Il rapporto constata che, nonostante dei progressi siano già stati realizzati, molto resta ancora da fare per potenziare i legami tra ambiente ed economia.
Ad esempio:
- gli strumenti economici sono sempre più frequentemente
utilizzati nelle politiche ambientali. In avvenire rivestirà
un'importanza crescente il modo in cui tali strumenti verranno
coniugati con i regolamenti per raggiungere, in forma efficace
ed economica, gli obiettivi ambientali.
- Le politiche ambientali possono contribuire a risanare
i bilanci pubblici attraverso riforme fiscali generali, nuove
ecotasse o riduzione delle sovvenzioni pregiudizievoli all'ambiente.
Le conseguenze economiche ambientali di tutte queste strategie
dovranno essere esaminate al più presto.
- Le politiche ambientali sono spesso sospettate di sopprimere
posti di lavoro. Se gli elementi di cui si dispone non permettono
del tutto di confermare questa teoria in generale, è da
temere che la competitività economica di certi settori,
industrie o regioni possa essere realmente colpita a breve termine.
- Gli accordi recenti di liberalizzazione degli scambi
(Mercato unico europeo, ALENA, Ciclo di Uruguay) avranno senza
dubbio l'effetto di stimolare gli scambi mondiali e gli investimenti
esteri, la concorrenza internazionale e la domanda di servizi
di trasporto. Questa evoluzione può rischiare di avere
conseguenze negative, ma può anche creare delle opportunità
ambientali.
- La diffusione regolare dell'informazione sullo stato
dell'ambiente nonché le analisi periodiche delle politiche
ambientali, energetiche, agricole effettuate dall'OCDE, contribuiscono
ad attirare l'attenzione sui problemi dell'integrazione dell'ambiente
nell'economia. Persistono tuttavia delle imperfezioni nell'interpretazione
dei dati ambientali, ai fini della elaborazione delle politiche,
e nella qualità degli indicatori che connettono
l'ambiente all'economia.