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  Anno 2002
Ottobre
Energia

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Interessanti prospettive per l'energia geotermica

Nell'ambito delle energie alternative, la geotermia è, per il momento, quella che appare come più limitata nelle sue potenzialità di sviluppo, poiché necessita di condizioni geologiche molto particolari e rare. Potrebbe, invece, andare diversamente nel futuro se si riuscisse a sfruttare il calore secco del sottosuolo. Se si potesse infatti estrarre il calore anche in assenza d'acqua, ogni paese diventerebbe potenzialmente ricco di un'abbondante fonte di energia pulita. Si stima che l'energia disponibile praticamente ovunque sulla Terra rappresenta 15 milioni di TEP (tonnellate equivalente petrolio) per mq di roccia a 10 km di profondità.

Progetto pilota in Alsazia

Nell'ambito di un programma scientifico che coinvolge Francia, Italia, Germania e Inghilterra, sono state effettuate trivellazioni a Soultz sous Forets in Alsazia (Nord Est della Francia), dove sono state identificate a soli 3 - 5 Km di profondità rocce secche ad una temperatura di 200°C.

Il consorzio europeo chiamato GEIE Heat Mining, che riunisce EDF (Francia), Enel (Italia),  Pfalzwerke (Germania) e Shell, ha quindi deciso la costruzione di una centrale sito pilota con l'obiettivo di sfruttare questo calore per produrre elettricità e riscaldamento.

Il procedimento prevede l'iniezione d'acqua nel sottosuolo, che viene poi recuperata da un secondo pozzo. L'acqua in uscita dell'impianto raggiunge una temperatura di 195°C  ed un volume da 75 a 100 kg d'acqua al secondo. Il calore alimenterà una turbina ed un alternatore di 5-6 MW di capacità elettrica.

L'impianto dovrebbe entrare in servizio nel 2005 e raggiungere la potenza di 25 Mwe. L'elettricità prodotta verrà ceduta ad Electricité de Strasbourg, una consociata di EDF.

Per il momento i costi previsti sono molto elevati ma dovrebbero diminuire nel tempo.

Oltre all'esperienza in Alsazia, la geotermia ha, in generale, riconquistato popolarità. La potenza degli impianti europei è aumentata tra il 1995 e il 2000 del 18% e raggiungeva i 1018 MW  nel 1999.

 La produzione geotermica francese

Per la Francia, l'impianto più importante si trova in Guadalupe, alle pendici del vulcano La Soufrière. La centrale ad alta temperatura di Bouillante ha una capacità di 5,3 Mw e sfrutta acqua a 160°C, 150 tonnellate all'ora.

Sempre in Guadalupe, è in previsione la costruzione di altre centrali, che dovrebbero triplicare la capacità elettrica e fornire il 10% del fabbisogno elettrico dell'isola.

Quando un vulcano non è disponibile… è possibile sfruttare anche la geotermia a media e bassa temperatura (30 -1 00°C a meno di 1.000 m di profondità) per molteplici applicazioni: riscaldamento urbano e di serre, piscicoltura, industria, pompe di calore, ecc.

La Francia produce 400 MW con questo tipo di installazioni in 35 centri della regione parigina e 15 altri nella regione di Bordeaux. A la Courneuve, presso Parigi, 5.000 abitazioni e vari edifici pubblici sono riscaldati con l'energia geotermica. Dopo l'installazione di una centrale di cogenerazione, il numero dei condomini collegati sta per aumentare di 1.700 unità.

La manutenzione di questa rete di riscaldamento è realizzata da Dalkia (Vivendi Environnement), mentre la gestione della centrale geotermica è assicurata dalle società Geoproduction Consultants e Cfg.

 Lo sviluppo delle pompe a calore

Oggi, la tecnologia che maggiormente si sta sviluppando nell'ambito della geotermia è lo sfruttamento dell'energia tramite pompe di calore (PAC). Ciò non avviene più come un tempo, a partire da falde d'acqua superficiali, ma estraendo direttamente l'energia dal suolo grazie a scambiatori interrati. Inoltre, le pompe di calore reversibili hanno il vantaggio di permettere sia il riscaldamento sia il raffreddamento dell'ambiente.

Circa un anno fa, a Vaucresson, nella regione parigina, sono state inaugurate 11 case dotate di pompa di calore PAC géothermale Solterm, nell'ambito di un'iniziativa del costruttore Marignan Immobilier in parternship con Edf e Ademe. Qui il calore terrestre è sfruttato grazie a sonde costituite da trivelle di 70m che comprendono un tubo ad U in cui circola un fluido portatore di calore. Nelle case a 2 piani il riscaldamento ed il raffreddamento sono assicurati da una soletta ad acqua glicolata controllata da un'unità termodinamica reversibile e da 2 sonde verticali.

Il risparmio sulle spese di  riscaldamento dovrebbe raggiungere il 65%.

Articolo redatto dall’Agenzia Stampa CITEF

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16/10/02