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2003
Ottobre 
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Biotecnologie

 

European Academies
Easac
Science Advisory Council


Scienziati europei al lavoro per prospettare i vantaggi delle applicazioni della genetica molecolare al miglioramento genetico convenzionale delle piante coltivate

Un gruppo di scienziati europei sta studiando i criteri con cui i recenti progressi nella decifrazione delle informazioni genetiche delle piante coltivate possono essere applicati per perfezionare e accelerare i metodi di miglioramento genetico convenzionale

L’EASAC (European Academies Science Advisory Council), organizzazione composta da sedici accademie scientifiche nazionali europee, ha formato un gruppo di lavoro, presieduto dal prof. Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, per esaminare le potenzialità della genetica molecolare nella costituzione di nuove varietà di piante coltivate. Lo studio non si occuperà di piante geneticamente modificate.

G. T. Scarascia Mugnozza, Presidente dell’Accademia Nazionale delle Scienze e Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, ha dichiarato: “Il sequenziamento del genoma di un’importante specie vegetale come il riso è ormai completato, e sono in fase avanzata analoghi studi su altre specie, come il mais, l’orzo, il pioppo, l’erba medica e la barbabietola da zucchero. Queste informazioni dovrebbero consentire rilevanti progressi anche nella messa a punto delle strategie del miglioramento genetico convenzionale, contribuendo ad incrementare o introdurre nelle piante coltivate caratteristiche utili quali, ad esempio, la resistenza a parassiti animali e vegetali, l’adattamento a fattori abiotici deleteri per renderle più compatibili agli agroecosistemi, con effetti positivi anche sulla quantità e qualità merceologica e nutrizionale delle produzioni e sulla tecnologia di conservazione e trasformazione delle produzioni vegetali per usi alimentari e industriali”.

“L’Unione Europea conta sulla produzione agricola per mantenere la salute e la prosperità delle sue popolazioni e sulla competitività degli agricoltori nei confronti dei concorrenti extraeuropei. È perciò importante che le politiche degli Stati membri facciano ricorso, appropriatamente e tempestivamente, ai progressi della genetica vegetale e della biologia molecolare”.

“Tuttavia – aggiunge Scarascia Mugnozza – mentre la genetica molecolare e le modificazioni dei singoli geni aprono prospettive interessanti e innovative, è diffusa tra gli scienziati la preoccupazione che le controversie sugli OGM possano ostacolare i progressi in altri settori della genetica vegetale, comprese quelle applicazioni in grado di accrescere l’efficienza dei metodi convenzionali di miglioramento genetico e quindi di selezione di nuove varietà. Auspichiamo che lo studio che ci accingiamo a condurre metta in rilievo le più promettenti linee di ricerca, così consentendo ai responsabili politici di stabilire valide scale di priorità per il finanziamento della ricerca scientifica e tecnologica. Intendiamo perciò avviare un’ampia consultazione per raccogliere l’opinione di scienziati, tecnici, agricoltori, ambientalisti e consumatori”.

Il gruppo di lavoro elaborerà entro il 2003 un documento che sarà inviato alla Commissione Europea, al Consiglio Europeo, al Consiglio dell’Unione Europea, al Parlamento europeo, agli Stati membri dell’Unione Europea e ad altre istituzioni.

Il gruppo di lavoro è composto da scienziati di otto Paesi europei.

Prof. Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, Presidente;

Prof. Friedrich Graf, Istituto di Teologia Sistematica, Università di Monaco di Baviera;

Prof.ssa Regine Kahmann, Istituto Max Planck per la Microbiologia del Terreno, Marburg (Germania);

Dott. Tony Kavanagh, Dipartimento di Genetica, Trinity College, Dublino;

Prof. Chris Lamb, John Innes Centre, Norwich (Regno Unito);

Dott.ssa Marjori Ann Matzke, Istituto di Biologia Molecolare, Accademia Austriaca delle Scienze, Salisburgo;

Prof. Marc van Montagu, Istituto di Biotecnologia Vegetale per i Paesi in via di sviluppo, Università di Gand (Belgio);

Prof. Enrico Porceddu, Dipartimento di Agrobiologia e Agrochimica, Università della Tuscia, Viterbo;

Professor Lars Rask, Dipartimento di Biochimica Medica e Microbiologia, Università di Uppsala (Svezia);

Prof. Francesco Salamini, Istituto Max Planck per la Ricerca sul Miglioramento Genetico delle Piante Coltivate, Colonia;

Prof. Willem Stiekema, Centre for Biosystems Genomics, Università di Wageningen (Paesi Bassi).

Per informazioni sulla ricerca, contattare il prof. Enrico Porceddu (telefono: 0761 357 231; fax: 0761 357 2256; e-mail: porceddu@unitus.it ).

L’EASAC (European Academies Science Advisory Council) è stato costituito nel 2001 allo scopo di favorire la collaborazione tra le accademie scientifiche europee nel fornire alle istituzioni dell’Unione Europea una valutazione indipendente, qualificata ed attendibile nelle questioni di politica della scienza. L’EASAC è organizzato in modo da unire la speditezza della propria azione con l’autorevolezza delle accademie nazionali delle scienze che lo compongono e con le opportunità che derivano dalla immediatezza dei rapporti con le comunità scientifiche dei diversi Paesi.

Per ulteriori informazioni: www.easac.org

 


 

 

 

3/10/2003