E' stato di recente pubblicato uno studio che dimostra chiaramente
come, negli interventi di manutenzione, le vernici a base di solventi
siano preferibili, per quanto riguarda l'impatto ambientale, ai
prodotti a base acquosa. Lo studio - eseguito da un membro del
Gruppo Europeo delle Industrie di Solventi (European Solvents
Industry Group - ESIG) sullo Humber Bridge, il più
grande ponte sospeso a campata unica nel mondo - analizza la situazione
del ciclo di vita della pittura, prevedendo, a seconda dei diversi
sistemi di verniciatura, la differente produzione di emissioni
e di consumo di risorse nei prossimi 15 anni.
E' stato dimostrato che, per proteggere il ponte con la maggior
parte dei più moderni sistemi di pittura, bisognerebbe
scrostare il vecchio rivestimento prima di regolari riverniciature.
Tale procedimento comporterebbe l'impiego di maggiori risorse
e anche emissioni di composti organici volatili (Volatile Organic
Compounds: VOC) notevolmente superiori a quelli prodotti da
un sistema a base di solventi, con cui si può invece fare
un semplice ed adeguato intervento di manutenzione, ritoccando
le parti più scrostate del ponte.
I VOC reagiscono con l'ossido di azoto presente nell'atmosfera
con un possibile aumento dell'ozono, a livello del suolo, collegato
con l'aumento dei problemi respiratori.
La pubblicazione di questa ricerca è molto importante in
considerazione della proposta della direttiva dell'Unione Europea
di ridurre le emissioni di VOC, in tutta l'Europa, di 1,5 milioni
di tonnellate all'anno.
Peter Hidson, presidente dell'ESIG, ha affermato: "L'impegno
dell'Industria dei solventi è quello di ridurre le emissioni
di VOC. Tuttavia questa ricerca ha dimostrato che è necessario
tenere conto delle emissioni che si verificano per tutto il ciclo
di vita del sistema di verniciatura e che, data la complessità
degli elementi in gioco, riducendo il contenuto dei solventi in
un prodotto, si può fare più male che bene".
La ricerca rappresenta uno studio fondamentale sugli effetti ambientali
delle diverse tecnologie di verniciatura negli interventi di manutenzione.
Essa conclude che la scelta migliore è continuare con la
consueta vernice (a base di gomma clorurata) che può essere
ricoperta di altri strati e non richiede un intervento di riverniciatura
completa a breve termine. La seconda migliore alternativa sarebbe
l'uso di una vernice a base di solventi, ad alto contenuto di
solidi, compatibile con quella preesistente. Le vernici a base
acquosa conosciute fino ad oggi richiederebbero una nuova verniciatura
ogni cinque anni con la rimozione totale dello strato già
esistente e quindi, può sembrar strano, rappresentano la
soluzione meno ecologica.
Secondo Nick Hazel, Direttore tecnico BP, autore dello studio,
nel seguire l'impegno dell'Unione Europea a ridurre le emissioni
di VOC, l'utente deve poter decidere quale, tra quelli disponibili,
sia il sistema che meglio risponda agli obiettivi ecologici, ma
sia anche economicamente competitivo e offra il livello di qualità
richiesto. La valutazione del ciclo di vita è solo un aspetto
del quadro generale, in quanto sono pure da considerare gli aspetti
economici e tecnici. Comunque questa ricerca ha fornito dati utili,
che potranno guidare l'utente nelle sue decisioni, e sottolinea
inoltre il bisogno di leggi che garantiscano, a chi usa i solventi,
una maggiore flessibilità su come raggiungere gli obiettivi
ecologici.
Strategie alternative di rivestimento per la verniciatura di
manutenzione
Esempio analizzato: Humber Bridge
Autore - N. J. Hazel
Si è adottata la tecnica LCA (Life Analysis, Valutazione del ciclo di vita) per valutare i benefici ambientali dell'attuale sistema di rivestimento dello Humber Bridge e altre alternative a basso contenuto di solventi. Per la realizzazione dello studio si è istituita una collaborazione tra il comitato dello Humber Bridge e la BP Chemicals.
I dati
Lo studio si riferisce ad una proiezione sui prossimi 15 anni.
Questo periodo è sufficiente a coprire tre cicli di riverniciatura
in caso di adozione di sistemi a base acquosa. Per tutte le materie
prime e gli imput energetici si è fatto uso dei dati di
inventario dello LCA.
La situazione legislativa
La direttiva proposta ha lo scopo di ridurre le emissioni
di composti organici volatili (VOC) in tutta Europa di 1,5 milioni
di tonnellate all'anno.
La proposta è attualmente in fase di esame da parte delle
istituzioni dell'Unione Europea. A seconda dei risultati delle
discussioni del Consiglio e dei relativi emendamenti del Parlamento,
è prevista la definizione di una posizione comune intorno
alla fine dell'anno.
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