Edizione
telematica
di
Ambiente Risorse
Salute
Anno 2002
Luglio
**************
I problemi della scienza, una scelta chiara sul futuro
Intervento del Primo Ministro Inglese
Tony Blair alla Royal Society di Londra il
23 maggio 2002
Introduzione
" Quando nel 1660 dodici
persone fondarono la Royal Society, era possibile per una persona colta capire
tutte le conoscenze scientifiche. In realtà, ciò si verificò probabilmente per
oltre la metà di vita di tale ente Fu solo nel 1847 che la Royal Society
stabilì che potevano essere suoi membri soltanto gli scienziati in attività.
Tuttavia nel
secolo scorso, ed in particolare negli ultimi 50 anni, è stata tale la velocità
del progresso scientifico che anche i migliori scienziati non possono oggi
tenere il passo delle scoperte scientifiche che esulano dal loro campo di
indagine.. Viene fatta più scienza, è una scienza più globale ed è più veloce
il suo impatto sulle nostre vite.
Dati i grandi
progressi degli anni recenti, sarebbe facile per i non-scienziati pensare che i
grandi problemi scientifici siano stati risolti, che il lavoro di oggi consista
nel colmare piccole lacune. Ma siamo sul punto di ulteriori balzi in avanti
nella ricerca e nelle scoperte della scienza.
Io so bene che
qui ci sono scienziati che possono spiegare con più acume di me le sfide e i
prodigi che stanno emergendo, ma ci sono tre ragioni principali per cui io
voglio rivolgere l’attenzione al potenziale di questa nuova epoca di scoperte.
·
La prima è
che la scienza è fondamentale per consentire
la futura prosperità del nostro paese.
·
La seconda,
che la scienza ci sta ponendo serie questioni di giudizio morale e di
preoccupazioni concrete che, se affrontate in modo errato, possono portare a
pregiudizi nei suoi confronti; cosa che, io credo, sarebbe profondamente
dannosa..
·
La terza,
come conseguenza, è che i benefici della scienza saranno usati al meglio
soltanto attraverso un rinnovato patto tra scienza e società, basato su
un’appropriata comprensione di quanto
la scienza sta cercando di realizzare.
Da qualche tempo avevo idea di
fare questo intervento. L’occasione finale è venuta, abbastanza curiosamente,
quando mi trovavo, in gennaio, a Bangalore. Ho incontrato un gruppo di
accademici, che avevano interessi imprenditoriali nel campo delle
biotecnologie. Mi hanno detto bruscamente: l’Europa ha rallentato il suo ritmo
in campo scientifico; stiamo per scavalcarvi e voi ne subirete le conseguenze.
Ritengono del tutto sorprendente il dibattito sugli OGM qui e altrove in
Europa. Essi ci vedono completamente dominati dai protestatari e da gruppi di
pressione che usano le emozioni per sopraffare la ragione..Ed essi non pensano
che abbiamo avuto la volontà politica di sostenere la scienza adeguatamente.
Ritengo che se non acquisiamo una
migliore comprensione della scienza e del suo ruolo, avranno avuto ragione
loro.
Lasciatemi
iniziare con la cosa più ardua da realizzare in politica: un senso di
equilibrio. Già altre critiche hanno insinuato che sostenendo la scienza, noi
vogliamo un mondo guidato dal dottor Stranamore con ogni moralità eclissata da
una fredda, insensibile ideologia in provetta
con gli scienziati come suoi leader.
La scienza è per l’appunto conoscenza. E la
conoscenza può essere usata da persone malvagie per scopi malvagi. La scienza
non sostituisce il giudizio morale. Essa estende semplicemente il contesto di
conoscenze entro cui si formano i giudizi morali. La scienza ci consente di
fare di più, ma non ci dice se fare di più è giusto o sbagliato.
La scienza è
anche fallibile. Le teorie cambiano. Le conoscenze si allargano e possono
contraddire le idee precedenti.
Tutto ciò è
vero, ma niente di ciò impedisce alla scienza di dirci come stanno i fatti.
Eppure in ogni generazione ci sono di quelli che ritengono che i fatti possono
portarci fuori strada e indurci a commettere errori. E sotto un certo
aspetto hanno ragione. Con i progressi
scientifici c’è una maggiore possibilità di fare cose errate perché abbiamo
maggiori capacità tecnologiche--ad esempio le armi nucleari.
Ma la risposta deve essere quella
di non disconoscere la fusione nucleare. La risposta è che con il progresso
scientifico, abbiamo bisogno di una più forte fibra morale; migliore capacità
di giudizio; e di un’analisi più accurata su come usare le conoscenze, a fin di
bene e non di male.
L’equilibrio è
che un giudizio morale migliore va di pari passo con una scienza migliore."
Stato
attuale della scienza
"Ci sono molte
questioni di gravità nel nostro mondo, di pericolo, di difficoltà. Ma io penso
che la scoperta scientifica sia uno degli avvenimenti più eccitanti del mondo
odierno.
Le bioscienze
stanno, giustamente, attirando nel presente molta attenzione e ammirazione. Ma
enormi progressi continuano ad essere compiuti anche nel campo delle scienze
fisiche e nelle aree interdisciplinari tra loro. Infatti, in misura crescente,
le scienze fisiche e biologiche divengono interdipendenti.
L'attuale
ricerca nell'ambito della nanoscienza - manipolazione e costruzione di
dispositivi atomo per atomo - ha un potenziale sorprendente.. Da qui
vediamo ora emergere le nanotecnologie, il massimo nel campo della
miniaturizzazione. Robot a scala micrometrica, programmabili e controllabili,
consentiranno ai medici di eseguire interventi di cura e di ricostruzione nel
corpo umano a livello cellulare e molecolare. Studiosi lungimiranti in questo
campo parlano di strumenti delle dimensioni di una cellula che potrebbero, ad
esempio, identificare e distruggere tutte le cellule cancerose in un corpo.
Nanostrumenti potrebbero avere come
bersaglio batteri e altri parassiti, combattendo tubercolosi, malaria ed altri
batteri resistenti agli antibiotici.
Ho visto una
dimostrazione pratica, la scorsa settimana, di alcune tra le ricerche
pionieristiche che si stanno conducendo a Cambridge nel settore dei polimeri
che emettono luce. Immaginate una sottile, flessibile lamina di plastica
rivestita con semiconduttori flessibili. Questo tipo di tecnologia dirompente
può creare industrie del tutto nuove e prodotti che ora non possiamo ancora
cominciare a immaginare. Ed è straordinario che un tale tipo di ricerca
richieda la collaborazione di fisici, chimici, scienziati dei materiali ed
ingegneri e tecnici
Nel frattempo, i
mutamenti climatici sono una delle più grandi sfide. La scienza da sola non può
risolvere il problema. Ma sono confortato dal lavoro in Gran Bretagna su
pannelli solari perfezionati, su una migliore tecnologia delle cellule a
combustibile, e su mezzi più efficienti per sfruttare l'energia delle maree e
delle onde. Notate il fatto, ad esempio, che se si riuscisse a imbrigliare il
flusso delle nostre maree si potrebbe ottenere energia dieci volte superiore a
quella che attualmente ci necessita.
Intanto, le tecnologie
dell’idrogeno offrono un potenziale di trasporto a inquinamenti zero. La
visione degli scienziati e ingegneri che sviluppano queste tecnologie è di
città pulite e sicure, senza l’impatto dei veicoli convenzionali sulla qualità
dell’aria e sulla salute.
Quello che è particolarmente
impressionante è il modo intrepido con cui gli scienziati affrontano fenomeni rilevanti
e complessi.
Attraverso
l'utilizzo comune dell'enorme potenziale dei computer moderni, della capacità
ingegneristica di progettare e costruire strumenti automatizzati enormemente
sofisticati, per raccogliere nuovi dati, e delle conoscenze scientifiche
sviluppate nei secoli, le frontiere della scienza si sono allargate fino ad
ottenere noi una comprensione dettagliata di fenomeni complessi che vanno dal
genoma al nostro clima globale. I modelli di previsione climatica coprono il
periodo che va sino alla fine di questo secolo e oltre, con il nostro Hadley
Centre che gioca un ruolo guida sul piano internazionale.
Il campo
emergente della scienza elettronica (e - science) dovrebbe trasformare
questo tipo di lavoro. E’ significativo il fatto che il Regno Unito sia il
primo paese a sviluppare una Griglia (Grid) nazionale di e-science; la quale ha lo scopo di rendere l'accesso a tutte le
possibilità informatiche del computer, alla miniera di dati scientifici e ai
mezzi sperimentali nel modo semplice con cui il Web permette l’accesso
all'informazione.
Uno dei progetti
piloti di e-science consiste nello sviluppare un archivio mammografico
digitale, insieme con un intelligente sistema di supporto medico decisionale
per la diagnosi e il trattamento del cancro al seno. Un singolo ospedale non ha
attrezzature informatiche super sofisticate; attraverso la Grid potrebbe comprarsi il
tempo di cui o ha bisogno per l’uso del macchinario. Così il chirurgo nelle
sale operatorie potrà ottenere una mammografia ad alta risoluzione per
identificare esattamente dove si può trovare il tumore.
Noi stiamo già beneficiando dei
frutti delle scienze biomediche. Ai tempi di Shekespeare, l’aspettativa di vita
in Gran Bretagna era di soli 30 anni. Perfino fino al 1880 per la classe degli
operai sottonutriti era ancora sotto i 40 anni. Oggi l'aspettativa di vita alla
nascita è di quasi ottant'anni e ci aspettiamo che molti di noi vivano in buona
salute oltre gli ottanta, novanta o anche i cento anni. Un tale straordinario
progresso è un risultato diretto di progressi nelle scienze biologiche e di una
alimentazione migliorata.
Poiché ci stiamo
movendo dentro quello che Sir Paul Nurse chiama mondo post - genomico, noi
possiamo anticipare che la cura sanitaria subirà enormi cambiamenti. Alcune
malattie possono essere direttamente collegate alla presenza o all’assenza di
particolari geni o sequenze di geni. Il nuovo settore della farmacogenomica
svilupperà enormemente l’efficacia delle cure mediche. I medicinali saranno
programmati sulla costituzione genetica di ognuno. Ancor più, possiamo
immaginare oggi un futuro in cui il medico preleverà poche cellule dall’interno
della vostra guancia, le deporrà dentro un apparecchio di sequenziamento del
DNA ed un computer elaborerà una completa lettura della vostra singola
costituzione genetica - tutti i circa 30 mila geni, che la definiscono. Da ciò,
il medico potrebbe individuare con esattezza geni e prodotti i di geni difettosi e prevedere anni prima che compaia
qualche sintomo, quali malattie potete sviluppare con probabilità e come
aiutarvi ad evitarle.
Man mano che si
sviluppano le conoscenze scientifiche, possiamo perfino - essere capaci di
cambiare l’evoluzione di singole cellule-cosa che potrebbe significare passi
avanti nella direzione della lotta contro l’Alzaimer, il diabete, il Parkinson
e il cancro.
Noi abbiamo una risorsa straordinaria a
questo riguardo nel National Health Service. Ci sono problemi cruciali
di privacy sull’informazione genetica che noi dobbiamo affrontare. Ma il nostro
sistema pubblico nazionale ci consentirà di raccogliere i dati comprensivi
necessari per prevedere la probabilità di varie malattie- e di fare quindi le scelte per aiutare a prevenirle.
Ogni cosa che ho
menzionato è già lavoro in atto nei laboratori di Gran Bretagna e altrove. Ma
ciò che davvero eccitante è che la scienza crea possibilità che non erano
precedentemente immaginate. Dopo tutto, solo dieci anni fa, ricerche nella
fisica delle particelle elementari erano determinate a trovare la via in cui
distribuire l’informazione più efficacemente. Partendo da questo apparentemente
semplice obiettivo Tim Berners-Lee ha inventato il World Wide Web.
Questo è il migliore
esempio recente del potere nascosto della scienza. Noi spesso usiamo dispositivi
e non pensiamo che sono il frutto della scienza. Nel caso del Web, i
fisici delle particelle hanno creato una grande forza democratica ed egualitaria.
"
La
posizione speciale del Regno Unito
"Cosa tutto questo può significare per il futuro benessere e
la prosperità della Gran Bretagna? Noi siamo fortunati ad avere una lunga
tradizione scientifica, forse rappresentata al meglio dalla storia di questa
stessa istituzione. Newton, un ex presidente della Royal Society, e Darwin sono
riconosciuti come due degli scienziati importantissimi per la civilizzazione
umana, e sono probabilmente, con Shakespeare, quelli che hanno dato i più
grandi contributi ad essa. Io vorrei citare anche Faraday, Thomson, Dirac,
Crick, Perutz, Nurse e molti altri. Come ha detto Bob May, “L’immaginazione
creativa entro ed oltre le frontiere è veramente qualcosa in cui noi siamo
bravi.
Sotto ogni punto
di vista il nostro curriculum è straordinario. Con l’1% della popolazione del
mondo, noi finanziamo il 4.5% della scienza mondiale, produciamo l’8% dei documenti
scientifici e riceviamo il 9% dei riconoscimenti. La forza e la creatività
della nostra base scientifica sono una risorsa nazionale chiave mentre ci
moviamo nel 21° secolo. La Gran Bretagna ha avuto 44 premi Nobel negli ultimi
50 anni, più di ogni altro paese eccetto gli Usa. Ma questa statistica cela un
problema che dobbiamo ammettere: Ne sono stati incoronati solo otto negli
ultimi 20 anni. Abbiamo contato per troppo tempo sulla tradizione e sui
sentimenti, per aiutare i nostri scienziati. Abbiamo bisogno di forti
finanziamenti e di forte sostegno pubblico, e non proprio dell'intenso
splendore delle nostre tradizioni.
Non voglio che
il nostro prossimo Premio Nobel debba riecheggiare la storia di Tim Hunt, che,
nel momento del trionfo per il suo Nobel l'anno scorso, raccontò la storia di
come lui e i suoi colleghi avevano dovuto racimolare i soldi per comprare un
telefono per il loro laboratorio.
Quando questo
Governo è andato al potere la scienza stava soffrendo di un lungo e disastroso
periodo di sottofinanziamento e trascuratezza. Gli scienziati se ne stavano
andando in numero sempre maggiore all’estero per fare la loro ricerca; i nostri
laboratori erano in spaventosa condizione e gestione politica inetta nel
trattare la crisi della BSE significava che esisteva una crescente sfiducia
nella scienza e negli scienziati.
Il Governo ha
preso importanti misure per migliorare il finanziamento della scienza. Nel 1998
il Resoconto di Spesa complessiva aveva registrato un incremento del
finanziamento per la scienza del 15%, il più grande aumento rispetto ad ogni
altro settore di spesa del governo. E nello Spending
Review del 2000, abbiamo compiuto ulteriori passi, così che oggi il budget
della scienza sta aumentando del 7% all’anno in termini reali.
Come parte di
questo aumento, in una particolarmente preziosa collaborazione con il Wellcome
Trust, abbiamo investito 1 miliardo e 750 milioni di sterline per il rinnovo
dell’infrastruttura della ricerca scientifica negli ultimi due Spending review. E non è soltanto importante
la quantità di denaro. Il Research
Assessment Exercise e migliaia di scienziati altamente impegnati, che hanno
risposto a questi incentivi, hanno raggiunto un eccellente livello e hanno
innalzato la qualità della ricerca nelle università. Ma noi ci rendiamo conto
che dobbiamo fare ancora di più per promuovere eccellenza a livello mondiale e
questo sarà per noi una priorità d’ora in avanti. Di conseguenza, stiamo
cercando di migliorare la qualità dei nostri laboratori, e invece di assistere
ad una continua “fuga di cervelli” possiamo cominciare a vedere l'inizio di un
“recupero di cervelli”. Il rapporto di Sir Gareth Robert per il 2001 ha
rilevato un afflusso netto di 5000 scienziati e tecnici nel Regno Unito. Ma c’è
una lunga via da percorrere.
Inoltre, la
scienza è ormai uno sforzo interamente globalizzato; uno sforzo in cui la Gran
Bretagna può e deve giocare un ruolo chiave.
Una considerevole quantità di ricerche
scientifiche si registra oggi a scala pan-europea. C’è la ricerca presso il
Cern, la ricerca sulla fusione a Culham e ci sono gli esperimenti organizzati
attraverso l’European Space Agency.
E’ tipico nella
ricerca odierna avere scienziati inglesi che lavorano insieme ad altri colleghi
europei, americani ed asiatici su comuni problemi. In radioastronomia, ad
esempio, scienziati inglesi collaborano alla Jodrell Bank in un network di
antenne diffuse in Europa, Cina, Australia e Usa. Questo è un vero esempio di
scienza globale, con libero accesso alla scienza e ai suoi dispositivi.
La scienza è insieme internazionalmente
competitiva e internazionalmente impostata sulla collaborazione.. Se vogliamo
rimanere una nazione innovativa, che guarda avanti, abbiamo bisogno di
conservare la capacità di compiere ricerche, sia nel nostro paese sia in collaborazione
con scienziati di altri paesi."
Industrie
ad alta tecnologia
"Il supporto
governativo e finanziario alla ricerca scientifica non è sufficiente di per sé.
Abbiamo necessità di garantire che l’innovazione scientifica venga trasferita
in strumenti applicati nelle imprese. Siamo già leader in industrie a base
scientifica come i settori farmaceutico, aerospaziale, biotecnologico e di
opto-elettronica. Ma ce ne sono ancora numerose che potrebbero beneficiare
della nostra scienza e della nostra tecnologia di livello mondiale.
Così stiamo
stabilendo forti legami tra università e imprese secondo specifici schemi, tipo
University Challenge, Link, la Faraday partnerships e l’Higher Education
Innovation Fund.
Ma iniziative
più generali stanno pure aiutando a promuovere un maggiore cambiamento
culturale nell’istruzione superiore. Una recente indagine ha mostrato che nel
1999 - 2000, 199 imprese avevano avuto relazioni con le nostre università, a
confronto con le 70 l'anno in media nei precedenti cinque anni. In relazione
alla quantità di ricerca che svolgiamo, questo era un dato migliore rispetto
perfino a quello degli USA. Il numero di brevetti registrati era anch’esso
balzato in alto. E la percentuale della ricerca universitaria finanziata dalle
imprese era più elevata di quella Usa.
I parchi della Cambridge
Science e le aree circostanti ospitano oggi circa 1.400 imprese ad alta
tecnologia, e alcune delle imprese più grandi hanno un valore superiore al
miliardo di Euro. I parchi scientifici e i laboratori con progetti
di’incubazione per l’avvio di imprese
sono oggi diffusi intorno a molte nostre università.
Abbiamo da poco
introdotto un nuovo credito d’imposta per ricerca e sviluppo: un aiuto di 400 milioni
di sterline per l’innovazione, con l'effetto di una spesa di 11 milioni di
sterline per 1500 grandi compagnie nel Regno Unito. In questi sviluppi il
settore biotecnologico è all’avanguardia. Il solo mercato europeo
dell’industria biotech si prevede di 100 miliardi di dollari per il 2005. Il
numero di addetti nel settore biotech e nelle imprese associate potrebbe
innalzarsi ai tre milioni, mentre vogliamo competere con l’industria Usa,
attualmente otto volte la dimensione europea.
E la Gran
Bretagna è alla testa dell’Europa: tre quarti dei medicinali biotecnologici,
nell’ultima fase di sperimentazione clinica in Europa sono prodotti da imprese
inglesi. Con la nostra eccellente base scientifica, con i nostri sofisticati
mercati e le industrie a capitale associato, con il grande numero di scienziati
e manager qualificati nel settore dell’industria farmaceutica, e gli
investimenti in ricerca da parte dei Consigli della Ricerca, del Wellcome Trust
e di altre istituzioni, la Gran Bretagna è ben piazzata per mantenere ed
estendere il suo ruolo guida.
E ciò che è più
importante, le altre tecnologie dirompenti che ho già menzionato, le
nanotecnologie e l’elettronica della plastica hanno la stessa possibilità di
penetrare nei mercati globali.
Le idee
recentemente avanzate per un impianto di produzione Nanotech e per investimenti
da parte di una partnership pubblico -
privata in un lavoro di“proof of concept” per dimostrare il potenziale delle
nuove scoperte scientifiche, si stanno esaminando con grande interesse."
Scienza
e Governo
"La Gran Bretagna
può così beneficiare enormemente dei progressi scientifici.
Ma proprio perché i progressi sono così
enormi, le persone sono anche preoccupate.
E, naturalmente, molte di queste preoccupazioni sono molto serie. Nelle
colture GM io non posso trovare alcuna evidenza di rischi per la salute. Ma ci
sono sincere e reali preoccupazioni riguardo alla biodiversità e al
trasferimento genico. La clonazione umana solleva legittime questioni morali.
Progressi nelle tecnologie di guerra rendono il mondo meno sicuro. L’umanità ha
per la prima volta la capacità di una grande prosperità o di distruggere
completamente se stessa.
Le persone hanno
una comprensibile preoccupazione circa l’impetuosità del cambiamento, verso il
nuovo e l’ignoto. Esse sono preoccupate che la tecnologia disumanizzi la
società. Sono preoccupate perché gli scienziati sono in contraddizione tra
loro, o possono essere inaffidabili; e
riguardo a ciò essi considerano il governo incapace a regolare la
scienza in modo opportuno.
In alcuni casi,
queste preoccupazioni si trasformano in paure amplificate da gruppi di media.
Alcune di queste preoccupazioni non sono nuove. Non occorre tornare indietro a
Galileo per avere degli esempi. I parafulmini, inventati da Benjamin Franklin, erano inizialmente divelti anche dalle chiese, perché si riteneva che
ostacolassero la volontà di Dio. Accaddero inizialmente tumulti nelle strade
quando fu introdotto il vaccino del vaiolo. Il vaiolo è stato ora eliminato.
I primi trapianti cardiaci venivano
attaccati come innaturali e disumanizzanti, mentre nei sondaggi odierni essi
sono considerati uno dei risultati più benefici delle scienze moderne..
La scienza è
talvolta erroneamente incolpata degli errori di altri. Prendiamo la BSE. La
scienza in questo caso ha correttamente identificato un nuovo problema. L’American
Scientist Stanley Prusiner vinse il Premio Nobel per la scoperta dei
prioni, e per la identificazione del legame tra BSE e CJD. Non è stata una
cattiva scienza a diffondere il BSE; Sono stati invece colpevoli una cattiva
agricoltura ed un governo mediocre.
La risposta del
governo deve essere quella di incoraggiare apertura, trasparenza e onestà. La Food
Standards Agency, che opera in un’area di particolare preoccupazione e
sensibilità pubblica, tiene le sue riunioni in pubblico e pubblica i suoi
resoconti sul Web. La Human Genetics Commission e l’Agriculture and
Environment Biotechnology Commission sono altri esempi che dimostrano che
siamo all'avanguardia su
quest’approccio e il Chief Scientific Adviser ha stabilito la presenza
di una voce indipendente nel governo come parte importante di questo processo.
E ci sono lezioni da tarre dal modo in cui
stiamo trattando il dibattito sulle cellule staminali di origine embrionale.
Innanzi tutto abbiamo definito gli aspetti scientifici molto attentamente, con
l’autorevole rapporto del Chief Medical Officer dell’agosto 2000.
C’è stata allora una lunga discussione che ha
dato modo a tutti gruppi, comprese le istituzioni mediche di beneficenza, di
rendere noti i loro punti di vista, e ciò ha portato ad un dibattito molto
equilibrato in Parlamento, che si è tradotto in una legge attentamente
elaborata. Come risultato finale ecco che abbiamo un regime di regolamentazione
intelligente e stabile in un campo cruciale.
Nessuno ha nel
mondo ancora una comunità di esperti di cellule staminali, essendo tale scienza
del tutto nuova. Ma la Gran Bretagna parte con una forte reputazione nello
sviluppo biologico, mentre un certo numero di istituti sono considerati di
valore internazionale. Voglio rendere la Gran Bretagna il migliore posto al
mondo per questa ricerca, così che nel tempo i nostri scienziati, insieme a
coloro che stiamo recuperando dall’estero, possano sviluppare nuove terapie per
affrontare la riparazione dei guasti del cervello e del midollo spinale, curare
la malattia di Alzheimer e altre malattie degenerative, tipo quella di
Parkinson.
E’ anche
enormemente importante il fatto che il Governo riceva i pareri migliori
possibili su scienza, ingegneria e tecnologia dai dipartimenti governativi.
Attualmente stiamo guardando ai modi di migliorare il rapporto tra scienza e
governo.
La recente
nomina del Prof. Howard Dalton, un membro di questa Società e un microbiologo
molto stimato, a Chief Scientific Adviser
presso la Segreteria di Stato per DEFRA, è un esempio di questa nostra azione.
Forti dei successi del Research
Assessment Exercise nel settore universitario, stiamo pensando di
introdurre un programma di parametri esterni e di esame del modo in cui i dipartimenti di governo usano la scienza.
Il riveduto Government Foresight Programme, è stato appena lanciato dal Chief Scientific Advisor con due esempi di esplorazione dell’orizzonte scientifico. Un progetto di previsione su neuroscienze cognitive unirà insieme esperti in IT e nella ricerca sul cervello alla ricerca di nuove tecnologiche da sfruttare.Un progetto sulle inondazioni e sulla difesa del litorale esaminerà i pericoli crescenti per il nostro paese, nei prossimi 50 - 100 anni, in relazione alle previsioni dei cambiamenti climatici. In questo caso la capacità di previsione della scienza sarà valutata fianco a fianco con le possibilità della stessa e dell’ingegneria di mitigare gli effetti peggiori. L’ambientalismo è molto valido quando alleato con la forza della ricerca scientifica e con le analisi empiriche."
Scienza
e Società
"Ma non è solo questo quel che
riguarda il rapporto scienza-governo. Cruciale è anche il rapporto
scienza-società. Abbiamo bisogno dei modi migliori, più efficaci e più chiari
nella comunicazione tra scienza e pubblico. I pericoli stanno nell’ignoranza
dei rispettivi punti di vista; la soluzione è nella loro comprensione.
La distinzione
fondamentale è tra un processo in cui la scienza ci fornisce i dati e noi diamo
un giudizio; ed un processo in cui dei giudizi a priori effettivamente
vincolano la ricerca scientifica. Abbiamo il diritto di giudicare ma anche di
conoscere. Un giudizio a priori ha bollato Darwin come eretico; la scienza ha
provato il suo formidabile intuito. Dunque, conosciamo prima i dati reali; poi
diamo un giudizio sul come li utilizziamo o operiamo sulla loro base.
Niente di tutto
ciò, per inciso, dovrebbe sminuire il principio di precauzione. La scienza
responsabile e le politiche responsabili operano sulla base del principio di
precauzione. Ma questo principio dovrebbe consentirci di procedere con
attenzione sulla base dei dati di fatto; e per nulla procedere sulla base di
pregiudizi. C’è una piccola fascia di persone, credo, che genuinamente voglia
soffocare il dibattito informato. Ma un piccolo gruppo può, come avvenuto nel
nostro paese, distruggere colture sperimentali prima che se ne valutasse
l'impatto ambientale. Io non so che cosa la scienza avrebbe concluso. Neanche
coloro che protestavano. Io voglio formare il mio giudizio dopo avere
conosciuto i fatti e non prima. Naturalmente deve esserci l'obbligo di
vincolare opportunamente gli scienziati, attraverso regolamenti relativi alla
salute e alla sicurezza, attraverso una legislazione di controllo sulla
sperimentazione animale, e, più recentemente, attraverso il bando della
clonazione riproduttiva umana. Ci sono forti ragioni etiche perché noi abbiamo
uno dei più severi e regolamentati regimi del mondo per la sperimentazione
animale. Il Governo è anche su posizioni di punta negli sforzi di tutta Europa
per assicurare che non si verifichino duplicazioni non necessarie di sperimentazioni animali. Ma se avessimo bloccato tutti gli
esperimenti animali negli anni recenti
non avremmo potuto sviluppare il vaccino contro la meningite o la
terapia medica combinata per l’infezione HIV.
Stiamo
affrontando un caso attuale: la Cambridge University intende costruire un nuovo
centro per la ricerca neurologica. Parte di questo progetto dovrebbe utilizzare
i primati per testare cure potenziali per malattie come l’Alzheimer e il
Parkinson. Ma c’è la possibilità che il centro non sia costruito per preoccupazioni circa pericoli di sicurezza
pubblica e di proteste illegali. Noi
non possiamo consentire il soffocamento di una ricerca vitale solo perché è
controversa.
Necessitiamo,
perciò, di un serio e forte dialogo con il pubblico. Bisogna ristabilire verità
e fiducia affinché la scienza possa dimostrare nuove opportunità, ed offrire
nuove soluzioni. Questo compito sarà facilitato se noi possiamo determinare un
più maturo atteggiamento verso la scienza nella nostra società. Respingo
assolutamente la nozione delle due culture. C’è una profonda esigenza umana di
capire. e la scienza ha rivelato molto del nostro mondo straordinario. La
scienza è una parte centrale, non separata, della nostra comune cultura,
assieme all’arte, alla storia, alle scienze sociali e a quelle umanistiche."
Conclusioni
"Tutto ciò
equivale ad una chiara sfida per la Gran Bretagna per i prossimi 10 anni.
Abbiamo bisogno
di garantire ai nostri giovani la condivisione del nostro entusiasmo sul
potenziale della scienza e sul ruolo che essa può giocare. In particolare
dobbiamo invertire il declino della matematica, fisica e ingegneria, e fare della
carriera scientifica una carriera cui aspirare, per ragazze e ragazzi.
…Ci siamo anche
concentrati sulla istituzione di un network di scuole specialistiche che
condividono le loro migliori attività con altre scuole in determinate località:
Delle 1000 che ci aspettiamo per settembre, circa 500 saranno in discipline
scientifiche, di cui circa 25 saranno collegi scientifici specialistici.
Abbiamo proposto un nuovo National Centre
of Excellence in Science teaching.
Abbiamo creato un network di Science and
Engineering Ambassadors a supporto degli insegnanti di scienze. E abbiamo
fornito 60 milioni di sterline per rinnovare i laboratori scolastici e
modernizzare le infrastrutture d’insegnamento.
Abbiamo anche assicurato che la
scienza rimanga una disciplina centrale di studio fino ai 16 anni. Da
settembre 2002 ci sarà una nuova GCSE applicata alla
scienza per offrire agli allievi una nuova strada nel mondo scientifico come
carriera. La scienza è anche cuore del nostro programma di sviluppo del
potenziale degli studenti più brillanti attraverso l’Accademia per allievi
dotati, alla Warwick University, che sarà operativa il prossimo anno. Dobbiamo
anche aumentare le scuole di specializzazione nelle materie scientifiche, in
particolare con la ricerca di nuove forme di collaborazione che coinvolgano
collegi e istituzioni di Higher Education.
Vorrei vedere molte più università condividere i loro strumenti e le loro
esperienze d’insegnamento con le scuole secondarie , nonché collegarsi col settore
privato per massimizzare la nostra capacità scientifica nazionale.
Non dovremmo ignorare i nostri
sforzi nel campo dell’educazione scientifica. Il recente, studio OCDE PISA
altamente apprezzato ha classificato la Gran Bretagna da quindici anni in quarta
posizione sul piano internazionale per alfabetizzazione scientifica, ben più
avanti dei maggiori nostri competitori.
Tuttavia sono
preoccupato per le dichiarazioni del rapporto Roberts sulla carenza di
manodopera qualificata nel campo scientifico e dell’ingegneria. Stiamo
guardando con molta attenzione alle sue raccomandazioni come parte dello Spending Review del 2000.
Voglio garantire
che il Regno Unito sia uno dei posti migliori del mondo per fare scienza.
Abbiamo per questo bisogno che il nostro personale, le apparecchiature e le
infrastrutture siano adeguatamente finanziati. E dobbiamo continuare a
promuovere all’estero la scienza inglese.
Dobbiamo
continuare i nostri miglioramenti nel campo della gestione governativa della
scienza, dove la ricerca pubblica è particolarmente bassa. Tutti i dipartimenti
richiedono sistemi efficaci di gestione della ricerca e di consulenza.
L’informazione e la consulenza scientifica al governo dovrebbe essere
liberamente disponibile e accessibile. Il dibattito pubblico aperto e informato
sui temi scientifici principali sarà una parte integrale del nostro approccio.
Dobbiamo andare ancora nella nostra direzione per trasferire con successo le
conoscenze. Il nostro obiettivo è la prosperità per tutti attraverso l’impresa di
successo che utilizza scienza di eccellenza.
Abbiamo bisogno di garantire che
il governo, gli scienziati ed il pubblico siano totalmente impegnati insieme a
stabilire il ruolo centrale della scienza nella costruzione del mondo che
vogliamo.
Se avremo successo nel
determinare una collaborazione fiduciosa tra scienziati e pubblico, la Gran Bretagna nel 21° secolo potrà essere un
forte punto di base dell’innovazione e delle sue applicazioni, più di quanto lo
sia stato nel 19° e agli inizi del 20° secolo. I benefici in campo industriale,
occupazionale di qualità, sanità, educazione, e ambiente possono trasformare il
nostro futuro. Naturalmente, dobbiamo avere grande cura e capacità di giudizio
per rendere le scoperte scientifiche una forza liberatrice e di civiltà, non un
salto nel buio.
Facciamo sì che il dibattito sia fra menti aperte, non un rifugio nel campo dell’irrazionale. Voglio dimostrare che quegli imprenditori nel bangalore stanno sbagliando. Voglio che la Gran Bretagna e l’Europa siano alla testa del progresso scientifico. Ma non esagero neli affermare che in qualche area siamo ad un crocevia. Potremmo scegliere una strada di timidezza di fronte all’ignoto o potremmo scegliere di essere un paese a proprio agio con le conoscenze radicali, non timoroso del futuro, con una cultura che valuta con approccio pragmatico le nuove opportunità. La scelta è chiara. Dobbiamo compierla con fiducia."
(Luglio 2002)