Contesto
Il congresso si è tenuto
proprio nel momento in cui si vanno sviluppando numerose iniziative
europee e nazionali, pubbliche o private, per migliorare la conoscenza
dei fenomeni d'inquinamento atmosferico in ambiente urbano. Secondo
l'Unione europea, entro il 1996 deve essere attuato un nuovo approccio
integrato mediante una procedura armonizzata di controllo
della qualità dell'aria, accompagnato da obiettivi per
la riduzione dell'inquinamento. Ciò implica che, nel frattempo,
possono essere convalidate delle metodologie comparabili. D'altronde,
il bisogno crescente di cooperazione, di scambi di idee e di esperienze
tra autorità scientifiche, amministrative, responsabili
politici e organizzazioni non governative è stato illustrato
a più riprese durante la riunione, permettendo di misurare
l'importanza ed il ruolo specifico del livello locale nella realizzazione
di progetti pilota e nella creazione di reti.
Ricerca
L'inquinamento dell'aria, diversamente
dalla maggior parte degli altri tipi di inquinamento, non può
essere incanalato, trasportato o immagazzinato ed è per
tale ragione che è importante trattare il problema alla
fonte.
Il congresso si è articolato intorno a tre linee principali:
- la collocazione nella giusta prospettiva delle problematiche connesse con l'inquinamento atmosferico;
- la presentazione di azioni e di soluzioni attuali da parte dei rappresentanti comunali, dell'industria e di vari gruppi e associazioni implicati;
- la presentazione da parte del mondo scientifico di strumenti di punta elaborati o in fase di realizzazione, per lo studio e l'analisi della qualità dell'aria.
In vista del congresso, l'Istituto dell'Ambiente
del Centro Comune di Ricerca (Ispra, Italia) ha condotto a Parigi,
Madrid e Bruxelles delle campagne di misurazione sperimentali,
destinate a servire da base a studi prenormativi o epidemiologici.
Fondate su un approccio esteso a vari elementi inquinanti (biossido
d'azoto e composti organici volatili), le campagne hanno permesso
di valutare indicativamente i fenomeni d'inquinamento a breve
e a lungo termine, di stabilire delle cartografie locali allo
scopo di concepire delle reti, nonché di testare e convalidare
nuove tecniche per l'elaborazione di modelli di dispersione in
ambiente urbano.
Un altro importante contributo è stato fornito dall'Agenzia
europea dell'ambiente che si occupa precisamente dell'elaborazione
di reti europee di sorveglianza basandosi su banche dati comparabili.
Nel quadro dei suoi programmi di lavoro pluriennali, l'Agenzia
ha avviato i lavori per la realizzazione di una guida delle emissioni,
di inventari annuali e poiezioni per ciascuna sostanza inquinante,
oltre a speciali kit destinati ad armonizzare i modelli di dispersione
e un sistema d'informazione attualizzato sull'inquinamento dell'aria.
Risultati
Per quanto riguarda l'azione sulle
principali fonti responsabili dell'inquinamento atmosferico in
ambiente urbano (trasporti, industria, energia), l'evoluzione
attuale procede verso una netta riduzione del contributo del settore
industriale (grazie al decentramento della maggior parte delle
installazioni e all'effetto delle regolamentazioni) e verso una
diminuzione relativa al settore della produzione d'energia (dovuta
all'ammodernamento degli impianti di riscaldamento domestico).
La grande indagata resta l'automobile in quanto, per definizione,
è una fonte d'inquinamento estremamente mobile, soggetta
a rapidi mutamenti tecnologici. Oltre alla riduzione di emissioni
(ossidi d'azoto, piombo, benzene, particelle emesse dai motori
diesel) e all'uso sistematico di marmitte catalitiche, sono allo
studio azioni più strutturali, intese a favorire il trasporto
pubblico, a diminuire il traffico nei centri urbani e a lottare
contro il fenomeno delle artere a grande circolazione, in cui
la concentrazione di vetture porta a eccessi nocivi. A tale scopo
è stata creata un'apposita Task Force, denominata l'automobile
del futuro tra i cui obiettivi figura lo sviluppo dell'automobile
pulita. Dal canto suo, la rete Villes Sans Voitures
(Città senza automobili) collega 56 città europee
alla ricerca di alternative all'uso dei veicoli privati che intendono
promuovere l'impiego di tecnologie innocue per l'ambiente. Sono
inoltre stati compiuti notevoli sforzi sul piano metodologico
per aumentare l'efficienza dei modelli di valutazione, in particolare
mediante la scelta di zone omogenee, di tecniche di campionamento,
di un duplice approccio che abbina inquinamento di fondo e di
prossimità, di criteri esaustivi e di strategie valutate
in termini di costi/benefici. A tale proposito, i paesi scandinavi
sono all'avanguardia ed usano correntemente modelli adatti al
loro clima e ai tipi d'inquinamento locale, corroborati da prospettive
per il futuro (progetto CITAIR Cost 615). In questo particolare
settore è difficile divulgare l'informazione al pubblico
con messaggi semplici e strategie di comunicazione efficaci. Questa
è una delle conclusioni di una campagna condotta in 8 città
europee nel quadro del progetto COST 618 (politica d'informazione
in materia di qualità dell'aria urbana). Tuttavia,
la posta in gioco è notevole in quanto si tratta di sensibilizzare
i cittadini europei a questi fenomeni affinché modifichino
il loro comportamento di guidatori o si pieghino alle misure di
precauzione in casi di allarme ozono.
Sempre a livello locale, l'esempio di AIRPARIF (Francia) dimostra
l'utilità e la validità di indicatori semplici
e facilmente comprensibili per il pubblico: ATMO, l'indice e la
qualità dell'aria, è diventato uno strumento di
comunicazione ampiamente utilizzato dai mass media.
L'industria, infine, conscia di doversi adattare a regolamenti
sempre più rigidi, partecipa sotto l'impulso della Commissione
al programma di ricerca Auto Oil, con una compartecipazione
inedita tra industria petrolifera e industria automobilistica,
conformemente all'esigenza di dialogo e di condivisione delle
responsabilità formulata nel quadro del Quinto programma
d'azione a favore dell'ambiente. Le ONG non sono da meno.
Nel quadro di un'iniziativa dell'associazione Trasporto e ambiente,
ad esempio, è stato messo a punto un sistema di classificazione
dei veicoli secondo criteri ambientali.
L'Ufficio europeo per l'ambiente ha invece proposto un sistema
globale d'informazione al pubblico.
(Fonte: VIPS)