Scienziati europei al lavoro per prospettare i vantaggi delle applicazioni della genetica molecolare al miglioramento genetico convenzionale delle piante coltivate
L’EASAC
(European Academies Science Advisory Council), organizzazione composta da sedici
accademie scientifiche nazionali europee, ha formato un gruppo di lavoro,
presieduto dal prof. Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, per esaminare le
potenzialità della genetica molecolare nella costituzione di nuove varietà di
piante coltivate. Lo studio non si occuperà di piante geneticamente
modificate.
G. T.
Scarascia Mugnozza, Presidente dell’Accademia Nazionale delle Scienze e Socio
dell’Accademia Nazionale dei Lincei, ha dichiarato: “Il sequenziamento del
genoma di un’importante specie vegetale come il riso è ormai completato, e sono
in fase avanzata analoghi studi su altre specie, come il mais, l’orzo, il
pioppo, l’erba medica e la barbabietola da zucchero. Queste informazioni
dovrebbero consentire rilevanti progressi anche nella messa a punto delle
strategie del miglioramento genetico convenzionale, contribuendo ad incrementare
o introdurre nelle piante coltivate caratteristiche utili quali, ad esempio, la
resistenza a parassiti animali e vegetali, l’adattamento a fattori abiotici
deleteri per renderle più compatibili agli agroecosistemi, con effetti positivi
anche sulla quantità e qualità merceologica e nutrizionale delle produzioni e
sulla tecnologia di conservazione e trasformazione delle produzioni vegetali per
usi alimentari e industriali”.
“L’Unione Europea conta sulla produzione agricola per
mantenere la salute e la prosperità delle sue popolazioni e sulla competitività
degli agricoltori nei confronti dei concorrenti extraeuropei. È perciò
importante che le politiche degli Stati membri facciano ricorso,
appropriatamente e tempestivamente, ai progressi della genetica vegetale e della
biologia molecolare”.
“Tuttavia – aggiunge Scarascia Mugnozza – mentre la genetica
molecolare e le modificazioni dei singoli geni aprono prospettive interessanti e
innovative, è diffusa tra gli scienziati la preoccupazione che le controversie
sugli OGM possano ostacolare i progressi in altri settori della genetica
vegetale, comprese quelle applicazioni in grado di accrescere l’efficienza dei
metodi convenzionali di miglioramento genetico e quindi di selezione di nuove
varietà. Auspichiamo che lo studio che ci accingiamo a condurre metta in rilievo
le più promettenti linee di ricerca, così consentendo ai responsabili politici
di stabilire valide scale di priorità per il finanziamento della ricerca
scientifica e tecnologica. Intendiamo perciò avviare un’ampia consultazione per
raccogliere l’opinione di scienziati, tecnici, agricoltori, ambientalisti e
consumatori”.
Il gruppo di lavoro elaborerà entro il 2003 un documento che
sarà inviato alla Commissione Europea, al Consiglio Europeo, al Consiglio
dell’Unione Europea, al Parlamento europeo, agli Stati membri dell’Unione
Europea e ad altre istituzioni.
Il gruppo di lavoro è composto da scienziati di otto Paesi
europei.
Prof. Gian Tommaso Scarascia Mugnozza,
Presidente;
Prof. Friedrich Graf, Istituto di Teologia Sistematica,
Università di Monaco di Baviera;
Prof.ssa Regine Kahmann, Istituto Max Planck per la
Microbiologia del Terreno, Marburg (Germania);
Dott. Tony Kavanagh, Dipartimento di Genetica, Trinity
College, Dublino;
Prof. Chris Lamb, John Innes
Centre, Norwich (Regno Unito);
Dott.ssa
Marjori Ann Matzke, Istituto di Biologia Molecolare, Accademia Austriaca delle
Scienze, Salisburgo;
Prof. Marc van Montagu, Istituto di Biotecnologia Vegetale
per i Paesi in via di sviluppo, Università di Gand
(Belgio);
Prof. Enrico Porceddu, Dipartimento di Agrobiologia e
Agrochimica, Università della Tuscia, Viterbo;
Professor Lars Rask, Dipartimento di Biochimica Medica e
Microbiologia, Università di Uppsala (Svezia);
Prof. Francesco Salamini, Istituto Max Planck per la Ricerca
sul Miglioramento Genetico delle Piante Coltivate,
Colonia;
Prof. Willem Stiekema, Centre for Biosystems Genomics,
Università di Wageningen (Paesi Bassi).
Per informazioni sulla ricerca, contattare il prof. Enrico
Porceddu (telefono: 0761 357 231; fax: 0761 357 2256; e-mail: porceddu@unitus.it ).
L’EASAC (European Academies Science Advisory Council) è stato costituito nel 2001 allo scopo di favorire la collaborazione tra le accademie scientifiche europee nel fornire alle istituzioni dell’Unione Europea una valutazione indipendente, qualificata ed attendibile nelle questioni di politica della scienza. L’EASAC è organizzato in modo da unire la speditezza della propria azione con l’autorevolezza delle accademie nazionali delle scienze che lo compongono e con le opportunità che derivano dalla immediatezza dei rapporti con le comunità scientifiche dei diversi Paesi.
Per ulteriori
informazioni: www.easac.org
3/10/2003