gruppi attivi mediante un filo molecolare. Una possibile applicazione è il compact disc riscrivibile, dotato di funzioni di scrittura (un laser incide i bit rendendoli potenzialmente fluorescenti), di lettura (eccitazione con un'altra lunghezza d'onda e rilevazione delle zone fluorescenti) e di cancellazione (il materiale viene reso non fluorescente da una terza lunghezza d'onda). Vengono sperimentati a tale scopo i di-aril-eteni recanti gruppi oligotiofenici o porfirinici.
Al di là delle prime applicazioni, il risultato di queste ricerche è l'elaborazione concettuale di sistemi elettronici molecolari costituiti da componenti con attività luminosa, elettrica o chimica, formati da una o più molecole e associabili fra di loro su scala nanoscopica. I ricercatori prevedono in seguito le possibilità di innesto su tessuti viventi, di autoriparazione o di autocostruzione.
(Fonte: VIPS)