L'Unione europea potrà realizzare una riduzione di emissioni
di gas ad effetto serra leggermente superiore a quella richiesta dal Protocollo
di Kyoto, a patto che gli Stati membri attuino tutte le politiche, le misure ed
i progetti in paesi terzi in programma e che alcuni di essi diminuiscano tali
emissioni più di quanto siano obbligati a fare.
Le ultime proiezioni raccolte dall'Agenzia europea
dell'ambiente mostrano che i 15 Stati che erano già membri dell'UE prima del
2004 (UE a15) dovrebbero riuscire a ridurre le loro emissioni totali del 7,7%
rispetto ai livelli del 1990 entro il 2010 sulla base delle vigenti politiche
interne e delle misure già in atto e soprattutto delle politiche e misure
supplementari attualmente in programma.
Il sistema previsto da sei Stati membri dell'UE a 15 di
usare i crediti derivanti da progetti di risparmio di emissioni in paesi terzi
grazie ai "meccanismi flessibili" del Protocollo di Kyoto
comporterebbe un'ulteriore riduzione di circa 1,1%, portando così il totale a
8,8% .
Si otterrebbe così una diminuzione maggiore di quella
dell'8% rispetto ai livelli del 1990, che è il valore che l'UE a 15 si è
impegnata a raggiungere entro il 2008-2012 nel quadro del Protocollo per la
lotta contro i cambiamenti climatici.
Ciascuno dei paesi dell'UE a 15 ha inoltre un obiettivo
approvato e giuridicamente vincolante relativo al contenimento o alla riduzione
delle proprie emissioni, al fine di assicurare che venga realizzata una
riduzione globale dell'8% nell'UE.
Dalle proiezioni risulta però che attualmente la Danimarca,
l'Italia, il Portogallo e la Spagna stanno per superare i rispettivi limiti di
emissione, a volte anche con ampi margini, pur ricorrendo all'uso dei
meccanismi di Kyoto e di altre misure previste. La Germania rischia di
oltrepassare leggermente i propri limiti di emissione sulla base delle
strategie e delle misure esistenti.
Ciò significa che l'Ue a 15 può raggiungere il proprio
obiettivo dell'8% di riduzione soltanto se il mancato rispetto degli obiettivi
previsti per questi Stati membri verrà compensato da altri Stati membri che
realizzeranno diminuzioni maggiori di quelle richieste.
Quest'ultima necessità non deve essere sottovalutata.
Infatti, senza queste diminuzioni superiori al dovuto, l'UE a 15 realizzerà
soltanto una riduzione totale del 6,5%, anche utilizzando i meccanismi di
Kyoto.
Va però detto che le proiezioni non tengono conto di alcune
misure importanti che dovrebbero contribuire alla riduzione delle emissioni nei
prossimi anni, quali il sistema europeo di cessione dei diritti di emissione,
che entrerà in vigore il 1° gennaio 2005, od i progetti per sequestrare
carbonio nei cosiddetti "assorbitori di carbonio", quali foreste e
suoli agricoli. Ciò significa che in realtà la diminuzione delle emissioni
potrebbe essere maggiore di quella stimata.
Come è stato già segnalato dall'AEA in luglio, fino al 2002,
ultimo anno per cui si dispone di dati completi, l'UE a 15 ha ridotto tutte le
sue emissioni dei sei gas serra oggetto del Protocollo di Kyoto del 2,9%
rispetto ai livelli del 1990.
Sono diminuite le emissioni prodotte dalla maggior parte dei
settori, tra cui fornitura di energia, industria, agricoltura e gestione dei
rifiuti, mentre nello stesso periodo sono aumentate di circa il 22% quelle
dovute ai trasporti.
Dalle ultime proiezioni risulta che, applicando le attuali
politiche e misure (iniziative concrete già in atto a livello UE o nazionale),
le emissioni dell'UE-15 si ridurranno soltanto dell'1,0% rispetto ai livelli
del 1990 entro il 2010 e appena dello 0,6% se la Svezia e il Regno Unito non
superano i loro obiettivi.
Il fatto che queste stime siano così basse è dovuto
principalmente all'incalzante aumento delle emissioni causate dai trasporti, in
particolare dal trasporto su strada.
Alcune politiche e misure supplementari, attualmente in fase
avanzata di pianificazione, potranno portare la riduzione delle emissioni al
7,7%, a condizione che sei Stati membri (Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda,
Svezia e Regno Unito) superino i loro obiettivi. Se ciò non avviene, la
riduzione sarà soltanto del 5,4%.
Due meccanismi flessibili del Protocollo, l'
"Attuazione congiunta" ed il "Meccanismo di sviluppo
pulito", consentono ai paesi industrializzati di investire in progetti di
risparmio di emissioni in paesi terzi e di utilizzare i crediti sulle emissioni
così ottenuti per cercare di raggiungere il loro obiettivo di Kyoto.
Si calcola che il previsto impiego di questa possibilità da
parte di Austria, Belgio, Danimarca, Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi
contribuirà a ridurre ulteriormente le emissioni dell'1,1%. Austria, Belgio,
Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia hanno già previsto un importo totale
di circa 1,3 miliardi di euro per utilizzare questi meccanismi nei prossimi
anni, sebbene Finlandia e Svezia non abbiano ancora deciso se usarli o meno.
Se aggiunto agli effetti previsti delle politiche e delle
misure attuali e supplementari, l'uso dei meccanismi porta la diminuzione
stimata di tutte le emissioni dell'UE a 15 a 8,8%, supponendo che alcuni Stati
membri riducano le loro emissioni più di quanto concordato, a 6,5 se questo non
avviene.
Nove Stati membri dell'UE a 15 prevedono di sequestrare il
carbonio in assorbitori, contribuendo così ad una riduzione di circa 0,7%, che
tuttavia non è stata ancora considerata nelle proiezioni raccolte, perché non
tutti gli Stati membri hanno usato una metodologia accettata per elaborare tali
stime.
L'obiettivo dell'UE a 15 non si applica ai 10 Stati membri
che hanno aderito all'UE il 1° maggio di quest'anno, i quali hanno sottoscritti
degli accordi specifici. In base al Protocollo, la maggior parte di essi ha un
obiettivo di riduzione dell'8% (Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania,
Repubblica slovacca e Slovenia) o del 6% (Ungheria e Polonia) rispetto ad un
determinato anno (1990 o prima). Cipro e Malta non hanno invece obiettivi
specifici.
In quasi tutti i nuovi Stati membri le emissioni sono
diminuite sostanzialmente. Nel 2002, l'insieme delle loro emissioni è stato
inferiore del 33% rispetto al livello dell'anno di riferimento, soprattutto
grazie all'introduzione dell'economia di mercato e della conseguente
ristrutturazione o chiusura di stabilimenti altamente inquinanti e di industrie
ad elevato consumo energetico. Invece, le emissioni di gas serra dovute ai
trasporti hanno superato del 12% i livelli dell'anno di riferimento.
Tutti i nuovi Stati membri, ad eccezione della Slovenia,
prevedono di raggiungere o addirittura superare gli obiettivi di Kyoto entro il
2010 mediante l'applicazione delle attuali misure e politiche interne, sebbene
si prevede che d'ora in poi le emissioni aumenteranno nella maggior parte di
essi.
La Slovenia prevede di raggiungere il suo obiettivo di Kyoto
applicando politiche e misure supplementari, tra cui il sequestro di carbonio
grazie alla modifica dei sistemi di utilizzazione del territorio e alla
silvicoltura.
Le ultime proiezioni sono pubblicate nella relazione Greenhouse gas emission trends and projections in Europe 2004 (Tendenze e proiezioni delle emissioni di gas ad effetto serra in Europa - 2004), che si trova nel sito Web dell'AEA : http://reports.eea.eu.int/eea_report_2004_5/en.
Per un'analisi più dettagliata per paese e per settore, si consiglia di
consultare la relazione tecnica Analysis of greenhouse gas emission trends and
projections in Europe (Analisi delle tendenze e proiezioni delle emissioni di
gas ad effetto serra in Europa - 2004) pubblicata nel sito Web al seguente
indirizzo: http://reports.eea.eu.int/technical_report_2004_7/en.
Note per le redazioni
Il Protocollo di Kyoto, che entrerà in vigore il 16 febbraio
2005, disciplinerà le emissioni dei paesi industrializzati di anidride
carbonica (CO2), metano (CH4), protossido di azoto (N2O) e tre gas industriali
fluorurati [idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC) e esafluoruro di
zolfo (SF6)]. L'UE è responsabile di circa il 24% delle emissioni, prodotte
dall'uomo, dei sei gas nei paesi industrializzati.
Oltre al sistema europeo di cessione dei diritti di
emissione, tra le recenti misure a livello di UE che dovrebbero presto iniziare
a produrre una riduzione delle emissioni figura la normativa per migliorare
l'efficienza energetica degli edifici e per promuovere la cogenerazione
forza-calore. Tra le attuali politiche e misure dell'UE figurano le seguenti:
incentivazione dell'elettricità proveniente da fonti di energia rinnovabile;
miglioramento dell'efficienza energetica di grossi impianti industriali;
incentivazione degli apparecchi ad elevato rendimento energetico; promozione
dei biocarburanti nei trasporti; accordo con l'industria automobilistica per
ridurre le emissioni di anidride carbonica delle nuove autovetture e recupero
di metano dalle discariche.
La relazione, preparata dall'AEA e dal suo centro
tematico sull'aria e i cambiamenti climatici, ha lo scopo di sostenere,
completare e fornire ulteriori analisi per la relazione annuale della
Commissione europea sul meccanismo di controllo delle emissioni di gas serra
dell'UE (decisione del Consiglio 1999/296/CE). La quarta relazione della
Commissione sarà pubblicata nel sito: http://www.europa.eu.int/comm/environment/climat/greenhouse_monitoring.htm
L'AEA in breve
L'Agenzia europea dell'ambiente è il principale organismo
pubblico in Europa la cui missione è fornire informazioni qualificate ed
indipendenti sull'ambiente a decisori politici ed al pubblico. Operante a
Copenaghen sin dal 1994, l'AEA è il fulcro della rete europea di informazione
ed osservazione in materia ambientale (Eionet), una rete di circa 300 organismi
in tutta Europa attraverso i quali raccoglie e divulga informazioni e dati in
merito all'ambiente. L'Agenzia, che è un organismo dell'Unione europea, è
aperta a tutte le nazioni che condividono i suoi obiettivi. Attualmente è
costituita da 31 paesi membri: i 25 Stati membri dell'Unione europea, i 3 paesi
candidati all'ammissione all'UE (Bulgaria, Romania e Turchia) e l'Islanda, il
Liechtenstein e la Norvegia, mentre è stato già siglato un accordo di adesione
con la Svizzera. I paesi dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia Erzegovina,
Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Serbia e Montenegro) hanno fatto
domanda di adesione all'Agenzia.
Proiezioni delle emissioni per gli Stati membri dell'UE-15, in base
alle politiche e misure interne esistenti e supplementari e all'uso dei
meccanismi di Kyoto, comparate con gli obiettivi di Kyoto
|
|
Obiettivo ripartizione oneri UE (% emissioni anno di rif.) |
Con misure e politiche attuali |
Con misure e politiche supplementari |
Divario compreso l'uso dei meccanismi di Kyoto |
||
|
|
|
Proiezioni per il 2010 (% dell'anno di riferimento) |
Divario tra proiezioni e obiettivo (% anno di rif.) |
Proiezioni per il 2010 (% dell'anno di riferimento) |
Divario tra proiezioni e obiettivo (% anno di rif.) |
(% anno di rif.) |
|
Austria |
-13.0 % |
+8.7 % |
+21.7 % |
-9.2 % |
+3.8 % |
-5.2 % |
|
Belgio |
-7.5 % |
+6.5 % |
+14.0 % |
-3.3 % |
+4.2 % |
-1.4 % |
|
Danimarca |
-21.0 % |
+15.7 % |
+36.7 % |
- |
- |
+31.3 % |
|
Finlandia |
0.0 % |
+16.5 % |
+16.5 % |
-0.5 % |
-0.5 % |
- |
|
Francia |
0.0 % |
+9.0 % |
+9.0 % |
-1.7 % |
-1.7 % |
- |
|
Germania |
-21.0 % |
-19.7 % |
+1.3 % |
- |
- |
- |
|
Grecia |
+25.0 % |
+38.6 % |
+13.6 % |
+22.4 % |
-2.6 % |
- |
|
Irlanda |
+13.0 % |
+29.4 % |
+16.4 % |
+3.6 % |
-9.4 % |
-16.3 % |
|
Italia |
-6.5 % |
+3.7 % |
+10.2 % |
-3.4 % |
+3.1 % |
- |
|
Lussemburgo |
-28.0 % |
-22.4 % |
+5.6 % |
- |
- |
-17.9 % |
|
Paesi Bassi |
-6.0 % |
+3.3 % |
+9.3 % |
- |
- |
-0.1 % |
|
Portogallo |
+27.0 % |
+53.1 % |
+26.1 % |
+45.7 % |
+18.7 % |
- |
|
Spagna |
+15.0 % |
+48.3 % |
+33.3 % |
+28.0 % |
+13.0 % |
- |
|
Svezia |
+4.0 % |
-0.2 % |
-4.2 % |
- |
- |
- |
|
Regno Unito |
-12.5 % |
-13.9 % |
-1.4 % |
-22.5 % |
-10.0 % |
- |
|
Totale UE-15 |
-8.0 % |
-1.0 % |
+7.0 % |
-7.7 % |
+0.3 % |
-0.8 % |
Nota: Per le emissioni stimate, il segno
più indica che l'obiettivo non è raggiunto, il segno meno indica un valore che
supera l'obiettivo. La colonna "Divario compreso l'uso dei meccanismi di
Kyoto" per Danimarca, Lussemburgo e Paesi Bassi illustra la differenza
dopo l'uso dei meccanismi di Kyoto combinati con politiche e misure esistenti,
mentre per Austria, Belgio e Irlanda si tratta della differenza dopo l'uso dei
meccanismi di Kyoto combinati con politiche e misure interne supplementari.
Fonte: Informazioni fornite nell'ambito
del meccanismo di monitoraggio dei gas serra (GHG) CE e in comunicazioni
nazionali terze
Proiezioni delle emissioni per i nuovi Stati membri
dell'UE, in base alle politiche e misure interne esistenti e supplementari,
comparate con gli obiettivi di Kyoto
|
|
Obiettivo di Kyoto (% anno di rif.) |
Con misure e politiche attuali |
Con misure e politiche supplementari |
||
|
|
|
Proiezioni per il 2010 (% dell'anno di riferimento) |
Divario tra proiezioni e obiettivo (% anno di rif.) |
Proiezioni per il 2010 (% dell'anno di riferimento) |
Divario tra proiezioni e obiettivo (% anno di rif.) |
|
Cipro |
- |
- |
- |
- |
- |
|
Repubblica ceca |
-8.0 % |
-30.0 % |
-22.0 % |
- |
- |
|
Estonia |
-8.0 % |
-56.6 % |
-48.6 % |
-60.0 % |
-52.0 % |
|
Ungheria |
-6.0 % |
-6.0 % |
+0.0 % |
- |
- |
|
Lettonia |
-8.0 % |
-58.2 % |
-50.2 % |
- |
- |
|
Lituania |
-8.0 % |
-43.3 % |
-35.3 % |
- |
- |
|
Malta |
- |
- |
- |
- |
- |
|
Polonia |
-6.0 % |
-12.1 % |
-6.1 % |
- |
- |
|
Slovacchia |
-8.0 % |
-26.6 % |
-18.6 % |
-33.5 % |
-25.5 % |
|
Slovenia |
-8.0 % |
+4.0 % |
+12.0 % |
-3.9 % |
+4.1 % |
Nota: Per le emissioni stimate, il segno
più indica che l'obiettivo non è raggiunto, il segno meno indica un valore che
supera l'obiettivo. Nessun dato comprende il sequestro di carbonio proveniente
dalla modifica dell'utilizzazione del territorio e dalla silvicoltura. La
Slovenia prevede di raggiungere il suo obiettivo se viene incluso il sequestro
di carbonio.
Fonte: Informazioni fornite nell'ambito del meccanismo di monitoraggio dei gas serra (GHG) CE e in comunicazioni nazionali terze.
Informazioni sui mezzi di contatto
Richieste informazioni dei media: Tony Carritt
Richieste d'informazioni dei media :Tony Carritt
Gennaio 2005