Regione Piemonte
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Il
Commissario delegato
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Risultati
incoraggianti di una sperimentazione sull’utilizzo delle acque
del fiume in
agricoltura
La qualità delle acque del versante piemontese del fiume
Bormida, inquinate da decenni di attività dell’ex fabbrica chimica Acna di
Cengio (Sv), è nettamente migliorata grazie agli interventi di bonifica attuati
negli ultimi anni, tanto che si può pensare a un loro futuro utilizzo a fini
agricoli.
Questi, in estrema
sintesi, i risultati di una sperimentazione presentata a Torino, il 10 novembre
2004 dall’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Ugo Cavallera, e dal
Commissario delegato alla bonifica dell’ex-Acna e della val Bormida, Stefano
Leoni.
Il
sito ex-Acna è tra le aree contaminate “di interesse nazionale” (il primo
elenco, successivamente ampliato, era stato individuato dalla legge 426/98) ma
la bonifica è in fase avanzata, tanto da essere considerata un’esperienza
pilota in Italia per questo settore, come ha dichiarato il presidente della
Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti, Paolo Russo. La bonifica del
sito è stato citata positivamente anche dal ministro dell’Ambiente, Altero
Matteoli, nella recente relazione sull’attività svolta in Italia per la
protezione dell’ambiente negli ultimi tre anni.
Il
confinamento della fonte inquinante all’interno delle aree private ha portato a
un conseguente miglioramento della qualità delle acque del fiume, tanto
da indurre a procedere con una ricerca finanziata dall’Ufficio del Commissario
delegato e condotta dall’Università di Torino – Dipartimento di Agronomia,
selvicoltura e gestione del territorio (professor Aldo Ferrero), in collaborazione
con Coldiretti e Arpa Piemonte.
Lo
studio intendeva verificare la possibilità di utilizzare le acque del fiume per
irrigazione e si è incentrato sulle zucchine: questo ortaggio, infatti, fra le produzioni agricole tipiche della
valle è quello che assorbe maggiormente l’acqua con la quale viene coltivato.
La ricerca si è quindi
indirizzato su due fronti: da un lato sono state avviate coltivazioni di
zucchine ex-novo e in parallelo su campi contigui, utilizzando per alcune
l’acqua del Bormida e per altre l’acqua dell’acquedotto. Sono state poi confrontate
le zucchine prodotte con l’acqua del Bormida con quelle normalmente in vendita
sui mercati. Ebbene, in entrambi i casi gli esiti dell’indagine sono stati positivi:
in pratica non esistono significative differenze sulla qualità dei prodotti e
le tracce di inquinanti rilevate sono minime e comunque ben al di sotto dei
limiti di legge.
Secondo
l’assessore Cavallera ”La svolta raggiunta con la chiusura dello
stabilimento nel 1999 e con la nomina del Commissario Delegato per la bonifica
del sito rappresentano anche il frutto della caparbia determinazione della
Regione Piemonte. Dalla dichiarazione,
da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 1997, della Valle
Bormida come “area ad elevato rischio
di crisi ambientale” alla definitiva bocciatura dell’impianto Re-Sol con
un’opposizione determinata e motivata in sede giudiziaria, la Regione Piemonte
ha sviluppato, con il pieno sostegno delle amministrazioni locali, un progetto
di rilancio della Valle Bormida, di cui la bonifica del sito e la
riqualificazione delle acque del fiume Bormida rappresentano il presupposto
fondamentale”.
Il Commissario Leoni sottolinea come sia necessario aprire
una discussione sulla progettazione degli interventi di bonifica sulle cosiddette
“aree pubbliche” (appunto il fiume Bormida), che è già stata commissionata
all’APAT e le cui “linee guida” verranno presentate tra qualche mese: “Vorremmo orientare la bonifica tenendo
conto delle molteplici possibilità di fruizione del fiume: agricoltura ma anche
pesca, turismo e potabilità delle acque.
Tuttavia a breve non si può pensare a togliere il divieto di utilizzo delle
acque del fiume ad uso irriguo: bisognerà attendere il completamento degli
interventi di bonifica. Mi riferisco in particolare alle operazioni di messa in
sicurezza come la realizzazione del muro-argine dello stabilimento e il
completamento della rimozione dei sali sodici contenuti nei ‘lagunaggi’, che
terminerà entro la fine del 2006. Certo però i risultati di questa importante
sperimentazione ci inducono all’ottimismo e confermano la qualità del lavoro
svolto in collaborazione con tutti gli enti interessati: ministero
dell’Ambiente, Regione Piemonte, Regione Liguria, Arpa regionali, province”
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