Pegaso Verde, un concorso per
le scuole per orientare le gite verso mete di natura
E dai parchi arrivano tanti
pacchetti e proposte per rinnovare l'offerta
Valorizzare il turismo
scolastico e le risorse naturali della nostra regione, orientare le scolaresche
verso mete significative dal punto di vista ambientale, diversificare i flussi
rispetto alle tradizionali ma ormai sovraffollate città d'arte. Questi gli
obiettivi del premio Pegaso Verde che la Regione Toscana presenta oggi a Roma
nel corso di una conferenza stampa
tenuta dall'assessore al turismo Susanna Cenni insieme a Federparchi.
Molte le offerte che i parchi
toscani hanno messo a punto per aiutare le scuole nella ricerca di concreti
itinerari da proporre ai propri alunni. Si tratta di proposte che gli operatori
pubblici e privati della regione hanno studiato appositamente per le esigenze
di questo interessante settore turistico che significa, per la nostra regione,
circa 2 milioni di presenze ogni anno, per un fatturato complessivo di oltre 64
milioni di euro.
“Il settore è strategico -
afferma l'assessore Cenni - non tanto per le cifre in termini di movimento
turistico, quanto per il potenziale che rappresenta. E non solo perché i
giovani studenti di oggi sono i turisti di domani, che torneranno con maggiore
capacità di spesa, ma soprattutto perché la “gita scolastica” costituisce un momento
essenziale per la formazione di una consapevolezza dei valori del rispetto
dell’ambiente e del patrimonio culturale senza la quale non possiamo progettare
in termini di turismo sostenibile.”
E' così che nasce l'idea di
promuovere la conoscenza del proprio patrimonio naturalistico e favorirne la
conservazione attraverso il concorso nazionale Pegaso Verde, organizzato in
collaborazione con Federparchi e riservato alle scuole medie superiori. Ad
essere premiati saranno i migliori elaborati aventi per oggetto la visita di un
parco in Toscana, realizzati da
scolaresche che abbiano soggiornato in parchi e aree protette della regione per
almeno tre giorni.
I premi consistono in buoni
premio per 14.000 euro, da utilizzare per il soggiorno nei parchi toscani durante
l’anno scolastico 2004-2005. Le classi che avranno aderito al concorso dovranno
presentare alla segreteria presso il coordinamento regionale di Federparchi
(via del Bersagliere 7/9, Alberese) un elaborato realizzato nella forma
espressiva preferita, scelta in piena libertà.Dal prossimo anno il premio
Pegaso Verde si allargherà anche ad alcuni paesi europei. Si comincerà con la
Germania, paese turisticamente legato alla nostra regione
"Al di là del al valore
didattico - spiega Susanna Cenni - si tratta di una iniziativa scelta per far
scoprire l’immensa risorsa costituita, per la Toscana, da tre parchi nazionali,
tre parchi regionali e centinaia di aree protette non ancora del tutto
valorizzate in senso turistico e che potranno trovare, proprio attraverso il
turismo scolastico, un bacino di fruitori adeguati alle caratteristiche della
loro offerta".
Appare infatti in crescita
l’attenzione, da parte del mondo della scuola, verso destinazioni quali il
Parco della Maremma o il Parco di San Rossore, che hanno fatto registrare forti
incrementi di visite. Cresce anche, complessivamente, fra le motivazioni che
inducono a scegliere la Toscana quale meta di una gita scolastica, il peso di
quelle “ambientali”, spia di una
evoluzione dei comportamenti che non vede più soltanto la Toscana come meta di
turismo culturale nei centri d’arte, ma anche come destinazione di un turismo
interessato agli aspetti naturalistici.
“Si tratta di una iniziativa
di notevole valore educativo e promozionale - commenta il presidente nazionale
di Federparchi Matteo Fusilli - con la quale non soltanto si promuove il
turismo scolastico, tra le più importanti correnti specializzate e perciò
particolarmente compatibili con la gestione e la tutela delle aree naturali
protette, ma si coinvolge il mondo della scuola stimolandone l’interesse verso
le problematiche ambientali di stretta attualità e con le quali la società del
futuro dovrà quotidianamente confrontarsi”.
Per le scuole interessate
esistono già dei pacchetti di offerte di 3-4 giorni, che alternano percorsi
naturali ad attività di laboratorio e a visite dei luoghi storici. E' il caso,
solo per citare alcuni esempi (vedi schede allegate), di quelli predisposti dal
Parco della Maremma (Itinerari all'Interno dell'Uccellina, birdwatching,
percorsi a tema), dal Parco di Montioni vicino a Piombino (Natura, miniere e
archeologia), da quello delle Alpi
Apuane (Montagne uniche nate dal mare), dai percorsi proposti dal Parco
dell'Arcipelago (trekking, osservazione degli animali, percorsi geologici e
minerari).
Per informazioni:
* Alessandra Lombardi
1. Toscana, terra di parchi ed aree protette
La Regione Toscana ha una lunga tradizione di tutela
della natura, a partire dal 1975 quando è stato istituito il primo Parco
regionale, quello della Maremma.
Oggi il nostro sistema di parchi ed aree protette
copre un totale di 212 mila ettari, pari al 9,22% della superficie complessiva
regionale. Un territorio che per circa la metà è boscato: con il suo milione di
ettari di foreste, la Toscana è la regione più verde d’Italia.
Il totale delle nostre aree protette tra parchi
nazionali, regionali e provinciali, riserve naturali e dello stato, aree di
interesse locale è di 110 e tutte sono visitabili in sicurezza grazie alle
circa 300 guide ambientali, figura professionale già da tempo istituita dalla
Regione Toscana.
Il numero di visitatori, solo per quanto riguarda i
parchi nazionali e quelli regionali, supera ormai il milione annuo.
L’impegno pubblico è quantificabile in risorse
capaci di attivare, in sei anni, investimenti per 40 milioni di euro, il 48%
dei quali spesi in interventi di conservazione e riqualificazione ambientale.
2. Parco Nazionale
delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna
Il
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna copre
un’area di circa 36.000 ha, equamente divisa fra l’Emilia Romagna e la Toscana
(comprende i territori delle province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze). Si
estende lungo la dorsale appenninica tosco-romagnola, scendendo ripidamente
verso le vallate del versante romagnolo e, in maniera più graduale, il versante
toscano. Il paesaggio è caratterizzato da rocce sedimentarie, prevalentemente
arenarie, intercalate a marne o picchi spogli. Differente la conformazione
nella zona sud-est del Parco, dove il Monte della Verna, con le sue rupi, si staglia
in un paesaggio con ampie pendici tondeggianti, che rivelano la presenza di
argille.
Il
Parco è una delle aree forestali più pregiate d’Europa, grazie alla presenza
delle Foreste Demaniali Casentinesi, al cui interno si trova la Riserva
Naturale Integrale di Sasso Fratino (764 ettari di bosco) istituita (prima in
Italia) nel 1959. E’ anche un territorio con centri abitati ricchi di storia e
di testimonianze artistiche ed architettoniche, inseriti in una meravigliosa
cornice naturale, ricca di flora e di fauna, tra cui spicca la più importante
popolazione di lupo dell’Appennino settentrionale, e la presenza di cinghiali,
cervi, daini e caprioli. All’interno
del Parco si possono ammirare il Santuario della Verna, donato a San Francesco
dal conte Orlando Cattani di Chiusi nel 1213 come luogo di eremitaggio, e
l’Eremo di Camaldoli, fondato nel 1012 da San Romualdo.
L’area
protetta si può visitare con escursioni a piedi, in mountain bike, a cavallo o,
in inverno, con gli sci da escursionismo lungo i circa 600 chilometri della
rete sentieristica.
3. Parco Nazionale
dell’Arcipelago Toscano
Il
Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, istituito con DPR 22 luglio 1996,
comprende sette isole, uniche per clima, flora, fauna, storia e leggenda: Elba,
Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Giannutri e Gorgona. L’area complessiva
del Parco è costituita da circa 18.000 ettari a terra, con interessanti siti
geologici e naturalistici, e da 60.000
ettari di mare, popolato da numerose specie altrove ormai rare, che ne fanno il
più grande Parco Marino del Mediterraneo, inserito nel Santuario Internazionale dei Cetacei. La vegetazione
delle isole è costituita da macchia
mediterranea e presenta numerosi
endemismi esclusivi e caratteristici per ciascuna isola, mentre tra gli
animali è da segnalare la presenza del raro gabbiano corso, che è considerato
il simbolo del Parco Nazionale.
4. Parco Nazionale
dell’Appennino Tosco-Emiliano
Il
Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, istituito con DPR 21 maggio
2001, si estende per 23.613 ha, di cui 16.424 in Emilia Romagna e 7.198 in Toscana. Interessa le province di
Reggio Emilia, Parma, Lucca e Massa-Carrara ed i comuni di Corniglio, Busana,
Collagna, Ligonchio, Ramiseto, Villa Minozzo, Castelnuovo ne’ Monti,
Giuncugnano, San Romano di Garfagnana, Villa Collemandina, Comano, Filattiera,
Fivizzano e Licciana Nardi. Il Parco comprende alcune tra le aree più
significative della dorsale dell’Appennino settentrionale, riunisce numerose
emergenze naturalistiche, ambientali e storico-architettoniche della montagna
emiliana e toscana: dai Gessi Triassici dell’Alta valle del Secchia, alle cime
del crinale emiliano dominate dal gruppo del Monte Prado, dall’Alpe di Succiso
e dal Monte Cusna; dalla Pietra di Bismantova alle vallate dei torrenti Parma,
Ozola e del fiume Secchia. Il versante toscano presenta una conformazione più
impervia con le montagne della Lunigiana e le pareti della Pania di Corfino. La
flora comprende specie del clima mediterraneo, medioeuropeo ed artico-alpino. La
fauna, presente con animali invertebrati e vertebrati di grande interesse
naturalistico, trova le sue più note espressioni nel Lupo appenninico, nel
Cervo Europeo, nell’Aquila reale, nel Falco pellegrino e nel Tritone alpestre
aprano.
La
fitta rete di strade che mettono in comunicazione regioni diverse, i sentieri
recentemente ripristinati e una rete di servizi e strutture per il turismo
permettono ai visitatori di scoprire la straordinaria bellezza del Parco
Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
5. Parco regionale
della Maremma
Il
Parco regionale della Maremma è stato istituito nel luglio del 1975, al termine
di una lunga campagna di stampa, condotta dalle associazioni protezionistiche,
contro i tentativi di lottizzazione e di urbanizzazione di uno degli angoli più
belli d’Italia.
Oltre
alla duna, interfaccia tra la costa e l’entroterra, il Parco conserva ancora
oggi tutte le peculiarità geomorfologiche, botaniche e faunistiche che lo hanno
fatto conoscere nel mondo. Il territorio si estende lungo la costa tirrenica da
Principina a Mare fino a Talamone. Forti, da sempre, gli elementi di
antropizzazione. Il popolamento dell’area avvenne già ad opera di colonie di
uomini di Neanderthal. Del periodo etrusco e romano restano numerose vestigia,
tra cui i ruderi nei pressi di Talamone e lungo il fiume Ombrone. Testimonianze
di epoca medioevale sono l'abbazia di San Rabano e le torri costiere. La storia
moderna e quella contemporanea si identificano con la politica dei granduchi di
Lorena che dominarono questa terra fino alla seconda metà dell’Ottocento, alle
soglie dell’unità d’Italia. In seguito, dopo la fine del primo conflitto
mondiale, fu l’Opera Nazionale Combattenti a favorire l'insediamento, ad
Alberese, di una comunità veneta. Infine, l’intervento dello Stato con la
riforma fondiaria.
Elementi
geografici significativi sono costituiti dall'ultimo tratto del fiume Ombrone,
dal sistema orografico dei monti dell'Uccellina, che superano i 400 metri di
altezza a Poggio Lecci, dall'area palustre della Trappola e dal tipo di costa
(ora sabbiosa, ora a falesia precipite).
Di
recente è stata approvata la nuova disciplina delle visite. Tante novità per
quanto riguarda accessi, escursioni e percorsi. Una decina gli itinerari, dalle
visite notturne al bird watching, e poi “pacchetti ecologici” settimanali. Un
nuovo itinerario è quello della Trappola, l’area più bella e suggestiva: in
collaborazione con la Lipu, è stato realizzato uno straordinario percorso, tra
spiaggia, dune, pineta e padule.
1. Pacchetto
di offerte Parco delle Foreste casentinesi, Campigna, Monte Falterona
ü santi e “grandi vecchi” con escursioni
all’Eremo e al Monastero di Camaldoli attraverso la riserva biogenetica di
Camaldoli, visitando il pluricentenario Castagno Miraglia; Monastero e Antica
Farmacia dei Monaci (XIV secolo); Museo Ornitologico di Camaldoli: collezione
dei primi decenni dell’900 conservata grazie alla cura del Corpo Forestale
dello Stato
ü
la
foresta di San Francesco con
escursione al Santuario di S.Francesco attraverso il sentiero delle Ghiacciaie naturali e il “Bosco delle Fate” e al Santuario della Verna
2. Pacchetto di
offerte Parco regionale della Maremma
Tre
differenti soggiorni tra bellezze naturalistiche e storiche:
·
Le
Stagioni del Parco, l’inverno – Il percorso di 4
giorni inizia da Principina a Mare e prevede tra gli altri: itinerario di
birdwatching alla Trappola; escursioni in canoa e bici alla scoperta della
flora e della fauna del fiume Ombrone e della zona della sua foce; visita allo
stagno delle Macchiozze oggetto di un progetto di rinaturalizzazione; visita ad
una Azienda Agricola; escursione a Cala di Forno; visita dedicata agli aspetti
gestionali del Parco: i sistemi informatici e le telecamere che servono per
controllare il Parco, i collegamenti con le altre aree protette, il Centro
Visite, la legislazione per la protezione del territorio.
·
Le
Stagioni del Parco, la primavera - Il percorso di 4
giorni inizia da Talamone e prevede tra gli altri: visita all’acquario della
fauna ittica del mediterraneo; escursioni in canoa e bici alla scoperta della
flora e della fauna del fiume Ombrone e della zona della sua foce; sosta allo
stagno delle Macchiozze oggetto di un progetto di rinaturalizzazione; visita ad
una Azienda Agricola; escursione a Cala di Forno; visita dedicata agli aspetti
gestionali del Parco: i sistemi informatici e le telecamere che servono per controllare
il Parco, i collegamenti con le altre aree protette, il Centro Visite, la
legislazione per la protezione del territorio.
·
Parchi
della Toscana del Sud - Il percorso di 4 giorni prevede, fra le
altre attività, escursione sull'itinerario Talamone; attività di “natura e
sport” con escursioni guidate in bici o
mountain bike sull'itinerario degli allevamenti e di Bocca d'Ombrone fino a
raggiungere la foce del fiume o in canoa sul fiume Ombrone fino alla foce;
trasferimento al Parco Nazionale dell’arcipelago Toscano con trekking
naturalistico/paesaggistico all’Isola del Giglio atrraverso antiche mulattiere
o visita all’isola di Giannutri; escursione ai Parchi della Val di Cornia
attraverso attraverso l’itinerario delle Necropoli di San Cerbone e delle
Grotte o l’itinerario del Parco Costiero della Sterpaia.
3. Pacchetto di
offerte Parco regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli
·
Un percorso a tu per tu con
la natura –
Quattro giorni fitti di visite ed escursioni: visita al Centro Storico di Pisa;
alle antiche scuderie Reali dell’Ottocento; alla selleria - conoscenza degli strumenti per la pulizia e dei finimenti per la bardatura
del cavallo e dei finimenti per attacco – prova pratica della pulizia del
cavallo; Passeggiata a cavallo o in carrozza trainata dai caratteristici
cavalli TPR (Tiro Pesante Rapido) nella Tenuta di San Rossore; Passeggiata
notturna in Tenuta alla scoperta dei suoni nel parco; escursione in
Bicicletta nella Tenuta di San Rossore
, fino a Marina di Vecchiano per
ammirare la foce del Serchio e le caratteristiche dune; visita alla Villa
Medicea – Centro di educazione
Ambientale, edificio storico del XVI sec.
nel bel borgo contadino di Coltano.
·
Soggiorno
itinerante tra i Parchi - Quattro
giorni tra Alpi Apuane e il Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli con escursioni
guidate a piedi ed in bicicletta, dalla foce dell’Arno alla Foce del Serchio
alla Macchia Lucchese fino a Torre del
Lago Puccini, sulle sponde del Lago Massaciuccoli; visita al Centro storico dei
Pisa, raggiungendolo via Arno.
4. Pacchetto di
offerte Parco regionale delle Alpi Apuane
5. Pacchetto di
offerte Parco interprovinciale di Montioni
·
A scuola nel verde - Un vero e proprio percorso
didattico nel verde con attività nel
laboratorio di analisi ambientali, allestito per questo scopo in collaborazione
con l’ARPAT, in cui si imparerà ad osservare organismi difficilmente
identificabili a occhio nudo, quali i licheni e i macroinvertebrati che vivono
nelle acque dei fiumi; una giornata interamente dedicata a prendere
dimestichezza, grazie all’aiuto di guide esperte, con gli strumenti utili a
orientarsi all’aperto; visita alla città medievale di Volterra e ai Laboratori
artigiani dell'alabastro; visita a Larderello e ai suoi soffioni, lungo un
percorso guidato illustrante l’utilizzo che da sempre l’uomo ha fatto di questo
tipo di risorsa naturale; visita al Parco archeominerario di San Silvestro dove
è possibile ripercorrere la storia mineraria dell’uomo attraverso il percorso
sotterraneo all’interno della Miniera del Temperino, vero e proprio museo del
lavoro minerario, che si snoda per 360 metri lungo gallerie e cantieri di
lavorazione dall’età etrusca fino ai nostri giorni; visita al castello di Rocca
San Silvestro, un villaggio di
minatori del periodo medievale perfettamente conservato dove è possibile
riconoscere e comprendere gli spazi e la vita quotidiana di quel periodo e 5
Percorsi Trekking di interesse
archeominerario e naturalistico.