Da molti considerato
il combustibile del futuro, l’idrogeno può produrre energia elettrica senza
emissioni nocive. È indicato per molteplici applicazioni - autotrazione, piccole
batterie portatili, utenza domestica e industriale. Restano però da risolvere
alcuni problemi: da dove ricavare l’idrogeno e come produrlo su scala
industriale senza provocare ulteriori fenomeni d’inquinamento? Vanessa Bridge,
Leeds University, Leeds LS2 9JT Fonte: Made in Britain, dicembre
2002
12/03/02
La Dott.
Valerie Dupont, la Dott. Jenny Jones, il Dr. Edward Hampartsoumian e il Dr. Andy
Ross dell’Università di Leeds, in Inghilterra, stanno sperimentando un sistema
innovativo che fa uso di olio di girasole, aria, vapore acqueo e due speciali
catalizzatori per produrre idrogeno. «La maggior parte dei metodi seguiti sinora
si basano sulla combustione di un altro combustibile per creare energia, con
conseguenti problemi d’inquinamento da ossido di carbonio, azoto e altre
emissioni», precisa il Dr. Dupont. «I nostri catalizzatori usano ossigeno
atmosferico per innalzare la temperatura in modo naturale. Questo calore serve
per riformare l’olio con il vapore per ottenere idrogeno. L’anidride carbonica
in eccesso viene immessa in un secondo catalizzatore, e poi stoccata altrove per
altri impieghi; in questo modo si garantisce che quantità dannose di CO2
ritornino nell’atmosfera».
I ricercatori britannici stanno lavorando con
alcune industrie per individuare i catalizzatori più efficaci e poi adattare il
loro sistema all’olio di girasole. Il processo potrebbe anche far uso di altri
tipi di combustibili rinnovabili di bassa qualità, e persino oli ottenuti da
materiali di scarto.
«Attualmente si brucia come combustibile l’ che però è
decisamente inquinante», ha aggiunto il Dr. Dupont. «Il nostro sistema sfrutta
tutto il potenziale energetico e al contempo permette di tenere agevolmente
sotto controllo le sostanze chimiche più nocive presenti nel
combustibile».
Il progetto di ricerca triennale è finanziato dall’Engineering
and Physical Sciences Research Council del Regno Unito.
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