Marzo
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E’ un autobus come
tanti che circolano nelle nostre città, ma possiede una caratteristica che lo
rende speciale: è un autobus che non inquina, dal cui tubo di scarico, al posto
di sostanze più o meno inquinanti, responsabili di gravi danni per la salute
dell’ambiente e dell’uomo, esce innocuo vapore acqueo. Non è l’immagine di un
sogno sulla città del futuro, ma è invece una concreta realtà.
Si chiama CityClass Fuel Cell ed è destinato a segnare un
traguardo fondamentale sulla strada verso la diffusione di combustibili
ecologici. Realizzato da un’associazione temporanea di imprese formata da
Azienda Torinese Mobilità, Irisbus, Gruppo Sapio, Ansaldo Ricerche, Compagnia
Valdostana delle Acque, Enea, il progetto “emissioni zero” è stato finanziato
dal Ministero per l’Ambiente e punta all’introduzione degli autobus ad idrogeno
nel normale servizio di linea a partire dal 2005 nella città di Torino. Grazie a questa sperimentazione di altissimo livello,
si è già giunti ad un fondamentale traguardo: proprio in questi
giorni, infatti, è stata effettuata la prova su strada e si avvicina sempre
di più dunque, il giorno in cui nelle nostre strade circoleranno mezzi pubblici
non inquinanti. La sensibilità dei governi e
dell’opinione pubblica verso i problemi ambientali è, negli ultimi decenni,
notevolmente cresciuta. Numerosi e qualificati studi scientifici hanno
dimostrato che l’attività industriale e civile, alimentata dal consumo di
petrolio, comporta effetti sul breve periodo sia sull’ambiente (effetto serra)
sia sulla salute dell’uomo e degli animali. Inoltre, la maggior parte delle
riserve di petrolio si trova nei Paesi del Medio Oriente, quindi in zone
politicamente instabili; comunque, si tratta di fonti non rinnovabili e dunque
destinate ad esaurirsi. La natura ha impiegato milioni di anni per trasformare intere
foreste in giacimenti di petrolio e ora l’uomo, con l’attuale regime di consumi,
è in grado di consumare questa risorsa in poche centinaia d’anni immettendo
nell’atmosfera anidride carbonica, prodotti solforati responsabili delle piogge
acide, ecc…e minando, quindi, la salute stessa della terra. Come tutti sappiamo,
nei centri urbani una delle principali cause di inquinamento è legata
all’autotrasporto. Le emissioni dei motori a scoppio hanno effetti nocivi sulla nostra salute: cresce in maniera
preoccupante nelle città il rischio di contrarre malattie anche gravi, asma,
bronchiti, patologie polmonari, causate dagli inquinanti atmosferici. La scelta
di ricorrere alla circolazione a targhe alterne è tanto opportuna quanto
effimera: rappresenta infatti soltanto una misura “tampone”, un campanello
d’allarme per interrogarsi seriamente sulle soluzioni da adottare in modo efficace e duraturo per
riqualificare i trasporti pubblici e privati. La politica europea dei trasporti procede ormai chiaramente
verso una ben precisa direzione: promuovere l’utilizzo di combustibili
alternativi, per decongestionare i centri urbani, salvaguardare l’ambiente e
garantire quindi alle future generazioni una migliore qualità della vita. La
Commissione europea sta riservando notevoli sforzi per far sì che il trasporto
pubblico ecologico diventi in tempi relativamente brevi una realtà e stanzia
ingenti finanziamenti per favorire la ricerca e la sperimentazione. Per queste ragioni i più recenti studi scientifici hanno
individuato nell’idrogeno il più probabile sostituto dei derivati dal
petrolio, ed hanno indicato nel prossimo
decennio il tempo necessario
per la sua diffusione nelle nostre città quale carburante per il trasporto
pubblico, in grado di eliminare il sempre più sentito problema dell’inquinamento
dei centri urbani. Lo sviluppo dell’idrogeno come vettore energetico è uno
degli impegni prioritari del piano di azione dell’ENEA, Ente Nazionale per
l’Energia e l’Ambiente, per i prossimi anni. Il Presidente dell’ENEA, il Premio Nobel Carlo Rubbia, si sta da tempo
impegnando affinché si polarizzi l’attenzione del mondo industriale e della
ricerca su tali tematiche e sta promovendo l’idea di realizzare un progetto che
permetta di verificare le potenzialità di tale fonte energetica non solo per
l’autotrazione, ma anche per la produzione di energia elettrica, come fonte di
calore industriale e di energia domestica. E l’ENEA è, insieme al Gruppo Sapio, tra i
partners impegnati nel progetto per la realizzazione del primo autobus italiano
ad idrogeno. La tecnologia fuel
cell Dai veicoli spaziali
alle nostre automobili. Il principio è quello che il fisico britannico William
Grove dimostrò nel 1839 e che è stato utilizzato per tutte le missioni spaziali
a partire dagli anni ‘60: la combinazione elettrochimica di idrogeno e ossigeno
genera elettricità. Il sistema è quello delle celle a combustibile e oggi
ricercatori di tutto il mondo stanno cercando di mettere a punto una tecnologia
che consenta di diffonderne l’utilizzo per alimentare in modo pulito autobus e
automobili. A differenza delle normali batterie, che
devono essere ricaricate, le pile a combustibile funzionano finché vengono
rifornite di ossidante e combustibile: l’idrogeno, il più “ecologico” ed
efficace. L’idrogeno fornito all’anodo reagisce liberando elettroni;
la corrente che si crea in questo modo fluisce attraverso un circuito esterno
verso il catodo, dove avviene la combinazione degli elettroni con l’ossigeno.
L’elettricità si produce quindi attraverso reazioni chimiche a partire da
idrogeno e ossigeno, con esclusiva
emissione in atmosfera di vapore acqueo.
il know how necessario
per l’utilizzo dell’idrogeno Il Gruppo Sapio
maggior produttore italiano di idrogeno per uso industriale, è il partner che
fornisce il necessario know how tecnico e scientifico per quanto riguarda
l’utilizzo dell’idrogeno nella sperimentazione dell’autobus
torinese. Il bus è azionato da un motore elettrico alimentato dalla
cella combustibile e da un sistema di accumulatori; in questo specifico
caso
la produzione del combustibile avviene per
via elettrolitica dall’acqua, utilizzando l’energia idroelettrica. L’“emissione
zero” è quindi garantita per l’intero ciclo di produzione, sia del veicolo, sia
del carburante. Il Gruppo Sapio si impegna da sempre con ricerche e sperimentazioni per la qualità della
vita e dell’ambiente; per il progetto CityClass-Fuel Cell l’azienda si occupa
della progettazione, realizzazione e
fornitura dell’impianto di stoccaggio, distribuzione e controllo dell’idrogeno
compresso a bordo dell’autobus e della
progettazione e realizzazione dell’impianto di rifornimento, mediante
produzione in situ, presso il deposito dell’ATM (Azienda Torinese Mobilità), di
idrogeno gassoso da fonte elettrolitica. Per ulteriori
informazioni contattare la dott.ssa Alessia
Santi tel. 051 273062 06/03/02 Il contesto di riferimento
Una vera rivoluzione per un settore, quello dei trasporti, responsabile dei
gravi problemi dell’inquinamento a livello mondiale, con i conseguenti danni per
l’ambiente e la salute che tutti conosciamo.