1. L’EASAC
(European Academies Science Advisory Council) ha lanciato uno studio sulla
genetica delle piante coltivate con lo scopo di individuare e analizzare criteri
e modalità delle ricerche sul genoma delle principali piante coltivate da cui si
possano ricavare metodi e tecniche che contribuiscano al miglioramento genetico
convenzionale per la costituzione, con più precisione, celerità e minori costi,
di nuove varietà di piante coltivate con particolari caratteristiche,
compatibili con l’ambiente e le tecniche di coltivazione, rendendo altresì più
efficienti i processi di conservazione post-raccolta e di trasformazione delle
produzioni vegetali per usi alimentari e industriali. Lo studio non riguarda la
modificazione genetica delle piante attraverso la manipolazione dei geni.
2. Il
programma si occuperà sia delle piante coltivate alimentari che di quelle non
alimentari. I termini di riferimento del gruppo di lavoro
sono:
1.
Riassumere l’attuale situazione della ricerca genetica relativa alle principali
specie di piante coltivate nell’Unione Europea e le potenziali applicazioni di
questa ricerca al miglioramento genetico convenzionale e agli altri scopi sopra
indicati.
2.
Dare suggerimenti sulle priorità e le esigenze della ricerca, in particolare nel
settore pubblico, e individuare gli elementi chiave di una strategia dell’Unione
Europea nella genetica delle piante coltivate per i prossimi quindici anni.
3.
Esaminare la posizione dell’Unione Europea sulla genomica delle piante coltivate
e le sue applicazioni per formulare ipotesi atte ad accrescere la competitività
dell’U.E. in questo settore.
La
pubblicazione dello studio è prevista entro la fine del 2003.
Il gruppo di
lavoro comprende:
|
Prof.
Friedrich GRAF |
Teologia sistematica ed
Etica |
Istituto di Teologia
Sistematica, |
|
Prof.ssa
Regine KAHMANN |
Fitopatologia
molecolare |
Istituto Max Planck per la
Microbiologia del Terreno, Marburg |
|
Dr.
Tony KAVANAGH |
Genomica
vegetale |
Dipartimento di Genetica,
Trinity College, Dublino |
|
Prof.
Chris LAMB |
Biologia molecolare
vegetale |
John Innes
Centre,Norwich |
|
Dr.ssa Marjori Ann
MATZKE |
Epigenetica ed evoluzione
del genoma |
Istituto di Biologia
Molecolare,Accademia Austriaca delle Scienze,Salisburgo |
|
Prof. Marc van
MONTAGU |
Trasferimento
genico |
Istituto di Biotecnologia
Vegetale per i Paesi in via di sviluppo,Università di Gand |
|
Prof. Enrico
PORCEDDU, |
Genetica, Miglioramento
genetico delle piante |
Dipartimento di
Agrobiologia e Agrochimica, Università della
Tuscia, |
|
Prof.
Lars RASK |
Biochimica
medica |
Dipartimento di Biochimica
Medica e Microbiologia,Università di Uppsala |
|
Prof. Francesco
SALAMINI |
Genetica, Miglioramento
genetico delle piante |
Istituto Max Planck per la
Ricerca sul Miglioramento Genetico delle Piante Coltivate,
Colonia |
|
Prof. Gian Tommaso
SCARASCIAMUGNOZZA, |
Genetica, Miglioramento
genetico delle piante, Agrobiodiversità |
Accademia Nazionale delle
Scienze detta dei XL, Roma |
|
Prof.
Willem STIEKEMA |
Genomica,
Bioinformatica |
Centre for Biosystems
Genomics |
|
| ||
4. Il
gruppo di lavoro è pronto a ricevere osservazioni e valutazioni da tutte le
persone e le organizzazioni interessate con riguardo ai suddetti termini di
riferimento. In particolare, sarebbero apprezzati commenti sui seguenti
aspetti:
1 Stato
dell’arte
1.1
Principali progetti di ricerca in genetica delle piante coltivate elaborati in
Italia; varietà vegetali e caratteristiche studiate; istituzioni, risorse umane
ed economiche impegnate; carattere (nazionale o internazionale) di tali
progetti; piattaforme e strategie previste per la loro organizzazione ed
avvio.
1.2 Strategie previste per la diffusione dei risultati; valutazione in
confronto con programmi ed attività in altri paesi; rilevanza del/dei progetto/i
in confronto ad altri progetti nel campo delle scienze della vita e in altri
settori.
1.3 Approcci multidisciplinari e interdisciplinari adottati;
discipline coinvolte; collegamenti con il miglioramento genetico convenzionale
delle piante e, in senso più ampio, con le scienze agrarie, forestali e
agroindustriali.
2 Opzioni per il
futuro
2.1
Aspetti chiave per il futuro, in particolare per i prossimi cinque anni.
2.2
Potenzialità delle scienze agrarie, del miglioramento genetico convenzionale
delle piante coltivate, delle tecniche di coltivazione, della tecnologie di
post-raccolta.
2.3 Piante coltivate e sistemi agricoli sui quali la genetica
delle piante coltivate promette di avere il maggiore impatto.
2.4 Priorità
della ricerca: geni e/o caratteri metabolici (ad es. qualità, resa, adattamento,
resistenza, ecc.); sistemi agricoli e piante coltivate con la maggiore priorità;
impatto della genetica delle piante coltivate sulla biodiversità; tecnologie e
piattaforme necessarie (analisi del fenotipo, sequenziamento, analisi
metaboliche, proteomica, bioinformatica, ecc.).
3 Posizione competitiva
dell’U.E.
3.1 Posizione competitiva dell’Unione
Europea e dei singoli Stati membri in confronto con i Paesi extraeuropei.
3.2
Fattori che ostacolano la ricerca e le applicazioni della genetica delle piante
coltivate nell’U.E.
3.3 Suggerimenti per migliorare l’attuale posizione
competitiva dell’Unione Europea e degli Stati membri.
3.4 Possibile impatto
dell’allargamento dell’Unione Europea.
4 Aspetti sociali ed
economici
4.1 Fiducia del consumatore nella genetica delle piante
coltivate e suoi vantaggi.
4.2 Ruolo della genetica delle piante coltivate
nei paesi in via di sviluppo, le loro varietà vegetali ed i loro sistemi
agricoli.
4.3 Interazioni tra mondo della ricerca e industria.
4.4 Risorse
umane e istituzionali esistenti e necessità di un loro incremento; opportunità e
limitazioni per la integrazione dei progetti nazionali in materia di genetica
delle piante coltivate in un unico programma europeo; possibili regole per la
diffusione dei risultati; possibili nuove opportunità di
lavoro.
Fonte: Easac online: www.easac.org
3/10/2003