Nuove pompe di calore geotermiche consentono di utilizzare in maniera affidabile il calore del suolo o delle falde acquifere per riscaldare o climatizzare degli edifici. Esse comportano rilevante risparmio d'energia, mentre le prospettive di diffusione a medio termine sono promettenti
Captare l’energia immagazzinata nel suolo o
nell’acqua e trasformarla per riscaldare o climatizzare gli edifici, questo è il
principio delle pompe di calore (PAC) geotermiche. “Attualmente, spiega Jean
Lemale, della delegazione Ile-de-France dell’Ademe, la comparsa di modelli più
affidabili, più efficaci e che offrono la possibilità di riscaldare,
climatizzare e produrre acqua calda sanitaria rilancia questa tecnologia che
restituisce da tre a quattro kilowattore di calore per un kilowattore d'energia
elettrica consumata”.
E’ uno dei sistemi più economici, anche se
il costo d’investimento frena qualche po' la sua diffusione. Le varianti di
questa tecnologia trovano applicazioni in numerosi campi: case d'abitazione,
immobili d’ufficio, commercio...
Una gamma adattata ai bisogni
Le PAC su acqua di
falda: il calore è quello delle falde acquifere di una profondità inferiore ai
100 metri captate per trivellazione. E’ la soluzione più adatta per gl’immobili
destinati ad uffici, alberghi... dove la si utilizza per il riscaldamento e la
climatizzazione. Ma la condizione pregiudiziale è la presenza di una falda poco
profonda. In caso di portata insufficiente, la procedura AQUAPAC, messa in opera
congiuntamente dall’ADEME, EDF e il BRGM, offre una garanzia
finanziaria.
Le PAC su
suolo: il
calore viene captato nel suolo da collettori interrati orizzontalmente o
verticalmente. Queste PAC possono essere installate dappertutto. I collettori
orizzontali sono più facili da mettere in opera e dunque meno costosi, ma
richiedono una superficie di terreno equivalente a circa due volte la superficie
da riscaldare, contrariamente ai collettori verticali, più cari ma meno esigenti
in termini di spazio. I primi sono soprattutto utilizzati per villette
individuali mentre i secondi sono convenienti sia per queste ultime che per
immobili collettivi di piccola dimensione. Due tecnologie: il procedimento a
rilevazione diretta, che utilizza il fluido frigorigeno direttamente come
vettore di calore e il procedimento con fluido intermediario (in genere acqua
glicolata) che, benché leggermente meno efficiente, presenta rischi minori per
l’ambiente in caso di fughe eventuali a livello dei collettori
interrati.
Sperimentazioni conclusive
L’ADEME ha iniziato con EDF una
collaborazione per sviluppare queste tecniche. Dopo avere realizzato uno studio
sullo stato dell’arte, essa ha sostenuto la creazione di un gruppo di operatori
qualificati per promuovere delle soluzioni di qualità (etichette,
formazione...). Da due anni essa porta avanti con l’EDF un programma di
sperimentazione su sito con campagne di misurazioni associate il cui obiettivo è
di dimostrare l’efficacia dei nuovi modelli di PAC.
“I recenti risultati provano che il consumo di energia di un edificio che ne è provvisto è tre volte inferiore a quello di un edificio riscaldato solo elettricamente o mediante combustibili fossili. Le prospettive di diffusione sono promettenti. Le PAC su collettori orizzontali in case individuali sono in progressione (5000 unità vendute nel 2002 in Francia). Qunto alle PAC su acqua di falda, la domanda è reale per gli immobili del settore terziario, soprattutto nell’Ile-de-France e nelle Rhône-Alpes” precisa Jean Lemale.
Promuovere delle soluzioni di qualità
Creata nel febbraio del
2002, l’AFPAC ( Associazione francese per la promozione delle pompe di calore)
si è fissato l’obiettivo di accompagnare e di promuovere lo sviluppo delle pompe
di calore in Francia, qualunque sia il tipo di applicazione. Essa raggruppa
attualmente una trentina di membri( installatori, costruttori, centri tecnici e
di formazione, organismi pubblici, fra cui l’Ademe, produttori di energia...) La
sua ambizione è d’inquadrare lo sviluppo di un mercato ancora in emergenza,
favorendo lo sviluppo di sistemi di qualità che rispondano a criteri di elevata
prestazione, affidabilità e messa in opera.
Per maggiori
informazioni: http://www.afpac.org/
Fonte "La lettre Ademe" n.90
24/07/03