Si tratta del nome comune attribuito al brevetto europeo
n°0695351 "Isolation, selection and propagation of animal trangenic stem cells"
di proprietà dell'Università di Edimburgo.
La richiesta del brevetto era
stata registrata nell'aprile del 1994 dall'European Patent Office (EPO) che
aveva rilasciato il brevetto nel dicembre 1999.
Il brevetto descrive un
metodo di utilizzo dell'ingegneria genetica per isolare in una coltura cellulare
cellule staminali - comprese quelle embrionali - a partire da cellule più
differenziate al fine di ottenere colture pure di cellule staminali.
L'opposizione al brevetto
EPO aveva
esaminato la domanda e conferito il brevetto ma, a causa di una svista, aveva
omesso di precisare che il termine "animal" era da intendersi limitato e non
estendibile all'uomo.
Le prime opposizioni al brevetto erano state sollevate
nel febbraio 2000 e ufficializzate nel marzo seguente facendo leva su obiezioni
di carattere etico dato che l'invenzione poteva riguardare le cellule staminali
umane, in particolare quelle degli embrioni e, di conseguenza, la loro
modificazione. Inoltre, alcuni sostenevano che il brevetto riguardava anche la
clonazione umana e la creazione di animali transgenici, uomo compreso.
Delle
preoccupazioni sopra espresse si è fatto carico anche il Parlamento europeo con
la sua risoluzione adottata nella seduta del 30 marzo 2000 e pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee, serie C378 del 29 dicembre 2000
(pagine 95 - 97).
La procedura di opposizione è regolamentata dalla
convenzione istitutiva di EPO che consente, entro nove mesi dal rilascio del
brevetto, di argomentare l'opposizione stessa (trattasi di una procedura che
mediamente interessa il 6% dei brevetti rilasciati annualmente).
Nel caso
"Edimburgo", hanno presentato opposizione, tra gli altri, i governi di Germania,
Paesi Bassi ed Italia.
Subito dopo aver ricevuto le opposizioni, l'Università
di Edimburgo ha espressamente formalizzato che non aveva mai inteso perseguire
l'obiettivo di coprire con brevetto la creazione di uomini transgenici
proponendo da subito la conseguente limitazione del brevetto. La limitazione non
riguarda lo specifico argomento della brevettazione di cellule staminali umane,
in particolare di cellule staminali embrionali umane e loro
modificazione.
Secondo una speciale procedura, simile a quella seguita nelle
udienze giudiziarie, che vede coinvolti il proprietario del brevetto e gli
oppositori, l'Opposition Division di EPO decide, in qualità di giudice
imparziale, se il brevetto contestato deve essere confermato, emendato o
revocato.
Nel caso del brevetto "Edimburgo", l'Opposition Division si è
avvalsa di tre patent examiner e di un esperto legale.
L'audizione del 24 luglio
Il 24
luglio 2002, a Monaco, dopo tre giorni di audizioni pubbliche presso EPO, è
stato deciso che il brevetto "Edimburgo" doveva essere mantenuto in forma
emendata come descritto dal detentore del brevetto durante l'udienza. Il brevetto
non riguarda più le cellule staminali umane ed animali, ma copre cellule
staminali modificate sia animali che umane oltre che le cellule staminali embrionali.
L'
Opposition Division è stata dell'avviso che il brevetto rilasciato non
rispondeva alle caratteristiche richieste dagli articoli 53a e 83 della
Convenzione e dalla regola 23d/c del relativo Regolamento dell'European Patent
Convention (EPC).
L'Opposition Division ha sottolineato di aver deciso sulla
base dell'EPC e della legislazione europea, compresa la direttiva EU sulle
biotecnologie. Queste, e non la legge tedesca sulla protezione degli embrioni,
sono state le disposizioni alla base della decisione assunta il 24 luglio
2002.
Le motivazioni della decisione assunta dall' Opposition Division
saranno rese note nei prossimi mesi. Contro la decisone le parti interessate
avranno la possibilità di appellarsi.
(fonti: EPO, GUCE "C")
Nicoletta Campisi, redazione di "Ambiente Risorse Salute
"
15/10/02