LA QUALITA' DELL'ARIA NELLE CITTÀ' EUROPEE
Strategie elaborate dal Congresso organizzato nel '95 dalla Commissione europea e dalla regione Bruxelles Capitale
a cura di Olivia Bruyas

Contesto
Il congresso si è tenuto proprio nel momento in cui si vanno sviluppando numerose iniziative europee e nazionali, pubbliche o private, per migliorare la conoscenza dei fenomeni d'inquinamento atmosferico in ambiente urbano. Secondo l'Unione europea, entro il 1996 deve essere attuato un nuovo approccio integrato mediante una procedura armonizzata di controllo della qualità dell'aria, accompagnato da obiettivi per la riduzione dell'inquinamento. Ciò implica che, nel frattempo, possono essere convalidate delle metodologie comparabili. D'altronde, il bisogno crescente di cooperazione, di scambi di idee e di esperienze tra autorità scientifiche, amministrative, responsabili politici e organizzazioni non governative è stato illustrato a più riprese durante la riunione, permettendo di misurare l'importanza ed il ruolo specifico del livello locale nella realizzazione di progetti pilota e nella creazione di reti.

Ricerca
L'inquinamento dell'aria, diversamente dalla maggior parte degli altri tipi di inquinamento, non può essere incanalato, trasportato o immagazzinato ed è per tale ragione che è importante trattare il problema alla fonte.
Il congresso si è articolato intorno a tre linee principali:

- la collocazione nella giusta prospettiva delle problematiche connesse con l'inquinamento atmosferico;

- la presentazione di azioni e di soluzioni attuali da parte dei rappresentanti comunali, dell'industria e di vari gruppi e associazioni implicati;

- la presentazione da parte del mondo scientifico di strumenti di punta elaborati o in fase di realizzazione, per lo studio e l'analisi della qualità dell'aria.

In vista del congresso, l'Istituto dell'Ambiente del Centro Comune di Ricerca (Ispra, Italia) ha condotto a Parigi, Madrid e Bruxelles delle campagne di misurazione sperimentali, destinate a servire da base a studi prenormativi o epidemiologici. Fondate su un approccio esteso a vari elementi inquinanti (biossido d'azoto e composti organici volatili), le campagne hanno permesso di valutare indicativamente i fenomeni d'inquinamento a breve e a lungo termine, di stabilire delle cartografie locali allo scopo di concepire delle reti, nonché di testare e convalidare nuove tecniche per l'elaborazione di modelli di dispersione in ambiente urbano.
Un altro importante contributo è stato fornito dall'Agenzia europea dell'ambiente che si occupa precisamente dell'elaborazione di reti europee di sorveglianza basandosi su banche dati comparabili. Nel quadro dei suoi programmi di lavoro pluriennali, l'Agenzia ha avviato i lavori per la realizzazione di una guida delle emissioni, di inventari annuali e poiezioni per ciascuna sostanza inquinante, oltre a speciali kit destinati ad armonizzare i modelli di dispersione e un sistema d'informazione attualizzato sull'inquinamento dell'aria.

Risultati
Per quanto riguarda l'azione sulle principali fonti responsabili dell'inquinamento atmosferico in ambiente urbano (trasporti, industria, energia), l'evoluzione attuale procede verso una netta riduzione del contributo del settore industriale (grazie al decentramento della maggior parte delle installazioni e all'effetto delle regolamentazioni) e verso una diminuzione relativa al settore della produzione d'energia (dovuta all'ammodernamento degli impianti di riscaldamento domestico). La grande indagata resta l'automobile in quanto, per definizione, è una fonte d'inquinamento estremamente mobile, soggetta a rapidi mutamenti tecnologici. Oltre alla riduzione di emissioni (ossidi d'azoto, piombo, benzene, particelle emesse dai motori diesel) e all'uso sistematico di marmitte catalitiche, sono allo studio azioni più strutturali, intese a favorire il trasporto pubblico, a diminuire il traffico nei centri urbani e a lottare contro il fenomeno delle artere a grande circolazione, in cui la concentrazione di vetture porta a eccessi nocivi. A tale scopo è stata creata un'apposita Task Force, denominata l'automobile del futuro tra i cui obiettivi figura lo sviluppo dell'automobile pulita. Dal canto suo, la rete Villes Sans Voitures (Città senza automobili) collega 56 città europee alla ricerca di alternative all'uso dei veicoli privati che intendono promuovere l'impiego di tecnologie innocue per l'ambiente. Sono inoltre stati compiuti notevoli sforzi sul piano metodologico per aumentare l'efficienza dei modelli di valutazione, in particolare mediante la scelta di zone omogenee, di tecniche di campionamento, di un duplice approccio che abbina inquinamento di fondo e di prossimità, di criteri esaustivi e di strategie valutate in termini di costi/benefici. A tale proposito, i paesi scandinavi sono all'avanguardia ed usano correntemente modelli adatti al loro clima e ai tipi d'inquinamento locale, corroborati da prospettive per il futuro (progetto CITAIR Cost 615). In questo particolare settore è difficile divulgare l'informazione al pubblico con messaggi semplici e strategie di comunicazione efficaci. Questa è una delle conclusioni di una campagna condotta in 8 città europee nel quadro del progetto COST 618 (politica d'informazione in materia di qualità dell'aria urbana). Tuttavia, la posta in gioco è notevole in quanto si tratta di sensibilizzare i cittadini europei a questi fenomeni affinché modifichino il loro comportamento di guidatori o si pieghino alle misure di precauzione in casi di allarme ozono.
Sempre a livello locale, l'esempio di AIRPARIF (Francia) dimostra l'utilità e la validità di indicatori semplici e facilmente comprensibili per il pubblico: ATMO, l'indice e la qualità dell'aria, è diventato uno strumento di comunicazione ampiamente utilizzato dai mass media.
L'industria, infine, conscia di doversi adattare a regolamenti sempre più rigidi, partecipa sotto l'impulso della Commissione al programma di ricerca Auto Oil, con una compartecipazione inedita tra industria petrolifera e industria automobilistica, conformemente all'esigenza di dialogo e di condivisione delle responsabilità formulata nel quadro del Quinto programma d'azione a favore dell'ambiente. Le ONG non sono da meno. Nel quadro di un'iniziativa dell'associazione Trasporto e ambiente, ad esempio, è stato messo a punto un sistema di classificazione dei veicoli secondo criteri ambientali.
L'Ufficio europeo per l'ambiente ha invece proposto un sistema globale d'informazione al pubblico.
(Fonte: VIPS)