Preoccupati di conoscere la
rappresentazione dei comportamenti sociali circa l’effetto serra, l’Ademe ha
fatto realizzare una prima indagine nel maggio 2000 da parte del Consiglio
dell’ISL e RCB. Sulle medesime basi è stata effettuata una seconda indagine nel
marzo 2001 per giudicarne l’evoluzione della percezione sociali del problema.
Come per il passato, per il 60% degli interrogati, l’accrescimento dell’effetto
serra è “scientificamente” stabilito. Nel medesimo tempo, il 27% dichiara di
ignorare in che cosa consista questo fenomeno (contro il 30% del 2000), il 15%
si sbaglia nel designare lo strato di azoto. Per la maggior parte, l’effetto
serra resta mal conosciuto ed è associato per il 25% ad un processo di calore e
di riscaldamento, per il 14% ai gas, per il 15% all’inquinamento e ai
rifiuti.
“Il problema è meno prossimo
dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua, direttamente percepibili
quotidianamente”,spiega Christian Chartier, del servizio economia
dell’Ademe. La lotta contro l’effetto serra non è una priorità per
gl’interrogati: in materia di protezione ambientale, viene messo al 6° posto. I
francesi non sono perciò rassicurati. Essi temono fortemente i disastri dovuti
al clima: inondazioni, tempeste, canicole. Se puntano il dito sulla distruzione
delle foreste (65%) e sulle attività industriali (63%) come principali cause
dell’effetto serra, accusano anche i trasporti (57%). Secondo i sondaggi, il
migliore mezzo per lottare contro questo fenomeno è limitare l’uso delle vetture e meglio
controllare l’inquinamento industriale. Un quarto dei francesi considera che non
si può far nulla (nondimeno, il 50% dei gas serra sono emessi dalle abitazioni
domestiche) e che il riscaldamento dell’atmosfera è inevitabile. “Una presa di coscienza è efficace ma non
costituisce pertanto una base sufficiente per far emergere dei cambiamenti di
comportamento. Questi sono una delle maggiori poste in gioco delle campagne di
comunicazione attualmente condotte dai ministeri dell’Aménagement del territorio
e dell’Ambiente, del ministero dell’Economia, delle Finanze e dell’Industria e
dell’Ademe”, conclude Christiane Chartier.
Per ulteriore informazioni contattare Christiane Chartier: christiane.chartier@ademe.fr.
Fonte: “La lettre Ademe” n.78
15/05/02