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  Ambiente Risorse Salute
Dicembre 2003
 

Dossier energia

Unità di cogenerazione a celle a combustibile alimentate con idrogeno liquido 
Holger Grubel and Oliver Weinmann
Hamburgische Electricitäts-Werke AG

1. Descrizione del progetto

Due importanti aziende pubbliche della Germania, situate ad Amburgo, la Hamburgische Electricitäts-Werke AG, HEW (elettricità e riscaldamento di quartiere), e l’Hamburger Gaswerke GMBh, HGW (gas), hanno fondato una joint venture (ARGE) per costruire e rendere operative due celle a combustibile ad acido fosforico (PACF) nei dintorni urbani. Le celle a combustibile PC25 sono state acquistate dalla ONSI Corporation.

Il primo modello usato durante la commercializzazione iniziale di celle a combustibile fu chiamato PC25A. Questa serie fu costruita tra il 1992 e il 1997. Il modello successivo “B” è stato usato solo a scopi militari, ed è molto diverso dal modello A. Il modello C è stato migliorato per diversi aspetti ed è più piccolo e di più facile accesso. Il sistema seriale di celle ha meno celle e la configurazione totale è stata modificata profondamente.

Una cella a combustibile, in questo progetto, era alimentata da metano e l’altra da idrogeno. La prestazione di ciascuna cella era di 200 kWel e di 220 kWtherm. In combinazione con un sistema esistente a pompa di calore, le celle a combustibile fornivano elettricità e riscaldamento di quartiere a bassa temperatura per edifici residenziali situati in Lyserstrasse in Hamburg Bahrenfeld.

In una prima fase (giugno 1995) fu installata e posta in esercizio la cella a combustibile standard a metano. Successivamente fu finanziato un progetto dimostrativo di cella a combustibile alimentato ad idrogeno, come parte del progetto europeo EQHHPP (euro-Quebec Hydro-Hydrogen Pilot Project) ed è stato avviato nel 1997. Gli obiettivi di EQHHPP erano dimostrare la funzionalità di un sistema energetico alimentato ad idrogeno nei sobborghi della città. Il focus non era costituito solo sugli aspetti operativi e tecnici della prima PAFC alimentata direttamente ad idrogeno per soddisfare la domanda del servizio pubblico, ma anche sui problemi dell'accettazione pubblica e sugli aspetti legali del trasporto e deposito dell’idrogeno all’interno di una città europea densamente popolata.

L’infrastruttura all’idrogeno richiesta per la seconda fase consisteva di una cisterna di deposito e di applicazioni di rifornimento per l'idrogeno liquido (LH2) e di un evaporatore per la preparazione del carburante. Un distributore stradale riforniva l’idrogeno.

Sebbene l’idrogeno liquido sia immagazzinato in vari tipi d'applicazioni industriali, questo progetto è unico perché comporta la creazione dell’impianto in un’area residenziale. Le sfide del progetto relative alla cisterna d’immagazzinamento dell’idrogeno erano l’accettazione da parte del pubblico e la procedura relativa all'approvazione.

Tutto il documento in  lingua inglese

 

 

 

18/12/03