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  Anno 2002
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Le aziende informano

Marzo

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Primo autobus ad idrogeno

Arriva la prova su strada

 E’ un autobus come tanti che circolano nelle nostre città, ma possiede una caratteristica che lo rende speciale: è un autobus che non inquina, dal cui tubo di scarico, al posto di sostanze più o meno inquinanti, responsabili di gravi danni per la salute dell’ambiente e dell’uomo, esce innocuo vapore acqueo. Non è l’immagine di un sogno sulla città del futuro, ma è invece una concreta realtà.

Si chiama  CityClass Fuel Cell ed è destinato a segnare un traguardo fondamentale sulla strada verso la diffusione di combustibili ecologici. Realizzato da un’associazione temporanea di imprese formata da Azienda Torinese Mobilità, Irisbus, Gruppo Sapio, Ansaldo Ricerche, Compagnia Valdostana delle Acque, Enea, il progetto “emissioni zero” è stato finanziato dal Ministero per l’Ambiente e punta all’introduzione degli autobus ad idrogeno nel normale servizio di linea a partire dal 2005 nella città di Torino.

Grazie a questa sperimentazione di altissimo livello,  si è già giunti  ad un fondamentale traguardo: proprio in questi giorni, infatti, è stata effettuata la prova su strada e si avvicina sempre di più dunque, il giorno in cui nelle nostre strade circoleranno mezzi pubblici non inquinanti.

Il contesto di riferimento

La sensibilità dei governi e dell’opinione pubblica verso i problemi ambientali è, negli ultimi decenni, notevolmente cresciuta. Numerosi e qualificati studi scientifici hanno dimostrato che l’attività industriale e civile, alimentata dal consumo di petrolio, comporta effetti sul breve periodo sia sull’ambiente (effetto serra) sia sulla salute dell’uomo e degli animali. Inoltre, la maggior parte delle riserve di petrolio si trova nei Paesi del Medio Oriente, quindi in zone politicamente instabili; comunque, si tratta di fonti non rinnovabili e dunque destinate ad esaurirsi.

La natura ha impiegato milioni di anni per trasformare intere foreste in giacimenti di petrolio e ora l’uomo, con l’attuale regime di consumi, è in grado di consumare questa risorsa in poche centinaia d’anni immettendo nell’atmosfera anidride carbonica, prodotti solforati responsabili delle piogge acide, ecc…e minando, quindi, la salute stessa della terra. Come tutti sappiamo, nei centri urbani una delle principali cause di inquinamento è legata all’autotrasporto. Le emissioni dei motori  a scoppio hanno effetti nocivi sulla nostra salute: cresce in maniera preoccupante nelle città il rischio di contrarre malattie anche gravi, asma, bronchiti, patologie polmonari, causate dagli inquinanti atmosferici. La scelta di ricorrere alla circolazione a targhe alterne è tanto opportuna quanto effimera: rappresenta infatti soltanto una misura “tampone”, un campanello d’allarme per interrogarsi seriamente sulle soluzioni  da adottare in modo efficace e duraturo per riqualificare i trasporti pubblici e privati.

La politica europea dei trasporti procede ormai chiaramente verso una ben precisa direzione: promuovere l’utilizzo di combustibili alternativi, per decongestionare i centri urbani, salvaguardare l’ambiente e garantire quindi alle future generazioni una migliore qualità della vita. La Commissione europea sta riservando notevoli sforzi per far sì che il trasporto pubblico ecologico diventi in tempi relativamente brevi una realtà e stanzia ingenti finanziamenti per favorire la ricerca e la sperimentazione.

Per queste ragioni i più recenti studi scientifici hanno individuato nell’idrogeno il più probabile sostituto dei derivati dal petrolio, ed hanno indicato nel prossimo decennio  il tempo necessario per la sua diffusione nelle nostre città quale carburante per il trasporto pubblico, in grado di eliminare il sempre più sentito problema dell’inquinamento dei centri urbani.

Lo sviluppo dell’idrogeno come vettore energetico è uno degli impegni prioritari del piano di azione dell’ENEA, Ente Nazionale per l’Energia e l’Ambiente, per i prossimi anni. Il Presidente dell’ENEA, il Premio Nobel Carlo Rubbia, si sta da tempo impegnando affinché si polarizzi l’attenzione del mondo industriale e della ricerca su tali tematiche e sta promovendo l’idea di realizzare un progetto che permetta di verificare le potenzialità di tale fonte energetica non solo per l’autotrazione, ma anche per la produzione di energia elettrica, come fonte di calore industriale e di energia domestica. E l’ENEA è, insieme al Gruppo Sapio, tra i partners impegnati nel progetto per la realizzazione del primo autobus italiano ad idrogeno.

La tecnologia fuel cell

Dai veicoli spaziali alle nostre automobili. Il principio è quello che il fisico britannico William Grove dimostrò nel 1839 e che è stato utilizzato per tutte le missioni spaziali a partire dagli anni ‘60: la combinazione elettrochimica di idrogeno e ossigeno genera elettricità. Il sistema è quello delle celle a combustibile e oggi ricercatori di tutto il mondo stanno cercando di mettere a punto una tecnologia che consenta di diffonderne l’utilizzo per alimentare in modo pulito autobus e automobili.

A differenza delle normali batterie, che devono essere ricaricate, le pile a combustibile funzionano finché vengono rifornite di ossidante e combustibile: l’idrogeno, il più “ecologico” ed efficace.

L’idrogeno fornito all’anodo reagisce liberando elettroni; la corrente che si crea in questo modo fluisce attraverso un circuito esterno verso il catodo, dove avviene la combinazione degli elettroni con l’ossigeno. L’elettricità si produce quindi attraverso reazioni chimiche a partire da idrogeno e ossigeno, con esclusiva emissione in atmosfera di vapore acqueo.
Una vera rivoluzione per un settore, quello dei trasporti, responsabile dei gravi problemi dell’inquinamento a livello mondiale, con i conseguenti danni per l’ambiente e la salute che tutti conosciamo.

il know how necessario per l’utilizzo dell’idrogeno

Il Gruppo Sapio maggior produttore italiano di idrogeno per uso industriale, è il partner che fornisce il necessario know how tecnico e scientifico per quanto riguarda l’utilizzo dell’idrogeno nella sperimentazione dell’autobus torinese.

Il bus è azionato da un motore elettrico alimentato dalla cella combustibile e da un sistema di accumulatori; in questo specifico caso  la produzione del combustibile avviene per via elettrolitica dall’acqua, utilizzando l’energia idroelettrica. L’“emissione zero” è quindi garantita per l’intero ciclo di produzione, sia del veicolo, sia del carburante.

Il Gruppo Sapio  si impegna da sempre con ricerche e sperimentazioni per la qualità della vita e dell’ambiente; per il progetto CityClass-Fuel Cell l’azienda si occupa della progettazione, realizzazione e fornitura dell’impianto di stoccaggio, distribuzione e controllo dell’idrogeno compresso a bordo dell’autobus e della progettazione e realizzazione dell’impianto di rifornimento, mediante produzione in situ, presso il deposito dell’ATM (Azienda Torinese Mobilità), di idrogeno gassoso da fonte elettrolitica.

Per ulteriori informazioni contattare la dott.ssa Alessia Santi tel. 051 273062

 

 

 

 

 

06/03/02