1. Descrizione del progetto Due importanti aziende
pubbliche della Germania, situate ad Amburgo, la Hamburgische
Electricitäts-Werke AG, HEW (elettricità e riscaldamento di quartiere), e
l’Hamburger Gaswerke GMBh, HGW (gas), hanno fondato una joint
venture (ARGE) per costruire e rendere operative due celle a combustibile ad
acido fosforico (PACF) nei dintorni urbani. Le celle a combustibile PC25 sono
state acquistate dalla ONSI Corporation. Il primo modello usato
durante la commercializzazione iniziale di celle a combustibile fu chiamato
PC25A. Questa serie fu costruita tra il 1992 e il 1997. Il modello successivo
“B” è stato usato solo a scopi militari, ed è molto diverso dal modello A. Il
modello C è stato migliorato per diversi aspetti ed è più piccolo e di più
facile accesso. Il sistema seriale di celle ha meno celle e la configurazione
totale è stata modificata profondamente. Una cella a combustibile,
in questo progetto, era alimentata da metano e l’altra da idrogeno. La
prestazione di ciascuna cella era di 200 kWel e di 220
kWtherm. In combinazione con un sistema esistente a pompa di calore,
le celle a combustibile fornivano elettricità e riscaldamento di quartiere a
bassa temperatura per edifici residenziali situati in Lyserstrasse in Hamburg
Bahrenfeld. In una prima fase (giugno
1995) fu installata e posta in esercizio la cella a combustibile standard a
metano. Successivamente fu finanziato un progetto dimostrativo di cella a
combustibile alimentato ad idrogeno, come parte del progetto europeo EQHHPP
(euro-Quebec Hydro-Hydrogen Pilot Project) ed è stato avviato nel 1997. Gli
obiettivi di EQHHPP erano dimostrare la funzionalità di un sistema energetico
alimentato ad idrogeno nei sobborghi della città. Il focus non era
costituito solo sugli aspetti operativi e tecnici della prima PAFC alimentata
direttamente ad idrogeno per soddisfare la domanda del servizio pubblico, ma
anche sui problemi dell'accettazione pubblica e sugli aspetti legali del
trasporto e deposito dell’idrogeno all’interno di una città europea densamente
popolata. L’infrastruttura
all’idrogeno richiesta per la seconda fase consisteva di una cisterna di
deposito e di applicazioni di rifornimento per l'idrogeno liquido
(LH2) e di un evaporatore per la preparazione del carburante. Un
distributore stradale riforniva l’idrogeno. Sebbene l’idrogeno liquido
sia immagazzinato in vari tipi d'applicazioni industriali, questo progetto è
unico perché comporta la creazione dell’impianto in un’area residenziale. Le
sfide del progetto relative alla cisterna d’immagazzinamento dell’idrogeno erano
l’accettazione da parte del pubblico e la procedura relativa
all'approvazione.
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18/12/03