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COMMISSIONE EUROPEA Rappresentanza
a Milano |
Milano, 6 giugno 2002
CC – 02.447
Il 17 giugno prossimo, chat su Internet con il
Commissario europeo Franz Fischler sulla politica comune della pesca
Il Commissario
europeo Franz
Fischler, responsabile
per l'Agricoltura, lo Sviluppo Rurale e la Pesca, invita i cittadini
interessati al futuro della pesca europea a partecipare al primo dibattito on-line dedicato alla politica comune della pesca
(PCP).
L'imminente riforma della
PCP, prevista dalla normativa comunitaria, sarà d'importanza cruciale: dal
suo successo dipende infatti, in gran parte, il futuro della pesca europea.
Il 28 maggio scorso la Commissione europea ha adottato una comunicazione (http://europa.eu.int/eur-lex/it/com/pdf/2002/com2002_0181it01.pdf)
in cui si illustra il programma di azione per tale riforma e uno schema di
attuazione.
Per la Commissione
europea, si tratta di integrare più
efficacemente le politiche ambientali nel settore della pesca, perché le
attività di pesca risultino più rispettose dell’ambiente, e allo stesso tempo, assumersi le responsabilità sociali
derivanti dalla riforma, per far sì che la pesca diventi un “settore
socialmente sostenibile”.
La chat con il Commissario
Fischler avrà luogo lunedì
17 giugno 2002, dalle ore 18.00 alle 20.00. Il dibattito si svolgerà nelle 11 lingue
ufficiali dell'Unione europea. Si
consigliano gli interessati alla chat di preparare
in anticipo le domande da rivolgere (nelle 11 lingue ufficiali; lunghezza
massima consigliata 256 caratteri) e di inviarle fin d’ora al seguente
indirizzo: Chat-Fischler@cec.eu.int
Per ulteriori
informazioni su come partecipare al dibattito, consultare la pagina web "Partecipare alla chat"
(http://europa.eu.int/comm/chat/instructions/index_it.htm).
La riforma della
politica comune della pesca (http://europa.eu.int/comm/fisheries/reform/index_en.htm)
è ormai assolutamente necessaria. Diverse specie di pesci sono
sfruttate al di là dei limiti biologici di sicurezza e, per alcuni stock
importanti, vi è addirittura un rischio di completo esaurimento. Nel contempo,
le flotte pescherecce dei paesi dell’Unione europea hanno raggiunto la massima
efficienza nell'attività di pesca e dispongono di capacità di gran lunga
superiori a quelle necessarie per praticare una pesca sostenibile. Si è
instaurato così un circolo vizioso: o si intensifica ulteriormente lo sforzo di
pesca delle magre risorse rimaste, o ci si orienta verso altre specie, che
spesso sono anch'esse già sovrasfruttate. Di conseguenza, imprese di pesca
falliscono, si perdono posti di lavoro e si deteriorano le condizioni
economiche delle comunità costiere interessate. Questa situazione non può
durare. Le cause principali dei problemi sono ben note: misure a breve termine,
scarso controllo delle attività di pesca, sanzioni ineguali, aiuti pubblici che
spesso favoriscono la sovraccapacità della flotta anziché arginarla,
insufficiente coinvolgimento del settore nel processo decisionale.
La riforma dovrà
portare ad una nuova PCP in grado di favorire uno sviluppo sostenibile a
livello ambientale, economico e sociale, il che sarà possibile mediante misure
miranti a promuovere:
·
attività
responsabili e sostenibili nei settori della pesca e dell’acquacoltura che
contribuiscano alla salute degli ecosistemi marini;
·
un’industria
della pesca e dell’acquacoltura economicamente vitale e competitiva, con
conseguenze vantaggiose per i consumatori;
· un tenore di vita equo per la popolazione dipendente dalle attività di pesca.