Regione Piemonte

Il Commissario  delegato
(Ordinanza 2986 del 31 maggio 1999)

 

 

 

 

Bonifica ex-Acna

Il fiume Bormida in costante miglioramento

 

  Risultati incoraggianti di una sperimentazione sull’utilizzo delle acque

del fiume in agricoltura

 

La qualità delle acque del versante piemontese del fiume Bormida, inquinate da decenni di attività dell’ex fabbrica chimica Acna di Cengio (Sv), è nettamente migliorata grazie agli interventi di bonifica attuati negli ultimi anni, tanto che si può pensare a un loro futuro utilizzo a fini agricoli.

 

Questi, in estrema sintesi, i risultati di una sperimentazione presentata a Torino, il 10 novembre 2004 dall’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Ugo Cavallera, e dal Commissario delegato alla bonifica dell’ex-Acna e della val Bormida, Stefano Leoni.

 

Il sito ex-Acna è tra le aree contaminate “di interesse nazionale” (il primo elenco, successivamente ampliato, era stato individuato dalla legge 426/98) ma la bonifica è in fase avanzata, tanto da essere considerata un’esperienza pilota in Italia per questo settore, come ha dichiarato il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti, Paolo Russo. La bonifica del sito è stato citata positivamente anche dal ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, nella recente relazione sull’attività svolta in Italia per la protezione dell’ambiente negli ultimi tre anni.

 

Il confinamento della fonte inquinante all’interno delle aree private ha portato a un   conseguente miglioramento della qualità delle acque del fiume, tanto da indurre a procedere con una ricerca finanziata dall’Ufficio del Commissario delegato e condotta dall’Università di Torino – Dipartimento di Agronomia, selvicoltura e gestione del territorio (professor Aldo Ferrero), in collaborazione con Coldiretti e Arpa Piemonte.  

 

Lo studio intendeva verificare la possibilità di utilizzare le acque del fiume per irrigazione e si è incentrato sulle zucchine: questo ortaggio, infatti, fra le produzioni agricole tipiche della valle è quello che assorbe maggiormente l’acqua con la quale viene coltivato.

 

La ricerca si è quindi indirizzato su due fronti: da un lato sono state avviate coltivazioni di zucchine ex-novo e in parallelo su campi contigui, utilizzando per alcune l’acqua del Bormida e per altre l’acqua dell’acquedotto. Sono state poi confrontate le zucchine prodotte con l’acqua del Bormida con quelle normalmente in vendita sui mercati. Ebbene, in entrambi i casi gli esiti dell’indagine sono stati positivi: in pratica non esistono significative differenze sulla qualità dei prodotti e le tracce di inquinanti rilevate sono minime e comunque ben al di sotto dei limiti di legge.

 

Secondo l’assessore Cavallera ”La svolta raggiunta con la chiusura dello stabilimento nel 1999 e con la nomina del Commissario Delegato per la bonifica del sito rappresentano anche il frutto della caparbia determinazione della Regione Piemonte.  Dalla dichiarazione, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 1997, della Valle Bormida come “area ad elevato rischio di crisi ambientale” alla definitiva bocciatura dell’impianto Re-Sol con un’opposizione determinata e motivata in sede giudiziaria, la Regione Piemonte ha sviluppato, con il pieno sostegno delle amministrazioni locali, un progetto di rilancio della Valle Bormida, di cui la bonifica del sito e la riqualificazione delle acque del fiume Bormida rappresentano il presupposto fondamentale”.

 

Il Commissario Leoni sottolinea come sia necessario aprire una discussione sulla progettazione degli interventi di bonifica sulle cosiddette “aree pubbliche” (appunto il fiume Bormida), che è già stata commissionata all’APAT e le cui “linee guida” verranno presentate tra qualche mese: “Vorremmo orientare la bonifica tenendo conto delle molteplici possibilità di fruizione del fiume: agricoltura ma anche pesca, turismo e  potabilità delle acque. Tuttavia a breve non si può pensare a togliere il divieto di utilizzo delle acque del fiume ad uso irriguo: bisognerà attendere il completamento degli interventi di bonifica. Mi riferisco in particolare alle operazioni di messa in sicurezza come la realizzazione del muro-argine dello stabilimento e il completamento della rimozione dei sali sodici contenuti nei ‘lagunaggi’, che terminerà entro la fine del 2006. Certo però i risultati di questa importante sperimentazione ci inducono all’ottimismo e confermano la qualità del lavoro svolto in collaborazione con tutti gli enti interessati: ministero dell’Ambiente, Regione Piemonte, Regione Liguria, Arpa regionali, province”

 

 

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