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  Anno 2002
Luglio

 

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I problemi della scienza, una scelta chiara sul futuro

Intervento del Primo Ministro Inglese Tony Blair alla Royal Society di Londra il  23 maggio 2002

 

Introduzione

" Quando nel 1660 dodici persone fondarono la Royal Society, era possibile per una persona colta capire tutte le conoscenze scientifiche. In realtà, ciò si verificò probabilmente per oltre la metà di vita di tale ente Fu solo nel 1847 che la Royal Society stabilì che potevano essere suoi membri soltanto gli scienziati in attività.

Tuttavia nel secolo scorso, ed in particolare negli ultimi 50 anni, è stata tale la velocità del progresso scientifico che anche i migliori scienziati non possono oggi tenere il passo delle scoperte scientifiche che esulano dal loro campo di indagine.. Viene fatta più scienza, è una scienza più globale ed è più veloce il suo impatto sulle nostre vite.

Dati i grandi progressi degli anni recenti, sarebbe facile per i non-scienziati pensare che i grandi problemi scientifici siano stati risolti, che il lavoro di oggi consista nel colmare piccole lacune. Ma siamo sul punto di ulteriori balzi in avanti nella ricerca e nelle scoperte della scienza.

Io so bene che qui ci sono scienziati che possono spiegare con più acume di me le sfide e i prodigi che stanno emergendo, ma ci sono tre ragioni principali per cui io voglio rivolgere l’attenzione al potenziale di questa nuova epoca di scoperte.

·        La prima è che la scienza è fondamentale per consentire  la futura prosperità del nostro paese.

·        La seconda, che la scienza ci sta ponendo serie questioni di giudizio morale e di preoccupazioni concrete che, se affrontate in modo errato, possono portare a pregiudizi nei suoi confronti; cosa che, io credo, sarebbe profondamente dannosa..

·        La terza, come conseguenza, è che i benefici della scienza saranno usati al meglio soltanto attraverso un rinnovato patto tra scienza e società, basato su un’appropriata comprensione di quanto  la scienza sta cercando di realizzare.

Da qualche tempo avevo idea di fare questo intervento. L’occasione finale è venuta, abbastanza curiosamente, quando mi trovavo, in gennaio, a Bangalore. Ho incontrato un gruppo di accademici, che avevano interessi imprenditoriali nel campo delle biotecnologie. Mi hanno detto bruscamente: l’Europa ha rallentato il suo ritmo in campo scientifico; stiamo per scavalcarvi e voi ne subirete le conseguenze. Ritengono del tutto sorprendente il dibattito sugli OGM qui e altrove in Europa. Essi ci vedono completamente dominati dai protestatari e da gruppi di pressione che usano le emozioni per sopraffare la ragione..Ed essi non pensano che abbiamo avuto la volontà politica di sostenere la scienza adeguatamente.

Ritengo che se non acquisiamo una migliore comprensione della scienza e del suo ruolo, avranno avuto ragione loro.

Lasciatemi iniziare con la cosa più ardua da realizzare in politica: un senso di equilibrio. Già altre critiche hanno insinuato che sostenendo la scienza, noi vogliamo un mondo guidato dal dottor Stranamore con ogni moralità eclissata da una fredda, insensibile ideologia in provetta  con gli scienziati come suoi leader.

 La scienza è per l’appunto conoscenza. E la conoscenza può essere usata da persone malvagie per scopi malvagi. La scienza non sostituisce il giudizio morale. Essa estende semplicemente il contesto di conoscenze entro cui si formano i giudizi morali. La scienza ci consente di fare di più, ma non ci dice se fare di più è giusto o sbagliato.

La scienza è anche fallibile. Le teorie cambiano. Le conoscenze si allargano e possono contraddire le idee precedenti.

Tutto ciò è vero, ma niente di ciò impedisce alla scienza di dirci come stanno i fatti. Eppure in ogni generazione ci sono di quelli che ritengono che i fatti possono portarci fuori strada e indurci a commettere errori. E sotto un certo aspetto  hanno ragione. Con i progressi scientifici c’è una maggiore possibilità di fare cose errate perché abbiamo maggiori capacità tecnologiche--ad esempio le armi nucleari.

Ma la risposta deve essere quella di non disconoscere la fusione nucleare. La risposta è che con il progresso scientifico, abbiamo bisogno di una più forte fibra morale; migliore capacità di giudizio; e di un’analisi più accurata su come usare le conoscenze, a fin di bene e non di male.

L’equilibrio è che un giudizio morale migliore va di pari passo con una scienza migliore."

 

Stato attuale della scienza

"Ci sono molte questioni di gravità nel nostro mondo, di pericolo, di difficoltà. Ma io penso che la scoperta scientifica sia uno degli avvenimenti più eccitanti del mondo odierno.

Le bioscienze stanno, giustamente, attirando nel presente molta attenzione e ammirazione. Ma enormi progressi continuano ad essere compiuti anche nel campo delle scienze fisiche e nelle aree interdisciplinari tra loro. Infatti, in misura crescente, le scienze fisiche e biologiche divengono interdipendenti.

L'attuale ricerca nell'ambito della nanoscienza - manipolazione e costruzione di dispositivi atomo per atomo - ha un potenziale sorprendente.. Da qui vediamo ora emergere le nanotecnologie, il massimo nel campo della miniaturizzazione. Robot a scala micrometrica, programmabili e controllabili, consentiranno ai medici di eseguire interventi di cura e di ricostruzione nel corpo umano a livello cellulare e molecolare. Studiosi lungimiranti in questo campo parlano di strumenti delle dimensioni di una cellula che potrebbero, ad esempio, identificare e distruggere tutte le cellule cancerose in un corpo. Nanostrumenti  potrebbero avere come bersaglio batteri e altri parassiti, combattendo tubercolosi, malaria ed altri batteri resistenti agli antibiotici.

Ho visto una dimostrazione pratica, la scorsa settimana, di alcune tra le ricerche pionieristiche che si stanno conducendo a Cambridge nel settore dei polimeri che emettono luce. Immaginate una sottile, flessibile lamina di plastica rivestita con semiconduttori flessibili. Questo tipo di tecnologia dirompente può creare industrie del tutto nuove e prodotti che ora non possiamo ancora cominciare a immaginare. Ed è straordinario che un tale tipo di ricerca richieda la collaborazione di fisici, chimici, scienziati dei materiali ed ingegneri e tecnici

Nel frattempo, i mutamenti climatici sono una delle più grandi sfide. La scienza da sola non può risolvere il problema. Ma sono confortato dal lavoro in Gran Bretagna su pannelli solari perfezionati, su una migliore tecnologia delle cellule a combustibile, e su mezzi più efficienti per sfruttare l'energia delle maree e delle onde. Notate il fatto, ad esempio, che se si riuscisse a imbrigliare il flusso delle nostre maree si potrebbe ottenere energia dieci volte superiore a quella che attualmente ci necessita.

Intanto, le tecnologie dell’idrogeno offrono un potenziale di trasporto a inquinamenti zero. La visione degli scienziati e ingegneri che sviluppano queste tecnologie è di città pulite e sicure, senza l’impatto dei veicoli convenzionali sulla qualità dell’aria e sulla salute.

Quello che è particolarmente impressionante è il modo intrepido con cui gli scienziati affrontano fenomeni rilevanti e complessi.

Attraverso l'utilizzo comune dell'enorme potenziale dei computer moderni, della capacità ingegneristica di progettare e costruire strumenti automatizzati enormemente sofisticati, per raccogliere nuovi dati, e delle conoscenze scientifiche sviluppate nei secoli, le frontiere della scienza si sono allargate fino ad ottenere noi una comprensione dettagliata di fenomeni complessi che vanno dal genoma al nostro clima globale. I modelli di previsione climatica coprono il periodo che va sino alla fine di questo secolo e oltre, con il nostro Hadley Centre che gioca un ruolo guida sul piano internazionale.

Il campo emergente della scienza elettronica (e - science) dovrebbe trasformare questo tipo di lavoro. E’ significativo il fatto che il Regno Unito sia il primo paese a sviluppare una Griglia (Grid) nazionale di e-science; la quale ha lo scopo di rendere l'accesso a tutte le possibilità informatiche del computer, alla miniera di dati scientifici e ai mezzi sperimentali nel modo semplice con cui il Web permette l’accesso all'informazione.

Uno dei progetti piloti di  e-science consiste nello sviluppare un archivio mammografico digitale, insieme con un intelligente sistema di supporto medico decisionale per la diagnosi e il trattamento del cancro al seno. Un singolo ospedale non ha attrezzature informatiche super sofisticate; attraverso la Grid potrebbe comprarsi il tempo di cui o ha bisogno per l’uso del macchinario. Così il chirurgo nelle sale operatorie potrà ottenere una mammografia ad alta risoluzione per identificare esattamente dove si può trovare il tumore.

Noi stiamo già beneficiando dei frutti delle scienze biomediche. Ai tempi di Shekespeare, l’aspettativa di vita in Gran Bretagna era di soli 30 anni. Perfino fino al 1880 per la classe degli operai sottonutriti era ancora sotto i 40 anni. Oggi l'aspettativa di vita alla nascita è di quasi ottant'anni e ci aspettiamo che molti di noi vivano in buona salute oltre gli ottanta, novanta o anche i cento anni. Un tale straordinario progresso è un risultato diretto di progressi nelle scienze biologiche e di una alimentazione migliorata.

Poiché ci stiamo movendo dentro quello che Sir Paul Nurse chiama mondo post - genomico, noi possiamo anticipare che la cura sanitaria subirà enormi cambiamenti. Alcune malattie possono essere direttamente collegate alla presenza o all’assenza di particolari geni o sequenze di geni. Il nuovo settore della farmacogenomica svilupperà enormemente l’efficacia delle cure mediche. I medicinali saranno programmati sulla costituzione genetica di ognuno. Ancor più, possiamo immaginare oggi un futuro in cui il medico preleverà poche cellule dall’interno della vostra guancia, le deporrà dentro un apparecchio di sequenziamento del DNA ed un computer elaborerà una completa lettura della vostra singola costituzione genetica - tutti i circa 30 mila geni, che la definiscono. Da ciò, il medico potrebbe individuare con esattezza geni e  prodotti i di geni difettosi e prevedere anni prima che compaia qualche sintomo, quali malattie potete sviluppare con probabilità e come aiutarvi ad evitarle.

Man mano che si sviluppano le conoscenze scientifiche, possiamo perfino - essere capaci di cambiare l’evoluzione di singole cellule-cosa che potrebbe significare passi avanti nella direzione della lotta contro l’Alzaimer, il diabete, il Parkinson e il cancro.

 Noi abbiamo una risorsa straordinaria a questo riguardo nel National Health Service. Ci sono problemi cruciali di privacy sull’informazione genetica che noi dobbiamo affrontare. Ma il nostro sistema pubblico nazionale ci consentirà di raccogliere i dati comprensivi necessari per prevedere la probabilità di varie malattie- e di fare quindi  le scelte per aiutare a prevenirle.

Ogni cosa che ho menzionato è già lavoro in atto nei laboratori di Gran Bretagna e altrove. Ma ciò che davvero eccitante è che la scienza crea possibilità che non erano precedentemente immaginate. Dopo tutto, solo dieci anni fa, ricerche nella fisica delle particelle elementari erano determinate a trovare la via in cui distribuire l’informazione più efficacemente. Partendo da questo apparentemente semplice obiettivo Tim Berners-Lee ha inventato il World Wide Web.

Questo è il migliore esempio recente del potere nascosto della scienza. Noi spesso usiamo dispositivi e non pensiamo che sono il frutto della scienza. Nel caso del Web, i fisici delle particelle hanno creato una grande forza democratica ed egualitaria. "

 

La posizione speciale del Regno Unito

"Cosa tutto questo può significare per il futuro benessere e la prosperità della Gran Bretagna? Noi siamo fortunati ad avere una lunga tradizione scientifica, forse rappresentata al meglio dalla storia di questa stessa istituzione. Newton, un ex presidente della Royal Society, e Darwin sono riconosciuti come due degli scienziati importantissimi per la civilizzazione umana, e sono probabilmente, con Shakespeare, quelli che hanno dato i più grandi contributi ad essa. Io vorrei citare anche Faraday, Thomson, Dirac, Crick, Perutz, Nurse e molti altri. Come ha detto Bob May, “L’immaginazione creativa entro ed oltre le frontiere è veramente qualcosa in cui noi siamo bravi.

Sotto ogni punto di vista il nostro curriculum è straordinario. Con l’1% della popolazione del mondo, noi finanziamo il 4.5% della scienza mondiale, produciamo l’8% dei documenti scientifici e riceviamo il 9% dei riconoscimenti. La forza e la creatività della nostra base scientifica sono una risorsa nazionale chiave mentre ci moviamo nel 21° secolo. La Gran Bretagna ha avuto 44 premi Nobel negli ultimi 50 anni, più di ogni altro paese eccetto gli Usa. Ma questa statistica cela un problema che dobbiamo ammettere: Ne sono stati incoronati solo otto negli ultimi 20 anni. Abbiamo contato per troppo tempo sulla tradizione e sui sentimenti, per aiutare i nostri scienziati. Abbiamo bisogno di forti finanziamenti e di forte sostegno pubblico, e non proprio dell'intenso splendore delle nostre tradizioni.

Non voglio che il nostro prossimo Premio Nobel debba riecheggiare la storia di Tim Hunt, che, nel momento del trionfo per il suo Nobel l'anno scorso, raccontò la storia di come lui e i suoi colleghi avevano dovuto racimolare i soldi per comprare un telefono per il loro laboratorio.

Quando questo Governo è andato al potere la scienza stava soffrendo di un lungo e disastroso periodo di sottofinanziamento e trascuratezza. Gli scienziati se ne stavano andando in numero sempre maggiore all’estero per fare la loro ricerca; i nostri laboratori erano in spaventosa condizione e gestione politica inetta nel trattare la crisi della BSE significava che esisteva una crescente sfiducia nella scienza e negli scienziati.

Il Governo ha preso importanti misure per migliorare il finanziamento della scienza. Nel 1998 il Resoconto di Spesa complessiva aveva registrato un incremento del finanziamento per la scienza del 15%, il più grande aumento rispetto ad ogni altro settore di spesa del governo. E nello Spending Review del 2000, abbiamo compiuto ulteriori passi, così che oggi il budget della scienza sta aumentando del 7% all’anno in termini reali.

Come parte di questo aumento, in una particolarmente preziosa collaborazione con il Wellcome Trust, abbiamo investito 1 miliardo e 750 milioni di sterline per il rinnovo dell’infrastruttura della ricerca scientifica negli ultimi due Spending review. E non è soltanto importante la quantità di denaro. Il Research Assessment Exercise e migliaia di scienziati altamente impegnati, che hanno risposto a questi incentivi, hanno raggiunto un eccellente livello e hanno innalzato la qualità della ricerca nelle università. Ma noi ci rendiamo conto che dobbiamo fare ancora di più per promuovere eccellenza a livello mondiale e questo sarà per noi una priorità d’ora in avanti. Di conseguenza, stiamo cercando di migliorare la qualità dei nostri laboratori, e invece di assistere ad una continua “fuga di cervelli” possiamo cominciare a vedere l'inizio di un “recupero di cervelli”. Il rapporto di Sir Gareth Robert per il 2001 ha rilevato un afflusso netto di 5000 scienziati e tecnici nel Regno Unito. Ma c’è una lunga via da percorrere.

Inoltre, la scienza è ormai uno sforzo interamente globalizzato; uno sforzo in cui la Gran Bretagna può e deve giocare un ruolo chiave.

 Una considerevole quantità di ricerche scientifiche si registra oggi a scala pan-europea. C’è la ricerca presso il Cern, la ricerca sulla fusione a Culham e ci sono gli esperimenti organizzati attraverso l’European Space Agency.

E’ tipico nella ricerca odierna avere scienziati inglesi che lavorano insieme ad altri colleghi europei, americani ed asiatici su comuni problemi. In radioastronomia, ad esempio, scienziati inglesi collaborano alla Jodrell Bank in un network di antenne diffuse in Europa, Cina, Australia e Usa. Questo è un vero esempio di scienza globale, con libero accesso alla scienza e ai suoi dispositivi.

 La scienza è insieme internazionalmente competitiva e internazionalmente impostata sulla collaborazione.. Se vogliamo rimanere una nazione innovativa, che guarda avanti, abbiamo bisogno di conservare la capacità di compiere ricerche, sia nel nostro paese sia in collaborazione con scienziati di altri paesi."

 

Industrie ad alta tecnologia

"Il supporto governativo e finanziario alla ricerca scientifica non è sufficiente di per sé. Abbiamo necessità di garantire che l’innovazione scientifica venga trasferita in strumenti applicati nelle imprese. Siamo già leader in industrie a base scientifica come i settori farmaceutico, aerospaziale, biotecnologico e di opto-elettronica. Ma ce ne sono ancora numerose che potrebbero beneficiare della nostra scienza e della nostra tecnologia di livello mondiale.

Così stiamo stabilendo forti legami tra università e imprese secondo specifici schemi, tipo University Challenge, Link, la Faraday partnerships e l’Higher Education Innovation Fund.

Ma iniziative più generali stanno pure aiutando a promuovere un maggiore cambiamento culturale nell’istruzione superiore. Una recente indagine ha mostrato che nel 1999 - 2000, 199 imprese avevano avuto relazioni con le nostre università, a confronto con le 70 l'anno in media nei precedenti cinque anni. In relazione alla quantità di ricerca che svolgiamo, questo era un dato migliore rispetto perfino a quello degli USA. Il numero di brevetti registrati era anch’esso balzato in alto. E la percentuale della ricerca universitaria finanziata dalle imprese era più elevata di quella Usa.

I parchi della Cambridge Science e le aree circostanti ospitano oggi circa 1.400 imprese ad alta tecnologia, e alcune delle imprese più grandi hanno un valore superiore al miliardo di Euro. I parchi scientifici e i laboratori con progetti di’incubazione per l’avvio di imprese  sono oggi diffusi intorno a molte nostre università.

Abbiamo da poco introdotto un nuovo credito d’imposta per ricerca e sviluppo: un aiuto di 400 milioni di sterline per l’innovazione, con l'effetto di una spesa di 11 milioni di sterline per 1500 grandi compagnie nel Regno Unito. In questi sviluppi il settore biotecnologico è all’avanguardia. Il solo mercato europeo dell’industria biotech si prevede di 100 miliardi di dollari per il 2005. Il numero di addetti nel settore biotech e nelle imprese associate potrebbe innalzarsi ai tre milioni, mentre vogliamo competere con l’industria Usa, attualmente otto volte la dimensione europea.

E la Gran Bretagna è alla testa dell’Europa: tre quarti dei medicinali biotecnologici, nell’ultima fase di sperimentazione clinica in Europa sono prodotti da imprese inglesi. Con la nostra eccellente base scientifica, con i nostri sofisticati mercati e le industrie a capitale associato, con il grande numero di scienziati e manager qualificati nel settore dell’industria farmaceutica, e gli investimenti in ricerca da parte dei Consigli della Ricerca, del Wellcome Trust e di altre istituzioni, la Gran Bretagna è ben piazzata per mantenere ed estendere il suo ruolo guida.

E ciò che è più importante, le altre tecnologie dirompenti che ho già menzionato, le nanotecnologie e l’elettronica della plastica hanno la stessa possibilità di penetrare nei mercati globali.

Le idee recentemente avanzate per un impianto di produzione Nanotech e per investimenti da parte di una partnership  pubblico - privata in un lavoro di“proof of concept” per dimostrare il potenziale delle nuove scoperte scientifiche, si stanno esaminando con grande interesse."

 

Scienza e Governo

"La Gran Bretagna può così beneficiare enormemente dei progressi scientifici.

 Ma proprio perché i progressi sono così enormi, le persone sono anche preoccupate.  E, naturalmente, molte di queste preoccupazioni sono molto serie. Nelle colture GM io non posso trovare alcuna evidenza di rischi per la salute. Ma ci sono sincere e reali preoccupazioni riguardo alla biodiversità e al trasferimento genico. La clonazione umana solleva legittime questioni morali. Progressi nelle tecnologie di guerra rendono il mondo meno sicuro. L’umanità ha per la prima volta la capacità di una grande prosperità o di distruggere completamente se stessa.

Le persone hanno una comprensibile preoccupazione circa l’impetuosità del cambiamento, verso il nuovo e l’ignoto. Esse sono preoccupate che la tecnologia disumanizzi la società. Sono preoccupate perché gli scienziati sono in contraddizione tra loro, o possono essere inaffidabili; e  riguardo a ciò essi considerano il governo incapace a regolare la scienza in modo opportuno.

In alcuni casi, queste preoccupazioni si trasformano in paure amplificate da gruppi di media. Alcune di queste preoccupazioni non sono nuove. Non occorre tornare indietro a Galileo per avere degli esempi. I parafulmini, inventati da Benjamin  Franklin, erano inizialmente divelti  anche dalle chiese, perché si riteneva che ostacolassero la volontà di Dio. Accaddero inizialmente tumulti nelle strade quando fu introdotto il vaccino del vaiolo. Il vaiolo è stato ora eliminato. I  primi trapianti cardiaci venivano attaccati come innaturali e disumanizzanti, mentre nei sondaggi odierni essi sono considerati uno dei risultati più benefici delle scienze moderne..

La scienza è talvolta erroneamente incolpata degli errori di altri. Prendiamo la BSE. La scienza in questo caso ha correttamente identificato un nuovo problema. L’American Scientist Stanley Prusiner vinse il Premio Nobel per la scoperta dei prioni, e per la identificazione del legame tra BSE e CJD. Non è stata una cattiva scienza a diffondere il BSE; Sono stati invece colpevoli una cattiva agricoltura ed un governo mediocre.

La risposta del governo deve essere quella di incoraggiare apertura, trasparenza e onestà. La Food Standards Agency, che opera in un’area di particolare preoccupazione e sensibilità pubblica, tiene le sue riunioni in pubblico e pubblica i suoi resoconti sul Web. La Human Genetics Commission e l’Agriculture and Environment Biotechnology Commission sono altri esempi che dimostrano che siamo all'avanguardia  su quest’approccio e il Chief Scientific Adviser ha stabilito la presenza di una voce indipendente nel governo come parte importante di questo processo.

 E ci sono lezioni da tarre dal modo in cui stiamo trattando il dibattito sulle cellule staminali di origine embrionale. Innanzi tutto abbiamo definito gli aspetti scientifici molto attentamente, con l’autorevole rapporto del Chief Medical Officer dell’agosto 2000.

 C’è stata allora una lunga discussione che ha dato modo a tutti gruppi, comprese le istituzioni mediche di beneficenza, di rendere noti i loro punti di vista, e ciò ha portato ad un dibattito molto equilibrato in Parlamento, che si è tradotto in una legge attentamente elaborata. Come risultato finale ecco che abbiamo un regime di regolamentazione intelligente e stabile in un campo cruciale.

Nessuno ha nel mondo ancora una comunità di esperti di cellule staminali, essendo tale scienza del tutto nuova. Ma la Gran Bretagna parte con una forte reputazione nello sviluppo biologico, mentre un certo numero di istituti sono considerati di valore internazionale. Voglio rendere la Gran Bretagna il migliore posto al mondo per questa ricerca, così che nel tempo i nostri scienziati, insieme a coloro che stiamo recuperando dall’estero, possano sviluppare nuove terapie per affrontare la riparazione dei guasti del cervello e del midollo spinale, curare la malattia di Alzheimer e altre malattie degenerative, tipo quella di Parkinson.

E’ anche enormemente importante il fatto che il Governo riceva i pareri migliori possibili su scienza, ingegneria e tecnologia dai dipartimenti governativi. Attualmente stiamo guardando ai modi di migliorare il rapporto tra scienza e governo.

La recente nomina del Prof. Howard Dalton, un membro di questa Società e un microbiologo molto stimato, a Chief Scientific Adviser presso la Segreteria di Stato per DEFRA, è un esempio di questa nostra azione. Forti dei successi del Research Assessment Exercise nel settore universitario, stiamo pensando di introdurre un programma di parametri esterni e di  esame del modo in cui i dipartimenti di governo usano la scienza.

Il riveduto Government Foresight Programme, è stato appena lanciato dal Chief Scientific Advisor con due esempi di  esplorazione dell’orizzonte scientifico. Un progetto di previsione su neuroscienze cognitive unirà insieme esperti in IT e nella ricerca sul cervello alla ricerca di nuove tecnologiche da sfruttare.Un progetto sulle inondazioni e sulla difesa del litorale esaminerà i pericoli crescenti per il nostro paese, nei prossimi 50 - 100 anni, in relazione alle previsioni dei cambiamenti climatici. In questo caso la capacità di previsione della scienza sarà valutata fianco a  fianco con le possibilità della stessa e dell’ingegneria di mitigare gli effetti peggiori. L’ambientalismo è molto valido quando alleato con la forza della ricerca scientifica e con le analisi empiriche."

 

Scienza e Società

"Ma non è solo questo quel che riguarda il rapporto scienza-governo. Cruciale è anche il rapporto scienza-società. Abbiamo bisogno dei modi migliori, più efficaci e più chiari nella comunicazione tra scienza e pubblico. I pericoli stanno nell’ignoranza dei rispettivi punti di vista; la soluzione è nella loro comprensione.

La distinzione fondamentale è tra un processo in cui la scienza ci fornisce i dati e noi diamo un giudizio; ed un processo in cui dei giudizi a priori effettivamente vincolano la ricerca scientifica. Abbiamo il diritto di giudicare ma anche di conoscere. Un giudizio a priori ha bollato Darwin come eretico; la scienza ha provato il suo formidabile intuito. Dunque, conosciamo prima i dati reali; poi diamo un giudizio sul come li utilizziamo o operiamo sulla loro base.

Niente di tutto ciò, per inciso, dovrebbe sminuire il principio di precauzione. La scienza responsabile e le politiche responsabili operano sulla base del principio di precauzione. Ma questo principio dovrebbe consentirci di procedere con attenzione sulla base dei dati di fatto; e per nulla procedere sulla base di pregiudizi. C’è una piccola fascia di persone, credo, che genuinamente voglia soffocare il dibattito informato. Ma un piccolo gruppo può, come avvenuto nel nostro paese, distruggere colture sperimentali prima che se ne valutasse l'impatto ambientale. Io non so che cosa la scienza avrebbe concluso. Neanche coloro che protestavano. Io voglio formare il mio giudizio dopo avere conosciuto i fatti e non prima. Naturalmente deve esserci l'obbligo di vincolare opportunamente gli scienziati, attraverso regolamenti relativi alla salute e alla sicurezza, attraverso una legislazione di controllo sulla sperimentazione animale, e, più recentemente, attraverso il bando della clonazione riproduttiva umana. Ci sono forti ragioni etiche perché noi abbiamo uno dei più severi e regolamentati regimi del mondo per la sperimentazione animale. Il Governo è anche su posizioni di punta negli sforzi di tutta Europa per assicurare che non si verifichino duplicazioni  non necessarie di sperimentazioni animali.  Ma se avessimo bloccato tutti gli esperimenti animali negli anni recenti  non avremmo potuto sviluppare il vaccino contro la meningite o la terapia medica combinata per l’infezione HIV.

Stiamo affrontando un caso attuale: la Cambridge University intende costruire un nuovo centro per la ricerca neurologica. Parte di questo progetto dovrebbe utilizzare i primati per testare cure potenziali per malattie come l’Alzheimer e il Parkinson. Ma c’è la possibilità che il centro non sia costruito per  preoccupazioni circa pericoli di sicurezza pubblica e di proteste illegali.  Noi non possiamo consentire il soffocamento di una ricerca vitale solo perché è controversa.

Necessitiamo, perciò, di un serio e forte dialogo con il pubblico. Bisogna ristabilire verità e fiducia affinché la scienza possa dimostrare nuove opportunità, ed offrire nuove soluzioni. Questo compito sarà facilitato se noi possiamo determinare un più maturo atteggiamento verso la scienza nella nostra società. Respingo assolutamente la nozione delle due culture. C’è una profonda esigenza umana di capire. e la scienza ha rivelato molto del nostro mondo straordinario. La scienza è una parte centrale, non separata, della nostra comune cultura, assieme all’arte, alla storia, alle scienze sociali e a quelle umanistiche."

 

Conclusioni

"Tutto ciò equivale ad una chiara sfida per la Gran Bretagna per i prossimi 10 anni.

Abbiamo bisogno di garantire ai nostri giovani la condivisione del nostro entusiasmo sul potenziale della scienza e sul ruolo che essa può giocare. In particolare dobbiamo invertire il declino della matematica, fisica e ingegneria, e fare della carriera scientifica una carriera cui aspirare, per ragazze e ragazzi.

…Ci siamo anche concentrati sulla istituzione di un network di scuole specialistiche che condividono le loro migliori attività con altre scuole in determinate località: Delle 1000 che ci aspettiamo per settembre, circa 500 saranno in discipline scientifiche, di cui circa 25 saranno collegi scientifici specialistici. Abbiamo proposto un nuovo National Centre of Excellence in Science teaching. Abbiamo creato un network di Science and Engineering Ambassadors a supporto degli insegnanti di scienze. E abbiamo fornito 60 milioni di sterline per rinnovare i laboratori scolastici e modernizzare le infrastrutture d’insegnamento.

Abbiamo anche assicurato che la scienza rimanga una disciplina centrale di studio fino ai 16 anni. Da settembre  2002  ci sarà una nuova GCSE applicata alla scienza per offrire agli allievi una nuova strada nel mondo scientifico come carriera. La scienza è anche cuore del nostro programma di sviluppo del potenziale degli studenti più brillanti attraverso l’Accademia per allievi dotati, alla Warwick University, che sarà operativa il prossimo anno. Dobbiamo anche aumentare le scuole di specializzazione nelle materie scientifiche, in particolare con la ricerca di nuove forme di collaborazione che coinvolgano collegi e istituzioni di Higher Education. Vorrei vedere molte più università condividere i loro strumenti e le loro esperienze d’insegnamento con le scuole secondarie , nonché collegarsi col settore privato per massimizzare la nostra capacità scientifica nazionale.

Non dovremmo ignorare i nostri sforzi nel campo dell’educazione scientifica. Il recente, studio OCDE PISA altamente apprezzato ha classificato la Gran Bretagna da quindici anni in quarta posizione sul piano internazionale per alfabetizzazione scientifica, ben più avanti dei maggiori nostri competitori.

Tuttavia sono preoccupato per le dichiarazioni del rapporto Roberts sulla carenza di manodopera qualificata nel campo scientifico e dell’ingegneria. Stiamo guardando con molta attenzione alle sue raccomandazioni come parte dello Spending Review del 2000.

Voglio garantire che il Regno Unito sia uno dei posti migliori del mondo per fare scienza. Abbiamo per questo bisogno che il nostro personale, le apparecchiature e le infrastrutture siano adeguatamente finanziati. E dobbiamo continuare a promuovere all’estero la scienza inglese.

Dobbiamo continuare i nostri miglioramenti nel campo della gestione governativa della scienza, dove la ricerca pubblica è particolarmente bassa. Tutti i dipartimenti richiedono sistemi efficaci di gestione della ricerca e di consulenza. L’informazione e la consulenza scientifica al governo dovrebbe essere liberamente disponibile e accessibile. Il dibattito pubblico aperto e informato sui temi scientifici principali sarà una parte integrale del nostro approccio. Dobbiamo andare ancora nella nostra direzione per trasferire con successo le conoscenze. Il nostro obiettivo è la prosperità per tutti attraverso l’impresa di successo che utilizza scienza di eccellenza.

Abbiamo bisogno di garantire che il governo, gli scienziati ed il pubblico siano totalmente impegnati insieme a stabilire il ruolo centrale della scienza nella costruzione del mondo che vogliamo.

Se avremo successo nel determinare una collaborazione fiduciosa tra scienziati e pubblico, la  Gran Bretagna nel 21° secolo potrà essere un forte punto di base dell’innovazione e delle sue applicazioni, più di quanto lo sia stato nel 19° e agli inizi del 20° secolo. I benefici in campo industriale, occupazionale di qualità, sanità, educazione, e ambiente possono trasformare il nostro futuro. Naturalmente, dobbiamo avere grande cura e capacità di giudizio per rendere le scoperte scientifiche una forza liberatrice e di civiltà, non un salto nel buio.

Facciamo sì che il dibattito sia fra menti aperte, non un rifugio nel campo dell’irrazionale. Voglio dimostrare che quegli imprenditori nel bangalore stanno sbagliando. Voglio che la Gran Bretagna e l’Europa siano alla testa del progresso scientifico. Ma non esagero neli affermare che in qualche area siamo ad un crocevia. Potremmo scegliere una strada di timidezza di fronte all’ignoto o potremmo scegliere di essere un paese a  proprio agio con le conoscenze radicali, non timoroso del futuro, con una cultura che valuta con approccio pragmatico le nuove opportunità. La scelta è chiara. Dobbiamo compierla con fiducia."

(Luglio  2002)