Edizione telematica
di
  Ambiente Risorse Salute
  Anno 2003
Ottobre
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Biotecnologie

European Academies
Easac
Science Advisory Council

Genomica delle piante coltivate
Appello pubblico 

1.     L’EASAC  (European Academies Science Advisory Council)  ha lanciato uno studio sulla genetica delle piante coltivate con lo scopo di individuare e analizzare criteri e modalità delle ricerche sul genoma delle principali piante coltivate da cui si possano ricavare metodi e tecniche che contribuiscano al miglioramento genetico convenzionale per la costituzione, con più precisione, celerità e minori costi, di nuove varietà di piante coltivate con particolari caratteristiche, compatibili con l’ambiente e le tecniche di coltivazione, rendendo altresì più efficienti i processi di conservazione post-raccolta e di trasformazione delle produzioni vegetali per usi alimentari e industriali. Lo studio non riguarda la modificazione genetica delle piante attraverso la manipolazione dei geni.

2.     Il programma si occuperà sia delle piante coltivate alimentari che di quelle non alimentari. I termini di riferimento del gruppo di lavoro sono:

1. Riassumere l’attuale situazione della ricerca genetica relativa alle principali specie di piante coltivate nell’Unione Europea e le potenziali applicazioni di questa ricerca al miglioramento genetico convenzionale e agli altri scopi sopra indicati.

2. Dare suggerimenti sulle priorità e le esigenze della ricerca, in particolare nel settore pubblico, e individuare gli elementi chiave di una strategia dell’Unione Europea nella genetica delle piante coltivate per i prossimi quindici anni.

3. Esaminare la posizione dell’Unione Europea sulla genomica delle piante coltivate e le sue applicazioni per formulare ipotesi atte ad accrescere la competitività dell’U.E. in questo settore.

La pubblicazione dello studio è prevista entro la fine del 2003.
Il gruppo di lavoro comprende:

Prof. Friedrich GRAF

Teologia sistematica ed Etica

Istituto di Teologia Sistematica,
Università di Monaco di Baviera

Prof.ssa Regine KAHMANN

Fitopatologia molecolare

Istituto Max Planck per la Microbiologia del Terreno, Marburg

Dr. Tony KAVANAGH

Genomica vegetale

Dipartimento di Genetica, Trinity College, Dublino

Prof. Chris LAMB

Biologia molecolare vegetale

John Innes Centre,Norwich

Dr.ssa Marjori Ann MATZKE

Epigenetica ed evoluzione del genoma

Istituto di Biologia Molecolare,Accademia Austriaca delle Scienze,Salisburgo

Prof. Marc van MONTAGU

Trasferimento genico

Istituto di Biotecnologia Vegetale per i Paesi in via di sviluppo,Università di Gand

Prof. Enrico PORCEDDU,
Segretario

Genetica, Miglioramento genetico delle piante

Dipartimento di Agrobiologia e Agrochimica, Università della Tuscia,
Viterbo

Prof. Lars RASK

Biochimica medica

Dipartimento di Biochimica Medica e Microbiologia,Università di Uppsala

Prof. Francesco SALAMINI

Genetica, Miglioramento genetico delle piante

Istituto Max Planck per la Ricerca sul Miglioramento Genetico delle Piante Coltivate, Colonia

Prof. Gian Tommaso SCARASCIAMUGNOZZA,
Presidente

Genetica, Miglioramento genetico delle piante, Agrobiodiversità

Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, Roma

Prof. Willem STIEKEMA

Genomica, Bioinformatica

Centre for Biosystems Genomics
Università di Wageningen


Altri studiosi sono stati invitati a partecipare al progetto ma non hanno ancora formalmente accettato.

4.     Il gruppo di lavoro è pronto a ricevere osservazioni e valutazioni da tutte le persone e le organizzazioni interessate con riguardo ai suddetti termini di riferimento. In particolare, sarebbero apprezzati commenti sui seguenti aspetti:

1 Stato dell’arte

1.1 Principali progetti di ricerca in genetica delle piante coltivate elaborati in Italia; varietà vegetali e caratteristiche studiate; istituzioni, risorse umane ed economiche impegnate; carattere (nazionale o internazionale) di tali progetti; piattaforme e strategie previste per la loro organizzazione ed avvio.
1.2 Strategie previste per la diffusione dei risultati; valutazione in confronto con programmi ed attività in altri paesi; rilevanza del/dei progetto/i in confronto ad altri progetti nel campo delle scienze della vita e in altri settori.
1.3 Approcci multidisciplinari e interdisciplinari adottati; discipline coinvolte; collegamenti con il miglioramento genetico convenzionale delle piante e, in senso più ampio, con le scienze agrarie, forestali e agroindustriali.

2 Opzioni per il futuro

2.1 Aspetti chiave per il futuro, in particolare per i prossimi cinque anni.
2.2 Potenzialità delle scienze agrarie, del miglioramento genetico convenzionale delle piante coltivate, delle tecniche di coltivazione, della tecnologie di post-raccolta.
2.3 Piante coltivate e sistemi agricoli sui quali la genetica delle piante coltivate promette di avere il maggiore impatto.
2.4 Priorità della ricerca: geni e/o caratteri metabolici (ad es. qualità, resa, adattamento, resistenza, ecc.); sistemi agricoli e piante coltivate con la maggiore priorità; impatto della genetica delle piante coltivate sulla biodiversità; tecnologie e piattaforme necessarie (analisi del fenotipo, sequenziamento, analisi metaboliche, proteomica, bioinformatica, ecc.).

3 Posizione competitiva dell’U.E.

3.1 Posizione competitiva dell’Unione Europea e dei singoli Stati membri in confronto con i Paesi extraeuropei.
3.2 Fattori che ostacolano la ricerca e le applicazioni della genetica delle piante coltivate nell’U.E.
3.3 Suggerimenti per migliorare l’attuale posizione competitiva dell’Unione Europea e degli Stati membri.
3.4 Possibile impatto dell’allargamento dell’Unione Europea.

4 Aspetti sociali ed economici

4.1 Fiducia del consumatore nella genetica delle piante coltivate e suoi vantaggi.
4.2 Ruolo della genetica delle piante coltivate nei paesi in via di sviluppo, le loro varietà vegetali ed i loro sistemi agricoli.
4.3 Interazioni tra mondo della ricerca e industria.
4.4 Risorse umane e istituzionali esistenti e necessità di un loro incremento; opportunità e limitazioni per la integrazione dei progetti nazionali in materia di genetica delle piante coltivate in un unico programma europeo; possibili regole per la diffusione dei risultati; possibili nuove opportunità di lavoro.

Fonte: Easac online: www.easac.org

 

 

3/10/2003