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Rivista e dossier del Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente - Padova
direttore Domenico Ceravolo

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Biosicurezza ambientale e patate GM

In un articolo, apparso su Nature in novembre 2004, la ricercatrice olandese Carolina Celis, Università di Wageningen, comunica i risultati ottenuti dal proprio gruppo di ricerca. Secondo la studiosa non c'è ragione di invocare il principio di precauzione per impedire le sperimentazioni di patate geneticamente modificate per la resistenza ai nematodi (GMNR), per il loro possibile impatto su microbi e fauna, non obiettivo, del suolo o delle foglie della coltura.
I ricercatori hanno dimostrato che non c'è alcun danno per molti organismi non obiettivo, ma che esiste flusso genico sulle specie selvatiche affini che crescono vicino alle colture di patate. Inizialmente, una barriera all'esoincrocio può essere costituita dalla cultivar maschio sterile Revolucion che fornisce una base per sostenere lo sviluppo di regolamenti sulle sperimentazioni in campo di GM per patate nelle Ande.
Sulla base di questi dati, Celis e colleghi indicano che “la piantagione transgenica dovrebbe essere limitata a cultivar maschio sterili, mentre i problemi sulla possibile introgressione di ciascuna caratteristica genica determinata sono valutati, per numerose generazioni di accoppiamenti casuali fra individui di una specie selvatica mediante metodi definiti.
Da Nature: http://www.nature.com/nature

Fonte: CropBiotech Update, www.isaaa.org

2-03-2005

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